Campi per l'internamento civile nell'Italia fascista

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I campi per l'internamento civile nell'Italia fascista furono dei campi di internamento presenti in Italia durante il ventennio fascista.

In particolare, durante la seconda guerra mondiale, tra il 10 giugno 1940 ed il 2 maggio 1945, vennero istituiti sul territorio italiano e sui territori annessi del Regno di Jugoslavia, campo di concentramento, di confino, di smistamento per i prigionieri e di lavoro coatto.

Stima sul numero dei campi e degli internati[modifica | modifica sorgente]

Fabio Galluccio afferma che il numero dei diversi tipi di campi era 200[1]. Luciano Casali ne conta 259.[senza fonte]

Il numero di persone calcolato di seguito non è una stima esatta delle persone che in totale transitarono nei vari campi, ma una media delle persone che erano costantemente presenti in essi. Fanno eccezione quelli il cui numero è seguito da asterisco, per i quali il numero riportato è effettivamente corrispondente alla stima approssimativa dei deportati transitati lungo tutto il periodo di apertura del campi.

Nella tabella di seguito con "allogeni" vengono indicate le minoranze etniche slovena e croata[2].

Numero Nome del campo Città Tipo di campo Tipologia di internati internati (stima) Campo istituito da Direttori Operatività
1 Arbe[3] Fiume, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager Civili uomini, donne, bambini, ebrei (internamento protettivo) 6577* Ministero dell'Interno Colonnello dei Carabinieri Vincenzo Cuiuli giugno 1942 - 17 settembre 1943
2 Fertilia Alghero, Sardegna Lager per l'internamento civile Civili, per lo più croati 300 Ministero dell'Interno Arma dei Carabinieri gennaio 1943 - agosto 1943
3 Mamula Cattaro, Dalmazia (oggi in Montenegro) Lager Civili uomini e donne 540 Ministero dell'Interno Colonnello P. Pasquini, Col. P. Rivaria, Col. G. Prolaran giugno 1942 - 30 giugno 1943
4 Melàda ( Molat )[4] Zara, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager Civili 2400* Governatorato Civile della Dalmazia Commissario Leonardo Fantoli, Carlo Sommer giugno 1942 - 9 settembre 1943
5 Renicci (Anghiari)[5] Arezzo, Toscana Lager Civili dai 12 ai 70 anni, per la maggior parte jugoslavi 3950* Ministero dell'Interno Colonnello Giuseppe Pistone, colonnello Firenzuola, maggiore Rossi 7 ottobre 1942 - aprile 1945
6 Chiesanuova[6] Padova, Veneto Lager per l'internamento civile Civili jugoslavi, soprattutto croati 3500* Ministero dell'Interno Colonnello Dante Caporali 15 agosto 1942 - 1º luglio 1943
7 Monigo[7] Treviso, Veneto Lager per l'internamento civile Civili jugoslavi 3464* Ministero dell'Interno Tenente colonnello dei Carabinieri Alfredo Anceschi aiutato dal capitano Eliseo Signorini 2 luglio 1942 - 8 settembre 1943
8 Gonars[8] Udine, Friuli-Venezia Giulia Lager per l'internamento civile Civili jugoslavi ed oppositori politici 6500* Ministero dell'Interno Tenente colonnello Eugenio Vicedomini, Cesare Marioni, Ignazio Fragapane, Gustavo De Dominicis, Arturo Macchi ottobre 1941 - 19 ottobre 1943
9 Čiginj (Cighino) Tolmino (Slovenia) Lager per l'internamento civile Civili rastrellati nella provincia di Lubiana 600 Ministero dell'Interno Colonnello Francesco De ruvo 6 marzo 1942 - aprile 1942
10 Visco[9] Udine, Friuli-Venezia Giulia Lager per l'internamento civile Civili jugoslavi 3272* Ministero dell'Interno Tenente colonnello dei carabinieri Salvatore Bonofiglio gennaio 1943 - 11 settembre 1943
11 Poggio Terzarmata Gorizia, Friuli-Venezia Giulia Lagerper l'internamento civile Civili jugoslavi e italiani n\a Ministero dell'Interno, Prefettura di Gorizia, Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia Giulia n\a settembre 1942 - 9 settembre 1943
12 Ferramonti[10] Cosenza, Calabria Lager Ebrei, civili stranieri e apolidi 2016* Ministero dell'Interno Commissario per la pubblica sicurezza Paolo Salvatore, Leopoldo Pelosio, Mario Fraticelli giugno 1940 - primavera 1944
13 Tremiti Foggia, Puglia Lager Ebrei, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), omosessuali[senza fonte] 2300 Ministero dell'Interno Commissario Francesco Coviello settembre 1940 - estate 1943
