Società Sportiva Chieti Calcio

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S.S. Chieti Calcio
Calcio Football pictogram.svg
I Neroverdi; I Teatini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Verde e Nero (Strisce).png Nero-Verde
Dati societari
Città Chieti-Stemma it.png Chieti
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Seconda Divisione
Fondazione 1922
Rifondazione 2006
Presidente Italia Walter Bellia
Allenatore Italia Tiziano De Patre
Stadio Guido Angelini
(12.750 posti)
Sito web www.chieticalcio.com
Palmarès
Scudetti 0
Titoli nazionali 0
Trofei nazionali 0
Trofei internazionali 0
Si invita a seguire il modello di voce

La Società Sportiva Chieti Calcio è una società calcistica della città di Chieti che milita nel campionato professionistico di Lega Pro Seconda Divisione. Fondata nel 1922 ed iscritta al suo primo campionato nel 1925, dal 1970 disputa le sue partite interne allo Stadio Guido Angelini, impianto capace di ospitare quasi 13.000 spettatori.

I colori sociali del Chieti sono il nero e il verde.

Indice

Storia[modifica]

Le origini[modifica]

Il Chieti fu fondato nel 1922 con un capitale sociale di 50 centesimi. La Prima guerra mondiale era da poco finita, del calcio giungeva da lontano l'eco dei successi di Pro Vercelli, Novese, Milan, Inter, Juventus e Genoa. Un giorno, nella Villa Comunale, Nicola De Cesare gettò, con alcuni compagni, l'idea di formare una squadra di calcio. Subito aderirono altre persone; con la somma di £ 0,50 fu pagata la quota sociale e nacque la R. I.S.S. che disputò le prime partite nella centralissima Civitella contro squadre militari. L'entusiasmo per lo sport nascente era enorme. Esisteva negli stessi anni lo Sport Club Chieti, che da moltissimi anni non svolgeva nessun'attività sportiva; si decise dunque di far sorgere a Chieti un grande sodalizio calcistico: ci fu una riunione tra il R. I.S.S., la Novelli e lo Sport Cub Chieti e venne costituita l'Unione Sportiva Chieti con presidente Carlo Massangioli i cui colori sociali diventarono il nero e il verde, poiché per le prime partite si decise di utilizzare alcune divise del Venezia.[1]

L'esordio in serie C e gli anni '50 e '60[modifica]

Dopo vari campionati nelle serie minori, l'esordio in Serie C nazionale avvenne nella stagione 1940-1941; il girone era l'F, nel quale vennero inclusi anche Ascoli, Molinella, Fano, Rimini, Imolese, Forlì, Sambenedettese, Pescara, Teramo, Ravenna e Forlimpopoli. L'allenatore era Tognotti. Il girone venne vinto dal Pescara, mentre la squadra teatina si classificò al sesto posto. Il bomber della squadra fu Di Luzio con 8 centri. Una grande stagione fu il torneo 1942-1943 in cui il Chieti, allenato da Atro, si classificò secondo alle spalle del Forlì; il miglior realizzatore fu Rota con 26 reti. Archiviato questo torneo a causa della Seconda guerra mondiale, tutti i campionati furono sospesi. Terminata la guerra la vita riprese normalmente anche nel calcio ed il Chieti, nella stagione 1946, fu ammesso alla Serie C, nel girone B. L'allenatore era Moretti. Al termine della stagione ci fu un quarto posto per i colori neroverdi e il bomber fu Pietrangeli con 16 reti. La stagione 1951-1952 culminò con una retrocessione; in quella stagione nella panchina del Chieti ci furono due tecnici, Crociani e De Angelis. Il campionato fu vinto dal Cagliari e il bomber della squadra teatina fu Roccasecca con 16 reti. Nel campionato 1954-1955 la squadra venne chiamata dai maggiori quotidiani nazionali il "Milan del sud".[senza fonte] Quel campionato il Chieti lo concluse al 4º posto con 41 punti ed il bomber fu Esposito. La promozione in C avvenne nella stagione 1957-1958 grazie anche alle 16 reti di Peruzzi. Dopo tornei mediocri avvenne l'era di Guido Angelini, presidente dal 1962 al 1977 (da lui il nome dell'attuale stadio del Chieti). L'avvento del nuovo presidente fu subito scoppiettante, infatti nella stagione 1963-1964 il Chieti, guidato da Tom Rosati, sfiorò la serie B, classificandosi al 2º posto dietro il Trani con soli 2 punti di distacco. In quel campionato il campo del Chieti (che all'epoca era la Civitella) fu squalificato per sette turni, in quanto, durante la gara tra Chieti e L'Aquila, l'arbitro, dopo delle decisioni sfavorevoli alla squadra neroverde, fu letteralmente assalito in campo dai sostenitori teatini. Il bomber della squadra fu Orazi con 13 centri. Dopo appena due stagioni ci fu una nuova retrocessione. Era la stagione 1965-1966 e alla guida dei neroverdi c'era Stucchi. Il Chieti totalizzò 24 punti e il miglior marcatore fu Spinelli con sole 4 reti. Nel campionato seguente il Chieti si piazzò al secondo posto dietro il Brindisi, ma la commissione disciplinare indagò su un episodio di corruzione da parte dei Pugliesi e, in data 9 settembre 1967 ci fu la condanna con la penalizzazione di 15 punti; il che significava per il Chieti la promozione in serie C. Il bomber della squadra fu Ascatigno con 17 reti, l'allenatore era Castignani.[1]

