Società Sportiva Chieti Calcio
| S.S. Chieti Calcio Calcio |
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| I Neroverdi; I Teatini | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | |||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Lega Pro Seconda Divisione | ||
| Fondazione | 1922 | ||
| Rifondazione | 2006 | ||
| Presidente | |||
| Allenatore | |||
| Stadio | Guido Angelini (12.750 posti) |
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| Sito web | www.chieticalcio.com | ||
| Palmarès | |||
| Scudetti | 0 | ||
| Titoli nazionali | 0 | ||
| Trofei internazionali | 0 | ||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
La Società Sportiva Chieti Calcio è una società calcistica di Chieti; i suoi colori sociali sono il nero e il verde. Venne fondata nel 1922 ed iscritta al suo primo campionato nel 1925.
Il Chieti dal 1970 gioca le sue partite interne allo Stadio Guido Angelini, impianto capace di ospitare quasi 13.000 spettatori.
Dopo molti anni tra i professionisti (vi è rimasta fino al 2006) la società è stata radiata. È stata successivamente rifondata in A.S.D. Chieti e poi in S.S.D. Chieti e attualmente, dopo aver ottenuto tre promozioni in quattro anni, due delle quali consecutive, milita nel campionato lega pro seconda divisione, l'ex serie C2.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Il Chieti fu fondato nel 1922 con un capitale sociale di 50 centesimi. La Prima guerra mondiale era da poco finita, del calcio giungeva da lontano l'eco dei successi di Pro Vercelli, Novese, Milan, Inter, Juventus, Genoa eccetera. Un giorno, nella Villa Comunale, Nicola De Cesare gettò, con alcuni compagni, l'idea di formare una squadra di calcio. Subito aderirono altre persone; con la somma di £ 0,50 fu pagata la quota sociale e nacque la R.I.S.S. che disputò le prime partite nella centralissima Civitella contro squadre militari. L'entusiasmo per lo sport nascente era enorme. Esisteva negli stessi anni lo Sport Club Chieti, che da moltissimi anni non svolgeva nessuna attività sportiva; si decise dunque di far sorgere a Chieti un grande sodalizio calcistico: ci fu una riunione tra il R.I.S.S., la Novelli e lo Sport Cub Chieti e venne costituita l'Unione Sportiva Chieti con presidente Carlo Massangioli i cui colori sociali diventarono il nero e il verde.
[modifica] L'esordio in serie C e gli anni '50 e '60
Dopo vari campionati nelle serie minori, l'esordio in Serie C nazionale avvenne nella stagione 1940-1941; il girone era l'F, nel quale vennero inclusi anche Ascoli, Molinella, Fano, Rimini, Imolese, Forlì, Sambenedettese, Pescara, Teramo, Ravenna e Forlimpopoli. L'allenatore era Tognotti. Il girone venne vinto dal Pescara, mentre la squadra teatina si classificò al sesto posto. Il bomber della squadra fu Di Luzio con 8 centri. Una grande stagione fu il torneo 1942-1943 in cui il Chieti, allenato da Atro, si classificò secondo alle spalle del Forlì; il miglior realizzatore fu Rota con 26 reti. Archiviato questo torneo a causa della Seconda guerra mondiale, tutti i campionati furono sospesi. Terminata la guerra la vita riprese normalmente anche nel calcio ed il Chieti, nella stagione 1946, fu ammesso alla Serie C, nel girone B. L'allenatore era Moretti. Al termine della stagione ci fu un quarto posto per i colori neroverdi e il bomber fu Pietrangeli con 16 reti. Dopo vari campionati tra alti e bassi ci fu la prima delusione, poiché la stagione 1951-1952 culminò con una retrocessione; in quella stagione nella panchina del Chieti ci furono due tecnici, Crociani e De Angelis. Il campionato fu vinto dal Cagliari e il bomber della squadra teatina fu Roccasecca con 16 reti. Nel campionato 1954-1955 attorno al Chieti si creò, grazie a una serie di risultati positivi, un enorme entusiasmo, tanto che la squadra venne chiamata dai maggiori quotidiani nazionali il "Milan del sud". Quel campionato il Chieti lo concluse al 4º posto con 41 punti ed il bomber fu Esposito. La promozione in C avvenne nella stagione 1957-1958 grazie anche alle 16 reti di Peruzzi. Dopo tornei mediocri avvenne l'era di Guido Angelini, presidente dal 1962 al 1977 (da lui il nome dell'attuale stadio del Chieti). L'avvento del nuovo presidente fu