Cacyreus marshalli

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Cacyreus marshalli
Cacyreus marshalli adult.jpg
Cacyreus marshalli
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
(clade) Amphiesmenoptera
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
(clade) Apoditrysia
(clade) Obtectomera
Superfamiglia Papilionoidea
Famiglia Lycaenidae
Sottofamiglia Polyommatinae
Tribù Polyommatini
Genere Cacyreus
Specie C. marshalli
Nomenclatura binomiale
Cacyreus marshalli
Butler, 1898

Cacyreus marshalli Butler, 1898, meglio conosciuta come Licenide dei gerani, è una piccola farfalla originaria dell’Africa meridionale (Sudafrica, Mozambico), che a causa dell'innalzamento della temperatura terrestre, e degli intensi scambi commerciali con i paesi africani, si è oramai spostata verso le latitudini settentrionali, giungendo, sulla penisola italiana, perfino in Piemonte.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Areale della specie

Questa specie, che nelle zone di origine non causa danni particolari, in Europa è diventata un vero flagello per i gerani coltivati, appartenenti ai generi Pelargonium e Geranium.

È apparsa per la prima volta in Europa, e più precisamente in Spagna (isola di Maiorca) nel 1990 a seguito dell'importazione di gerani dal Sudafrica che contenevano uova o larve della specie, presenza segnalata da Eitschberger e Stamer (1990)[1] e confermata dal Servizio di Protezione dei Vegetali della Catalogna [2]. La C. marshalli si è poi riprodotta rapidamente invadendo prima le isole Baleari e poi la parte continentale della Spagna.

In Italia sono stati avvistati i primi esemplari nel 1996 nei pressi di Roma.[senza fonte]

Dal 2003 è molto diffusa in Sicilia e specialmente nella città di Palermo, dove si sta iniziando uno studio ricerca per valutarne la diffusione ed individuare la migliore metodologia di lotta.[senza fonte] Nello stesso anno sono stati fatti i primi ritrovamenti in Ticino (Svizzera), dove poi ha continuato ad espandersi.[senza fonte] Dall'estate 2007 la sua presenza ha avuto un forte incremento anche in Toscana.[senza fonte] Nel 2010 è stata identificata in Lombardia ed in particolare nella provincia di Milano.[senza fonte]Dall'estate 2011 è presente anche in Campania. Nel 2012 avvistamenti in quantità massive nel Veneto, in particolare nella città di Padova.[senza fonte]

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Adulto
apertura alare di 15 – 23 mm nei maschi e di 18 – 27 mm nelle femmine. Le ali hanno una colorazione bruna sul lato superiore, con presenza lungo il margine di una frangia con macchie chiare, mentre la zona interna è caratterizzata da macchie di colore grigio e marrone chiaro. Le ali posteriori hanno due sottili piccole code, nei pressi della cui inserzione è presente una macchia bruno scura.
Uovo
bianco o giallino, subsferico, con un diametro di 0,5-0,6 mm e altezza di 0,3 mm.
Larva
di colore variabile dal giallo al verde, sovente con 1 o 2 strisce dorsali di color lilla, è ricoperta da una fitta peluria. Ha dimensioni variabili da 1–2 mm (1º stadio larvale) a 13 mm (4º stadio, sviluppo completo).
Crisalide
lunga 9 mm circa, di colore variabile dal verde, con o senza strisce lilla, al bruno scuro.

Ciclo biologico[modifica | modifica sorgente]

Il ciclo biologico si svolge tra 30 e 60 giorni.

A fine agosto, dopo la copulazione, la femmina depone le uova sul geranio, prediligendo le infiorescenze e i boccioli fiorali.

Dopo la schiusa la larva scava un foro nel bocciolo per portarsi all’interno della pianta oppure erode la pagina inferiore delle foglie, nutrendosene fino allo sviluppo della farfalla adulto, attraverso 4 stadi larvali che durano circa 8 giorni ciascuno. Nell'arco di un anno si possono contare fino a 5-6 generazioni.

