Camera di consiglio

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La Camera di consiglio, in diritto indica sia il luogo materiale in cui il giudice si ritira per la decisione della causa oppure come una modalità particolare con cui si procede alla determinazione della controversia.

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo significato è un luogo in cui non sono ammesse né le parti né il pubblico, che invece sono presenti in aula.

Nel secondo significato si parla di procedimenti in camera di consiglio e comporta una modalità di definizione della controversia molto più veloce e semplice. La caratteristica fondamentale che rende tale modalità più veloce è un'attenuazione del contraddittorio che comporta una possibilità di difesa delle parti molto ridotta. Manca infatti un termine dilatorio tra comunicazione dell'avviso d'udienza e l'udienza stessa per cui non è ovviamente garantita la possibilità di deposito di memorie e documenti che possono essere presentati sino alla trattazione in camera di consiglio.

Disciplina[modifica | modifica wikitesto]

Le regole della trattazione sono quelle previste per la trattazione in udienza.

La camera di consiglio è prevista come obbligatoria solo in alcuni casi, ad esempio nel procedimento cautelare, normalmente però essa è derogabile dalle parti. L'art 26 della legge T.A.R. è chiara al riguardo e configura la trattazione in udienza come un diritto delle parti. La ragione è che la Camera di consiglio, come detto in precedenza, attenua le possibilità di difesa della parti che quindi possono richiedere la trattazione in udienza senza che il Giudice possa sindacare tale richiesta in alcun modo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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