Caffarel

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Caffarel S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1826 a Luserna San Giovanni (TO)
Fondata da Pier Paul Caffarel
Sede principale Luserna San Giovanni (TO)
Gruppo SvizzeraLindt & Sprüngli
Settore dolciaria
Prodotti cioccolato
Sito web www.caffarel.it

La Caffarel S.p.A. è un'azienda italiana specializzata nel settore della produzione e vendita di prodotti dolciari e nella produzione di cioccolato, oggi appartenente al gruppo Lindt & Sprüngli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1826 Pier Paul Caffarel, nato nel 1783 a San Giovanni, nelle Valli Occitane Valdesi, oggi Luserna San Giovanni, rilevò una piccolissima conceria situata in via Balbis, nel quartiere San Donato di Torino e la trasformò in un laboratorio per la produzione del cioccolato: Caffarel acquistò una macchina industriale, inventata dal genovese Bozelli, in grado di produrne oltre 320 kg al giorno, una quantità notevole per l'epoca.

L'energia elettrica per macinare i semi di cacao era fornita dalla ruota idraulica della conceria alimentata dalle acque del canale Pellerina. Il secondo importante acquisto industriale fu una macchina idraulica costruita dal piemontese Doret, in grado di raffinare la polvere di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia.

Cailler in Italia[modifica | modifica sorgente]

La fabbrica rivoluzionaria creò stupore e curiosità anche al di là delle Alpi. Un pasticcere svizzero, Cailler, si recò a visitarla per carpirne i segreti e tornato in Svizzera, aprì la prima fabbrica elvetica di cioccolato.

L'incontro con Prochet[modifica | modifica sorgente]

Nel 1845 successe al fondatore il figlio Isidore. Ernesto Alberto Caffarel, figlio di Isidore incontrò un altro rinomato artigiano del cioccolato, Michele Prochet: la cioccolateria Prochet Gay & C. si fuse con la Caffarel Padre e Figlio dando vita alla Caffarel-Prochet.

Nasce il Gianduiotto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1852 Prochet impastando accuratamente cacao e zucchero con la nocciola «Tonda Gentile» delle Langhe macinata, creò un nuovo tipo di impasto di cioccolato, e nel 1865, nello stabilimento situato in via Balbis, nel Borgo San Donato[1], avvia la produzione di un cioccolatino speciale dalla forma tipica che chiamò «givo», (termine tratto dal piemontese "givo", che significa "mozzicone di sigaro"). Nell’Ottocento il Carnevale di Torino era molto famoso, e coinvolgeva tutte le piazze e le vie centrali della città. Nei giorni di Carnevale nelle strade si accalcava una grande moltitudine di persone in maschera, e si svolgevano grandi sfilate di carri, dai quali le maschere gettavano dolci alla gente. Nel 1865, durante la festa di carnevale, Caffarel attraverso la maschera di Gianduja («Gian d’la duja» o «Giovanni del Boccale», caratteristica maschera piemontese dal cappello a tricorno, simbolo della lotta per l'indipendenza che si combatté in Piemonte nel 1799) regalò alla folla assiepata sotto il suo carro i nuovi cioccolatini ed è allora che il givo cambiò nome e divenne «Gianduiotto» e la pasta di cioccolato prese il nome di Gianduia. La Caffarel produce tuttora il «Gianduiotto 1865» con la data ben in vista sulla tradizionale stagnola dorata.

La distribuzione dei cioccolatini Caffarel raggiunge oggi 36 paesi esteri: dall'Europa all'America, dal Medio all'Estremo Oriente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ugo Sartorio, Borgo Vecchio e dintorni, Graphot Editrice, pag. 53

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]