14 Manfredonia[11] Foggia, Puglia Lager Civili, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), rastrellati, ebrei, apolidi 228 Ministero dell'Interno funzionario di pubblica sicurezza Guido Celentano, quindi Rosario Stabile 16 giugno 1940 - 9 settembre 1943
15 Pisticci Matera, Basilicata Lager Civili condannati dal Tribunale Speciale e sottoposti a internamento, "italiani pericolosi (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), polacchi, ufficiali greci, slavi 997 Ministero dell'Interno Eugenio Parrini (da alcuni internati definito fanatico sostenitore del duce e fervente filonazista)[senza fonte] 1940 - 13 settembre 1943
16 Montefiore Irpino Avellino, Campania Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale") 104 Ministero dell'Interno n\a giugno 1940 - ottobre 1943
17 Campagna[12] Salerno, Campania Lager "Sudditi nemici" inglesi e francesi, ebrei italiani, ebrei stranieri, apolidi, tedeschi, austriaci, polacchi, fiumani, cecoslovacchi, jugoslavi 369 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Eugenio De Paoli, Maiello, Carrozzo 15 giugno 1940 - 19 settembre 1943
18 Ariano Irpino Avellino, Campania Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), "allogeni" della Venezia Giulia 86 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Vito Pirozzi luglio 1940 - 9 settembre 1943
19 Tossicia Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, Cinesi, zingari jugoslavi 127 Ministero dell'Interno n\a novembre 1941 - 26 settembre 1943
20 Tortoreto Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, apolidi, "allogeni" della Venezia Giulia, italiani responsabili di infrazioni annonarie 114 Ministero dell'Interno Funzionario di pubblica sicurezza Attilio Capurro, Amerigo Amelio luglio 1940 - 6 settembre 1943
21 Notaresco Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, apolidi, civili italiani e stranieri 96 Ministero dell'Interno n\a 13 luglio 1940 - gennaio 1944
22 Nereto Teramo, Abruzzo Lager Ebrei stranieri, apolidi, "allogeni" della Venezia Giulia, "italiani pericolosi"(oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, "sudditi nemici" 200 Ministero dell'Interno Commissario Francesco Alongi 17 giugno 1940 - 1º febbraio 1944
23 Lanciano Chieti, Abruzzo Lager Donne straniere appartenenti alla categoria dei "sudditi nemici", e degli "ebrei stranieri" 75 Ministero dell'Interno Podestà locale Raffaele Di Guglielmo, seguito dal Commissario per la pubblica sicurezza Eduino Pistone, Olindo Tiberi Pasqualoni, Domenico Palermo, Carmine Medici e Giuseppe Franco. Assistiva la co-direttrice Rosa Pace, quindi Marisa Marfisi luglio 1940 - settembre 1943
24 Istonio Chieti, Abruzzo Lager oppositori politici italiani 185 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Vincenzo Prezioso giugno 1940 - ottobre 1943
25 Isola del Gran Sasso Teramo, Abruzzo Lager Ebrei italiani e stranieri, cinesi 147 Ministero dell'Interno n\a giugno 1940 - ottobre 1943
26 Isernia[13] Campobasso, Molise Lager "Italiani pericolosi"(oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, "sudditi nemici", ebrei italiani e stranieri, civili italiani e stranieri 139 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Guido Renzoni, Pasquale Morra ottobre 1940 - settembre 1943
27 Corropoli[14] Teramo, Abruzzo Lager "Italiani pericolosi"(oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei stranieri, civili greci, "sudditi nemici" britannici, jugoslavi 165 Ministero dell'Interno n/a 1º febbraio 1941 - maggio 1944
28 Civitella del Tronto Teramo, Abruzzo Lager Civili greci, "sudditi nemici" britannici, belgi, cinesi 186 Ministero dell'Interno Funzionario di pubblica sicurezza Mario Gagliardi, Giovanni Cardinale, Giuseppe Franco, Domenico Palermo, Francesco Mariniello 4 settembre 1940 - maggio 1944
29 Città Sant'Angelo Pescara, Abruzzo Lager Civili jugoslavi 135 Ministero dell'Interno n\a giugno 1940 - 8 settembre 1943
30 Agnone Campobasso, Molise Lager "Sudditi nemici" (soprattutto cecoslovacchi e britannici), ebrei stranieri (soprattutto tedeschi e austriaci). In seguito il campo divenne misto (i prigionieri erano uomini e donne) e detenneanche zingari jugoslavi[senza fonte] 155 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Guglielmo Casale 14 luglio 1940 - 21 giugno 1943
