Campionato del mondo di scacchi 1910 (Lasker-Schlechter)

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Chess zver 26.png a8 rl b8 c8 d8 e8 f8 g8 h8 Chess zver 26.png
a7 b7 c7 kd d7 e7 f7 g7 pd h7
a6 b6 c6 d6 e6 f6 pd g6 h6
a5 b5 rd c5 qd d5 pd e5 f5 g5 pd h5
a4 b4 c4 pd d4 e4 f4 g4 pl h4
a3 b3 c3 d3 e3 f3 g3 h3 pl
a2 ql b2 c2 d2 e2 f2 pl g2 kl h2
a1 b1 c1 d1 e1 f1 g1 h1
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Diagramma 1: 54... Dc5; 55. Da6! Tb8; 56.Ta7+ Rd8; 57.Txg7 Db6; 58.Da3 Rc8; 59Df8+ 1-0
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Chess zver 26.png a8 b8 c8 rl d8 e8 f8 bd g8 h8 kd Chess zver 26.png
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a1 b1 c1 d1 e1 f1 g1 h1
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Diagramma 2: Se 39. ... Dh4+! 40.Rd2 Dh2+ 41.Re3 Txf3+ 42.Rxf3 Dh3+ e 43. ... Dxc8 =

Il primo campionato del mondo di scacchi 1910 vide affrontarsi Emanuel Lasker e Carl Schlechter. Lasker conservò il titolo mondiale pareggiando il match.

Contesto [modifica]

Lasker fu assai parsimonioso nel mettere in gioco il suo titolo, accettando solo sei sfide in oltre un quarto di secolo di regno. Soprattutto, per acconsentire al duello, pretendeva che lo sfidante mettesse a disposizione una congrua somma da spartirsi alla fine del match.

Schlechter non fu in grado di garantire al campione una borsa consistente e così, dopo lunghe trattative, questi acconsentì a disputare comunque l'incontro a condizioni che già all'epoca fecero gridare allo scandalo: per conquistare il titolo lo sfidante avrebbe dovuto sopravanzare il campione uscente di almeno due punti in un match di sole dieci partite. Questo vero e proprio capestro trovava la sua giustificazione nel fatto che, in base ad un primo accordo, le partite avrebbero dovuto essere trenta, cosa che avrebbe reso più sopportabile l'imposizione. Venendo meno le condizioni economiche richieste da Lasker, le partite furono ridotte di numero ma la condizione rimase.

Campionato [modifica]

La sfida ebbe inizio il 7 gennaio 1910 a Vienna, e si concluse il 10 febbraio a Berlino: in ciascuna delle due città vennero disputate cinque partite.

Le prime quattro partite furono tutte patte, nonostante Schlechter avesse spesso l'iniziativa, anche in forza di una serie di innovazioni in apertura introdotte per l'occasione. Nella quinta partita Schlechter, col bianco, riuscì ad avere ragione del campione in un finale di pedoni e pezzi pesanti risultato da una combattuta variante berlinese della spagnola (C66) (Diagramma 1), ma non bastava: a Schlechter serviva ancora una vittoria.

Così, dopo altre quattro patte, Schlechter si trovò a disputare la decima partita con i neri. L'austriaco si avventurò in un'audace gestione della difesa slava (D11), ma la difesa di Lasker tenne. Sentendosi forzato a vincere a tutti i costi per raggiungere il punteggio richiesto Schlechter rifiutò (o non vide) il modo di ottenere una posizione patta. Nella posizione del Diagramma 2 giocò 39. ... Dh2+? anziché Dh4+!, così che, lentamente ma inesorabilmente, il campione riuscì a far valere il suo vantaggio di materiale, vincendo la partita e pareggiando il match. Lasker manteneva così il titolo con pieno diritto.

Secondo l'opinione di molti storici degli scacchi[1] [2], quello che probabilmente Schlechter non aveva calcolato era che la clausola imposta da Lasker mirava a garantire il campione soprattutto da un punto di vista contrattuale ed economico, poiché vi era una posta in palio. In caso di vittoria anche di un solo punto, invece, il peso morale dello sfidante sarebbe aumentato enormemente: in un periodo in cui il titolo era di fatto una faccenda informale, in molti l'avrebbero potuto ritenere il vero campione. In ogni caso il mondo scacchistico avrebbe preteso una nuova sfida, questa volta a condizioni più eque, e probabilmente qualche sponsor si sarebbe fatto avanti.

Alcuni dubitano dell'effettiva esistenza della clausola relativa ai due punti di vantaggio, ma è pur vero che Lasker tentò di inserirla anche in occasione delle trattative in vista del match con Capablanca [3], anche se in questo caso lo sfidante aveva un peso differente, ed il vecchio campione non riuscì ad imporsi.

Note [modifica]

  1. ^ Israel Albert Horowitz «I campioni del mondo di scacchi» Milano, Mursia, 1988.
  2. ^ Boris Vajnstein «Lasker: filosofia della lotta» Roma, Prisma, 1994 ISBN 88-7264-040-7
  3. ^ http://members.aol.com/graemecree/chesschamps/world/world1910.htm
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