Caduta delle Dodici Colonie

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Caduta delle Dodici Colonie
parte dell'universo di Battlestar Galactica
Data Ora Zero
Luogo Dodici Colonie di Kobol
Esito totale vittoria dei Cyloni, distruzione delle Dodici Colonie
Schieramenti
Comandanti
Ammiraglio Nagala
Comandante William Adamo
altri comandanti
Numero Uno
Effettivi
circa 120 navi stellari, Viper, Raptor, altri vascelli massiccio numero di astrobasi, caccia e caccia pesanti
Perdite
distruzione delle maggiori città coloniali, annientamento di quasi l'intera popolazione umana sconosciute, minime
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La Caduta delle Dodici Colonie (chiamato anche Attacco Cylone o Olocausto Cylone) è un evento bellico narrato dell'universo fantascientifico di Battlestar Galactica.

L'improvviso attacco dei Cyloni[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un totale, devastante e genocida attacco che rinnovò il conflitto tra gli umani delle Dodici Colonie di Kobol e le loro creazioni robotiche, i Cyloni, dopo un periodo di pace durato 40 anni.

I Cyloni diedero inizio all'attacco con un gesto simbolico, distruggendo la Stazione dell'Armistizio istituita al termine della Prima Guerra Cylone. A causa della remota posizione della stazione, il mancato rientro del funzionario assegnatogli non destò alcuna preoccupazione in seno alla Flotta Coloniale.

I Cyloni riuscirono ad annientare le Dodici Colonie infiltrandosi nella loro società civile e militare attraverso nuovi modelli cyloni dalle sembianze umane. Una di queste copie, Numero Sei, sedusse il brillante Dr. Gaius Baltar in modo tale da avere accesso al sistema di difesa coloniale, ideato dallo stesso Baltar, e da sabotarlo.

A seguito del sabotaggio del sistema, i Cyloni tornarono dal loro esilio pronti a scatenare la loro vendetta. I backdoor inseriti da Numero Sei nel sistema di difesa coloniale permisero loro, attraverso vari tipi di attacchi elettronici, di bypassare l'intero sistema.

Interi squadroni di Viper persero energia prima ancora di poter affrontare il nemico, rendendo così possibile ai Cyloni abbatterli praticamente uno dopo l'altro. Le grandi navi da guerra coloniali soffrirono di innumerevoli malfunzionamenti, fino ad arrivare anche al totale collasso energetico. Tutto ciò, unito alla sorpresa dell'attacco, permise ai Cyloni di annientare quasi interamente la Flotta Coloniale soffrendo ridottissime perdite.

Annientamento delle Dodici Colonie[modifica | modifica wikitesto]

La nave stellare Galactica, approssimativamente a 300 milioni di miglia da Caprica, fu la sola nave coloniale a rimanere incolume dal sabotaggio, poiché, essendo antiquata e destinata al disarmo, i suoi computer non erano mai stati collegati in rete o aggiornati a sistemi difensivi più moderni, come quello di Gaius Baltar. Questa tattica di anti-infiltrazione, usata durante la Prima Guerra Cylone, era mantenuta a bordo per volere del Comandante William Adamo, nonostante il periodo di pace e che la nave fosse ormai prossima al disarmo.

In contemporanea all'annientamento della Flotta Coloniale, i Cyloni lanciarono un massiccio bombardamento nucleare su ciascuna delle Dodici Colonie, colpendo principalmente la popolazione civile e i centri strategici principali, inclusa Caprica. L'attacco fu un successo addirittura superiore alla più ottimistiche proiezioni dei Cyloni.

Il Quartier Generale della Flotta Coloniale su Picon fu distrutto nella prima fase dell'attacco, così come 30 navi da guerra. In questa fase, il comando della Flotta Coloniale fu assunto dall'Ammiraglio Nagala della nave stellare Atlantia.

Alla notizia dell'attacco, il Governo Coloniale ordinò a tutte le navi civili di non muoversi dalle loro posizioni e di interrompere i loro viaggi, principalmente per evitare che le persone a bordo potessero scendere sui pianeti sotto bombardamento da parte dei Cyloni, e quindi per salvare le loro vite.

Reazione del Galactica[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la principale battaglia contro i Cyloni si svolgeva nell'orbita di Virgon, il Galactica si preparava a possibili scontri nonostante due grossi problemi. Primo, il Galactica aveva da poco distrutto la maggior parte delle sue riserve di munizioni in occasione della cerimonia di disarmo; secondo, la nave stellare non disponeva di Viper da far volare. Il suo ultimo squadrone di Viper classe VII aveva lasciato la nave dopo la cerimonia di disarmo, venendo poi rapidamente distrutto in un attacco cylone.

Fortunatamente, la nave disponeva ancora di vecchi Viper di classe II a bordo a seguito della recente cerimonia e in previsione della futura trasformazione della nave in museo. Questi Viper erano vecchi ma dal robusto design, capaci di resistere all'infiltrazione cylone poiché non aggiornati a sistemi più recenti.

Raduno a Ragnar e conclusione dell'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Grazie a questi, il Galactica fu in grado di sopravvivere a diversi attacchi fin dal suo primo ingaggio nella nuova guerra. La nave fu in grado di sopravvivere al diretto impatto di una testata nucleare cylone, pur pagando con la perdita di 85 membri dell'equipaggio. Alla notizia che la nave Atlantia, così come il resto della flotta, era ormai prossima alla distruzione, il Comandante Adamo assunse il comando di ciò che restava della Flotta Coloniale, inviando una trasmissione a tutte le navi sopravvissute con l'ordine di radunarsi presso l'Ancoraggio Ragnar per organizzare una contro-offensiva.

La Stazione Ragnar infatti, situata nell'orbita bassa dell'omonimo gigante gassoso, teneva in stoccaggio un gran carico di batterie difensive e di munizioni per i Viper. Il Galactica riuscì ad effettuare con successo un salto FTL su Ragnar, evitando così di dover attraversare il vicino spazio di Virgon, ormai nelle mani della flotta cylone.

Dopo il bombardamento nucleare di Picon, il Governo Coloniale guidato dal Presidente Richard Adar cercò di segnalare una resa totale e incondizionata delle Dodici Colonie, richiesta che però i Cyloni ignorarono completamente. Poco dopo, il Presidente Adar e l'intero corpo governativo, fatto salvo il Segretario all'Educazione Laura Roslin, furono uccisi o dati per dispersi. A seguito di ciò il segnalatore automatico della Casa Arancione si attivò alla ricerca di qualsiasi ufficiale governativo rimasto in vita, segnale a cui rispose unicamente la Roslin. A seguito di ciò, pur essendo assai lontana nella linea di successione presidenziale, Laura Roslin prestò giuramento a bordo del Volo Coloniale 798, divenendo il nuovo Presidente delle Dodici Colonie.

La Roslin ordinò immediatamente a tutte le navi civili e militari di radunarsi per formare un unico convoglio di sopravvissuti. Infine il convoglio riuscì a raggiungere con successo a Ragnar il Galactica, costretto però a lasciarsi alle spalle numerose navi sub-luce, che furono distrutte dai Cyloni.

Il Galactica non fu la sola nave da guerra a scampare alla distruzione. Un attacco ai Cantieri Navali di Scorpia distrusse almeno due navi stellari, ma la Pegasus, operativa solo parzialmente a quel tempo, riuscì a scappare, senza però venire a sapere del destino del Galactica se non diversi mesi dopo.

La Battaglia di Ragnar e la fuga[modifica | modifica wikitesto]

La Battaglia di Ragnar costituì l'unico, ma fondamentale, successo bellico coloniale nel corso del conflitto. Da qui, inizialmente, il Comandante Adamo intendeva lanciare un contro-attacco contro la flotta cylone. Tuttavia, il Presidente Roslin riuscì a convincerlo a desistere mettendolo di fronte alla scottante realtà dei fatti: le Colonie erano state distrutte, la flotta spazzata via, e la razza umana era quasi sull'orlo dell'estinzione, essendo sopravvissute solo circa 50.000 persone a bordo del convoglio di navi radunato a Ragnar. Adamo decise quindi di porre il Galactica alla guida del convoglio, per condurlo attraverso il Settore Prolmar, lasciandosi alle spalle le Dodici Colonie, senza mai più tornarci.

Per riuscirvi, però, il Galactica doveva prima riuscire a guidare e proteggere la flotta al di fuori dell'atmosfera del gigante gassoso, per consentire la fuga attraverso il salto FTL. Il Galactica riuscì con successo ad affrontare le Astrobasi Cyloni in orbita per il tempo necessario a consentire la fuga del convoglio, prima di lasciare esso stesso quella zona di spazio.

Per scampare al costante inseguimento dei Cyloni, e per dare una nuova speranza di vita ai sopravvissuti, Adamo decise di guidare il convoglio alla ricerca della Tredicesima Colonia, situata su un lontano pianeta, considerato però solo una leggenda: la Terra.

Le reali motivazioni dell'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i vari significati che i Cyloni daranno all'attacco contro le Colonie, come il volere di Dio o una risposta ad un primo attacco da parte della Flotta Coloniale, mente e responsabile del genocidio è il Cylone Numero Uno che si infiltrerà successivamente sul Galactica con l'identità di Padre Cavil. Numero Uno fu il primo dei Sette Cyloni ad esser creato dagli Ultimi Cinque, ben presto sviluppò un profondo odio per gli esseri umani e la fiducia che gli Ultimi Cinque riponevano in questi per il futuro della razza Cylone. Contribuì a questo odio anche l'aspetto umano che fu dato al Numero Uno, di cui non sopportava le limitazioni "fisiche" a cui doveva sottostare. Sbarazzatosi dei Cinque, si mise quindi all'opera per fomentare all'interno della popolazione Cylone l'odio nei confronti dei coloniali.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]