31 Bagno a Ripoli Firenze, Toscana Lager Ebrei stranieri e italiani, apolidi, "sudditi nemici" (inglesi, francesi, greci, norvegesi, russi in particolare) 180 Ministero dell'Interno Commissario di pubblica sicurezza Pasquale de Pasquale, Fernando di Donna, Domenico Cecchetti, Mario Cecioni luglio 1940 - 22 settembre 1943
32 Montalbano/Rovezzano Firenze, Toscana Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi 56 Ministero dell'Interno Commissario Domenico Cecchetti maggio 1941 - estate 1944
33 Civitella in Val di Chiana/ Villa Oliveto Arezzo, Toscana Lager "sudditi nemici", ebrei stranieri, prigionieri inglesi deportati dalla Libia 90 Ministero dell'Interno Ufficiale di pubblica sicurezza Amedeo Mascio, Vincenzo Gullino, Ferdinando Longhi, Carlo Vitti, Carmelo Giardina, Francesco Garofano luglio 1940 - 9 giugno 1944
34 Capannori, Colle di Compito[15] Lucca, Toscana Lager prigionieri politici, ebrei, civili, prigionieri militari inglesi Ministero dell'Interno Colonnello Vincenzo Cione, capitano Massimo de Felice (uccisi assieme al soldato Domenico Mastrippolito il 10 settembre 1943 dalle truppe d'invasione tedesche, al rifiuto di consegnare loro i prigionieri)[16] luglio 1940 - giugno 1944
35 Fabriano Ancona, Marche Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi 90 Ministero dell'Interno funzionario di pubblica sicurezza Antonio Vecchio, "sorvegliato" dai carabinieri settembre 1940 - aprile 1944
36 Petriolo Macerata, Marche Lager esclusivamente per donne, "suddite nemiche" ed "ebree straniere" 30 Ministero dell'Interno n\a dicembre 1942 - settembre 1943
37 Pollenza Macerata, Marche Lager per donne, "suddite nemiche" ed "ebree straniere" 103 Ministero dell'Interno Nicola Lorito giugno 1940 - marzo 1944
38 Sassoferrato Ancona, Marche Lager "allogeni" e jugoslavi 60 Ministero dell'Interno funzionario di pubblica sicurezza Antonio Vecchio agosto 1942 - 15 settembre 1943
39 Urbisaglia Macerata, Marche Lager ebrei italiani, ebrei stranieri, apolidi, jugoslavi, "allogeni" 123 Ministero dell'Interno funzionari di pubblica sicurezza Mario Bitozzi, Giuseppe Franco, Paolo Spetta, Umberto Leproni. Il campo era sorvegliato dai carabinieri giugno 1940 - 23 ottobre 1943
40 Fossoli[17] Carpi, Emilia-Romagna campo per prigionieri di guerra alleati dal 1942 al 1943, lager per ebrei dal 1943 al 1944, Polizei- und Durchgangslager nel 1944, campo di raccolta per mano d'opera per la Germania nel 1944 "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, prigionieri di guerra, ebrei italiani (fra cui Primo Levi) e stranieri, civili, "sudditi" nemici oltre 5000* Ministero dell'Interno n\a 1942 - 1945
41 Montechiarugolo Parma, Emilia-Romagna Lager "sudditi nemici" inglesi e francesi, "ebrei stranieri" 146 Ministero dell'Interno Carmine Medici, Olindo Tiberi, Igino Adami, Mario Majello, Vittorio Pietrantonio agosto 1940 - ottobre 1943
42 Scipione Parma, Emilia-Romagna Lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei stranieri, "sudditi" nemici 173 Ministero dell'Interno n\a Il campo era sorvegliato dai carabinieri luglio 1940 - settembre 1940
43 Risiera di San Sabba[18] Trieste, Friuli-Venezia Giulia lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei italiani e stranieri, "sudditi" nemici, jugoslavi, civili rastrellati, prigionieri di guerra, circa 25000* III Reich Commissario austriaco Friedrich Rainer 20 ottobre 1943 - 29 aprile 1945
44 Bolzano[19][20] Bolzano, Trentino-Alto Adige lager "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), ebrei italiani e stranieri, "sudditi" nemici, zingari, civili rastrellati 11.116* SS Tenente SS Karl Titho, maresciallo Haage maggio 1944 - maggio 1945
45 Borgo San Dalmazzo[21] Cuneo, Piemonte lager Ebrei italiani e stranieri circa 400 Ministero dell'Interno Buffarini Guidi settembre 1943 - febbraio 1944
46 Zlarino Zara, Dalmazia (oggi in Croazia) Lager per rastrellati politici e loro familiari Civili 1652* Ministero dell'Interno Comandante della 173ª Sezione Regi Carabinieri della Divisione "Eugenio di Savoia", in seguito il tenente colonnello Umberto Ransava marzo 1943 - 15 giugno 1943