subito scoppiettante, infatti nella stagione 1963-1964 il Chieti, guidato da Tom Rosati, sfiorò la serie B, classificandosi al 2º posto dietro il Trani con soli 2 punti di distacco. In quel campionato il campo del Chieti (che all'epoca era la Civitella) fu squalificato per sette turni, in quanto, durante la gara tra Chieti e L'Aquila, l'arbitro, dopo delle decisioni sfavorevoli alla squadra neroverde, fu letteralmente assalito in campo dai sostenitori teatini. Il bomber della squadra fu Orazi con 13 centri. Dopo appena due stagioni ci fu una nuova retrocessione. Era la stagione 1965-1966 e alla guida dei neroverdi c'era Stucchi. Il Chieti totalizzò 24 punti e il miglior marcatore fu Spinelli con sole 4 reti. Nel campionato seguente il Chieti si piazzò al secondo posto dietro il Brindisi, ma la commissione disciplinare indagò su un episodio di corruzione da parte dei Pugliesi e, in data 9 settembre 1967 ci fu la condanna con la penalizzazione di 15 punti; il che significava per il Chieti la promozione in serie C. Il bomber della squadra fu Ascatigno con 17 reti, l'allenatore era Castignani.
[modifica] Gli anni '70 e l'epoca di Ezio Volpi
Nel maggio 1970 si inaugurò il nuovo stadio. Il Chieti affrontò il blasonato Milan di fronte a 11.000 persone e con un arbitro d'eccezione: Concetto Lo Bello; quella giornata fu una delle più belle vittorie per la Città di Chieti. Dal 1970 si susseguirono discreti campionati coronati da onorevoli piazzamenti, ma nella stagione 1975-1976, ci fu la retrocessione in D. Nella stagione successiva il Chieti tornò in C con al timone Tony Giammarinaro. I punti finali furono 49, con piazzamento davanti alla Palmese, finita a quota 43. In quella estate,dopo 15 anni di presidenza e tanti appelli di essere affiancato rimasti inascoltati, il Comm. Guido Angelini si dimise e fece un gesto clamoroso molto apprezzato dai tifosi teatini: regalò la società con l'intero parco giocatori alla Città di Chieti; l'intero capitale era a quell'epoca di mezzo miliardo di lire. Era il 1977. Gli anni successivi furono anni di declino. Sotto la presidenza di Marino, il Chieti sfiorò più volte la retrocessione, che alla fine arrivò nella stagione 1979-1980. L'allenatore era Ezio Volpi. In quella stagione ci furono la grana degli stipendi e le dimissioni a catena dei dirigenti, che nel frattempo avevano sperperato il patrimonio lasciato da Angelini. Solo la serietà di Volpi salvò la squadra dallo sfascio più completo. Si retrocedette in C2 con soli 28 punti all'attivo, il bomber fu Tomba con 8 reti. L'anno dopo la crisi societaria proseguì. Nell'estate del 1981 i giocatori erano in arretrato con gli stipendi per un totale di 80 milioni, somma non alta per il valore dei giocatori ma nessuno fu disposto ad anticipare la somma e quindi i calciatori ottennero lo svincolo e si perse l'intero patrimonio giocatori. Tutto quello lasciato da Angelini qualche anno prima fu sperperato. Nella stagione 1981-1982, con allenatore Tom Rosati e con una squadra formata da giovani, il Chieti retrocedette in Interregionale. Negli anni successivi si susseguirono alla presidenza del Chieti prima Sulpizio poi Barbiero, ma senza grossi sussulti e soprattutto senza lasciare tracce nella storia neroverde. I problemi economici condizionarono anche l'estate 1985 ma alla fine arrivò una soluzione; entrò nel Chieti un grande personaggio che riportò ai fasti che meritava la compagine neroverde: Mario Mancaniello. Il primo anno di Mancaniello si concluse con un primo posto a pari punti con il Lanciano. Seguì lo storico spareggio perso ai rigori sul campo neutro di Latina. Il sogno del ritorno in C2 si avverò l'anno seguente nel campionato 1986-1987 con una marcia trionfale. Al timone della squadra c'era ancora Orazi e il bomber della squadra fu Sgherri. L'anno successivo (1987-1988) il Chieti fece bella figura come matricola ma nella seconda stagione in C2 persero ancora ai rigori sul neutro di Cesena contro la Ternana, nello spareggio per andare in C1. Nel 1990-1991, con ben 8 turni di anticipo, si tornò in C1, sotto la guida dell'allenatore Ezio Volpi, che qualche anno dopo morì per una grave malattia. La Città gli intitolò la curva riservata ai tifosi di casa.
