Chamaeleonidae

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Chamaleonidae
Camaleon comun.jpg
Chamaeleo chamaeleon
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Sauria
Infraordine Iguania
Famiglia Chamaeleonidae
Rafinesque, 1815
Generi

Cameleonidae Repartition Map.png

I camaleonti (Chamaeleonidae Rafinesque, 1815) sono una famiglia di rettili squamati appartenenti al sottordine dei Sauri.[1]
Sono contraddistinti da numerosi elementi peculiari: la capacità di mutare colore, la lunga lingua retrattile e appiccicosa con cui catturano gli insetti, e i grandi occhi che possono ruotare l'uno indipendentemente dall'altro.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome camaleonte viene dal latino chamaeleon, che a sua volta deriva dal greco χαμαιλέων, vocabolo composto da χαμαί «in basso, a terra» e λέων «leone», ed ha il significato letterale di «leone (che striscia) sulla terra» o «leone nano».[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

I camaleonti sono sauri di dimensioni molto variabili; si va dai 2-3 cm di Brookesia micra e Brookesia minima agli oltre 60 cm di Calumma parsonii e Furcifer oustaleti.[3][4]

1.Corni ossei 2.Cresta laterale 3.Lobi occipitali 4.Cresta dorsale 5.Cresta temporale 6.Cresta gulare 7.Cresta ventrale 8.Sperone tibiale

I principali elementi morfologici che accomunano tutte le specie di camaleonti sono la struttura delle zampe, gli occhi, la mancanza di orecchie, e la lingua. Molte specie hanno la testa "decorata" da protuberanze nasali, rostri, corna, o creste; queste decorazioni sono in genere più evidenti nei maschi.

1.coscia 2.ginocchio 3.gamba 4.artiglio anteriore 5.artiglio posteriore

Le zampe dei camaleonti hanno due dita principali, ciascuna delle quali presenta due o tre artigli. Le dita servono al camaleonte come una tenaglia per afferrarsi saldamente ai rami. Le zampe anteriori presentano due artigli sul dito esterno e tre su quello interno, nelle zampe posteriori questi numeri sono invertiti.
Gli occhi dei camaleonti rappresentano un caso unico nel mondo animale. Possono ruotare e mettere a fuoco indipendentemente l'uno dall'altro; senza spostarsi, il camaleonte è in grado di osservare l'ambiente circostante a 360°. Quando punta una preda, il camaleonte rivolge verso di essa entrambi gli occhi. Gli occhi sono coperti quasi interamente dalle palpebre.

Chameleon gab fbi.png

I camaleonti hanno una lingua incredibilmente lunga (talvolta più lunga del loro stesso corpo) e sono in grado di tirarla fuori molto velocemente, termina con una pallina di muscolo appiccicosa che serve per catturare gli insetti. Non appena la preda viene colpita, viene ritratta velocemente e l'insetto viene rapidamente masticato dai forti denti del camaleonte (un piccolo camaleonte riesce a mangiare senza difficoltà anche una grossa locusta o una mantide).
I camaleonti non sono dotati di organo vomeronasale. Come i serpenti, non hanno orecchie. Di alcune specie, viceversa, risulta che comunichino attraverso vibrazioni nei rami e pare siano sordi.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle specie di camaleonti si trovano in Africa (oltre il 40% nel solo Madagascar), sebbene vi siano camaleonti anche in alcune zone dell'Europa meridionale (Andalusia e Grecia), in Asia Minore e nel Medio Oriente, nella penisola arabica, nello Sri Lanka e in India. Nelle Hawaii e in Florida sono state introdotte dall'uomo popolazioni di camaleonti di Jackson.

I camaleonti sono specie principalmente arboree, ma possono anche vivere nei cespugli o (per le specie più piccole) nell'erba o nella lettiera delle foreste. Diverse specie di camaleonti si sono adattate a diversi habitat, dalla foresta pluviale e tropicale alla savana fino alle zone semi-desertiche e steppose.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Tutte le specie di camaleonti sono diurne, e principalmente attive al mattino e nel tardo pomeriggio. I camaleonti sono molto lenti nei movimenti, e accompagnano i loro passi con un caratteristico ondeggiamento avanti e indietro. Sono in grado di muoversi relativamente più veloci se cercano di sottrarsi allo sguardo di un potenziale predatore, ma sono cacciatori passivi, che rimangono immobili (anche per ore) in attesa di una preda di passaggio. Sono animali solitari e spesso aggressivi nei confronti dei loro simili, eccetto che ai fini dell'accoppiamento.

