Call of Duty: World at War: Final Fronts

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Call of Duty: World at War: Final Fronts
Sviluppo Rebellion Developments
Pubblicazione Activision
Serie Call of Duty
Data di pubblicazione Europa 14 novembre 2008
Genere Sparatutto in prima persona
Tema Guerra
Piattaforma PlayStation 2

Call of Duty: World at War: Final Fronts è un videogioco sparatutto in prima persona ambientato durante la seconda guerra mondiale della serie Call of Duty. Sviluppato dalla Rebellion e pubblicato dalla Activision, rappresenta la controparte per Playstation 2 di Call of Duty: World at War.

Il gioco si articola su 24 missioni che si svolgono sia in Europa che nel Pacifico, fattore che farà vestire i panni di più protagonisti, tutti appartenenti allo schieramento alleato; di seguito le missioni divise per categorie e il luogo nel quale sono combattute:

  • Giappone: Okinawa, 4 missioni;
  • Russia: Stalingrado e Mamayev, 10 missioni;
  • Europa: Normandia, Bulge, Bastogne, Montecassino e Berlino, 14 missioni;
  • Africa: El Alamein e Tunisi, 6 missioni.

Missioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Guerra nel Pacifico
1. Addestramento di Base
Prima parte 6 giugno 1942; Seconda Parte 9 febbraio 1943
Prima Parte North Carolina; Seconda Parte Guadalcanal
Soldato Joe Miller, 2ª divisione Marine americana
Prima Parte Ho dimenticato il fucile; Seconda Parte Tokyo Express

La prima missione inizia in una fattoria del North Carolina trasformata in campo di addestramento, durante la quale vengono mostrati i comandi base e presentati alcuni alleati, come il sergente Roebuck e il caporale Polonsky. Dopo un flashback il soldato Miller si ritrova a Guadalcanal, dove deve scortare il soldato Anderson per eliminare una trincea giapponese e ripulire la zona. I due imboccano un tunnel dove cadono in un'imboscata dei giapponesi, che uccidono Anderson. Una volta ripulito il tunnel bisognerà distruggere due cannoni della contraerea nipponica per permettere ai velivoli americani di supportare le truppe senza pericolo.

2. L'assalto di Betio
20 novembre 1943
Isola Betio
Soldato Joe Miller; 2ª divisione USMC
Mille anni e un milione di uomini

Una volta conquistata Guadalcanal, la seconda importante tappa dell'avanzata statunitense verso il Giappone è l'isola Betio, sita nell'atollo di Tarawa (Isole Gilbert) e più piccola persino del Central Park di New York. Dopo il sanguinoso sbarco, Miller e la sua squadra sono incaricati di distruggere le postazioni di mitragliatrici sulla spiaggia, poi di neutralizzare alcuni cannoni navali giapponesi.

3. L'aeroporto di Betio
21 novembre 1943
Isola Betio
Soldato Joe Miller; 2ª divisione USMC
Ruota tutto intorno agli aeroporti

Superata la difesa giapponese sulla costa, i Marine puntano all'aeroporto di Betio per permettere ai bombardieri di poter attaccare l'isola successiva e fornire supporto tattico, tuttavia la squadra del sergente Roebuck rimane bloccata da diverse mitragliatrici; alla fine interviene un soldato armato di lanciafiamme che elimina i nidi, ma viene ucciso da un cecchino nipponico. Distrutto l'edificio nel quale i giapponesi si riparavano, la squadra deve ammazzare gli operatori di un cannone antiaereo e successivamente, su ordine del comandante di battaglione, eliminare una stazione radar nei pressi del secondo cannone della contraerea giapponese individuata precedentemente. I soldati non si sono meritati ancora la paga del giorno perché devono accorrere in aiuto a un'altra divisione marines, l'8ª, rimasta bloccata da alcune mitragliatrici giapponesi e con tutti gli ufficiali uccisi.

4. Nome in codice: razziatore
15 giugno 1944
Isola Saipan; arcipelago delle Marianne
Soldato Joe Miller; 2ª divisione USMC
Il contrattacco

Questa missione inizia con un contrattacco giapponese vicino le spiagge, in seguito al quale si procede fino a una postazione nemica dotata di diverse armi automatiche che inchiodano i Marines, fino a che non interviene Miller che con un bazooka distrugge l'ostacolo: scoperto che la posizione è collegata a una rete di bunker, Miller e la sua squadra vi entrano e la ripuliscono dai soldati giapponesi; proseguono fino alla prima linea, dove dovranno sostenere una controffensiva nipponica basata su cariche banzai, cecchini mimetizzati e carri medi Chi Nu.