Gli anni '70 e l'epoca di Ezio Volpi[modifica]

Nel maggio 1970 si inaugurò il nuovo stadio. Il Chieti affrontò il blasonato Milan di fronte a 11.000 persone e con un arbitro d'eccezione: Concetto Lo Bello; quella giornata fu una delle più belle vittorie per la Città di Chieti. Dal 1970 si susseguirono discreti campionati coronati da onorevoli piazzamenti, ma nella stagione 1975-1976, ci fu la retrocessione in D. Nella stagione successiva il Chieti tornò in C con al timone Tony Giammarinaro. I punti finali furono 49, con piazzamento davanti alla Palmese, finita a quota 43. In quella estate, dopo 15 anni di presidenza e tanti appelli di essere affiancato rimasti inascoltati, il Comm. Guido Angelini si dimise e fece un gesto clamoroso molto apprezzato dai tifosi teatini: regalò la società con l'intero parco giocatori alla Città di Chieti; l'intero capitale era a quell'epoca di mezzo miliardo di lire. Era il 1977. Gli anni successivi furono anni di declino. Sotto la presidenza di Marino, il Chieti sfiorò più volte la retrocessione, che alla fine arrivò nella stagione 1979-1980. L'allenatore era Ezio Volpi. In quella stagione ci furono la grana degli stipendi e le dimissioni a catena dei dirigenti, che nel frattempo avevano sperperato il patrimonio lasciato da Angelini. Solo la serietà di Volpi salvò la squadra dallo sfascio più completo. Si retrocedette in C2 con soli 28 punti all'attivo, il bomber fu Tomba con 8 reti. L'anno dopo la crisi societaria proseguì. Nell'estate del 1981 i giocatori erano in arretrato con gli stipendi per un totale di 80 milioni, somma non alta per il valore dei giocatori ma nessuno fu disposto ad anticipare la somma e quindi i calciatori ottennero lo svincolo e si perse l'intero patrimonio giocatori. Tutto quello lasciato da Angelini qualche anno prima fu sperperato. Nella stagione 1981-1982, con allenatore Tom Rosati e con una squadra formata da giovani, il Chieti retrocedette in Interregionale. Negli anni successivi si susseguirono alla presidenza del Chieti prima Sulpizio poi Barbiero, ma senza grossi sussulti e soprattutto senza lasciare tracce nella storia neroverde. I problemi economici condizionarono anche l'estate 1985 ma alla fine arrivò una soluzione; entrò nel Chieti un grande personaggio che riportò ai fasti che meritava la compagine neroverde: Mario Mancaniello. Il primo anno di Mancaniello si concluse con un primo posto a pari punti con il Lanciano. Seguì lo storico spareggio perso ai rigori sul campo neutro di Latina. Il sogno del ritorno in C2 si avverò l'anno seguente nel campionato 1986-1987 con una marcia trionfale. Al timone della squadra c'era ancora Orazi e il bomber della squadra fu Sgherri. L'anno successivo (1987-1988) il Chieti fece bella figura come matricola ma nella seconda stagione in C2 persero ancora ai rigori sul neutro di Cesena contro la Ternana, nello spareggio per andare in C1. Nel 1990-1991, con ben 8 turni di anticipo, si tornò in C1, sotto la guida dell'allenatore Ezio Volpi, che qualche anno dopo morì per una grave malattia. La città gli intitolò la curva riservata ai tifosi di casa. [1]