Il ciclo vitale è influenzato dall’aumento della temperatura ambientale che accelera la proliferazione di questa specie. Con una temperatura di 20 °C, infatti, la larva impiega circa 30 giorni per svilupparsi, mentre lo stadio di crisalide dura un paio di settimane e quindi l’intero ciclo biologico dura circa 60 giorni, mentre a 30 °C la durata del ciclo si riduce alla metà.

Lotta[modifica | modifica sorgente]

Vista la notevole nocività della C. marshalli, l’Organizzazione Europea per la Protezione delle Piante (OEPP)[3] ha inserito questa specie nell'elenco A2 dei parassiti di quarantena.[4]
In Sud Africa la C. marshalli ha diversi limitatori naturali e per questo in Europa sono in corso ricerche per mettere a punto tecniche di lotta biologica, attraverso l’impiego di insetti predatori o parassiti, come ad esempio il Trichogramma evanescens Westwood che si sviluppa a spese delle uova della C. marshalli. In Italia, non essendoci antagonisti naturali di questa specie, l'unico metodo di lotta è l'impiego di insetticidi. Si sono rivelati efficaci fornendo buoni risultati, con un soddisfacente contenimento della specie:

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Gli esemplari adulti possono essere confusi con altre specie di Lycaenidae come ad esempio la Neozephyrus quercus L. che ha le codicine ma la superficie superiore delle ali completamente marrone. Altre specie simili sono Lampides boeticus e Leptotes pirithous.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eitschberger e Stamer (1990), op. cit.
  2. ^ Sarto i Monteys e Masó, 1991, op. cit.
  3. ^ European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO)
  4. ^ European and Mediterranean Plant Protection Organization (EPPO)
  5. ^ Sacco et al., 2004[senza fonte]
  6. ^ Trematerra e Parenzan, 2003[senza fonte]
  7. ^ Lupi e Jucker, 2004[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Baufeld, P. (1993) Pest risk analysis of Cacyreus marshalli from a phytosanitary point of view. Nachrichtenblatt des Deutschen Pflanzenschutzdienstes 45, 257-262.
  • Clark, G.C.; Dickson, C.G.C. (1971) Life histories of the South African lycaenid butterflies, pp. 60–61. Purnell, Cape Town, South Africa.
  • Eitschberger, U.; Stamer, P. (1990) Cacyreus marshalli, a new species of butterfly for the fauna of Europe?. Atalanta 21, 101-108.
  • Maso, A.; Sarto i Monteys, V. (1991) A butterfly threatens European pelargoniums. Ciencia y Tecnología 23 Noviembre 1991, p. 9.
  • Sarto i Monteys, V.; Maso, A. (1991) Confirmation of Cacyreus marshalli as a new species for the fauna of Europe. Boletin de Sanidad Vegetal, Plagas 17, 173-183.
  • Sarto i Monteys, V.; Maso, A. (1992) Remarks on the biology of a lycaenid butterfly, pest of pelargoniums, new to Europe (Lycaenidae). VIII European Congress of Lepidopterology, Helsinki, 19-23 April 1992.
  • Troukens, W. (1991) Cacyreus marshalli found in Belgium. Phega 19, 129-131.
  • G. Tiberglien, Les Lycène des Géraniums, Cacyreus marshalli: état 2002 d'une espèce invasive, in Bull. Soc. Sc. Nat. Ouest Fr. N. S., n° 24, 4, 2002 (p. 205-214)
  • Xavier Mérit, Cacyreus marshalli Butler, 1898, nouvelle espèce pour l’Alsace (Lepidoptera, Lycaenidae) in Bulletin des Lépidoptéristes de France, 2003, 12 (26) (p. 108).
  • Xavier Mérit et Véronique Mérit, Cacyreus marshalli (Butler, 1898), espèce nouvelle pour les départements de la Drôme et de la Loire (Lepidoptera Lycaenidae), in Alexanor, 2002 (2004), 22 (7) (p. 415-416).

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