Campagna dei banchetti

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La campagna dei banchetti è stata un'operazione di protesta condotta nel febbraio 1848 contro il re di Francia Luigi Filippo, nel più ampio quadro dei moti del 1848. L'opposizione a Luigi Filippo d'Orleans, minoritaria nelle istituzioni, optò per una campagna politica incentrata sui banchetti politici. La condanna della monarchia orleanista venne quindi portata in giro per tutta la Francia. La monarchia, che aveva a malincuore accettato questi banchetti, decise di vietare ad ogni costo l'ultimo banchetto della campagna politica anti orleanista. L'ultimo banchetto si doveva tenere a Parigi il 22 febbraio 1848 e gli organizzatori, insieme ad un cospicuo numero di manifestanti, decisero di scendere in piazza lo stesso (nonostante il divieto di Luigi Filippo) per affermare il proprio diritto alla riunione, indipendentemente dal fatto che essa sia o meno a sfondo politico. La monarchia rispose mandando in campo la Guardia Nazionale, la quale finì per fare causa comune coi manifestanti. Il 24 febbraio gli insorti avevano in mano Parigi, Luigi Filippo abbandonò la città e il 24 sera all'Hotel de Ville (il municipio parigino) fu costituito un governo provvisorio che si pronunciò a favore della repubblica e che annunciò la prossima convocazione di una Assemblea Costituente da eleggere a suffragio universale maschile. Il governo provvisorio era formato da democratici, repubblicani e due socialisti (Louis Blanc e l'operaio Alexandre Martin).

La rivolta dei banchetti, detonatore delle istanze rivoluzionarie di tutta Europa, rientra a pieno titolo all'interno del classico schema che caratterizza tutte le rivoluzioni del 1848-49, cioè quello delle giornate rivoluzionarie (basti citare ad esempio le cinque giornate di Milano o le dieci giornate di Brescia).

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