5. Monte Tapochau
25 giugno 1944
Monte Tapochau; Saipan
Soldato Joe Miller; 2ª divisione USMC
Un passo più vicini all'inferno

La 2ª divisione scala il monte Tapochau, traforata di postazioni giapponesi che devono essere completamente distrutte. Durante una perlustrazione, Miller e un soldato vengono attaccati da un gruppo di giapponesi nascosti in buche, che fanno uscire allo scoperto moltissimi soldati giapponesi da una caverna. Poco dopo la caverna ci sono delle mitragliatrici giapponesi ed il compito di Miller è di aggirarle per la trincea coperto da Roeback e Polonsky. La trincea è seguita da una caverna che bisogna ripulire, per arrivare ad un cannone giapponese che deve essere distrutto. Intanto la squadra avvista una truppa nipponica di portamunizioni, che indietreggiando fa in modo che il sergente trovi i cannoni giapponesi. I cannoni sono raggiungibili attraverso un tunnel pieno di giapponesi che vogliono proteggerlo.

  • Offensiva invernale
6. Ettelbruck
23 dicembre 1944
Ettelbruck, Lussemburgo
Soldato Lucas Gibson; 80ª divisione fanteria americana
L'80ª avanza soltanto

L'80ª divisione di fanteria americana è ad Ettelbruck con il compito di liberare la città dai tedeschi. Il passaggio del ponte è impossibilitato dalle truppe tedesche e il passaggio può essere fatto soltanto passando il ruscello, tuttavia appena viene superato i tedeschi sbucano dalle rovine cittadine. Sconfitti i tedeschi, la squadra avanza fino ad una casa impiegata come posto di guardia e a Gibson viene ordinato di ripulire il piano superiore. Una volta ripulito il piano superiore ed aver raggiunto il sergente, un soldato avvista un convoglio tedesco che trasporta truppe di fanteria. Il sergente organizza un'imboscata e Gibson si posiziona alla torretta. Dopo l'imboscata i tedeschi passano al contrattacco da una palazzina a Nord e dopo la loro ritirata arriva un Panzer. La squadra si sposta nell'edificio di fronte e deve sperare di trovare i carri della compagnia Baker. Dopo aver superato varie rovine di case, la 80a si rifugia in una cantina dove però si trovano moltissimi tedeschi, che una volta uccisi fuggiranno. Il Panzer tedesco raggiunge la squadra del sergente Mason, ma uno Sherman americano li salva. Riuniti alla divisione corazzata si può avanzare fino al centro città con lo Sherman, difendendosi dai tedeschi e avanzando.

7. La corsa verso Bastogne
25 dicembre 1944
Bastogne, Belgio
Sergente artigliere Alex McCall; 4ª divisione corazzata americana
Un Natale non così buono

Alla 80ª divisione di fanteria si aggiunse alla 4ª divisione corazzata americana, anche questa divisione sotto il comando del generale Patton. Il Sergente Artigliere Mc Call e a bordo di uno Sherman americano ed è scortato dalla 80ª di fanteria. L'aviazione americana bombarda il rilievo e così permette ai carri armati di entrare nella foresta e prepararsi ad arrivare a Bastogne. Nella foresta ci sono alcuni soldati tedeschi armati di Panzerschreck che riescono a distruggere due Sherman americani. Superato il rilievo, dei Panzer tedeschi cercheranno di distruggere gli Sherman americani e spunteranno dai fianchi destro e sinistro. Due divisioni di fanteria tedesche spunteranno dai boschi, una volta uccisi l'80ª divisione si occuperà di distruggere i cannoni di contraerea. Dopo la fanteria, esce un Panzer dal bosco. Arrivati sul ponte per Bastogne il carro armato del comando viene colpito da un Panzer nascosto in città, e lo Sherman di Mc Call rimane in testa e percorre la strada per arrivare ad un ponte secondario e più avanzi trova un Tiger tedesco.

