Caltha

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Calta
Caltha palustris ENBLA01.jpg
Caltha palustris
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Genere Caltha
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Nomenclatura binomiale
Caltha
L., 1753
Specie
(Vedi testo)

Calta (Caltha L. 1753) è un genere di piante Spermatofite Dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Ranunculaceae, dall’aspetto di piccole erbacee perenni.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Questo genere si compone di un piccolo numero di specie (una decina o più circa, di cui una spontanea in Italia) soprattutto dell'emisfero boreale con qualche localizzata apparizione in quello australe. Più di qualche specie, compresa in questo numero, è suscettibile di qualche spostamento verso altri generi a causa di una revisione citologica delle specie stesse. Questo è dovuto all'alto grado di polimorfia del genere dovuto ad uno svariato numero cromosomico.
È inoltre convinzione tra i botanici che si tratti di un genere molto antico sia per la sua vasta diffusione (si è trovata una specie persino in Antartide: Caltha dionaeifolia) che per ritrovamenti molto antichi che dimostrerebbero delle fioriture di Caltha palustris subito dopo la fine delle glaciazioni europee.

Dal punto di vista tassonomico il genere Caltha fa parte delle seguenti categorie (in ordine crescente):

  • sottotribù delle Calthinae (definita dai botanici George Bentham (1800-1884) e Joseph Dalton Hooker (1817-1911) in una pubblicazione del 1862);
  • tribù delle Caltheae (definita dal botanico boemo Karel Bořivoj Presl (1794 – 1852) in un lavoro del 1826);
  • sottofamiglia delle Calthoideae (definita dal naturalista statunitense Constantine Samuel Rafinesque-Schmaltz (1783-1840) in una pubblicazione del 1815).

È notare comunque che altri testi di botanica presentano una classificazione diversa: sottofamiglia: Trollioideae; tribù: Trollieae. Infine in alcuni trattati di botanica il nome della famiglia è modificato in Ranuncolacee.

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Le varietà per questo genere sono tante: a fiori pieni o doppi; specie sterili che devono essere moltiplicate agamicamente (per divisione di piede o per polloni radicali).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere si fa derivare dalla corruzione di una parola greca ( Kalathos o Kalazos = “corbello”, “paniere”, “coppa”, contenitore in genere) indicante la forma del fiore dato dai suoi ricurvi petali.
Prima delle moderne classificazioni (ancora ai tempi di Tournefort) col nome volgare di “Calta” si indicavano diverse piante anche assai dissimili. Ad esempio la “Calta dei giardinieri” (l'attuale Calendula); oppure la “Calta dei campi” (probabilmente il ranuncolo dei campi); oppure “Calta piovosa” (la nostra Calla).

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La forma biologica prevalente di questo genere (almeno per le specie presenti in Italia) è emicriptofita rosulate (H ros): sono quindi piante perennanti per mezzo di gemme poste al suolo e con foglie disposte in rosetta basale e quelle cauline più scarse.

Radici[modifica | modifica sorgente]

L'apparato radicale consiste in un breve rizoma di supporto ad un fascio di radici carnose, a disposizione sparsa ma semplici nella struttura e forma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è normalmente scendente, glabro, spugnoso e fistoloso. È inoltre poco ramoso. Rispetto ad altri generi la sua sezione è considerata piuttosto spessa: da 0,5 a 2,5 mm di diametro. Nella parte inferiore del fusto possono essere presenti degli stoloni.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

  • Foglie basali: le foglie radicali sono larghe e semplici (intere e non lobate); la forma tipica è palmato – venata; alla base la lamina fogliare può essere più cuoriforme ( o reniforne) di quelle cauline; in genere sono lungamente picciolate.
  • Foglie cauline: le foglie cauline sono meno numerose e più piccole di quelle basali; possono essere lievemente picciolate o quasi sessili (subsessili).

Tutte le foglie sono dentate o crenate.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Ogni pianta presenta un numero scarso di fiori; perlopiù sono solitari o geminati (a fiori doppi).