[modifica] Gli anni '90 e la crisi societaria
Nel campionato di C1 1991-1992, nel Chieti si mise in mostra un giovane di belle speranze in prestito dalla Sampdoria: Enrico Chiesa. I problemi iniziarono a riaffiorare: Mancaniello, stanco e anche con problemi personali, iniziò a trascurare la squadra, fino a riportarla in C2. Nell'estate 1998 ci fu un avvicendamento societario e al posto di Mancaniello arrivò l'imprenditore Pino Albergo. Il campionato di C2 1998-1999 si concluse con una retrocessione ai play-out contro il Gela. Memorabile il 3 a 0 rifilato dal Chieti all'andata, ma nel ritorno i siciliani si imposero con lo stesso risultato e si salvarono grazie alla migliore classifica finale. Nell'estate 1999 arrivò a Chieti un nuovo presidente: Antonio Buccilli. La squadra dall'Interreggionale si ritrovò, dopo 20 giorni, ripescata in C2. Il Chieti si salvò in C2 vincendo i play-out contro il Casarano. Nel campionato successivo 2000-2001, in C2 girone B, il Chieti, con alla guida Gabriele Morganti, capitano della squadra ai tempi di Mancaniello, venne promosso in C1 vincendo i play-off contro il Teramo (1-1 a Teramo con gol teatino di Sanguinetti e 1-0 a Chieti con gol di Pignotti davanti ad oltre 7000 tifosi neroverdi). In quella squadra l'asso fu il romano ma abruzzese di adozione (visto la teatinità del padre di origine di casalincontrada) Fabio Grosso e il capocannoniere fu Aquino. Nel biennio 2001-2002 e 2002-2003, sotto la guida del tecnico Piero Braglia, il Chieti offrì un dicreto spettacolo e riuscì a centrare due campionati di medio alta classifica. Il 9 settembre 2001 arrivò la vittoria nel derby d' Abruzzo contro i rivali storici del Pescara: 1-0 con gol al settantanovesimo minuto di Paolo Zaccagnini. Il campionato 2003-2004, sotto la guida di Dino Pagliari, subentrato a Florimbi, che a sua volta aveva sostituito alla quarta giornata Alberti, vide il Chieti concludere a ridosso della zona play-off ed ottenere il record di punti ottenuti nel campionato di C1 (48). Il bomber della squadra era un giovane di proprietà del Torino di grandi speranze: Fabio Quagliarella. Nella stagione 2005-2006 il Chieti al termine di una sfortunata stagione conclude il suo campionato all'ultimo posto della classifica del giorne B della serie C1. In estate due imprenditori romani (Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo) si manifestano disposti ad accolarsi parte dei debiti e rilevano la società (come comprovato da regolare atto notarile stipulato in data 9 luglio 2006). Per motivi ancora non ben chiari Di Stanislao e Ielo non iscrivono la Calcio Chieti 1922, che tuttavia esiste ancora e non risulta fallita, a nessun campionato.
