Can

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CaN
Paese d'origine Germania Germania
Genere Krautrock
Musica sperimentale
Rock sperimentale
Art rock
Rock progressivo
Musica elettronica
Periodo di attività 1968-1979
Album pubblicati 34
Studio 13
Live 9
Raccolte 12
Sito web

CaN (The CaN fino al 1970) è stato un gruppo musicale, fondato in Germania nel 1968, il cui prodotto spazia tra vari generi e stili di musica moderna, genericamente individuabili nell'avanguardia sperimentale con caratteri di rock, elettronica e free che prende il nome di kosmik-rock o anche krautrock.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fondati a Colonia nel 1968 inizialmente con il nome di Inner Space Production per iniziativa di Holger Czukay (bassista trentenne ed ingegnere del suono, appassionato di minimalismo e musica etnica), Irmin Schmidt (pianista trentunenne) entrambi allievi del grande compositore Karlheinz Stockhausen insieme a Michael Karoli, Jaki Liebezeit.

Nell'autunno del 1968 entrò a far parte della formazione Malcom Mooney che cambiò il nome da Inner Space Production in CaN ma tornò in America (sua terra d'origine) poco dopo, venendo rimpiazzato alla voce da Damo Suzuki, vagabondo giapponese letteralmente raccattato dalla band durante il concerto di Monaco per poter dare seguito allo stesso.

In seguito, la band perse anche Damo Suzuki che abbandonò la band, dopo essersi sposato con una testimone di Geova, e continuò con alcuni progetti alternativi, fondando, per esempio, i Network nel 1987.

I Can proseguirono il loro percorso senza trovare mai più un degno successore alla voce di Mooney e Suzuki, ma implementando in diversi modi diversi aspetti della loro strumentalità, in particolar modo nelle performance dal vivo.

Il gruppo finì per sgretolarsi nei tardi anni settanta lasciando un'eredità incredibile: dischi memorabili ed intuizioni geniali che ebbero, nella musica d'avanguardia e nel rock, la stessa influenza che gruppi quali The Velvet Underground ebbero per la psichedelia ed essendo tuttora citati ed omaggiati con grande rispetto da grandi band in attività come The Mars Volta.

C'è stata una reunion nel 1991 per registrare una traccia della Colonna sonora del film di Wim Wenders Fino alla fine del mondo.

Alcuni membri continuano tuttora a fare musica. Da tenere presente è l'operato di Czukay, in particolar modo l'album Canaxis 5, opera fortemente sperimentale e caratterizzante di quel filone musicale che è l'elettronica.

Lo scrittore scozzese Alan Warner, nato a Oban nel 1964, ha scritto due romanzi in tributo a due differenti membri dei Can (Morvern Callar a Holger Czukay e The Man Who Walks to Michael Karoli).

Membri Storici[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album studio[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Kama Sutra/Melting Away (Liberty, 1969)
  • Soul Desert/Deadlock (Liberty, 1970)
  • Turtles Have Short Legs/Halleluwah (Liberty, 1971)
  • Spoon/Shikaro Maru Ten (United Artists, 1972)
  • Moonshake/Splash (United Artists, 1973)
  • Dizzy Dizzy/Come Sta La Luna (United Artists, 1974)
  • I Want More/..and More (Virgin Records, 1976)
  • Silent Night/Cascade Waltz (Virgin Records, 1976)
  • Don't Say No/September (Virgin Records, 1977)
  • Can-Can/Aspectacle (Harvest, 1979)

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

Bootleg[modifica | modifica wikitesto]

  • Prehistoric Future, Paris 1968
  • Mother Sky Berlin, Waldbühne 1971
  • University Of Essex, Colchester, UK 8-5-72
  • Horror Trip in the Paper House Köln 03.02.72
  • Live at Paris Olympia, France 1973
  • Live at Sussex University, Brighton, November 1975
  • Live at Stuttgart 31.10.1975
  • Live at Hannover 4.11.1976
  • London und Grenoble Live 1976

Film e video[modifica | modifica wikitesto]

  • (1972) Free Concert
  • (1998) The Can Documentary
  • (1999) The Can Box (cofanetto che include: Can Documentary, Free Concert, due CD dal vivo ed un libro)
  • (2004) The Can DVD (2 DVD ed 1 CD)

Other[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Julian Cope, Krautrocksampler. Guida personale alla Grande Musica Cosmica dal 1968 in poi, a cura di L. Fusari, Fazi Editore, 2006.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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