Canale dei Navicelli
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Canale dei Navicelli è un canale realizzato fra il 1563 e il 1575 che collega Pisa con il porto di Livorno. Esso prende il nome dai cosiddetti navicelli, imbarcazioni di modeste dimensioni con le quali venivano trasferite attraverso il canale merci provenienti dalla pianura pisana, dal Lago di Bientina e dall'area di Empoli.
Indice |
[modifica] Storia
La foce dell'Arno era, nel XVI secolo, paludosa ed interessata da forti correnti. Per tale ragione durante il regno di Cosimo I de' Medici, fu progettato e realizzato il canale fra la Porta a Mare di Pisa, di fronte al Bastione Stampace e sulla riva opposta dell'Arno rispetto agli arsenali presenti nella Cittadella, e la Fortezza Vecchia di Livorno, seguendo un percorso che, rettificato tra il 1920 ed il 1938, ha assunto un andamento prevalentemente rettilineo.
I punti di accesso al canale erano dunque tanto Pisa quanto a Livorno: la darsena di Pisa era caratterizzata da una costruzione detta "sostegno", più volte oggetto di ampliamenti; a Livorno, il canale fu dapprima situato all'esterno delle fortificazioni e nel XVII secolo venne inglobato nel quartiere della Venezia Nuova, subendo alcune modifiche per la presenza delle vicine strutture militari. Sempre a Livorno, nella prima metà dell'Ottocento, fu invece costruito l'imponente edificio della Dogana d'acqua, una barriera di controllo per i navicelli che entravano nel porto franco labronico, in origine circondata da due vaste darsene.[1]
Nel XX secolo furono realizzati tre ponti girevoli: due stradali nella frazione di Tombolo e nell'area portuale livornese ed uno ferroviario, tra Livorno e Calambrone, interessato dal traffico della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno.
Tutt'oggi il canale risulta navigabile. Le principali modifiche sono state apportate a Livorno, dove la realizzazione del Canale Scolmatore dell'Arno ha imposto una nuova foce in quest'ultimo prima di entrare nel porto vero e proprio e, a Pisa, dove in corrispondenza dell'attuale porto canale di Pisa (a vocazione mercantile), è stato costruito un nuovo incile, spostato più a sud rispetto alla Darsena Pisana, che è stata interrata alla fine del XX secolo.
[modifica] Il canale oggi
Attualmente il canale, ferma restando la sorveglianza da parte dell'Ufficio dei Fiumi e Fossi, è gestito dalla società mista pubblico-privata Navicelli S.p.A., che si occupa di curare la logistica relativa ai diversi insediamenti industriali presenti e dello sviluppo del canale stesso.[2]
A breve termine è prevista la riapertura del collegamento Arno-canale, sì da rendere nuovamente possibile la navigazione per le imbarcazioni (anche da diporto) provenienti dal fiume. Parallelamente, è in corso un'attività di recupero dell'antico Sostegno di Pisa, la cui area è stata, in parte, recentemente liberata dai detriti che la ricoprivano. Da più parti è stata auspicata la totale riapertura del tratto "storico" pisano, il cui recupero rappresenta un'ipotesi di grande interesse storico-ambientale, grazie anche alla possibilità di isituire un servizio di battelli turistici sul modello di molte città europee.
Dal lato livornese, i programmi della Pubblica Amministrazione prevedono il ripristino di una parte dello spazio acqueo interno alle mura, di fronte all'ex Caserma Lamarmora, e dell'ultimo tratto del canale, interrato alla fine del XIX secolo, in piazza del Luogo Pio (quartiere della Venezia Nuova).
Il vecchio Canale dei Navicelli, oggi classificato idrovia, é largo 35 metri ed ha un pescaggio di 3,50 metri ( calcolato mediomare ), per cui possono navigare natanti "Fluviomarittimi" con stazza fino a 1.200 tonnellate, lunghezza massima di 90 metri, pescaggio fino a 2,60 metri e con velocità non superiore a 6 nodi.
Ha un andamento rettilineo per 6 miglia nautiche, da Pisa alla curva del Canale Scolmatore, al quale si affianca piegando ad angolo retto verso il mare, per poi confluire nello stesso canale tra Calambrone e il porto di Livorno. L'accesso al mare per i natanti avviene proprio attraverso il porto labronico, lambendo quindi le banchine della Darsena Toscana e l'antica Torre del Marzocco. Dal porto, presso la Centrale termoelettrica Marzocco, il canale arriva alla Dogana d'acqua, entrando nel centro di Livorno: questo tratto è navigabile soltanto per le piccole imbarcazioni da diporto.
Tra Pisa e Livorno, lungo le sponde del canale, insistono inoltre alcuni cantieri navali e di grossa carpenteria metallica che, grazie alla vicinanza della via d'acqua, possono trasportare i grossi manufatti (serbatoi-distillatori) fino al porto di Livorno. I diversi orientamenti da parte delle Amministrazioni Pubbliche hanno fatto si che cessasse qualsiasi attività mercantile a favore dello sviluppo della cantieristica per la nautica da diporto.
Il Canale dei Navicelli riveste inoltre una notevole importanza strategica militare, per il fatto di attraversare la base militare di Camp Darby, a Tombolo, costituendo una componente determinante per i traffici della base.
[modifica] Note
- ^ La Dogana d'acqua fu gravemente danneggiata nel corso della seconda guerra mondiale e oggi i pochi resti rimasti sono abbandonati all'ombra di magazzini industriali. Le due darsene sono state interrate.
- ^ Con la Legge regionale n. 37 del 1982 la Regione Toscana passò l'intera infrastruttura al Comune di Pisa che, per rendere agevole l'utilizzo della stessa, costituì la società Navicelli S.p.A. con maggioranza a capitale pubblico.
[modifica] Bibliografia
- Livorno e Pisa: due città e un territorio nella politica dei Medici, Pisa, Nistri-Lischi, Pacini, 1980, pp. 58-61.