Gli anni '90 e la crisi societaria[modifica]

Nel campionato di C1 1991-1992, nel Chieti si mise in mostra un giovane di belle speranze in prestito dalla Sampdoria: Enrico Chiesa. I problemi iniziarono a riaffiorare: Mancaniello, stanco e anche con problemi personali, iniziò a trascurare la squadra, fino a riportarla in C2. Nell'estate 1998 ci fu un avvicendamento societario e al posto di Mancaniello arrivò l'imprenditore Pino Albergo. Il campionato di C2 1998-1999 si concluse con una retrocessione ai play-out contro il Gela. Memorabile il 3 a 0 rifilato dal Chieti all'andata, ma nel ritorno i siciliani si imposero con lo stesso risultato e si salvarono grazie alla migliore classifica finale. Nell'estate 1999 arrivò a Chieti un nuovo presidente: Antonio Buccilli. La squadra dall'Interreggionale si ritrovò, dopo 20 giorni, ripescata in C2. Il Chieti si salvò in C2 vincendo i play-out contro il Casarano. Nel campionato successivo 2000-2001, in C2 girone B, il Chieti, con alla guida Gabriele Morganti, capitano della squadra ai tempi di Mancaniello, venne promosso in C1 vincendo i play-off contro il Teramo (1-1 a Teramo con gol teatino di Sanguinetti e 1-0 a Chieti con gol di Pignotti davanti ad oltre 7000 tifosi neroverdi). In quella squadra l'asso fu il romano ma abruzzese di adozione (vista la teatinità del padre di origine di casalincontrada) Fabio Grosso e il capocannoniere fu Aquino. Nel biennio 2001-2002 e 2002-2003, sotto la guida del tecnico Piero Braglia, il Chieti offrì un discreto spettacolo e riuscì a centrare due campionati di medio alta classifica. Il 9 settembre 2001 arrivò la vittoria nel derby d'Abruzzo contro i rivali storici del Pescara: 1-0 con gol al settantanovesimo minuto di Paolo Zaccagnini. Il campionato 2003-2004, sotto la guida di Dino Pagliari, subentrato a Florimbi, che a sua volta aveva sostituito alla quarta giornata Alberti, vide il Chieti concludere a ridosso della zona play-off ed ottenere il record di punti ottenuti nel campionato di C1 (48). Il bomber della squadra era un giovane di proprietà del Torino di grandi speranze: Fabio Quagliarella. Nella stagione 2005-2006 il Chieti al termine della stagione conclude il suo campionato all'ultimo posto della classifica del giorne B della Serie C1. In estate due imprenditori romani (Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo) si manifestano disposti ad accolarsi parte dei debiti e rilevano la società (come comprovato da regolare atto notarile stipulato in data 9 luglio 2006). Per motivi ancora non ben chiari Di Stanislao e Ielo non iscrivono la Calcio Chieti 1922, che tuttavia esiste ancora e non risulta fallita, a nessun campionato. [1]

La squadra oggi[modifica]