Bradypodion melanocephalum che cattura una preda

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

I camaleonti si nutrono generalmente di insetti, soprattutto locuste, mantidi e grilli, ma le specie più grandi arrivano a nutrirsi di piccoli uccelli. Contrariamente a un'opinione diffusa, la maggior parte dei camaleonti non mangia le mosche. Qualche specie, come il C. calyptratus, si ciba occasionalmente di sostanze vegetali.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte dei camaleonti depone uova. Le uova sono solitamente sepolte nel terreno, e vi rimangono per un periodo che può durare fino a 9 mesi. I camaleonti appena nati sono del tutto indipendenti. Alcune specie, come il camaleonte di Jackson, sono ovovivipare, cioè la femmina dopo la fecondazione tiene le uova dentro di sé fino al completo sviluppo degli embrioni.

Mutamenti di colore[modifica | modifica sorgente]

Due esemplari di Furcifer pardalis in combattimento

Alcune specie di camaleonti, ma non tutte, possono mutare il colore della pelle. Il fine primo del mutamento di tonalità non è la mimetizzazione, ma la manifestazione di determinate condizioni fisiche o fisiologiche, o di stati emozionali come la paura. Ad esempio durante i combattimenti assumono, in genere, tonalità più vivaci, come forma di minaccia nei confronti dell'avversario. Infine, influiscono sulla colorazione anche la temperatura e le condizioni di luce.

Il cambiamento di colore dei camaleonti è dovuto da alcuni strati di cellule specializzate che si trovano sotto la pelle trasparente dell'animale. Le cellule poste nello strato superiore contengono pigmenti gialli e verdi. Quelle dello strato inferiore contengono una sostanza cristallina colorata detta guanina. Le guanofore (cellule della guanina) riflettono una parte della luce incidente, in particolare la luce blu o bianca. Se le cromatofore sovrastanti sono gialle, la luce blu riflessa produce un colore verde. Sotto lo strato delle guanofore e delle cromatofore esiste un terzo strato di cellule melanofore contenenti melanina. Questo strato può scurire o schiarire i colori prodotti dagli strati sovrastanti.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia Chamaeleonidae comprende 197 specie suddivise in 2 sottofamiglie e 12 generi:[1][5]

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Camaleonti nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Scultura africana raffigurante un camaleonte

Diverse popolazioni africane hanno miti legati al questi animali. Secondo una leggenda del popolo Chewa del Malawi, per esempio, gli dei usarono un camaleonte come messaggero per annunciare agli esseri umani l'esistenza di una vita dopo la morte.
In Madagascar il camaleonte viene visto dalla maggior parte della popolazione con timore e una sorta di soggezione. I Sakalava (tribù del Nord) ritengono infatti che i camaleonti portino in sé gli spiriti cattivi dei morti.

Camaleonti come animali domestici[modifica | modifica sorgente]

Camaleonte.jpg

Numerose specie di camaleonti vengono venduti come animali domestici. Il loro commercio è regolamentato dalla Convention on International Trade of Endangered Species (CITES)[6].

Tra le specie più popolari vi sono:[7]

Le due specie più diffuse in Italia sono Furcifer pardalis e Chamaeleo calyptratus.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Chamaeleonidae in The Reptile Database. URL consultato l'8 luglio 2014.
  2. ^ Camaleonte in Vocabolario Treccani. URL consultato il 15 luglio 2013.
  3. ^ Tolley K., Burger M., Chameleons of Madagascar in Chameleons of Southern Africa, Struik, 2007, pp.10-13, ISBN 9781770073753.
  4. ^ Glaw F, Köhler J, Townsend TM, Vences M, Rivaling the World's Smallest Reptiles: Discovery of Miniaturized and Microendemic New Species of Leaf Chameleons (Brookesia) from Northern Madagascar in PLoS ONE 2012 7(2): e31314.
  5. ^ (EN) ITIS Standard Report Page: Chamaeleonidae in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 3 luglio 2013.
  6. ^ CITES - Appendices I, II and III in Convention On International Trade In Endangered Species Of Wild Fauna And Flora, International Environment House, 2011.
  7. ^ Introduction to the identification of chameleons in CITES Identification Manual sheets, CITES Secretariat Geneva. URL consultato il 4 luglio 2013.
  8. ^ I camaleonti Chamaeleo calyptratus e Furcifer pardalis. URL consultato il 14 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • L. J. Davison: Chameleons. Their Care and Breeding (1997) - Hancock House
  • P. de Vosjoli, G. Ferguson: Care and Breeding of Chameleons (1995) - The Herpetocultural Library
  • W. Schmidt, K. Tamm, E. Wallikewitz: Chameleons. Species (1994) - T.F.H.
  • M. Rogner: Lizards. Volume 1 (1997) - Krieger

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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