Fiori[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è terminale o ascellare. In particolare come in tutte le Ranunculaceae il perianzio è monoclamidato (o apetalo), ossia il fiore presenta solo il calice; in questo caso i sepali hanno il colore e la forma dei petali; si dice allora che i sepali sono petaloidi . I fiori di questo genere sono attinomorfi ed ermafroditi.

  • Calice: il calice è petaloideo (vedi sopra) e caduco; i sepali ordinariamente sono 5 (massimo 12) di colore bianco, giallo, arancione o rosa.
  • Corolla: mancano i petali; la pianta è apetala (vedi sopra).
  • Androceo: sono presenti numerosi stami (da 10 a 40) infatti questo genere è caratterizzato da una poliandria primaria, ossia una struttura primitiva (dal punto di vista evolutivo) caratterizzata da numerosi stami in disposizione spiralata per favorire al massimo la fecondazione e quindi la propagazione della specie.
  • Gineceo: anche i pistilli (provvisti di nettare) sono numerosi (da 5 a 55) e semplici; i carpelli sono un po' meno numerosi e ciascuno a maturazione si trasforma in un follicolo.
  • Fioritura: normalmente la fioritura avviene tra aprile e giugno.
  • Impollinazione: tramite insetti di varie specie

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è formato da diversi follicoli, contenenti molti semi. I follicoli sono oblungo – lineari o ellissoidei, venati ai lati e terminanti con un becco debolmente ricurvo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Usi[modifica | modifica sorgente]

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

L'interesse maggiore per queste piante è nel giardinaggio. I giardinieri “esperti” sanno che per ottenere una buona fioritura (fiori più grandi, più numerosi e con colori più brillanti a scapito di un fogliame meno sviluppato) queste piante devono essere poste in un terreno a medio impasto e in posizioni fresche e ombrose con buone annaffiature.
Molte specie fioriscono bene in vicinanza dell'acqua, per questo facilmente ornano i bordi degli specchi d'acqua, laghetti e ruscelli dei giardini e parchi.

Specie del genere[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle specie di Caltha[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito viene dato un elenco delle specie più conosciute di questo genere. È da notare che buona parte di questi nomi sono in realtà sinonimi delle poche specie realmente esistenti (questo vale in modo particolare per le varietà della specie Caltha palustris, sulle quali comunque non tutti gli elenchi del genere sono concordi). (I corrispondenti nomi di origine italiana sono indicati in grassetto)

