Camille Bryen

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Camille Bryen (Nantes, 1907Parigi, 1977) è stato un pittore e poeta francese, esponente della nuova scuola parigina inserita nell'ambito dell'astrattismo lirico (corrente informale).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Camille Bryen si trasferì giovanissimo a Parigi, dove frequentò gli ambienti d'avanguardia della rive gauche.

Il suo esordio letterario avvenne nel 1927 con la raccolta di poesie intitolata Opopanax seguita cinque anni dopo da Expériences, liriche ricercate impregnate di surrealismo.

Nel 1934 si impegnò nella preparazione di disegni improvvisati e spontanei e a collages che espose a Parigi. L'anno successivo si recò in Belgio a La Louvière per un'esposizione surrealista, mentre nel 1936 realizzò la sua prima esposizione di opere tachiste al Salon des Surindépendants. L'anno seguente partecipò assieme a Jean Arp, Kandinski, Francis Picabia alla stesura del Manifesto dimensionista.

Nel secondo dopoguerra presenziò al Salon del 1946 rivelandosi come uno dei più significativi pittori astrattisti, che grazie al tachisme, al gusto dei colori, alla disgregazione della struttura disegnata, divenne uno dei più importanti esponenti della corrente informale.

In questo periodo intensificò le sue pubblicazioni letterarie partecipando attivamente al dibattito estetico-culturale con i saggi Significants de l'informel del 1951, Art fantastique del 1952, Tendances nuovelles del 1955.

Il suo percorso artistico lo portò a scavalcare ogni significato associato alla realtà per la forma, il colore ed il segno perseguendo invece l'interiorità ed il mondo universale dentro di sé. Questo cammino, accostato al movimento esistenzialista approdò al cosiddetto colloquio abumanista.[1]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • « Opopanax », 1927, poesie
  • « Expérience », 1932
  • « Anthologie de la poésie naturelle », in collaborazione con Bernard Gheerbrant, K. Éditeur, Paris, 1949.
  • « Héréphile », 1950.
  • «  Désécritures. Poèmes, essais, inédits, entretiens », Digione, 2007

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, Vol.II, pag.462

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniel Abadie, Bryen Abhomme, La Connaissance, Bruxelles, 1973.
  • Jacques Audiberti, Bryen. L’ouvre-boîte, Gallimard, Parigi, 1952.
  • Jacqueline Boutet-Loyer, Bryen, l’œuvre peint, Quatre Chemins, Parigi, 1986.
  • Michel Butor, Bryen, en temps conjugués, Galerie de Seine, Parigi, 1975.
  • Georges Mathieu, Au-delà du tachisme, Parigi, 1963.
  • Pierre Restany, Lyrisme et abstraction, Milano, 1960.
  • Michel Tapié, Un art autre, Parigi, 1952.
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