Campi di concentramento italiani destinati all'internamento di sloveni e croati residenti nella Provincia di Lubiana, nella Provincia di Fiume e nel Governatorato di Dalmazia[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati raccolti dallo storico Carlo Spartaco Capogreco[22] gli sloveni e croati deportati nei campi di concentramento allestiti dal regime fascista dalla primavera del 1942 all'8 settembre 1943 (Arbe/Rab nella Provincia di Fiume, Melada/Molat nel Governatorato di Dalmazia, Gonars in provincia di Udine, Monigo in provincia di Treviso, Chiesanuova in provincia di Padova, Colfiorito in provincia di Perugia e Renicci in provincia di Arezzo) furono non meno di 25000. Quello allestito sull'isola di Arbe/Rab fu il più importante e nello stesso tempo anche il più terribile. Su circa 7500 internati, i morti accertati furono non meno di 1435, tra cui oltre 100 bambini di età inferiore ai 10 anni[23]. In esso il tasso medio di mortalità superava quello registrato nel campo di concentramento di Buchenwald, che fu del 15 per cento[24].

Campi per l'internamento militare[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella sono riportati i POW (Prisoners Of War, cioè Prigionieri Di Guerra) e internati civili nell'Italia metropolitana, compresi i territori annessi alla provincia di Fiume, esclusi il governatorato di Dalmazia e la Provincia di Lubiana.