  • Caltha alba Cambess. (1835)
  • Caltha alpestris Schott, Nyman & Kotschy (1854) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha alpina Schur (1866) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha appendiculata Pers. (1806)
  • Caltha arctica R. Br. in W. Parry (1821) (sinonimo = C. palustris var. radicans)
  • Caltha arvensis (L.) Moench (1794) ( = Calendula arvensis)
  • Caltha asarifolia DC (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha biflora DC (sinonimo = C. palustris)
    • subsp. howellii (Huth) Abrams (sinonimo = C. leptosepala subsp. howellii)
    • var. rotundifolia (Huth) C.L. Hitchc. (sinonimo = C. leptosepala)
  • Caltha bisma Buch.-Ham. (1824) (sinonimi = Aconitum bisma (Buch.-Ham.) Rapaics; = Aconitum palmatum D.Don.)
  • Caltha cespitosa Schipczinski (1921) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha chelidonii Greene (sinonimo = C. leptosepala)
  • Caltha cornuta Schott, Nyman & Kotschy (1854) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha dionaeifolia Hook. (1843)
  • Caltha flabellifolia Pursh (1814) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha fistulosa Schipcz. (1921)
  • Caltha graveolens Gilib. (1782) (sinonimo = Calendula arvensis)
  • Caltha guerangerii Boreau in Billot (1855) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha holubyi (Schur) G. Beck (1886) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha howellii Huth (sinonimo = C. leptosepala subsp. howellii)
  • Caltha introloba F.Muell. (1855)
  • Caltha laeta Schott, Nyman & Kotschy (1854) (sinonimo = C. palustris)
    • subsp. alpestris (Schott, Nyman & Kotschy) P. Fourn. (1936) (sinonimo = C. palustris)
    • subsp. rostrata (Borbes) Je¡v. (1924) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha latifolia Schott & al. (1854) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha leptosepala DC (1817)
    • subsp. biflora (DC.) P.G. Sm. (sinonimo = C. leptosepala subsp. howellii)
    • subsp. howellii (Huth) P.G. Sm.
    • var. biflora (DC.) Lawson (sinonimo = C. leptosepala subsp. howellii)
    • var. rotundifolia Huth (sinonimo = C. leptosepala)
    • var. sulfurea C.L. Hitchc
  • Caltha longirostris G. Beck (1886) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha minor Miller (1768) (sinonimo = C. palustris)
    • subsp. arctica (R. Br.) A.& D. Love (sinonimo = C. palustris var. radicans)
  • Caltha natans Pallas ex Georgi
    • var. arctica (R. Br.) Hulten (sinonimo = C. palustris var. radicans)
    • var. asarifolia (DC.) Huth (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha novae-zelandiae Hook. f.
  • Caltha obtusa Cheeseman
  • Caltha officinalis (L.) Moench (1794) (sinonimo = Calendula officinalis)
  • Caltha officinalis Scop. (1772) (sinonimo = Calendula arvensis)
  • Caltha palustris L. (1753) (sinonimi= C. polypetala Hochst. ex Lorent) – Calta palustre
    • subsp. alpestris(Schott & al.) H. Neumayer (1942)
    • subsp. arctica (R. Br.) Hulten (sinonimo = C. palustris var. radicans)
    • subsp. asarifolia (DC.) Hulten (sinonimo = C. palustris)
    • subsp. cornuta (Schott, Nyman & Kotschy) Hegi (1912)
    • subsp. laeta (Schott, Nyman & Kotschy) Hegi (1912)
    • subsp. minor (Miller) P. Fourn. (1936)
    • subsp. palustris
    • subsp. procumbens (G. Beck) Neumayer (1942)
    • var. abortiva Lamotte (1876)
    • var. alba
    • var. alpestris (Schott, Nyman & Kotschy) Rouy & Foucaud (1893)
    • var. cornuta(Schott, Nyman & Kotschy) Rouy & Foucaud (1893)
    • var. decumbens Lamotte (1876)
    • var. flabellifolia (Pursh) Torrey & A. Gray (1836)
    • var. latifolia(Schott, Nyman & Kotschy) Rouy & Foucaud (1893)
    • var. major (Miller) DC. (1817)
    • var. minor (Miller) DC. (1817)
    • var. parviflora F. Gerard (1890)
    • var. plena
    • var. purpurascens
    • var. radicans (T.F. Forster) Hooker
    • var. stagnalis Magnier ex Rouy & Foucaud (1893)
    • var. zetlandica Beeby (sinonimo = C. palustris var. radicans)
  • Caltha polypetala Hochst. ex Lorent (1845) (sinonimo = C. plaustris L.)
  • Caltha procumbens (G. Beck) Huth in Baenitz (1894) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha radicans T.F. Forster (1807) (sinonimo = C. palustris var. radicans)
  • Caltha rostrata Borbes (1887) (sinonimo = C. palustris)
  • Caltha sagittata Cav.
  • Caltha scaposa Hook. f. & Thomson (1855)
  • Caltha zetlandica (Beeby) Dorfl. (sinonimo = C. palustris var. radicans)

Breve descrizioni di alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Di seguito sono descritte alcune specie di maggiore interesse.

  • Caltha palustris L. (1753): (per questa pianta è disponibile una specifica scheda di approfondimento) è la specie più comune (e l'unica) della nostra flora; vive in prevalenze sui bordi di ruscelli ed è dotata di bellissimi e grandi fiori gialli. Essendo dotata di sostante tossiche (saponina) si consiglia di trattarla con una certa cautela.
  • Caltha polypetala Hochst. ex Lorent (1845)  : è una pianta spontanea della Persia e del Caucaso; il nome della specie deriva dal fatto che il fiore è composto da diversi sepali petaloidi (da 6 a 10); ha un portamento più robusto e si propaga a mezzo di stoloni.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 415.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume primo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 285, ISBN 88-506-2449-2.

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