Calvi dell'Umbria

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Calvi dell'Umbria
comune
Calvi dell'Umbria – Stemma Calvi dell'Umbria – Bandiera
Calvi dell'Umbria – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Amministrazione
Sindaco Silvano Lorenzoni (lista civica) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 42°24′14.76″N 12°34′07.32″E / 42.4041°N 12.5687°E42.4041; 12.5687 (Calvi dell'Umbria)Coordinate: 42°24′14.76″N 12°34′07.32″E / 42.4041°N 12.5687°E42.4041; 12.5687 (Calvi dell'Umbria)
Altitudine 401 m s.l.m.
Superficie 45,79 km²
Abitanti 1 942[1] (31-12-2010)
Densità 42,41 ab./km²
Frazioni Piloni, Poggiolo, Santa Maria della Neve
Comuni confinanti Configni (RI), Gallese (VT), Magliano Sabina (RI), Montebuono (RI), Narni, Otricoli, Stroncone, Torri in Sabina (RI), Vacone (RI)
Altre informazioni
Cod. postale 05032
Prefisso 0744
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055008
Cod. catastale B446
Targa TR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti calvesi
Patrono san Pancrazio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calvi dell'Umbria
Posizione del comune di Calvi dell'Umbria all'interno della provincia di Terni
Posizione del comune di Calvi dell'Umbria all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale
Vista di Celleno, Orte, Calvi, Roccantica e Casperia.

Calvi dell'Umbria è un comune di 1.844 abitanti della provincia di Terni.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si erge a 401 m s.l.m. su uno sperone di roccia calcarea emergente dalle pendici boschive del monte San Pancrazio, dove domina un paesaggio di colline coltivate a viti ed ulivi che spazia fino alla valle del Tevere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La località era già abitata in età romana ma si sviluppò come centro urbano solo in epoca altomedievale. Fu feudo prima degli Orsini e poi degli Anguillara.

È un tipico centro medievale racchiuso entro le mura, le porte e i vicoli tortuosi. È un insediamento molto antico le cui tracce risalgono all'età del Bronzo Medio. Sulla sommità del monte San Pancrazio sono visibili i resti di un centro di culto del VI secolo di area umbro-sabellica. Nel XII secolo il castello di Calvi è compreso nella Diocesi di Narni e fino al 1860, ad eccezione dei brevi periodi del vicariato di Lorenzo de' Ceri e della dominazione francese, fu un libero comune dello Stato della Chiesa. Il centro storico, costituito dal castello e dalle dimore del borgo, si sviluppa lungo una serie di vicoli medioevali che salgono e scendono tra gli archi, le volte ed i resti delle mura e delle torri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Di grande interesse artistico la chiesa di Santa Maria assunta, dove si può ammirare un fonte battesimale in stile tardorinascimentale e la chiesa di Sant'Antonio, con un presepe risalente al XVI secolo.

Nelle immediate vicinanze del centro abitato si trovano la chiesa ed i resti del convento fatti erigere da san Francesco nei primi decenni del XIII secolo, dedicati al protomartire francescano san Berardo (primo missionario francescano in terra saracena, martirizzato il 16 gennaio 1220, presso Marrakech, insieme ai suoi compagni Otone, Pietro, Accursio e Adiuto).

Il Monastero di Santa Brigida, che per moltissimi anni è stato abitato dalle suore Orsoline, ospita il Museo che raccoglie la collezione delle opere più significative di Calvi (come l'Immacolata Concezione attribuita al Masucci): un presepe risalente al Cinquecento composto da un totale di trenta statuine tutte in terracotta.

Calvi è da alcuni indicato come “paese dei presepi”: i muri delle antiche case sono infatti abbelliti dai murales raffiguranti la Natività, opera di noti pittori italiani e stranieri che ogni anno, dal 1982, arrivano a Calvi per affrescare le pareti delle antiche case cittadine in una galleria di dipinti murali a cielo aperto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il santo patrono è san Pancrazio e si festeggia dal giorno 11 al 14 maggio. La festa di San Pancrazio è caratterizzata da un corteo storico di circa 100 figuranti in costume d’epoca medioevale. Il Santo patrono viene rappresentato da quattro “Signorini” a cavallo, uno per ogni contrada del paese (Fiamme, Croce, Castello e Drago), il corteo sfila per il paese facendo visita alle caratteristiche “Tavolate”, imbandite per la popolazione dai reggenti della festa. Molti altri sono gli eventi in questa località, tra gli altri la mostra florovivaista, la festa della birra, l’infiorata di Corpus Domini, la sagra della pasta fatta in casa, la sagra del cinghiale.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1960 al 1970 il sindaco è stato Giuseppe Paolucci. Dal 1970 al 1999, per 29 anni, la carica di sindaco è stata coperta da Gaetano Trandafilo. Dal 1999 al 2004 il sindaco è stato Daniele Radici.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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