Giorno Francesi degaullisti Britannici Americani Greci Jugoslavi Internati civili Totale internati
30 novembre 1942 627 70.155 24 1.653 6.066 22.195 100.720
31 dicembre 1942 681 71.227 446 1.531 6.130 22.062 102.077
31 marzo 1943 2.330 70.521 742 1.686 5.760 20.724 101.763
30 aprile 1943 1.914 68.898 556 1.690 5.787 21.141 99.986
Fonte:, Davide Rodogno Il nuovo ordine mediterraneo, ed. Bollati Boringhieri, Torino 2003

Colonie di confino[modifica | modifica sorgente]

Il numero di persone calcolato nella tabella non vuole essere una stima delle persone che in totale transitarono nelle varie colonie, ma una media delle persone che erano costantemente presenti nelle colonie. Si stima che il numero complessivo delle persone che furono confinate in Italia durante il periodo bellico sia all'incirca pari a 10.000[senza fonte].

Numero Nome del campo Città Tipologia internati internati (stima) Direttori Operatività
1 Lipari Messina, Sicilia Civili e confinati italiani e stranieri (soprattutto jugoslavi) 383 dirigente del commissariato di pubblica sicurezza Giuseppe Geraci giugno 1941 - 14 luglio 1943
2 Lampedusa Trapani, Sicilia oppositori politici 1940 - 1943
3 Pantelleria Trapani, Sicilia oppositori politici 1940 - 1943
4 Favignana Trapani, Sicilia oppositori politici 1940 - 1943
5 Ustica Palermo, Sicilia Omosessuali e civili italiani e jugoslavi. Furono qui confinati personaggi illustri fra cui Filippo Turati, Ferruccio Parri, Carlo Rosselli e Nello Rosselli, Randolfo Pacciardi, Amadeo Bordiga e Antonio Gramsci 2065 Commissario Foresta giugno 1940 - 21 giugno 1943
6 Tremiti Foggia, Puglia Ebrei, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), omosessuali 2300 Comissario Francesco Coviello settembre 1940 - estate 1943
7 Pisticci Matera, Basilicata Civili condannati dal Tribunale Speciale e sottoposti a internamento, "italiani pericolosi (oppositori politici, ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), polacchi, ufficiali greci, slavi 997 Eugenio Parrini (da alcuni internati definito fanatico sostenitore del duce e fervente filonazista)[senza fonte] 1940 - 13 settembre 1943
8 Ventotene definita anche "cittadella confinaria" Littoria, Lazio Oppositori politici italiani e stranieri, "Italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale", tra i quali Sandro Pertini 879 Marcello Guida 1940 - il 7 agosto 1943 un telegramma firmato da Sandro Pertini, Francesco Fancello, Altiero Spinelli, Pietro Secchia, Mauro Scoccimarro, Ante Balic e Anton Fiauciović fu inviato al nuovo capo del governo. In tale telegramma i deportati di Ventotene reclamavano, in virtù della soppressione del regime fascista, l'immediata liberazione dei detenuti. Il campo fu liberato totalmente alla fine di agosto 1943.
9 Ponza Littoria, Lazio campo misto ("ospitava" sia uomini che donne), "comunisti nazionalisti" montenegrini, "intellettuali indesiderabili" serbi, albanesi, greci. Ospitò anche personaggi illustri, fra cui Giorgio Amendola, Lelio Basso, Pietro Nenni, Giuseppe Romita, Umberto Terracini e Anteo Zaniboni 708 Commissario Attilio Bandini, Sebastiano Vassallo (appartenente all'OVRA) 1939 - 28 agosto 1943

I campi di smistamento e il loro riutilizzo post-bellico[modifica | modifica sorgente]

I campi di smistamento per il lavoro coatto erano gestiti da tedeschi e/o italiani e vi venivano portate persone in attesa che fosse loro assegnata una destinazione definitiva o, qualora la destinazione fosse stata già assegnata ai deportati, nell'attesa di riempire un convoglio di persone con la stessa destinazione. Molti campi, come la Risiera di San Sabba e Fossoli svolsero, tra le altre funzioni, anche quella di detenere i deportati in transito verso i campi loro destinati. I campi di smistamento e di transito per i soldati italiani deportati in Germania come internati militari italiani.
Alla fine della guerra alcuni di questi campi furono utilizzati con altre funzioni; vi furono infatti:

  • campi in cui vennero segregati gli ex-soldati dell'Asse in attesa che le autorità italiane o alleate esaminassero i loro casi
  • campi di raccolta profughi
  • campi di reclusione, come Fraschette di Alatri e Fossoli, nei quali erano rinchiusi i profughi e gli ex-militari accusati di crimini civili (furti, aggressioni, borsa nera, prostituzione, violenze).
Numero Nome Città Tipo di luogo Tipologia internati Campo istituito da Direttori Operatività
1 Caserme Rosse[25][26][27] Bologna, Emilia-Romagna campo di raccolta e smistamento campo per militari e civili italiani rastrellati, partigiani, sacerdoti arrestati con i civili 8 settembre 1943 - 12 ottobre 1944
2 Fraschette Alatri, Lazio campo di concentramento e smistamento Prigionieri di guerra e famiglie dei prigionieri, internati civili italiani e stranieri (soprattutto jugoslavi) Ministero dell'Interno Commissario Stanislao Rodriguez, Giovanni Fantussati luglio 1942 - 19 aprile 1944
3 Prevlaka Cattaro, Dalmazia meridionale (oggi in Montenegro) Campo di smistamento civili uomini e donne: detenuti in attesa di processo e civili per cui era stato deciso, dalla Prefettura o dalla Questura, l'internamento repressivo Ministero dell'Interno Colonnello P. Pasquini, colonnello P. Rivaria, colonnello G. Prolaran giugno 1942 - 30 giugno 1943
4 Tavernelle Perugia, Umbria Campo adibito principalmente al lavoro coatto degli internati Civili Ministero dell'Interno Capitano Guido Razzano, assistevano il tenente Mario Farinacci e il capitano Valentino Munzi 7 ottobre 1942 - 15 settembre 1943
5 Colfiorito Foligno, Umbria Campo di concentramento Prigionieri di guerra e civili Ministero dell'Interno Capitano Tullio Chechin, in seguito capitano Gioacchino Mandini ottobre 1942 - 27 settembre 1943
6 Alberobello Bari, Puglia Campo di internamento e smistamento Ebrei italiani e stranieri; civili inglesi, maltesi, irlandesi e indiani; apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi [senza fonte] Ministero dell'Interno Donato Giangrande, Giambattista Melchiorre 28 giugno 1940 - 6 settembre 1943

Ville Tristi[modifica | modifica sorgente]

Fra il 1943 ed il 1945 in Italia furono istituite le "ville tristi", luoghi chiusi di tipo carcerario collocate interni alle città.

Le ville tristi erano una sorta di precampo, ossia un luogo dove interrogare e torturare[senza fonte] le persone prima di spedirle al confino o in un campo. In altri casi servivano esclusivamente per interrogare, torturare, ridurre alla fame ed uccidere i detenuti[senza fonte].

La gestione di queste carceri era affidata sia alla Gestapo che all'amministrazione italiana.

Numero Nome casa dello studente Città Genova Tipologia internati Campo istituito da Direttori Operatività
1 Via Bellosguardo Trieste Ebrei italiani e stranieri; civili inglesi, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, partigiani Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza Giuseppe Gueli, Banda Collotti 1942 - 1945
2 Via Bolognese 67 Firenze Oppositori politici. Da qui passarono alcuni dei nomi più conosciuti della Resistenza fiorentina fra i quali, il gappista Bruno Fanciullacci, tutti[senza fonte] i componenti del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, Anna Maria Enriques Agnoletti, gli aderenti a Radio Cora 92ª legione della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale Mario Carità e la Banda Carità 17 settembre 1943 - 1945
3 Via Asti 22 Caserma Alessandro La Marmora Torino Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani n/a Gastone Serloreti 1943 - 1945
4 Via Tasso Roma Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani. Fra i detenuti del carcere anche Giuliano Vassalli, Giuseppe Cordero di Montezemolo, Sabato Martelli Castaldi, Roberto Lordi, Raffaele Aversa, Filippo Caruso, Giovanni Frignani, Bruno Buozzi, Carlo Zaccagnini, Filippo De Grenet, don Pietro Pappagallo SS Herbert Kappler, Erich Priebke, Pietro Koch 1943 - 1944
5 Villa Fossati, Via Paolo Uccello Milano Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani n/a Banda Koch, Armando Tela 1943 - 1945
6 Via Rovello Milano Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani Legione Autonoma Mobile Ettore Muti Francesco Colombo 1944 - 1945