Nella stagione 2006-2007 fu fondata dal presidente Giustino Angeloni la A.S.D. Calcio Chieti che partecipò al campionato di Promozione Abruzzese (Girone B) guidato dall'allenatore Amedeo Assetta. Riuscì a vincere il campionato con una giornata di anticipo. La vittoria fu piuttosto sofferta, dato che i 13 punti di vantaggio accumulati alla fine del girone di andata furono sciupati mano a mano nel girone di ritorno, a favore del Casoli. Molto importante e decisiva fu la sfida proprio con il Casoli (giocata a Lanciano per motivi di ordine pubblico), vinta per 1-0 (davanti a quasi 2000 tifosi neroverdi al seguito), a tre giornate dalla fine del campionato. Nella penultima giornata il Chieti festeggiò la matematica promozione in Eccellenza, dopo la vittoria sul Vestina Penne. I 1200 tifosi teatini a seguito della squadra invasero pacificamente il terreno di gara di Penne per festeggiare assieme a giocatori, allenatore e presidente. Nella stagione 2007-2008 il Chieti festeggiò la promozione in Serie D il 27 aprile 2008 in seguito alla vittoria per 2 a 0 contro il Notaresco giocatasi sul campo neutro di Teramo davanti a oltre 1500 Teatini. A fine stagione i migliori marcatori della squadra neroverde furono capitan Contini (14 gol) e Antignani (11 gol). Nella stagione 2008-2009 il Chieti giocò nel girone F della Serie D. In questa stagione l'avvio fu pessimo (2 punti nelle prime 7 giornate) e così la dirigenza effettuò una rivoluzione tecnica: Pino Giusto sostituì in panchina l'esonerato Cifaldi e nel ruolo di direttore generale arrivò Enzo Nucifora. Quest'ultimo cambiò quasi completamente la rosa ed i risultati non tardarono ad arrivare tanto che, dalla penultima posizione, la squadra (trascinata dai bomber Genchi e Rosa e dal capitano Tatomir) risalì rapidamente la classifica (nel girone di ritorno risulterà essere la squadra ad aver realizzato più punti) concludendo il campionato al quarto posto e guadagnando i play-off, nei quali sarà eliminato per mano del Casoli.
Nella stagione 2009-2010 la S.S.D. Chieti (trasformatasi prima dell'inizio della stagione dalla precedente A.S.D.), a seguito di una formidabile ed entusiasmante rimonta, con in panchina il neo tecnico Vincenzo Vivarini, ha concluso il campionato al primo posto del girone F della Serie D ottenendo la promozione in Seconda Divisione. Dopo soli 4 anni di permanenza tra i dilettanti dunque, alla luce di tre promozioni in quattro anni, la società teatina ritorna nel campionato professionistico di Lega Pro. La stagione 2010-2011 parte senza grossi proclami da parte della società, che allestisce una squadra molto giovane pur confermando i migliori elementi della stagione precedente (su tutti Rosa, Vitone, Pepe e Mucciante). La stagione inizia molto bene e, prima della pausa natalizia, la compagine teatina si trova in terza posizione (a pari merito con i cugini aquilani) anche grazie al gioco veloce e spettacolare che il tecnino Vivarini ha impresso alla squadra. Chiude il campionato al 6º posto ad un solo punto dalla zona play-off; la Calcio Chieti si è ritrovata a quattro anni dalla non iscrizione a disputare nuovamente un campionato professionistico. Inoltre quello del Chieti è stato un ottimo campionato anche perché la società teatina ha allestito una squadra molto giovane e quindi priva di un alto tasso di esperienza.[1] Nella stagione 2011-2012 la società teatina allestisce di nuovo una squadra molto giovane, con in panchina il neo tecnico Silvio Paolucci. Al termine della stagione il Chieti riesce a piazzarsi in quarta posizione, qualificandosi ai play-off del campionato 2011/2012: il Chieti vince la semifinale di play-off contro l'Aprilia, ma perde la finale contro la Paganese. Dall'esito di questi play-off ne discende che il Chieti non è riuscito a riapprodare nel campionato professionistico di Lega Pro Prima Divisione (l'ex serie C1)[2]. Nel campionato 2012/13 il Chieti ottiene la 4° posizione ma ai play-off viene eliminato da L'Aquila.

Cronistoria[modifica]