8. La presa di Bastogne
28 dicembre 1944
Bastogne;Belgio
Soldato Tom Sharpe; 6ª divisione aviotrasportata britannica
Con le cattive

La 6ª divisione aviotrasportata britannica ha il compito di ammorbidire la resistenza tedesca a Bastogne e facilitare il compito alla 4ª corazzata e all'80° fanteria americana. Appena dopo essersi paracadutati a Bastogne, la squadra del sergente Maddock deve liberare un avamposto a Bastogne. Liberato l'avamposto, la squadra si infiltra a Bastogne e Sharpe deve uccidere due cecchini, continuando la strada per Bastogne la squadra uccide altri soldati nemici e il sergente Maddock avvista un convoglio che si fermerà poco più avanti. I soldati tedeschi usciranno da qualunque posizione e arriverà anche un Tiger e un soldato armato di Panzerschreck.

9. La battaglia di Bure
4 gennaio 1945
Bure; Belgio
Soldato Tom Sharpe; 6ª divisione aviotrasportata britannica
Una leggera deviazione

Dopo aver contribuito alla presa di Bastogne, la squadra del sergente Maddock si è ritirata verso Bure, dove il capitano Rendall è rimasto intrappolato. La strada per Bure è stata minata dai tedeschi e il veicolo del sergente si schianta su un muro. La squadra riesce a salvarsi e a distruggere un semicingolato e un Panzer grazie all'aiuto dell'aviazione. Trovato il capitano, le truppe britanniche difenderanno la chiesa dai tedeschi e poi fuggiranno su due mezzi.

  • Vittoria in Europa
10. Il Reno
28 marzo 1945
Wesel; Germania
Soldato Tom Sharpe; 6ª divisione aviotrasportata britannica
Arriva la cavalleria

Le truppe americane sono bloccate sul Reno e non possono invadere la Germania a causa della ottima difesa del posto. La squadra del Sergente Maddock viene quindi trasportata sull'altra sponda. Il loro compito è quello di attaccare da dietro le truppe tedesche. La squadra avvisterà alcuni Flak 88 e deve eliminare tutti gli operatori. Poi si posizionano in un deposito d' armi e riescono a difenderlo varie volte, anche contro i Panzer tedeschi.

11. Braunau am Inn
7 febbraio 1945
Branau am Inn; Austria
Soldato Lucas Gibson; 80ª divisione fanteria americana
Dove tutto è nato

Anziché combattere in Germania, l'80a combatte a sud, nella città natale di Hitler, Braunau am Inn. L'Inteligence informò il sergente Mason di truppe tedesche in città. Il compito infatti è quello di ripulire la città dalle truppe tedesche. Molte truppe di fanteria tedesche provenivano da una casa, che aveva un bunker dove si nascondevano le truppe di fanteria tedesche quando non impiegate. Dopo la conquista del bunker, l'artiglieria mette fuori uso il convoglio tedesco che trasportava rinforzi, lasciando libera la strada ad un altro bunker, che conduce ad un avamposto missilistico tedesco. Il compito è di piazzare una bomba sul razzo V2 per impedire di fare danni.

  • Vittoria nel pacifico
12. Tifone d'acciaio
28 maggio 1945
Okinawa
Soldato Joe Miller; 2ª divisione USMC
Dato che per la pace non c'è più speranza, non ci resta che combattere fino alla fine

In questa missione la squadra del sergente Roeback deve eliminare la resistenza giapponese ad Okinawa, eliminando trincee, buche e bunker. La serie di bunker è molto ben difesa e ci sono anche mitragliatrici. Liberati i bunker, la squadra di Roeback raggiunge uno Sherman e si protegge dagli assalti giapponesi rimanendo dietro il carro armato. Poi la squadra deve salire una scala per arrivare nelle posizioni di due bunker.

13. Castello Shuri
28 maggio 1945
Castello Shuri; Okinawa
Soldato Joe Miller; 2ª divisione USMC
Vittoria?

La 2ª divisione marine è arrivata al castello Shuri, posizionato al centro di Okinawa. Superate le trincee giapponesi, Miller dovrà posizionare una bomba all'ingresso del castello mettendo fuori uso la mitragliatrice. Superate le mura i soldati continueranno l'avanzata fino ad arrivare nel centro del castello, dove ci sono altri soldati nipponici. Nel cortile del castello ci sono moltissimi soldati giapponesi a proteggere cannoni della contraerea ed altri che caricano i Banzai, dopo essere sopravvissuti a molte ondate di Banzai, Okinawa sarà bombardata dai bombardieri americani.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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