[modifica] La squadra oggi
Nella stagione 2006-2007 il Chieti, fu fondata dal presidente Giustino Angeloni la A.S.D. Calcio Chieti che partecipò al campionato di Promozione Abruzzese (Girone B) guidato dall'allenatore Amedeo Assetta. Riuscì a vincere il campionato con una giornata di anticipo. La vittoria fu piuttosto sofferta, dato che i 13 punti di vantaggio accumulati alla fine del girone di andata furono sciupati mano a mano nel girone di ritorno, a favore del Casoli. Molto importante e decisiva fu la sfida proprio con il Casoli (giocata a Lanciano per motivi di ordine pubblico), vinta per 1-0 (davanti a quasi 2000 tifosi neroverdi al seguito), a tre giornate dalla fine del campionato. Nella penultima giornata il Chieti festeggiò la matematica promozione in Eccellenza, dopo la vittoria sul Vestina Penne. I 1200 tifosi teatini a seguito della squadra invasero pacificamente il terreno di gara di Penne per festeggiare assieme a giocatori, allenatore e presidente. Nella stagione 2007-2008 il Chieti festeggiò la promozione in Serie D il 27 aprile 2008 in seguito alla vittoria per 2 a 0 contro il Notaresco giocatasi sul campo neutro di Teramo davanti a oltre 1500 Teatini. A fine stagione i migliori marcatori della squadra neroverde furono capitan Contini (14 gol) e Antignani (11 gol). Nella stagione 2008-2009 il Chieti giocò nel girone F della Serie D. In questa stagione l'avvio fu pessimo (2 punti nelle prime 7 giornate) e così la dirigenza effettuò una rivoluzione tecnica: Pino Giusto sostituì in panchina l'esonerato Cifaldi e nel ruolo di direttore generale arrivò Enzo Nucifora. Quest'ultimo cambiò quasi completamente la rosa ed i risultati non tardarono ad arrivare tanto che, dalla penultima posizione, la squadra (trascinata dai bomber Genchi e Rosa e dal capitano Tatomir) risalì rapidamente la classifica (nel girone di ritorno risulterà essere la squadra ad aver realizzato più punti) concludendo il campionato al quarto posto e guadagnando i play-off, nei quali sarà eliminato per mano del Casoli.
Nella stagione 2009-2010 la S.S.D. Chieti (trasformatasi prima dell'inizio della stagione dalla precedente A.S.D.), a seguito di una formidabile ed entusiasmante rimonta, con in panchina il neo tecnico Vincenzo Vivarini, ha concluso il campionato al primo posto del girone F della Serie D ottenendo la promozione in Seconda Divisione. Dopo soli 4 anni di permanenza tra i dilettanti dunque, alla luce di tre promozioni in quattro anni, la società teatina torna in Lega Pro. La stagione 2010/2011 parte senza grossi proclami da parte della società, che allestisce una squadra molto giovane pur confermando i migliori elementi della stagione precedente (su tutti Rosa, Vitone, Pepe e Mucciante). L'obiettivo dichiarato è quello di una salvezza tranquilla con un occhio al bilancio. La stagione, comunque, inizia molto bene e, prima della pausa natalizia, la compagine teatina si trova in terza posizione (a pari merito con i cugini aquilani) anche grazie al gioco veloce e spettacolare che il tecnino Vivarini ha impresso alla squadra. Chiude il campionato al 6º posto ad un solo punto dalla zona play-off; un campionato comunque da incorniciare viste le aspettative iniziali, il fatto di essersi ritrovati a soli 4 anni dalla non iscrizione a disputare nuovamente un campionato professionistico, ma soprattutto dalla inesperienza della squadra vista la presenza di diversi giovanissimi giocatori in organico.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria del Chieti | |
|---|---|
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[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
C |
48 | 1940-1941 | 2010-2011 |
D |
18 | 1948-1949 | 2009-2010 |
[modifica] Colori e simbolo
La scelta dei colori nero e verde teatini risalgono al 1919, anno nel quale la prima squadra di calcio rappresentativa della Città non disponeva di divise proprie, pertanto in mancanza dei soldi per comprarle si dovette ricorrere alle tenute del Venezia Calcio trovate in una cassa proveniente dalla città lagunare insieme a molte altre contenenti i documenti dell'ufficio anagrafe ed altro, trasferite a Chieti per Editto del re Vittorio Emanuele III allo scopo di impedire il sequestro da parte delle truppe Austro-Ungariche in caso di invasione del Veneto dopo la Caporetto. Il gagliardetto della squadra ha subito vari ritocchi negli anni. Recentemente era identificato da uno stemma in stile AC Milan, successivamente, sotto la guida del presidente Antonio Buccilli, si è passati a un gagliardetto più moderno che ritraeva due strisce (una nera e l'altra verde) attraversare la scritta "CC 1922", ossia Calcio Chieti 1922. Nel 2006, in seguito al fallimento, il gagliardetto dell'A.S.D. Chieti è stato reinventato rudimentalmente in stile AS Roma. L'ultima modifica è stata apportata nell'estate del 2008 quando al precedente stemma è stato aggiunto su un fianco l'Achille a cavallo, simbolo della città di Chieti e da poco, dunque, anche della squadra locale.