Cronistoria del Chieti
  • 1922 - Dalla fusione di più società sorge la Unione Sportiva Pippo Massangioli di Chieti.
  •  ???? - Manca la data effettiva di affiliazione alla F.I.G.C..
  • 1924-25 - nel girone B della Terza Divisione Abruzzese.[3]
  • 1925-26 - nel girone? della Terza Divisione Abruzzese.
  • 1926-27 - 2° nel girone A della Seconda Divisione Sud.
  • 1927-28 - 2° nel girone A della Seconda Divisione Sud, avendo perso lo spareggio contro il Rosetano. È successivamente ammesso in Prima Divisione Sud (Campionato Meridionale).
  • 1928 - 1° nel girone B della Prima Divisione Sud, ammesso alle semifinali. 2° nel girone B delle semifinali Sud.
  • 1929-30 - Si iscrive in Seconda Divisione Sud ma si ritira prima dell'inizio del campionato.
  • 1930-31 - 2° nel girone unico della Seconda Divisione Laziale. Riesce a portare a termine il campionato alla terza rinuncia.
  • 1931 - La U.S. Pippo Massangioli non rinnova l'iscrizione alla Seconda Divisione. La U.S. Gloria si affilia alla F.I.G.C. iscrivendosi al campionato di Terza Divisione.
  • 1931-32 - 2° nel girone unico della Seconda Divisione Abruzzese-Molisano.
  • 1933 - La U.S. Pippo Massangioli si iscrive in Seconda Divisione Abruzzi. La Gloria non è iscritta.
  • 1932-33 - 1º nel girone unico della Seconda Divisione Abruzzi, ammesso alle finali per la promozione in Prima Divisione. 3º nel girone H delle finali, non è promosso.
  • 1933 - Si iscrive al campionato con nuova denominazione Società Sportiva Chieti.
  • 1933-34 - nel girone unico della Seconda Divisione Abruzzi.
  • 1934-35 - 2° nel girone unico della Seconda Divisione Abruzzi.
  • 1935-36 - Non disputa alcun campionato.
  • 1936-37 - Non disputa alcun campionato.
  • 1937-38 - in 1ª Divisione Abruzzi.
  • 1938-39 - Non disputa alcun campionato.
  • 1939-40 - in 1ª Divisione Abruzzi, rinuncia alle finali. Promosso ugualmente in Serie C.
  • 1940-41 - 6º nel girone F della Serie C.
  • 1941-42 - 12º nel girone G della Serie C.
  • 1942-43 - 3º nel girone H della Serie C.
  • 1943-45 - Tornei non disputati causa conflitto in atto.
  • 1945-46 - 4º nel girone B della Serie C del Centro-Sud.
  • 1946-47 - 8º nel girone F della Lega Interregionale Centro di Serie C.
  • 1947-48 - 6º nel girone F della Lega Interregionale Centro di Serie C. Retrocesso in Promozione.
  • 1948-49 - 4º nel girone L della Promozione.
  • 1949-50 - 9º nel girone L della Promozione.
  • 1950-51 - 1º nel girone L della Promozione. Promosso in Serie C.
  • 1951-52 - 10º nel girone C di Serie C. Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53 - 9º nel girone G di IV Serie.
  • 1953-54 - 10º nel girone F di IV Serie.
  • 1954-55 - 5º nel girone G di IV Serie.
  • 1955-56 - 4º nel girone G di IV Serie.
  • 1956-57 - 2º nel girone G di IV Serie.
  • 1957-58 - 6º nel girone B dell'Eccellenza di IV Serie. Eletto in Serie C.
  • 1958-59 - 4º nel girone B di Serie C.
  • 1959-60 - 14º nel girone C di Serie C.
  • 1960-61 - 14º nel girone C di Serie C.
  • 1961-62 - 16º nel girone C di Serie C.
  • 1962-63 - 16º nel girone C di Serie C.
  • 1963-64 - 2º nel girone C di Serie C.
  • 1964-65 - 12º nel girone C di Serie C.
  • 1965-66 - 18º nel girone C della Serie C, retrocesso in Serie D.
  • 1966-67 - 1º nel girone E della Serie D, promosso in Serie C.
  • 1967-68 - 14º nel girone C della Serie C.
  • 1968-69 - 7º nel girone C della Serie C.
  • 1969-70 - 9º nel girone C della Serie C.
  • 1970-71 - 13º nel girone C della Serie C.
  • 1971-72 - 10º nel girone C della Serie C.
  • 1972-73 - 6º nel girone C della Serie C.
  • 1973-74 - 12º nel girone C della Serie C.
  • 1974-75 - 7º nel girone B della Serie C.
  • 1975-76 - 19º nel girone B della Serie C, retrocesso in Serie D.
  • 1976-77 - 1º nel girone G della Serie D, promosso in Serie C.
  • 1977-78 - 9º nel girone B della Serie C. Ammesso alla nuova Serie C1.
  • 1978-79 - 12º nel girone B della Serie C1.
  • 1979-80 - 16º nel girone B della Serie C1, retrocesso in Serie C2.
  • 1980-81 - 7º nel girone B della Serie C2.
  • 1981-82 - 18º nel girone B della Serie C2, retrocesso in Interregionale.
  • 1982-83 - 3º nel girone H dell'Interregionale.
  • 1983-84 - 4º nel girone H dell'Interregionale.
  • 1984-85 - 9º nel girone H dell'Interregionale.
  • 1985-86 - 2º nel girone H dell'Interregionale, perde ai rigori lo spareggio promozione disputato a Latina contro il Lanciano.
  • 1986-87 - 1º nel girone H dell'Interregionale, promosso in Serie C2.
  • 1987-88 - 5º nel girone C della Serie C2.
  • 1988-89 - 3º nel girone C della Serie C2.
  • 1989-90 - 3º nel girone C della Serie C2.
  • 1990-91 - 1º nel girone C della Serie C2, promosso in Serie C1.
  • 1991-92 - 12º nel girone B della Serie C1.
  • 1992-93 - 13º nel girone B della Serie C1.
  • 1993-94 - 17º nel girone B della Serie C1, retrocesso in Serie C2 dopo i play-out avendo perso lo spareggio salvezza con il Leonzio 1909. È successivamente riammesso.
  • 1994-95 - 15º nel girone B della Serie C1, retrocesso in Serie C2 dopo i play-out avendo perso lo spareggio salvezza con l'Ischia Isolaverde. È successivamente riammesso.
  • 1995-96 - 18º nel girone B della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.
  • 1996-97 - 11º nel girone C della Serie C2.
  • 1997-98 - 17º nel girone C della Serie C2, retrocesso nel C. N.D. ai play-out per peggiore posizione in classifica dopo il doppio spareggio salvezza con la Juveterranova Gela. È successivamente riammesso.
  • 1998-99 - 14º nel girone C della Serie C2, salvo ai play-out avendo vinto il doppio spareggio salvezza con il Casarano.
  • 1999-00 - 12º nel girone C della Serie C2.
  • 2000-01 - 2º nel girone B della Serie C2, vince i play-off battendo il Prato in semifinale e il Teramo in finale. Promosso in Serie C1.
  • 2001-02 - 8º nel girone B della Serie C1.
  • 2002-03 - 10º nel girone B della Serie C1.
  • 2003-04 - 8º nel girone B della Serie C1.
  • 2004-05 - 17º nel girone B della Serie C1. Retrocesso in Serie C2 avendo perso lo spareggio salvezza con la Fermana. È successivamente riammesso.
  • 2005-06 - 18º in Serie C1 gir. B, retrocesso in Serie C2. Non si iscrive al campionato successivo.
  • 2006 - Nel mese di agosto si affilia alla F.I.G.C. la Associazione Sportiva Dilettantistica Chieti che rileva il titolo sportivo del fallito Chieti.
  • 2006-07 - 1º nel girone B della Promozione Abruzzo, promosso in Eccellenza Abruzzo.
  • 2007-08 - 1º nel girone unico dell'Eccellenza Abruzzo, promosso in Serie D.
  • 2008-09 - 4º nel girone F della Serie D. Cambia denominazione in S.S.D. Chieti.
  • 2009-10 - 1º nel girone F della Serie D, promosso in Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2010-11 - 6° nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione.
  • 2011-12 - 4° nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione, perde la finale play-off contro la Paganese.
  • 2012-13 - 5° nel girone B della Lega Pro Seconda Divisione, perde la semifinale play-off contro L'Aquila.

