Campovalano

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Campovalano
frazione
Ingresso a Campovalano lungo la Statale 81
Ingresso a Campovalano lungo la Statale 81
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Comune Campli-Stemma.png Campli
Territorio
Coordinate 42°43′43″N 13°39′46″E / 42.728611°N 13.662778°E42.728611; 13.662778 (Campovalano)Coordinate: 42°43′43″N 13°39′46″E / 42.728611°N 13.662778°E42.728611; 13.662778 (Campovalano)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 64012
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti campovalanesi
Patrono san Pietro
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campovalano

Campovalano è una frazione del comune di Campli in provincia di Teramo di circa 600 abitanti.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il paese si trova lungo la SS 81 Piceno-Aprutina, strada che collega le città di Ascoli Piceno e Teramo, a circa 10 km dal capoluogo della provincia abruzzese. Situato ad un'altitudine di 464 metri sul livello del mare in una piana di circa 3 km quadrati ai piedi del monte Foltrone, il centro è noto per avere nel suo territorio la chiesa altomedievale dedicata a san Pietro e per la presenza della vasta necropoli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Torrione di avvistamento - Nei pressi della località di Piane di Campovalano si trovano i ruderi di un possente torrione utilizzato per l'avvistamento. Il fabbricato si eleva da una base circolare di circa 5 metri di diametro ed ha mura spesse circa 60 centimetri costituite da pietre non lavorate legate da malta.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

La necropoli di Campovalano[modifica | modifica sorgente]

L'area della necropoli si estende in località Coccioli di Campovalano,[2] su un terrazzo fluviale di circa 50 ettari, compreso tra i corsi del torrente Misigliano (a nord) e Fiumicino (a sud). L'intera superficie del sepolcreto si trova fra le quote di 426 e 455 metri sul livello del mare. Il sito è solcato da una via lastricata che, come una "via sacra", attraversa il terreno oggetto di scavo dall'anno 1967.[3] Il primo scopritore del giacimento archeologico fu Luigi Cellini, un contadino che arando il terreno di questa zona raggiunse i piani di inumazione delle sepolture riportando alla luce alcuni reperti. In seguito il sito rivelò di contenere un notevole numero di tombe a tumulo degli antichi Piceni, ancora oggi solo in parte esplorate. Lo scrittore teramano, ispettore onorario della necropoli, Giammario Sgattoni, accompagnato da Italo Cicconetti, nell'autunno del 1964, si recò in visita al contadino per convincerlo a rendere palesi gli oggetti trovati e per metterli a disposizione della Soprintendenza delle Antichità dell'Abruzzo e del Molise.[3] Nel tempo, sono state riportate alla luce oltre 600 sepolture ad inumazione datate tra la fine dell'età del bronzo, XII-X secolo a.C., periodo che corrisponde alla prima fase di utilizzo del terreno per il seppellimento, fino al tempo della conquista romana, inizi del II secolo a.C., età in cui l'area tornò ad essere coltivata a scopo agricolo.[4] Le ricerche condotte inducono a credere che la necropoli custodisca nel suo sottosuolo circa 20 mila tombe.[5] Il patrimonio archeologico dei corredi funerari rinvenuti è costituito da servizi di vasi in bronzo, vasi in ceramica di colore nero lavorati al tornio, poculum, pissidi, olle, brocche, grattugia in bronzo, kylix attica, morsi per cavallo con aposfisi equine, spade, pugnali, vasi porta-sabbia. Nelle tombe femminili sono state trovate fibule di bronzo con pendenti di conchiglia ciprea, nettaunghie, nettaorecchie, strumentari da lavoro legati al cucito, alla tessitura e alla filatura, come aghi, rocchetti e fusi ed anche bulle, collane di pasta vitrea e ambra. Il materiale del sito archeologico di Campovalano è stato destinato per l'esposizione e la conservazione sia al Museo Archeologico Nazionale di Campli[6] e sia al Museo Archeologico Nazionale di Chieti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L. Braccilli, op. cit., p. 14.
  2. ^ Il Museo di Campli - sito ufficiale del Comune di Campli URL consultato il 13 ottobre 2012.
  3. ^ a b L. D'Ercole, op. cit., p. 165.
  4. ^ Scheda della necropoli di Campovalano - Sito ufficiale della Provincia di Teramo URL consultato il 13 ottobre 2012.
  5. ^ Campovalano - Sito archeologico della Provincia di Teramo - Sito della Regione Abruzzo URL consultato il 13 ottobre 2012.
  6. ^ Museo Archeologico Nazionale di Campli - Sito ufficiale della Provincia di Teramo URL consultato il 13 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vincenzo D'Ercole, La necropoli di Campovalano in Le valli della Vibrata e del Salinello, (Documenti dell'Abruzzo Teramano, IV, Tomo 1), Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, Edigrafital per conto di Carsa Edizioni, Sant'Atto di Teramo, aprile 1996, pp. 165-192;
  • Luisa Franchi Dell'Orto e Claudia Vultaggio, Dizionario Topografico e Storico in Le valli della Vibrata e del Salinello, (Documenti dell'Abruzzo Teramano, IV, Tomo 3), Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, Edigrafital per conto di Carsa Edizioni, in Sant'Atto di Teramo, novembre 2006, pp. 702-703;
  • Luigi Braccilli, Città, paesi e chiese d'Abruzzo, Edigrafital S.p.A., Sant'Atto (Teramo), novembre, 2000, p. 14;
  • Giammario Sgattoni, Lo scopritore di Campovalano, in "Campli Nostra Notizie", Campli, a. V, n. 20, luglio-settembre 2007, p. 5 (L'articolo è stato scritto nel giugno 1978 e nello stesso periodo letto alla radio di Rai Abruzzo. È stato poi pubblicato sul volume Abruzzo antico dello stesso autore e ripubblicato in Teramani, Teramo, n. 30, dicembre 2006, pp. 16–17. Sgattoni ha inteso onorare e ricordare Luigi Cellini scomparso il 31 maggio 1978, scopritore della necropoli italica di Campovalano);

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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