Caldana

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Caldana
frazione
Centro storico di Caldana
Centro storico di Caldana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Gavorrano-Stemma.png Gavorrano
Territorio
Coordinate 42°53′43″N 10°55′39″E / 42.895278°N 10.9275°E42.895278; 10.9275 (Caldana)Coordinate: 42°53′43″N 10°55′39″E / 42.895278°N 10.9275°E42.895278; 10.9275 (Caldana)
Altitudine 178 m s.l.m.
Abitanti 980 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 58023
Prefisso 0566
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti caldanesi, zucchini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caldana

Caldana è una frazione del comune di Gavorrano, in provincia di Grosseto.

Il borgo è situato a sud-est del capoluogo comunale, dal quale dista circa 10 km, poco oltre il vicino centro di Ravi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese sorse prima dell'anno Mille come possedimento dei vescovi di Roselle, che successivamente lo cedettero ai monaci dell'abbazia di Sestinga. Originariamente la località era denominata Caldana di Ravi, vista la sua secondaria importanza rispetto al vicino centro.

Nei secoli successivi divenne proprietà della famiglia Pannocchieschi, prima di passare sotto il controllo dei Senesi. A metà Cinquecento Caldana entrò a far parte del Granducato di Toscana, a seguito della caduta della Repubblica di Siena. In seguito venne infeudata prima ai Bellanti e poi agli Austini, famiglia senese della Contrada della Selva, e successivamente a ricche famiglie della zona tra la fine del XVI e la seconda metà del XVIII secolo: i Suarez, i Bichi e i Chigi. A questa ultima famiglia succedettero definitivamente i Lorena con il ritorno di Caldana tra i possedimenti granducali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Biagio, chiesa parrocchiale della frazione, è stata costruita nel XVI secolo su probabile impianto duecentesco, con facciata attribuita alla scuola dell'architetto rinascimentale Antonio da Sangallo il Vecchio. Nel 1828 fu costruito il campanile e nel 1970 tutta la struttura ha subito un notevole intervento di restauro. All'interno, tra le varie opere, si segnala l'affresco dell'altare maggiore di Giuseppe Nicola Nasini con San Biagio vescovo e san Guglielmo in adorazione del Crocifisso.[1]
  • Canonica di San Biagio, situata a Caldana, costituisce il nucleo originario della vecchia pieve duecentesca. La facciata ha subito rifacimenti tardo-cinquecenteschi.[2]
  • Oratorio di Sant'Antonio da Padova, costruito nel 1670 per volere del conte Annibale Bichi, presenta una facciata rimaneggiata nel corso del XIX secolo, mentre all'interno si segnalano un interessante altare maggiore in stucco realizzato nel 1678 da Domenico Notari e due dipinti seicenteschi: l'Apparizione della Madonna, di Cristo, di sant'Antonio da Padova e di san Biagio a san Guglielmo in preghiera, e Angelo custode con Gesù Bambino in contemplazione degli strumenti della Passione.[3]
  • Convento di Sant'Agostino, situato tra via Alessandrini e via della Chiusa, è documentato sin dal 1629 e ospitò gli Agostiniani fino al 1652, anno della sua soppressione. Oggi si presenta notevolmente trasformato e adibito ad edificio residenziale.[4]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Tosi, situato in via Montanara, risale al XVII secolo. Interessante la loggia vetrata all'ultimo piano, mentre all'interno è ancora situata la vecchia cisterna. Un'ala del palazzo era originariamente destinata a frantoio e magazzino.[5]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Mura di Caldana: costruite in epoca alto-medievale a difesa dello storico borgo, si presentano con forma quadrangolare, con la presenza, ungo la cinta muraria, di quattro imponenti bastioni angolari. Le mura oggi sono state inglobate in buona parte dalle costruzioni intorno alla chiesa di San Biagio.[6]
  • Castello di Caldana, edificio storico difficilmente identificabile poiché inglobato in varie abitazioni in periodo rinascimentale. Sul frontone vi è lo stemma degli Agustini (troncato nel primo d'azzurro al crescente d'oro; nel secondo bandato di rosso e argento al capo d'oro caricato di un'aquila di nero).

Società[modifica | modifica sorgente]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Una caratteristica degli abitanti del paese, ormai caduta in disuso, era nel pronunciare parlando una sola erre (r) quando nella parola c'è una doppia. Es. "terra" veniva pronunciata "tera", oppure "Gavorrano" veniva pronunciato "Gavorano".

« Caldana, dolce tera che t'afera sulla strada della sera c'è il baroccio. »

Altra particolarità dialettale è l'utilizzo della parola "collo" intesa nel senso di stupore.

« Inflazione al 13%. Collo! »

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Caldana è stata girata la fiction televisiva tedesca Ein Haus in der Toscana (1990-1994), diretta da Gabi Kubach.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Durante l'anno si svolgono diverse manifestazioni, le principali sono due: la festa di mezz'agosto (che si svolge sempre a cavallo del giorno 15) e la festa di ottobre che si svolge nel fine settimana della prima e seconda domenica del mese. La prima, della durata di cinque giorni, prevede la sagra, che ha luogo tutte le sere e il pranzo del giorno 15 agosto, e spettacoli di intrattenimento comprendenti musica e animazione. La festa di ottobre, invece, comprende la sagra paesana con piatti tipici del luogo e esposizioni di vario genere proposte da commercianti e espositori del luogo e non. Per la manifestazione vengono aperte le cantine del centro storico caldanese e vengono offerte manifestazioni come musica tradizionale dal vivo. Altre feste sono il mercatino di Natale che si svolge ogni anno nel mese di dicembre e le esibizioni del coro caldanese "Caldana Yes" che offrono piacevoli esibizioni durante tutto l'anno.

Persone legate a Caldana[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Poco fuori del paese, ancora visibili, erano coltivate le cave di marmo "Portasanta", proprietà nel corso del rinascimento della famiglia degli Agustini e in seguito alla riforma di Pietro Leopoldo riaperte dai Fallani. Il portasanta è un marmo con vene tendenzialmente rossastre.Il nome "Portasanta" è dovuto agli stipiti della Porta Santa della Basilica Vaticana. In antichità tale marmo era conosciuto anche con il nome di "Pietra Claudiana" in quanto sembra che fosse il marmo prediletto dall'imperatore Claudio Tiberio.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La frazione è gemellata con la Contrada della Selva 600px Verde e Arancione listati di Bianco.PNG di Siena.

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Caldana ha sede la società calcistica Unione Sportiva Caldana, che attualmente milita nel campionato di prima categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, pp. 69-70.
  2. ^ Santi, op. cit., p. 70.
  3. ^ Santi, op. cit., pp. 70-71.
  4. ^ Scheda del Convento di Sant'Agostino n. 00353578 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  5. ^ Scheda di Palazzo Tosi n.00353575 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  6. ^ Santi, op. cit., p. 69.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Guerrini (a cura di), Torri e castelli della provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]