Campionati nazionali[modifica]

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione

C

51 1940-1941 2012-2013

D

15 1952-53 2009-2010

Colori e simbolo[modifica]

La scelta dei colori nero e verde teatini risalgono al 1919, anno nel quale la prima squadra di calcio rappresentativa della Città non disponeva di divise proprie, pertanto in mancanza dei soldi per comprarle si dovette ricorrere alle tenute del Venezia Calcio trovate in una cassa proveniente dalla città lagunare insieme a molte altre contenenti i documenti dell'ufficio anagrafe ed altro, trasferite a Chieti per Editto del re Vittorio Emanuele III allo scopo di impedire il sequestro da parte delle truppe Austro-Ungariche in caso di invasione del Veneto dopo la disfatta di Caporetto. Il gagliardetto della squadra ha subito vari ritocchi negli anni. Recentemente era identificato da uno stemma in stile AC Milan, successivamente, sotto la guida del presidente Antonio Buccilli, si è passati a un gagliardetto più moderno che ritraeva due strisce (una nera e l'altra verde) attraversare la scritta "CC 1922", ossia Calcio Chieti 1922. Nel 2006, in seguito al fallimento, il gagliardetto dell'A.S.D. Chieti è stato reinventato rudimentalmente in stile AS Roma. L'ultima modifica è stata apportata nell'estate del 2008 quando al precedente stemma è stato aggiunto su un fianco l'Achille a cavallo, simbolo della città di Chieti e da poco, dunque, anche della squadra locale.

