Campionato del mondo di scacchi 1910 (Lasker-Schlechter)

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8
Chessboard480.svg
a8 torre del bianco
c7 re del nero
g7 pedone del nero
f6 pedone del nero
b5 torre del nero
c5 donna del nero
d5 pedone del nero
g5 pedone del nero
c4 pedone del nero
g4 pedone del bianco
h3 pedone del bianco
a2 donna del bianco
f2 pedone del bianco
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Diagramma 1: 54... Dc5; 55. Da6! Tb8; 56.Ta7+ Rd8; 57.Txg7 Db6; 58.Da3 Rc8; 59Df8+ 1-0
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c8 torre del bianco
f8 alfiere del nero
h8 re del nero
a7 pedone del nero
e7 pedone del nero
b5 cavallo del nero
h5 donna del nero
a4 cavallo del bianco
d4 pedone del bianco
f4 torre del nero
a3 pedone del bianco
d3 donna del bianco
f3 torre del bianco
f2 re del bianco
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7 7
6 6
5 5
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3 3
2 2
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Diagramma 2: Se 39. ... Dh4+! 40.Rd2 Dh2+ 41.Re3 Txf3+ 42.Rxf3 Dh3+ e 43. ... Dxc8 =

Il primo campionato del mondo di scacchi 1910 vide affrontarsi Emanuel Lasker e Carl Schlechter. Lasker conservò il titolo mondiale pareggiando il match.

Contesto[modifica | modifica sorgente]

Lasker fu assai parsimonioso nel mettere in gioco il suo titolo, accettando solo sei sfide in oltre un quarto di secolo di regno. Soprattutto, per acconsentire al duello, pretendeva che lo sfidante mettesse a disposizione una congrua somma da spartirsi alla fine del match.

Schlechter non fu in grado di garantire al campione una borsa consistente e così, dopo lunghe trattative, questi acconsentì a disputare comunque l'incontro a condizioni che già all'epoca fecero gridare allo scandalo: per conquistare il titolo lo sfidante avrebbe dovuto sopravanzare il campione uscente di almeno due punti in un match di sole dieci partite. Questo vero e proprio capestro trovava la sua giustificazione nel fatto che, in base ad un primo accordo, le partite avrebbero dovuto essere trenta, cosa che avrebbe reso più sopportabile l'imposizione. Venendo meno le condizioni economiche richieste da Lasker, le partite furono ridotte di numero ma la condizione rimase.

Campionato[modifica | modifica sorgente]

La sfida ebbe inizio il 7 gennaio 1910 a Vienna, e si concluse il 10 febbraio a Berlino: in ciascuna delle due città vennero disputate cinque partite.

Le prime quattro partite furono tutte patte, nonostante Schlechter avesse spesso l'iniziativa, anche in forza di una serie di innovazioni in apertura introdotte per l'occasione. Nella quinta partita Schlechter, col bianco, riuscì ad avere ragione del campione in un finale di pedoni e pezzi pesanti risultato da una combattuta variante berlinese della spagnola (C66) (Diagramma 1), ma non bastava: a Schlechter serviva ancora una vittoria.

Così, dopo altre quattro patte, Schlechter si trovò a disputare la decima partita con i neri. L'austriaco si avventurò in un'audace gestione della difesa slava (D11), ma la difesa di Lasker tenne. Sentendosi forzato a vincere a tutti i costi per raggiungere il punteggio richiesto Schlechter rifiutò (o non vide) il modo di ottenere una posizione patta. Nella posizione del Diagramma 2 giocò 39. ... Dh2+? anziché Dh4+!, così che, lentamente ma inesorabilmente, il campione riuscì a far valere il suo vantaggio di materiale, vincendo la partita e pareggiando il match. Lasker manteneva così il titolo con pieno diritto.

Secondo l'opinione di molti storici degli scacchi[1] [2], quello che probabilmente Schlechter non aveva calcolato era che la clausola imposta da Lasker mirava a garantire il campione soprattutto da un punto di vista contrattuale ed economico, poiché vi era una posta in palio. In caso di vittoria anche di un solo punto, invece, il peso morale dello sfidante sarebbe aumentato enormemente: in un periodo in cui il titolo era di fatto una faccenda informale, in molti l'avrebbero potuto ritenere il vero campione. In ogni caso il mondo scacchistico avrebbe preteso una nuova sfida, questa volta a condizioni più eque, e probabilmente qualche sponsor si sarebbe fatto avanti.

Alcuni dubitano dell'effettiva esistenza della clausola relativa ai due punti di vantaggio, ma è pur vero che Lasker tentò di inserirla anche in occasione delle trattative in vista del match con Capablanca [3], anche se in questo caso lo sfidante aveva un peso differente, ed il vecchio campione non riuscì ad imporsi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Israel Albert Horowitz «I campioni del mondo di scacchi» Milano, Mursia, 1988.
  2. ^ Boris Vajnstein «Lasker: filosofia della lotta» Roma, Prisma, 1994 ISBN 88-7264-040-7
  3. ^ http://members.aol.com/graemecree/chesschamps/world/world1910.htm
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