Calvi di Bergolo

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I Calvi di Bèrgolo sono una famiglia della nobiltà sabauda. Le prime memorie documentate si incontrano in Oneglia, dove i Calvi (originari, forse, di Menaggio, nei pressi di Como) erano annoverati, almeno sino dai primi anni del Cinquecento, tra le principali casate locali. Notevoli, nel XVI e XVII secolo, Andrea, militare e diplomatico al servizio di Francesco I di Francia e suo ambasciatore presso i Grigioni, Pasquale, ricevitore di Oneglia e sua prefettura nel 1586, Pasquale Antonio, tesoriere del principato onegliese nel 1635 e Ulisse, giureconsulto ai suoi tempi celebre: dopo essere stato per sei anni prevosto della Collegiata di Oneglia, fu chiamato a Roma attorno al 1649 e vi morì nel 1693, avendo ricoperto, tra l'altro, le funzioni di protonotario apostolico e avvocato concistoriale.

Il ramo dei conti di Bèrgolo trae origine da Pietro Giorgio, dottore in leggi e notaio collegiato, che fu padre di Lazzaro (Oneglia, 1761-Torino, 1842), che continuò ad appoggiare, secondo la generale attitudine comune alla nobiltà e al popolo sabaudi, i Savoia durante l'occupazione napoleonica e con la Restaurazione, venne creato conte, il 27 dicembre 1816. Fu magistrato e giunse sino ai massimi gradi della carriera, divenendo presidente del Senato di Savoia (1822) e della Camera dei Conti (1825). In seguito fu Ministro di Stato. Sposata in prime nozze Marianna dei conti Adami di Bèrgolo, ebbe da lei cinque figli, il primogenito dei quali, Pietro Giorgio (1798-1848), fu primo ufficiale del ministero degli Interni e Finanze e consigliere di Stato. Quest'ultimo, in seguito a concessione del 4 settembre 1837, poté unire il predicato di Bèrgolo al proprio cognome, per le ragioni derivategli dalla madre. Dal matrimonio con Redenta Mola di Nomaglio, figlia di Albertino Mola di Nomaglio e di Irene Carlotta Pensa di Marsaglia, ebbe due figli, Cellerina (1825-1899), che sposò Emiliano Pensa di Marsaglia e Lazzaro (1823-1890), che fu giudice di Torino. [1]. Il figlio di questi, Giorgio Lorenzo (1852-1924) fu diplomatico, sino a divenire ministro plenipotenziario di prima classe. Sposò Anna Guidobono Cavalchini Roero Sanseverino e ne ebbe sei figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [I Calvi di Bergolo: diplomatici, artisti, magistrati e soldati dal XVI secolo ad oggi, edito in: Mariù Safier, Jolanda di Savoia, la principessa del silenzio, Torino, Teca Edizioni, 1995, pp. 237-245; Mario Zucchi, Calvi, in: Vittorio Spreti e collaboratori, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. II, Milano, 1929, p. 249]; Notizie sul feudo di Bergolo
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