Lo stadio[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Guido Angelini.
La curva Volpi dello stadio Guido Angelini di Chieti

L'impianto fu progettato nel 1969 ed entrò in funzione nel maggio del 1970 con un'amichevole Chieti-Milan arbitrata dal grande Concetto Lo Bello, il tutto con una cornice di circa 11.000 spettatori. La partita si concluse sul risultato di 1-7 per il Milan, dopo il vantaggio del Chieti nei minuti iniziali. Nei primi 9 anni di vita l'impianto ha avuto il nome "Marrucino".Attualmente lo stadio Guido Angelini di Chieti può ospitare quasi 13.000 spettatori.[4]

Il settore distinti dello stadio Guido Angelini di Chieti
La tribuna dello stadio Guido Angelini di Chieti.


Squadre celebri del passato[modifica]

  • Miglior piazzamento in Serie C (2º posto): 1963-64 1 Milan 2 Rosati II 3 Dondi 4 Riti 5 Ghiradello 6 Alberti 7 Paradiso 8 Marteggiani 9 Orazi 10 Palma 11 Trapella All Domenico "Tom" Rosati
  • Promozione in Serie C2: 1986-1987 1 Di Carlo 2 Mattioli 3 Petrelli 4 Vala' 5 De Amicis 6 Genovasi 7 Gialloreto 8 Cardaccia 9 Fiaschi 10 Ilari 11 Sgherri All Feliciano Orazi
  • Promozione in Serie C1: 1990-1991; 1 Marigo 2 Consorti 3 Feola 4 Picconi 5 De Amicis 6 Morganti 7 Pallanch 8 Cavezzi 9 Pagliari 10 Presicci 11 Sgherri All Ezio Volpi
  • Promozione in Serie C1: 2000-2001; 1 Santoni 2 Battisti 3 Lauro 4 Bolla 5 Drago 6 Pignotti 7 Zaccagnini 8 Coppola 9 Aquino 10 Grosso 11 Sanguinetti (Padolecchia) All Gabriele Morganti
  • Record di punti in serie C1: 2003-2004; 1 Marruocco 2 Medda 3 Petitto 4 Cherubini 5 Bonfanti 6 Di Fabio 7 Morfù 8 Rajcic 9 Califano 10 Quagliarella 11 La Canna (Lacrimini) All Dino Pagliari

Gli Allenatori[modifica]

I Capitani[modifica]

Rosa attuale (2012-2013)[modifica]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Andrea Cappa
Italia P Ivano Feola
Italia P Kevin Ferrara
Romania P Daniel Vladut Savut
Italia D Massimiliano Barbone
Italia D Marco Bigoni
Italia D Nicolas Di Filippo
Italia D Matteo Gandelli
Italia D Abel Gigli
Italia D Matteo Mantovani
Italia D Alfonso Pepe
Italia C Michael Cardinali
Italia C Adelio Cerbone
Italia C Lorenzo Del Pinto
N. Ruolo Giocatore
Italia C Antonio Di Properzio
Italia C Andrea La Selva
Italia C Domenico Mungo
Italia C Jordan Pedrocchi
Italia C Michele Rinaldi
Italia C Fabio Rovrena
Italia C Alessandro Rossi
Italia C Luca Verna
Italia C Fernando Vitone
Argentina A Jonathan Alberto Alessandro
Italia A Riccardo Capogna
Italia A Claudio De Sousa
Italia A Lorenzo Di Stefano
Italia A Alessandro Viscontini

Staff tecnico[modifica]

Allenatore: Italia Tiziano De Patre[5]


Giocatori[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori della S.S. Chieti Calcio.

Allenatori[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori della S.S. Chieti Calcio.

Palmarès[modifica]

Di squadra[modifica]

Campionati disputati

  • 25 campionati di C
  • 12 campionati di C1
  • 11 campionati di C2
  • 32 campionati diversi

Altri trofei

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa "Nello Mancini".

Promozioni[modifica]

Tifosi[modifica]

La curva Ezio Volpi (1991).

