Calcofillite

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Calcofillite
Mineraly.sk - chalkofylit-per2.jpg
Classificazione Strunz (ed. 10) 8.DF.30[1]
Formula chimica Cu++18Al2(AsO4)3(SO4)3(OH)27·33(H2O)[2][1]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino trigonale[2][1][3]
Classe di simmetria esagonale-scalenoedrica[2], romboedrico[1]
Parametri di cella a=10,77, c=57,5[2]
Gruppo puntuale 3 2/m[2], 3[1]
Gruppo spaziale R 3m[2], R3[1]
Proprietà fisiche
Densità 2,4-2,66[2] g/cm³
Durezza (Mohs) 2[2][1][3]
Sfaldatura perfetta[2][1][3] secondo {0001}[2][1], micacea[1][3], a tracce secondo{1011}[1]
Frattura irregolare[2]
Colore verde smeraldo[2][1][3], verde-bluastro[2][1], blu[1], verde in controluce[1], verde erba[2][1], se il minerale è opaco può essere anche di colore verde chiaro[3]
Lucentezza vitrea[2], perlacea[2][1], sub-adamantina[1] e madreperlacea
Opacità da trasparente a traslucida[2][1], opaco[3]
Striscio da verde chiaro[2][1] al verde bluastro[1], comunque più chiara del colore corrispondente
Diffusione molto rara[3]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La calcofillite è un minerale, un arsenato-solfato basico e idrato di rame e alluminio.

Il nome deriva dal greco χαλχὸς = rame e φὐλλον = foglia[2], per la conformazione fogliacea.

Descritta per la prima volta da Johann Friedrich August Breithaupt (1791-1873), mineralogista sassone, nel 1847.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

I cristalli sono di forma tabulare[2], sottili a placche come alcune miche[2], massivo[2], lamellare[2], di aspetto romboedrico.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Ha genesi secondaria, nelle zone di ossidazione di alcuni giacimenti di rame[3], in paragenesi con cuprite, tenorite, malachite, azzurrite, farmacosiderite[3], connellite[3], crisocolla, limonite e clinoclasio.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

In cristalli lamellari[2], aggregati a rosetta e aggregati massivi. Il minerale presenta geminazione secondo {1010}[1]

Caratteristhce fisico-chimiche[modifica | modifica wikitesto]

È solubile in ammoniaca e negli acidi[3]; va pulito con acqua distillata. Fonde facilmente.

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel Grube Clara[3], in Sassonia[3] e presso Oberwolfach, nel Baden-Württemberg, in Germania; a Schwaz, nel Tirolo[3] austriaco; a Liskead[3] e Redruth, in Cornovaglia; nello Majuba Hill nel Nevada, nel Tintic Discrit[3] e a Tintic, nello Utah (USA); a Nijnij Tagil, presso Novosibirsk, in Russia; a Rancagua[3] e Braden, nel Cile e a Cap Garonne, in Francia.
In Italia è stato trovato presso Forni Avoltri nel Cadore[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v (EN) Scheda tecnica del minerale su mindat.org. URL consultato il 10 ottobre 2013.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad Scheda tecnica del minerale su webmineral.com
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Autori vari, Calcofillite in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z, vol.III", pagg. 606, Peruzzo editore (1988), Milano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni

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