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Theodor Adorno - Horkheimer Max, La dialectique de la raison, Gallimard Paris 1974
  • Theodor Adorno, Minima Moralia, Einaudi Torino 1979
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  • Carlo Spartaco Capogreco, Ferramonti. La vita e gli uomini del più grande campo d'internamento fascista, 1940-1945, Giuntina, 1987
  • Buber M., L'eclissi di Dio, Mondadori 1990
  • Carlo Spartaco Capogreco, I campi di concentramento fascisti per gli ebrei (1940-1943), Storia Contemporanea, Anno XXII, agosto 1991, Il Mulino
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  • C. Di Sante I campi di concentramento in Italia. Dall'internamento alla deportazione (1940-1945) , FrancoAngeli, 2001
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  • Fabio Galluccio, I lager in Italia. La memoria sepolta nei duecento luoghi di deportazione fascisti, NonLuoghi Editore 2002
  • Carlo Spartaco Capogreco, Renicci. Un campo di concentramento in riva al Tevere, Mursia, 2003
  • A. Kersevan, Un campo di concentramento fascista. Gonars, 1942-1943, Kappa Vu, 2003
  • T. Marrone, Meglio non sapere, Laterza, 2003
  • B. Segre, Shoah, Il Saggiatore, 2003
  • D. Padoan, Come una rana d'inverno, Bompiani, 2004
  • M. Gombač e D. Mattiussi, La deportazione dei civili sloveni e croati nei campi di concentramento italiani. 1942-1943. I campi del confine orientale, Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale L. Gasparini, 2004
  • Ivanovic Dragutin Drago, Memorie di un internato montenegrino. Colfiorito 1943, (a cura di Dino Renato Nardelli), Editoriale Umbra, Foligno 2004
  • P. Clemente, F. Dei,Poetiche e politiche del ricordo, Carocci, 2005
  • Dario Venegoni Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano Una tragedia italiana in 7982 storie individuali (Seconda edizione riveduta, aprile 2005. Ricerca realizzata con il contributo dell'Unione Europea)[28], ANED, ISBN 88-8483-298-5
  • Carlo Spartaco Capogreco, I campi del Duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943), Einaudi, 2006
  • Dino Renato Nardelli, Antonello Tacconi, Deportazione ed internamento in Umbria. Pissignano PG n. 77 (1942-1943), Editoriale Umbra, Foligno 2007
  • Dino Renato Nardelli, Giovanni Kaczmarek, Montenegrini internati a Campello e Colfiorito (1942-1943), Editoriale Umbra, Foligno 2010
  • Dino Renato Nardelli, Il campo di prigionia PG n. 117. Un caso di sfruttamento del lavoro obbligatorio in tempo di guerra (1942-1943), Ed. La Barrozza, Monteleone di Spoleto 2013
  • Dario Venegoni, Oscar Brambani, La parola a figli e nipoti, La memoria della deportazione nel racconto dei familiari. Prefazione di Bruno Maida ANED Milan, ISBN 978-88-8483-575-8
  • Philip Kwok, "I cinesi in Italia durante il Fascismo", T. Marotta Editore, 1984