Il tifo a Chieti ha origini molto lontane, intorno al 1974-1975. I "Fedelissimi", primo club cittadino, organizzano tifo e trasferte alle quali partecipano anche i ragazzi degli "Ultras", gruppo formato dai più giovani. Nei primi anni '80 si formano vari gruppi (Ultras, Sconvolts, Fedayn, Viking). Con il ritorno tra i professionisti nel 1987 la curva si dà un assetto organizzativo più adeguato; nascono tanti nuovi gruppi fra cui gli "Achaean Generation", che sono i successori degli "Ultras" nella guida della curva; la loro nascita ha come data storica il 10 marzo del 1985 e lo testimoniano le prime sciarpe del gruppo realizzate ancora prima dello striscione. Gli Achaean Generation sono protagonisti di tante trasferte, oltre che delle gare interne, fino al loro scioglimento nel 1996. Amiterno's Brothers, Supporters Village, Indians Scalo, Club Luciano Novembrini e Filippone Neroverde contribuiscono al tifo della curva nei quattro anni di Serie C2 vissuti alla grande sia per la squadra che per gli ultras. Nel frattempo nascono altri gruppi tra cui gli attivi ragazzi degli "Irriducibili Scalo" (gruppo fondato nel 1989), che si segnalano anche per essere un po' irrequieti. La promozione in C1 delinea un nuovo scenario per la tifoseria che si trasferisce nell'altra curva resa più capiente e successivamente intitolata ad Ezio Volpi, indimenticato allenatore del ritorno in C1. Al fianco di Achaean e Irriducibili, nascono gli Ultras '74, formati in prevalenza da appartenenti al gruppo Filippone Neroverde, e altri gruppi, tra cui Gente Persa, Skins, Boys, Levante Neroverde, Wanderers; la curva è sempre stracolma. È il Chieti di Enrico Chiesa che farà sognare anche se alla fine si salverà all'ultima giornata. Dopo quest'annata inizia il declino del Chieti. In questi anni il tifo non manca, ma si delinea una situazione anomala in Curva Volpi, dove vi sono contrasti interni tra Achaeans e Irriducibili (ai quali si sono uniti gli Ultras '74). Il torneo peggiore, sia a livello di Curva che di squadra, è il 1995-1996. Gli Achaean Generation proprio in quest'anno decidono di sciogliersi, anche se questo non è stato mai ufficializzato; gli Irriducibili sono in gran parte diffidati e contestano talvolta disertando anche lo stadio. Negli anni 1998-1999 e 1999-2000 la presenza neroverde non manca mai nella Serie C2 meridionale, con la squadra che arranca. In questi anni Irriducibili e 330s.l.m. seguono il Chieti, anche se in poche unità, fino in Campania, Puglia e Sicilia; nel 2000-2001, con la promozione in C1, si formano "Vecchia Guardia" e "Planet Chieti" e nello stesso anno tornano in curva gli Achaean oltre che ai ragazzi del Levante. Oggi, nonostante il fallimento che ha portato all'iscrizione al campionato di Promozione prima ed Eccellenza poi, realtà ben lontane dalla tradizione calcistica di Chieti e dei suoi tifosi, il tifo in curva riesce a mantenersi ad alti livelli, scandito da numeri di presenze in curva inconsueti per la categoria. Spiccano, ad esempio, gli oltre 1.800 teatini per lo scontro diretto con il Casoli sul neutro di Lanciano nella stagione 2006-2007 (campionato di Promozione) e gli oltre 4000 spettatori registrati nelle partite interne contro L'Aquila e Casoli nella stagione 2007-2008, culminata poi con la promozione nel match finale contro il Notaresco sul neutro di Teramo, sui cui spalti erano presenti oltre 2000 Teatini.

Rapporti con le altre squadre[modifica]

Gemellaggi[modifica]

Amicizie[modifica]

Forte Rivalità[modifica]

Rivalità Minori[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ a b c d e La storia
  2. ^ video » Chieti - Paganese 0-0
  3. ^ La Gazzetta dello Sport ha inserito ogni venerdì il programma domenicale trascrivendo diversi prossimi turni del girone B senza pubblicare una classifica finale (giornale microfilmato e conservato dalla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano).
  4. ^ Lo stadio
  5. ^ Lo staff tecnico

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]