Ca' Vendramin Calergi

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Coordinate: 45°26′33″N 12°19′47″E / 45.442487°N 12.329709°E / 45.442487; 12.329709

Palazzo Vendramin Calergi

Ca' Vendramin Calergi è un palazzo veneziano, situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul Canal Grande. Il palazzo ospita il Casinò di Venezia.

Indice

Storia [modifica]

Muro posteriore di Ca' Vendramin Calergi, lapide in memoria di Richard Wagner

Fu la famiglia Loredan a volere, intorno al 1481, la costruzione del palazzo, per la quale ingaggiarono l'architetto Mauro Codussi; per la decorazione di alcune pareti interne, oggi perduta, fu richiesta la mano del Giorgione, che le affrescò.
Nel 1581 i Loredan furono costretti a vendere l'edificio, che iniziò a passare di proprietà in proprietà, finché a cavallo dei due secoli passò ai Calergi: questi, nel 1614, fecero ampliare l'ala destra del palazzo, coprendo parte del giardino e dando alla struttura l'attuale forma a L, su progetto di Vincenzo Scamozzi.

Nel 1739, per via ereditaria, i Vendramin divennero i nuovi proprietari e il palazzo prese il nome di queste due famiglie legate da parentela: Vendramin Calergi.

Negli anni 1840 la nobile Carolina di Borbone-Due Sicilie acquistò la dimora, venduta poi alla sua morte. Sotto la successiva proprietà dei Duchi di Grazia, tra 1882 e 1883 visse i suoi due ultimi anni a Ca' Vendramin il compositore tedesco Richard Wagner, che vi morì il 13 febbraio 1883. Nel 1946 il palazzo passò al Comune, che ancora oggi ne è proprietario, avendone fatto una sede del Casinò di Venezia.

Descrizione [modifica]

Ingresso e facciata posteriori. Al secondo piano nobile le insegne del Casinò di Venezia

Esterni [modifica]

Edificio disposto a L, Palazzo Vendramin è una delle più rappresentative facciate del Rinascimento veneziano, con un'interpretazione locale dell'albertiano Palazzo Rucellai a Firenze e dalla trama compositiva della travata ritmica che Alberti aveva utilizzato a Mantova. Il gioco architettonico crea un riuscito effetto per mezzo del contrasto di luci ed ombre. Composta di tre livelli divisi da dei pronunciati marcapiani, retti da semicolonne a ordini sovrapposti: dorico, ionico e corinzio. Cinque ampie bifore, dal ritmo diseguale (tre affiancate al centro, due più isolate ai lati), movimentano il prospetto di ciascun piano, dandogli l'aspetto di una loggia a due piani, che si rispecchia anche nel pian terreno, dove al posto della finestra centrale si trova il portale. A differenza dei palazzi gotici e tardogotico veneziani, è il telaio architettonico a dominare la facciata, subordinando i sobri intarsi policromi e gli elementi decorativi.Inciso su una fascia di basamento che occupa l'intera larghezza Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam è il motto dei Cavalieri templari dell'Ordo Templi e significa: "Non a noi, o Signore, ma al tuo nome dà gloria". Il testo è la traduzione dei versetti mediani del Salmo 113 (Antica Vulgata) o dell'"incipit" del Salmo 115 (secondo la numerazione ebraica) 114 della Bibbia.

Davanti all'ala seicentesca (detta Ala bianca), a destra del blocco principale dell'edificio, il palazzo vanta un discreto giardino con vista sulle facciate antistanti, accessibile anche dal canale attraverso una cancellata i cui pilastri sono sovrastati da due grandi statue.

Sul retro il palazzo presenta una piccola corte, chiusa su un lato da un muro di cinta, presso il quale, oltre a un elegante ingresso a tutto sesto sovrastato da timpano e da stemma, esternamente è affissa una lapide che ricorda che la morte di Wagner è avvenuta fra le mura del palazzo.

Interni [modifica]

Internamente il palazzo presenta, al pian terreno, un corridoio interno detto portego, dal quale si accede allo scalone. In luogo degli antichi affreschi giorgionei che vi decoravano le pareti, oggi vi sono degli stucchi più recenti.
Il primo piano nobile è sede del Salone, nel quale si conservano lavori cinquecenteschi di Palma il Giovane e opere del XVII secolo.
Altre importanti sale, quella del Camino o quella dei Cuori d'oro, sono frutto di modifiche seicentesche.

Il Casinò di Venezia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casinò di Venezia.

Al secondo piano del palazzo ha sede il Casinò di Venezia, la casa da gioco più antica del mondo,[1] con la sua fondazione nel 1638, ma a palazzo Vendramin solo dal 1946, quando il comune acquisì l'edificio e ne fece la sede invernale del Casinò di Venezia.

Note [modifica]

  1. ^ Informazione tratta dall'edizione on line del Corriere della Sera del 18 ottobre 2009.

Bibliografia [modifica]

  • Marcello Brusegan. La grande guida dei monumenti di Venezia. Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0475-2.
  • Guida d'Italia – Venezia. 3a ed. Milano, Touring Editore, 2007. ISBN 978-88-365-4347-2.

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