Calendario Atlante De Agostini

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Il Calendario Atlante De Agostini è una pubblicazione annuale (con l'eccezione del volume unico biennale 1945-46) dell'Istituto Geografico De Agostini nata nel 1904 e caratterizzata dal colore rosso. Ha tuttora grande successo anche per il formato tascabile oltre che per la ricchezza incomparabile di notizie che riguardano il mondo intero.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione, una brochure in cartoncino verde oppure rosso, era per l'appunto un calendario annuale che rispondeva alla moda ed aveva una funzione di promozione commerciale sia pur al prezzo di L. 0,60. Contava 64 pagine: calendario dei mesi con disegni liberty, alcune pagine di notizie astronomiche e geografiche, ed un atlantino per l'appunto, disegnato da Achille Dardano ed inciso da A. Hoppe e G. Cipriani, di 11 doppie tavole cartografiche, alternate ai mesi dell'anno 1904, di Europa, Italia, continenti, con una doppia pagina di bandiere dei 57 principali Stati, e con catalogo editoriale dell'allora Istituto Geografico Italiano del dott. G. De Agostini & C.

Già nell'edizione per il 1908, a cura di Carlo Maranelli, le pagine erano diventate 90. Nel 1910 venne aggiunto un indice dei nomi geografici contenuti nelle tavole e venne elevato il prezzo a L. 0,80, pur mantenendo il numero complessivo delle pagine. Rinnovate furono le edizioni per il 1911, a cura di Albino Machetto, per il 1912, in cui Machetto inserì la divisione amministrativa dell'Italia con le colonie italiane in concomitanza con la guerra di Libia intrapresa l'anno prima, e per il 1914, a cura di Luigi Filippo De Magistris[1], che ne fu redattore fino all'edizione per il 1919, questa edizione era aperta da una Nota d' Esultanza per la fine della guerra, e citava anche il Bollettino di Guerra di Armando Diaz del 4 novembre del '18.

La direzione di Luigi Visintin[modifica | modifica sorgente]

Importanti novità vennero introdotte a partire dall'edizione per il 1920, la diciassettesima, per merito del geografo e cartografo prof. dott. Luigi Visintin, che ne fu redattore dal 1919 fino all'anno della morte (1958). Nell'edizione per il 1920 vennero ripensate le carte in seguito ai trattati della prima guerra mondiale, ad esempio quella del Nuovo Confine Franco-Belga-Tedesco, quelle riguardanti l'Europa centrale, quella ancora in parte incerta sulla Venezia Giulia. Fu aggiunta una sezione sull'Africa. Fu introdotta per l'occasione un'ampia parte storica sulla prima guerra mondiale, soprattutto riguardo all'Italia, del prof. dott. T. Celotti, riguardo alla pace con l'Austria e alla questione di Fiume del prof. dott. Mario Baratta. Fu aggiunta la cronologia della guerra mondiale nei suoi vari scacchieri, dichiarazioni di guerra comprese, redatta dal Visintin, che per l'occasione tolse le carte sull'America, ridimensionò la sezione a carattere generale su universo e terra, eliminò la sezione su geografi ed esploratori contemporanei presente nel '19, per lasciare spazio a due pagine di Baratta sui geografi morti in guerra, compreso Cesare Battisti, che era stato collaboratore esterno dell'Istituto.

Interessante anche l'edizione per il '24, che contempla anche l'edizione di un calendario-atlante speciale per l'Ansaldo e di uno promosso dal Commissariato Generale dell'Emigrazione per i membri della Conferenza Internazionale dell'emigrazione di Roma, maggio 1924. Un'edizione speciale per l'Anno Santo 1925, il Calendario Atlante delle missioni cattoliche, in occasione dell' ''Esposizione Missionaria Vaticana'' è molto diversa da quella tradizionale perché di essa mantiene solo il calendario e le carte, sostituendo il resto con una trattazione sull' apostolato cattolico e lo stato delle missioni in italiano, francese, inglese, tedesco.

