Campagna delle terre vergini

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La campagna delle terre vergini fu un'iniziativa di Nikita Chruščёv finalizzata allo sfruttamento di vaste aree incolte nelle steppe del Kazakistan settentrionale e dei monti Altai.

L'inizio[modifica | modifica wikitesto]

Il programma ebbe inizio nel 1954, nei primi due anni vennero arati 330,000 km² e l'improvvisa disponibilità di terreno rese necessario il trasferimento di un consistente numero di coloni da tutta l'Unione Sovietica, operazione della quale venne incaricato il Komsomol.

Più di 300,000 persone, soprattutto ucraini e russi, arrivarono nelle terre vergini per cominciare una nuova vita da agricoltori, provvisti di mietitrebbie, affiancati da centinaia di migliaia di soldati e studenti. Tuttavia questi ultimi erano lavoratori stagionali, i quali si fermavano solo per il raccolto.
Alla fine dell'immigrazione di massa la componente demografica risultò cambiata: gli slavi superavano in numero i kazaki in molte aree, la campagna portò dei cambiamenti anche a livello toponomastico: la città principale venne ribattezzata Tselinograd (oggi Astana).

I raccolti[modifica | modifica wikitesto]

Il primo raccolto delle terre vergini, nel 1956, fu un successo sbalorditivo: la produzione pro capite di grano (il quale era praticamente l'unica coltura adottata dalle fattorie collettive del programma) dell'URSS era il doppio di quella dell'occidente; il piano venne di conseguenza considerato un enorme successo, dal momento che non solo consentiva di nutrire la propria popolazione ma dava altresì prova al mondo che il sistema comunista era "migliore".

Negli anni sessanta, il suolo era stato ormai già prosciugato da tutti i principi nutritivi, per contro, però, la produzione di fertilizzanti sovietica in quel periodo era cresciuta; malgrado questo, i prodotti erano raramente disponibili dove necessari quindi la perdita di fertilità fu principalmente dovuta a scarsa pianificazione. Di lì a poco, non essendo state prese misure per prevenire l'erosione, la maggior parte del suolo venne spazzata via dal vento per lasciare al suo posto nuda e sterile steppa.

In aggiunta, molto del raccolto venne sprecato perché non c'erano abbastanza silos, quindi dovette essere gettato via; la situazione era ulteriormente peggiorata dal fatto che le infrastrutture sovietiche si rivelarono insufficienti e la maggior parte del grano non riuscì a raggiungere le città, proprio dove era più necessario.

In conclusione quindi, malgrado il successo iniziale, l'Unione Sovietica fu paradossalmente costretta ad acquistare 20 milioni di tonnellate dal Canada per soddisfare la richiesta interna; questo costituì un'enorme umiliazione sia per il paese che per Chruščёv, il quale si era vantato del fatto che l'URSS avrebbe sorpassato la produzione agricola degli Stati Uniti.

I circa sei milioni di russi e ucraini immigrati a seguito della campagna rimasero in Kazakistan[1], il loro numero cominciò però a decrescere dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, a causa dell'emigrazione di ritorno verso i paesi di origine.

Commemorazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'asteroide 2111 Tselina, scoperto nel 1969 dall'astronomo Tamara Michajlovna Smirnova è stato così battezzato per commemorare il quindicesimo anniversario della campagna delle terre vergini.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BBC: Russians left behind in Central Asia
  2. ^ Lutz D. Schmadel, Dictionary of Minor Planet Names, 5th, New York, Springer Verlag, 2003, p. 171, ISBN 3-540-00238-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]