[modifica] Lo stadio
| Per approfondire, vedi la voce Stadio Guido Angelini. |
L'impianto fu progettato nel 1969 ed entrò in funzione nel maggio del 1970 con un'amichevole Chieti-Milan arbitrata dal grande Concetto Lo Bello, il tutto con una cornice di circa 11.000 spettatori. La partita si concluse sul risultato di 1-7 per il Milan, dopo il vantaggio del Chieti nei minuti iniziali. Nei primi 9 anni di vita l'impianto ha avuto il nome "Marrucino".
[modifica] Squadre celebri del passato
- Miglior piazzamento in Serie C (2º posto): 1963-64 1 Milan 2 Rosati II 3 Dondi 4 Riti 5 Ghiradello 6 Alberti 7 Paradiso 8 Marteggiani 9 Orazi 10 Palma 11 Trapella All Domenico "Tom" Rosati
- Promozioni in Serie C2: 1986-1987 1 Di Carlo 2 Mattioli 3 Petrelli 4 Vala' 5 De Amicis 6 Genovasi 7 Gialloreto 8 Cardaccia 9 Fiaschi 10 Ilari 11 Sgherri All Feliciano Orazi
- Promozioni in Serie C1: 1990-1991; 1 Marigo 2 Consorti 3 Feola 4 Picconi 5 De Amicis 6 Morganti 7 Pallanch 8 Cavezzi 9 Pagliari 10 Presicci 11 Sgherri All Ezio Volpi
- Promozione in Serie C1: 2000-2001; 1 Santoni 2 Battisti 3 Lauro 4 Bolla 5 Drago 6 Pignotti 7 Zaccagnini 8 Coppola 9 Aquino 10 Grosso 11 Sanguinetti (Padolecchia) All Gabriele Morganti
- Record di punti in serie C1: 2003-2004; 1 Marruocco 2 Medda 3 Petitto 4 Cherubini 5 Bonfanti 6 Di Fabio 7 Morfù 8 Rajcic 9 Califano 10 Quagliarella 11 La Canna (Lacrimini) All Dino Pagliari
[modifica] Rosa attuale
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[modifica] Staff tecnico
| Allenatore: |
[modifica] Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori della S.S. Chieti Calcio. |
[modifica] Allenatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Allenatori della S.S. Chieti Calcio. |
[modifica] Palmarès
[modifica] Di squadra
Campionati disputati
Altri trofei
| Per approfondire, vedi la voce Coppa "Nello Mancini". |
[modifica] Promozioni
- Promozioni in Serie C1 (2): 1990-91; 2000-01
- Promozioni in Serie C (4): 1939-40; 1957-58; 1966-67; 1976-77
- Promozioni in Serie C2 (1): 1986-87
- Promozioni in Eccellenza (1): 2006-07 Eccellenza Abruzzo
- Promozioni in Serie D (1): 2007-08
- Promozioni in Seconda Divisione (1): 2009-2010
[modifica] Tifosi
Il tifo a Chieti ha origini molto lontane, intorno al 1974-75; è tra i primi nel sud. I "Fedelissimi", primo club cittadino, organizzano tifo e trasferte alle quali partecipano anche i ragazzi degli "Ultras", gruppo formato dai più giovani. Nei primi anni '80 si formano vari gruppi (Ultras, Sconvolts, Fedayn, Viking). Con il ritorno tra i professionisti nel 1987 la curva si dà un assetto organizzativo più adeguato; nascono tanti nuovi gruppi fra cui gli "Achaean Generation", che sono i successori degli "Ultras" nella guida della curva; la loro nascita ha come data storica il 10 marzo dell'1985 e lo testimoniano le prime sciarpe del gruppo realizzate ancora prima dello striscione. Gli Achaean Generation sono protagonisti di tante trasferte, oltre che delle gare interne, fino al loro scioglimento nel 1996. Amiterno's Brothers, Supporters Village, Indians Scalo, Club Luciano