Visintin, diventato nel 1920 direttore scientifico dell'Istituto Geografico novarese, continuò ad occuparsi personalmente dell'opera che considerava il proprio biglietto da visita e chiamava Calendarietto. Aggiornava di anno in anno con grande impegno di lavoro ed attenzione scientifica il Calendario Atlante sia nelle sezioni generali (soprattutto statistiche riguardanti la terra in generale e l'economia, i consumi, la produzione) sia nelle parti dedicate ad ogni singolo Stato del mondo (descrizione politico-amministrativa, superficie e popolazione, religione, capitale e città principali, risorse economiche,, commercio, navigazione e comunicazioni, ferrovie, statistiche sociali). A poco a poco fece del "libretto rosso" una vera enciclopedia geografica (di solito 480 pagine di testo, una trentina di tavole cartografiche, indici dei nomi).

"Dans un format de poche, richesse incomparable de donnée geéographiques et statistiques. Prix abordable même pour élèves... Editions en d'autres langues seraient désirables..."[2]: questo il giudizio di I. B. F. Kormoss, geografo del Collège d' Europe di Bruges sul Calendario del 1956, anno 52°, pp. 525 + 30 doppie pagine di carte politiche[3].

Oggi le vecchie edizioni hanno grande interesse storico, anche per ricostruire i mutamenti della carta geografica mondiale, ad esempio durante la seconda guerra mondiale, per la politica coloniale o per l'Est europeo. L' importanza del Calendario divenne tale che fu tradotto in parecchie delle lingue più diffuse nel mondo (tedesco[4], francese[5], spagnolo[6], portoghese[7], ebraico, cosa di cui Visintin era fiero); ciascuna delle edizioni straniere era corredata da più ampie trattazioni delle sezioni riguardanti i rispettivi Stati.

Dal 1958 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Le successive direzioni furono di Umberto Bonapace (fino al 1974), quindi di Giuseppe Motta (fino al 1998), entrambe con la collaborazione di Achille Soldani (per la parte geo-economica) e Franco Casabianca (per la cronologia e gli ordinamenti politici dei vari Paesi). Alla sezione geografica (testo, statistiche, carte, indici) erano infatti stati aggiunti col tempo una sezione storico-cronologica ed un compendio delle organizzazioni internazionali.

Nel 1999, con la direzione di Paolo Boroli, venne fatto un passo decisivo verso la contemporaneità e si costituì all'interno della redazione una banca dati elettronica che portò alle edizioni più recenti, con allegato un CD-ROM.

Oggi le pagine sono più di mille, i dati statistici sono oltre un milione e ci sono quasi un centinaio di cartine geografiche, tutto quello che occorre per comprendere il mondo. Oltre all'edizione a stampa, dal 2011 ci si può anche collegare a un sito specifico (il codice per il collegamento è contenuto in ogni copia del libro). Da quest'anno è stata aggiunta anche un'accurata edizione in Inglese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ A De Magistris si deve anche un Atlantino Geografico Mondiale con notiziario statistico-storico-geografico edito per i tipi del De Agostini durante la prima guerra mondiale come omaggio della Società anonima Bianchi Automobili-Velocipedi Milano, abbastanza simile al Calendario Atlante tranne che per la disposizione e la mancanza del calendario e dell'annata
  2. ^ "In un formato tascabile, ricchezza incomparabile di dati geografici e statistici. Prezzo abbordabile anche per alunni. Desiderabili le edizioni in altre lingue"
  3. ^ I.B.F. Kormoss, Atlas Scolaires Européens - Essai de bibliographie critique , Bruxelles, Commission Belge de bibliographie, sottocommissione della Commissione nazionale per l'Unesco, 1957, p. 8
  4. ^ Globus Jahrbuch des Deutschen Verlages
  5. ^ Encyclopeédie géographique de poche
  6. ^ Enciclopedia geografica manual
  7. ^ Atlas universal de bolsillo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • [1] Un articolo di Giuseppe Motta per i cento anni della pubblicazione
  • [2] Storia dell'Istituto Geografico De Agostini