Calomelano

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Calomelano
Calomel-154907.jpg
Classificazione Strunz III/A.05-10
Formula chimica Hg2Cl2[1][2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino tetragonale[1][3]
Classe di simmetria ditetragonale dipiramidale[1][3]
Parametri di cella a = 4,45, c = 10,89[1]
Gruppo puntuale 4/m 2/m 2/m[1][3]
Gruppo spaziale I 4/mmm[1][3]
Proprietà fisiche
Densità tra i 6,4-6,5[1] ed i 7,2[2] g/cm³
Durezza (Mohs) 1,5-2[3]
Sfaldatura imperfetta secondo {100} e {011}[1] buona secondo {110}[3]
Frattura  
Colore bianco, grigio-giallastro, grigio, bianco giallastro, bruno[1]
Lucentezza adamantina[1][3], resinosa[1], madreperlacea[2]
Opacità trasparente[1][3] o traslucida[1][3]
Striscio bianco giallastro chiaro[1][3]
Diffusione raro[2]
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Il calomelano è un minerale, cloruro di mercurio, appartenente al gruppo omonimo. Fu descritto per la prima volta da Abraham Gottlob Werner nel 1789.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal greco καλός = bello e μέλας = nero.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Cristalli prismatici, bipiramidali e tabulari, geminati secondo {101}.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Genesi secondaria, in depositi di ossidazione di minerali di mercurio[1], ha paragenesi con mercurio o cloruri più rari tipo l'eglestonite[2] e cinabro o amalgama[4].

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Cristalli a numerose facce, in incrostazioni[2], fascicolari e masse terrose.

Caratteristiche fisico-chimiche[modifica | modifica wikitesto]

Scurisce a contatto con la luce[2]. Manifesta fluorescenza se illuminato ai raggi ultravioletti color mattone[2], arancio, rosa o rossa. Annerisce in presenza di KOH; difficilmente solubile dagli acidi, sublima in provetta. Presenta scarsissima solubilità anche in acqua, pertanto è considerato poco tossico.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

È un minerale utile per l'estrazione di mercurio. In medicina veniva usato come purgante energico[5][6], come vermifugo[6] o per le fumigazioni[5] o come antiluetico[7], ma oggi è caduto in disuso.

In elettrochimica veniva impiegato per la fabbricazione di elettrodi di riferimento a potenziale costante[7][8].

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Scheda tecnica su webmineral.com
  2. ^ a b c d e f g h i j k Carlo Maria Gramaccioli, Calomelano in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z, pag. 193, Peruzzo editore (1988) Milano
  3. ^ a b c d e f g h i j Scheda tecnica del minerale su mindat.org
  4. ^ (EN) Definizione sull'enciclopedia britannica
  5. ^ a b Utilizzato come purgante, col duodeno a digiuno, l'intestino produrra delle feci color verde contenenti il calomelano, per le fumigazioni il calomelano verrà assorbito facilmente dalla pelle (fonte: (EN) 1911enciclopedia.org).
  6. ^ a b Definizione su dizionario.org
  7. ^ a b Mercuriosi, composti
  8. ^ Utilizzo negli elettrodi di riferimento

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie, Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990)
  • Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio - Adams, Mackenzie e Guilford - Zanichelli (1988)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)

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