Camille Bombois

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Camille Bombois (Venarey-les-Laumes, 3 febbraio 18836 giugno 1970) è stato un pittore francese, appartenente al movimento naif.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un umile manovratore di barche sui canali, studiò fino all'età di dodici anni, quando ebbe l'occasione di trovare l'impego dapprima come garzone di fattoria e poi come fattore. Proprio in questi anni si avvicinò al disegno e alla pittura come autodidatta.

Durante il suo tempo libero si addestrò in attività sportive divenendo in breve tempo un lottatore (wrestler) affermato, prima di entrare a far parte di un circo itinerante sempre con lo stesso ruolo.

Durante il 1907 concretizzò il suo sogno raggiungendo Parigi, dove si impiegò subito come manovale nella metropolitana e dopo un po' di tempo come facchino di un tipografia.

Già nel periodo precedente la prima guerra mondiale dedicò gran parte del suo ristretto tempo libero alla pittura, mostrando i suoi lavori in esibizioni improvvisate sul marciapiede, ma a causa del suo stile all'antica non riuscì ad ottenere successo.

Nel 1914 incominciò il calvario militare e bellico che durò quattro anni, durante i quali si distinse ottenendo tre decorazioni per meriti speciali.

Terminata la guerra decise di impegnarsi a fondo con l'arte e nel 1922 ebbe l'occasione di esporre le sue opere a Montmartre, dove finalmente qualche osservatore entusiasta dei suoi quadri lo segnalò al critico d'arte tedesco Wihelm Uhde, già noto per aver scoperto e lanciato Henri Rousseau e Séraphine, che ammirato dai suoi prodotti, lo definì come un'artista emergente, pressoché una rivelazione, nell'ambito dei cosiddetti "pittori ingenui".

Grazie al successo commerciale riscosso riuscì a svolgere, da questo momento, a tempo pieno l'attività di pittore.

Nel 1937 realizzò un'importante mostra intitolata "Maîtres populaires de la réalité," a Parigi.

Le caratteristiche peculiari della sua arte furono una dominante ingenuità nei temi e nei soggetti, con una certa predilezione per gli ambienti campagnoli oppure per le scene circensi e di fiere paesane, la narrazione realistica popolaresca ma sincera ed un primitivismo marcato che lo inserirono in qualche modo all'interno della più decadente pittura naif.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, Vol.II, pag.337

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oto Bihalji-Merin, Modern Primitives: Masters of Naive Painting, Harry N. Abrams, 1959, New York, page=267

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 19535 LCCN: nr98009701

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