articoli da La Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fabio Galluccio, I Lager in Italia: La Memoria Sepolta nei Duecento Luoghi di Deportazione Fascisti, Nonluoghi Libere Eduzioni, Civezzano TN, 2002, pp. 218-220
  2. ^ dalla presentazione di Carlo Spartaco Capogreco I campi del duce - L'internamento civile nell'Italia fascista (1940 - 1943)' (Einaudi, Torino 2004) brano scritto dallo stesso autore
  3. ^ Arbe, un inferno italiano dimenticato
  4. ^
    « nel clima di repressione instauratosi con l'occupazione militare nel territorio jugoslavo, per il regime fascista nacque l'esigenza di creare delle strutture per la detenzione di un gran numero di civili, deportati da quelle regioni;

    nei territori jugoslavi annessi le autorità italiane si servirono per l'internamento dei civili di diversi campi di concentramento. Le strutture principali furono tre: il campo di Arbe (Rab) per le esigenze del quadrante adriatico settentrionale (il Fiumano e la Slovenia); il campo di Melada (Molat) per l'area centrale (la Dalmazia); i campi integrati di Mamula e Prevlaka per il quadrante adriatico meridionale (principalmente le Bocche di Cattaro, territorio montenegrino che venne accorpato alla Dalmazia annessa all'Italia come «Governatorato civile» nel 1941); »

    da lavori camera deputati pag 13205
  5. ^ Renicci d’Anghiari, un campo di concentramento dimenticato nel cuore della Toscana
  6. ^ Campi di concentramento nel Veneto Campi per gli jugoslavi abitanti nei territori occupati militarmente dall’Esercito italiano e annessi all’Italia ;Chiesanuova nei pressi di Pordenone
  7. ^ Campi per gli ex jugoslavi ovvero civili abitanti nei territori occupati militarmente dall’Esercito italiano e annessi all’Italia
  8. ^ Gonars Memorial
  9. ^
    « Verso la fine del 1942 e l'inizio del 1943 il regime fascista - in seguito all'invasione della Jugoslavia – realizzò a Visco (UD) un campo per prigionieri civili, nel quale furono ben presto rinchiuse oltre 3.000 persone (tra cui oltre 100 bambini e molte donne) brutalmente rastrellate nei territori occupati dalla Slovenia al Montenegro »
    consiglio regione Friuli-Venezia Giulia
  10. ^ Campo di Ferramonti centro studi Al Beth Shlomotratto dal libro di Carlo Spartaco Capogreco dedicato al campo italiano
  11. ^ slavi ed ebrei nel campo di Manfredonia di Maria Teresa Rauzino
  12. ^ da istituto Giovanni Palatucci
  13. ^ Biblioteca di Campobasso I CAMPI DI CONCENTRAMENTO NEL MOLISE Marialaura Lolli, Isernia antico distretto. Campo di internamento fascista 1940-1943, Bojano, Eidophor, 1994, 113 p. Speciale Boulè 2003/04.
  14. ^ documenti
  15. ^ Pubblicazioni
  16. ^ Luoghi della memoria
  17. ^ Fondazione ex campo Fossoli
  18. ^ documento da ANED
  19. ^ da ANED di Dario Venegoni Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano - Una tragedia italiana in 7.982 storie individuali
  20. ^ versione integrale del testo sopra citato
  21. ^ documenti da ANED
  22. ^ I campi del duce, Carlo Spartaco Capogreco, Giulio Einaudi Editore – Torino 2004, ISBN 88-06-16781-2
  23. ^ Italijanska koncentracijska taborišča za slovence med 2. svetovno vojno, Božidar Jezernik, Revija Borec - Društvo za preučevanje zgodovine, literaure in antropologije, Ljubljana 1997, ISSN 0006-7725
  24. ^ I campi del duce, pagina 270, Carlo Spartaco Capogreco, Giulio Einaudi Editore – Torino 2004, ISBN 88-06-16781-2
  25. ^ [www.pianurareno.org/?q=node/542 "Caserme rosse". Il campo di concentramento di Bologna. Armando Sarti]
  26. ^ Caserme Rosse e il sistema dei campi di prigionia. Alula della Memoria
  27. ^ Armando Sarti. Caserme rosse. Via di Corticella 147. Il lager di Bologna
  28. ^ testo integrale testo integrale

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]