Novembrini e Filippone Neroverde contribuiscono al tifo della curva nei quattro anni di Serie C2 vissuti alla grande sia per la squadra che per gli ultras. Nel frattempo nascono altri gruppi tra cui gli attivi ragazzi degli "Irriducubili Scalo" (gruppo fondato nel 1989), che si segnalano anche per essere un po' irrequieti. La promozione in C1 delinea un nuovo scenario per la tifoseria che si trasferisce nell'altra curva resa più capiente e successivamente intitolata ad Ezio Volpi, indimenticato allenatore del ritorno in C1. Al fianco di Achaean e Irriducibili, nascono gli Ultras 74, formati in prevalenza da appartenenti al gruppo Filippone Neroverde, e altri gruppi, tra cui Gente Persa, Skins, Boys, Levante Neroverde, Wanderers; la curva è sempre stracolma. È il Chieti di Enrico Chiesa che farà sognare anche se alla fine si salverà all'ultima giornata. Dopo quest'annata inizia il declino del Chieti, che continua tuttora, di cui risente anche la tifoseria. Dal 1992 in poi solo delusioni. In questi anni il tifo non manca, ma si delinea una situazione anomala in Curva Volpi, dove vi sono contrasti interni tra Achaeans e Irriducibili (ai quali si sono uniti gli Ultras '74). Il torneo peggiore, sia a livello di Curva che di squadra, è il 1995-96. Gli Achaean Generation proprio in quest'anno decidono di sciogliersi, anche se questo non è stato mai ufficializzato; gli Irriducibili sono in gran parte diffidati e contestano talvolta disertando anche lo stadio. Negli anni 1998-99 e 1999-00 la presenza neroverde non manca mai nella Serie C2 meridionale, con la squadra che arranca. In questi anni Irriducibili e 330slm seguono il Chieti, anche se in poche unità, fino in Campania, Puglia e Sicilia, spesso per riportare risultati deludenti; nel 2000-01, con la promozione in C1, si formano "Vecchia Guardia" e "Planet Chieti" e nello stesso anno tornano in curva gli Achaean oltre che ai ragazzi del Levante. Oggi, nonostante il fallimento che ha portato all' iscrizione al campionato di Promozione prima ed Eccellenza poi, realtà ben lontane dalla tradizione calcistica di Chieti e dei suoi tifosi, il tifo in curva riesce a mantenersi ad alti livelli, scandito da numeri di presenze in curva inconsueti per la categoria. Spiccano, ad esempio, gli oltre 1.800 teatini per lo scontro diretto con il Casoli sul neutro di Lanciano nella stagione 2006-2007 (campionato di Promozione) e gli oltre 4000 spettatori registrati nelle partite interne contro L'Aquila e Casoli nella stagione 2007-2008, culminata poi con la promozione nel match finale contro il Notaresco sul neutro di Teramo, sui cui spalti erano presenti oltre 2000 Teatini.
[modifica] Rapporti con le altre squadre
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Amicizie
[modifica] Forte Rivalità
[modifica] Rivalità Minori
[modifica] Note
- ^ La Gazzetta dello Sport ha inserito ogni venerdì il programma domenicale trascrivendo diversi prossimi turni del girone B senza pubblicare una classifica finale (giornale microfilmato e conservato dalla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano).