CAR-15

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Famiglia CAR-15
Tipo Fucile d'assalto/fucile d'assalto in conformazione carabina
Origine Stati Uniti Stati Uniti
Produzione
Data progettazione anni sessanta
Costruttore Colt's Manufacturing Company
Descrizione
Calibro 5,56 mm
Munizioni 5,56 × 45 mm NATO
Azionamento A gas
Cadenza di tiro 700/900 colpi/min
Alimentazione vari caricatori STANAG
Organi di mira metalliche aperte

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La Colt Automatic Rifle-15 Military Weapons System (o CAR-15) era una famiglia di armi da fuoco basate sull'ArmaLite AR-15/M16 e prodotte dalla Colt's Manufacturing Company nei tardi anni sessanta e inizio anni settanta del XX secolo.

Anche se tecnicamente la CAR-15 è una famiglia di armi che va dalla carabina al fucile mitragliatore, il nome è genericamente usato per indicare tutte le versioni in carabina dell'AR-15/M16, anche se questo non è il suo nome ufficiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dal 1965, la Colt provò a pubblicizzare la sua M16 come piattaforma modulare adattabile a vari impieghi, in maniera simile al suo competitore principale, lo Stoner 63. Grazie a vari tipi di gruppo superiore (cioè le parti sopra al castello) poteva essere trasformato in carabina, fucile d'assalto, fucile mitragliatore a canna pesante, "survival rifle" (fucile da sopravvivenza) e mitragliatrice leggera (versione subito abbandonata).

Ogni versione aveva un numero di modello Colt per una più facile identificazione all'interno dell'azienda. Tutte le versioni tranne il Commando (XM177) ed il Rifle (M16A1) non furono altro che prototipi, mai prodotti massicciamente. Siccome solo le due suddette varianti vennero acquistate dall'esercito statunitense, la Colt abbandonò l'idea di famiglia modulare.

Dopo la guerra in Vietnam, la colt abbandonò l'idea del CAR-15 Military Weapons System, ma continuarono a sviluppare fucili a canna pesante, carabine e Commando. Questi furono commercializzati per usi militari sotto il nome di M16 o M16A1, e per uso civile o di polizia in modalità semiautomatica con il nome di AR-15.

Grazie alle sue dimensioni ridotte, le versioni Colt Commando e 'XM177 continuarono ad essere date in dotazione all'esercito dopo la guerra del Vietnam.

Nella metà degli anni settanta il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives dichiarò che il moderatore da 10,63 cm era un silenziatore. Durante la presidenza di Jimmy Carter il dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America proibì la vendita di silenziatori ad altre nazioni, così la Colt progettò un modello senza moderatore.

Oggi alcuni modelli di CAR-15 Commando sono in uso con alcune forze speciali di polizia, come i Batalhão de Operações Policiais Especiais

CAR-15 Military Weapons System[modifica | modifica sorgente]

CAR-15 Rifle[modifica | modifica sorgente]

La Model 603 CAR-15 Rifle fu presa in dotazione dall'United States Army come la XM16E1 e poi con il nome di M16A1. Il modello Model 604 fu adottato dalla United States Air Force con il nome di M16. L'unica differenza tra il 603 e 604 era la presenza del dispositivo di chiusura forzata dell'otturatore (forward assist) sul 603.

CAR-15 Carbine[modifica | modifica sorgente]

CAR-15 Carbine
Tipo Carabina
Descrizione
Peso 2,72 kg (vuoto), 3,04 kg (con caricatore da 20 colpi)
Lunghezza 853 mm
Lunghezza canna 381 mm
Velocità alla volata 930 m/s

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La carabina Model 605A CAR-15 era la versione accorciata, differente dall'M16 soltanto per la lunghezza della canna, che terminava subito dopo il mirino frontale

La Model 605B non ha il forward assist, ma ha un selettore di fuoco a quattro modalità (sviluppata da Foster Sturtevant il december del 1966), cioè sicura, fuoco semiautomatico, raffica da tre colpi e fuoco automatico. Al contrario dei normali selettori a tre modalità, che hanno un arco di 180°, questo aveva un armo di rotazione di 360° e poteva essere girato sia in senso orario che antiorario. La raffica poteva essere modificata per sparare due o sei colpi, invece che i tre standard. Il calcio era quello della versione Rifle. I Navy SEAL lo iniziarono ad usare dal 1962.[2]

CAR-15 Heavy Assault Rifle[modifica | modifica sorgente]

Il fucile d'assalto pesante Model 606 CAR-15 usava una canna pesante (Heavy Barrel Assault Rifle, HBAR) per permettere il fuoco automatico sostenuto, ma non aveva l'opzione del cambio rapido di canna come per il M1918 Browning Automatic Rifle. Poteva essere dotato di vari tipi bipodi.

CAR-15 Heavy Assault Rifle M1[modifica | modifica sorgente]

CAR-15 Heavy Assault Rifle M1
Tipo Fucile mitragliatore
Descrizione
Peso 3,4 kg (vuoto)
Lunghezza 980 mm
Lunghezza canna 508 mm
Velocità alla volata 991 m/s
Alimentazione Caricatore a scatola rimuovibile da 20 colpi

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Il CAR-15 Heavy Assault Rifle M1 usava il caricatore a scatola standard da 20 colpi dell'M16, il che ne limitava la capacità di fuoco prolungato. Il caricatore per M16 da 30 colpi non fu disponibile fino al 1969. Il Model 606A era dotato di forward assist, il Model 606B era dotato di forward assist e selettore di fuoco a quattro posizioni. L'esercito ne acquisto meno di 200 pezzi per le prove del Small Arms Weapons Systems (SAWS) nel 1965.

CAR-15 Heavy Assault Rifle M2[modifica | modifica sorgente]

CAR-15 Heavy Assault Rifle M2
Tipo Fucile mitragliatore
Descrizione
Peso 3,76 kg
Lunghezza 980 mm
Lunghezza canna 508 mm
Velocità alla volata 991 m/s
Alimentazione Caricatore a nastro da 50 o 120 colpi

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Il CAR-15 Heavy Assault Rifle M2 era la versione alimentata a nastro, utilizzante castelli superiori ed inferiori pesantemente modificati. Rob Roy, ingegnere della Colt, ideò una scatola per l'alimentazione che potesse contenere il nastro da 50 o 120 colpi ed i bossoli espulsi e le maglie del nastro disgregante. Era simile alla versione dell'AR-10 alimentata a nastro, ideata da Eugene Stoner e John Peck della Armalite. L'esercito ne valutò l'impiego come mitragliatrice da portellone per gli elicotteri, ma non l'adottò, di conseguenza ne furono prodotti meno di 20.

CAR-15 Submachine Gun[modifica | modifica sorgente]

CAR-15 Submachine Gun
Tipo Carabina
Descrizione
Peso 2,40 kg (vuoto),
2,73 kg (con caricatore da 20 colpi)
Lunghezza 729 mm (calcio esteso)
660 mm (calcio chiuso)
Lunghezza canna 254 mm
Velocità alla volata 808 m/s

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Il mitra Model 607 CAR-15 (Submachine Gun, SMG) era un'arma compatta ideata per l'utilizzo da parte di forze speciali ed egquipaggi di veicoli. Anche se strettamente parlando un mitra (submachine gun) è un'arma che spara munizioni da pistola con fuoco automatico, la Colt, Heckler & Koch, e Zastava Arms chiamano le carabine compatte mitra, per differenziarle dalle versioni più lunghe.

Fu il primo AR-15 con calcio retrattile, il quale sembrava una versione accorciata del calcio fisso, ma con un incastro a due posizioni che permetteva di allungarlo di 6,75 cm. Essendo la canna troppo corta per poter utilizzare una baiomnetta, non era dotata dell'apposito inserto.

Ne furono prodotti circa 50, la maggior parte dati in dotazione a Navy SEAL e corpi speciali dell'esercito, ma alcune furono date alle unità K-9 (con cani) dell'esercito. Siccome non fu mai prodottoin serie, i CAR-15 SMG venivano montati con i pezzi disponibili, I primi modelli con castello di M16 e impugnatura a pistola accorciata della versione "survival rifle", e la versione Model 607A con castello di XM16E1 (M16A1) ed impugnatura standard.

A causa della canna corta faceva un forte rumore e una grande vampata durante lo sparo, così furono adattati vari tromboncini rompifiamma di M16, che però non erano molto efficaci. Il settembre 1966 fu creato un apposito moderatore da 8,75 cm che diminuiva rumore e vampata, aumentando anche l'affidabilità dell'arma, grazie all'aumento della spinta posteriore. Anche il moderatore dava problemi però, aumentando lo sporcamento interno della canna e facendo deviare fortemente proiettili traccianti. Così fu ideato un secondo moderatore da 10,63 cm con sei fori ed una camera di espansione per i gas combusti, diminuendo ulteriormente la vampata ed il suono, mantenendo però i problemi del modello precedente. Il secondo modello divenne lo standard per la serie Commando e SMG.[3]

CAR-15 Survival Rifle[modifica | modifica sorgente]

CAR-15 Survival Rifle
Tipo Carabina
Descrizione
Peso 2,15 kg (vuoto)
Lunghezza 737 mm
Lunghezza canna 254 mm
Velocità alla volata 808 m/s

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La carabina da sopravvivenza Model 608 fu progettata per l'uso da parte di aviatori abbattuti per, come indica il nome, compiti di sopravvivenza (caccia ed autodifesa) e non combattimento vero e proprio. Grazie alla modularità del sistema, l'arma poteva essere smontata in due parti e tenuta insieme a quattro caricatori da 20 colpi nella borsa del sedile. Era dotato di calcio di alluminio coperto di plastica tubulare fisso e ponticello del grilletto tondo non usati in altri modelli di CAR-15, e non aveva né attacco per baionetta né forward assist. L'impugnatura era ridotta, e sulla volata vi era un Tromboncino conico o il moderatore da 8,75 cm.

CAR-15 Commando (XM177/GAU-5)[modifica | modifica sorgente]

Submachine Gun, 5.56 mm, XM177E2
Tipo Carabina
Produzione
Date di produzione 1967 - 1970
Descrizione
Peso 2,43 kg (vuoto),
3.07 kg (con caricatore da 30 colpi e cinghia di trasporto)
Lunghezza 826 mm (calcio esteso),
757 mm (calcio chiuso)
Lunghezza canna 292 mm
Velocità alla volata 838 m/s

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La versione Commando non era inizialmente parte del CAR-15 Military Weapons System, ma fu aggiunto nel 1966 in seguito alle richieste dell'esercito, ed in risposta d i problemi del CAR-15 SMG. Fu cambiato il calcio triangolare estensibile con uno tubulare telescopico, e fu cambiato il ponticello del grilletto con uno più semplice. Il Model 609 aveva il forward assist, mentre il Model 610 no, il Model 610B era dotato di selettore di fuoco a quattro posizioni, ma non fu usato dall'esercito. Tutte le versioni avevano il moderatore da 10,63 cm

Il Model 610 fu chiamato XM177[4] ma chiamato dall'aeronautica GAU-5/A Submachine Gun (GAU = Gun, Aircraft, Unit.). L'esercito acquistò 2.815 Model 609 CAR-15 Commandos il 28 giugno 1966, con il nome ufficiale di Submachine Gun, 5.56 mm, XM177E1.[4] Da contratto la Colt doveva fornire ogni XM177E1 con sette caricatori da 30 colpi, ma la Colt non riuscì ad ideare un caricatore curvo di questa capienza che funzionasse anche nell'M16, così vennero dotati di caricatori da 20 colpi. L'unica eccezione fu il 5th Special Forces Group, che ricevette quattro dei primi caricatori da 30 colpi. La Colt terminò la consegna nel marzo 1967.

Nel 1967, in risposta ai test in azione, allungò la canna da 25 cm a 28,75 mm, così riducendo vampata e rumore di sparo, e permettendo l'utilizzo del lanciagranate XM148. Fu aggiunto un attacco al moderatore che permettesse l'attacco del lanciagranate e granate da fucile.[5] Le versioni Commando con canna più lunga furono chiamate Model 629 (con forward assist) e Model 649 (senza forward assist).

Nell'aprile del 1967, l'esercito acquistò 510 Colt 629 Commandos per l'uso da parte del MACVSOG, e li chiamò XM177E2.[4] La consegna fu ultimata nel settembre del 1967. L'aviazione acquistò un modello simile senza forward assist e la chiamò GAU-5A/A, ma non è risaputo se era il modello 630 o 649.[4] Secondo John Plaster e altre fonti, l'assenza di un caricatore da 30 colpi continuò ad essere problematico, così gli operatori SOG misero insieme i soldi per acquistarne sul mercato civile statunitense.[6] I problemi di gittata, precisione, accumulo di sporco nella canna continuarono ad essere presenti nella serie XM177, e i programmi di studio per migliorie costavano troppo e richiedevano troppo tempo, così, anche a causa del diminuito coinvolgimento in Vietnam, l'esercito declinò le proposte. La produzione terminò nel 1970.

Colt Model 653 M16A1 Carbine[modifica | modifica sorgente]

Colt AR-15 Sporter SP1 Carbine
AR-15 Sporter SP1 Carbine.JPG
AR-15 com mirino ottico
Tipo Carabina
Descrizione
Peso 2,54 kg (vuoto)
Lunghezza 838 mm (calcio esteso)
757 mm (calcio chiuso)
Lunghezza canna 368 mm
Cadenza di tiro 650-750 colpi/min
Velocità alla volata 920 m/s

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Nei primi anni settanta La Colt iniziò lo sviluppo di una carabina dell'M16A1 con canna da 368 mm. Questa lunghezza fu decisa in quanrto era compatibile con i sistemi di azionamento a presa di gas esistenti in quel periodo, e permetteva il montaggio di una baionetta standard da M16. Pur avendo una canna più lunga delle carabine precedenti, la lunghezza complessiva non aumentò. A seconda della presenza di un calcio fisso o regolabile, o della presenza o assenza del forward assist, queste carabine furono chiamate Model 651, 652, 653, o 654. Tutti i modelli usavano il rompifiamma a "birdcage" ("gabbia per uccelli") dell'M16A1. Solo il modello 653 con calcio regolabile e forward assist, fu acquistato in numeri rilevanti dall'esercito statunitense. La United States Army, Navy e Air Force, e le forze armate malesiane acquistarono piccole quantità di Model 653 per forze speciali o forze di sicurezza.

Durante la guerra del Kippur, il governo statunitense mandò all'Israel Defense Forces, insieme ad altri equipaggiamenti militari, dei Model 653 come parte dell'operazione Nickel Grass. Questi Model 653, chiamati CAR-15 dai loro utilizzatori, sono tuttora in uso con la IDF. Alcuni sono stati pesantemente modificati negli anni, per esempio cambiando tipo di canna o accorciandola. Sono stati soprannominati Mekut'zar or Mekut'zrar (rispettivamente il termine gergale per CAR-15 e carabine a canna accorciata). Stanno venendo geradualmente sostituite da, o cambiate in, carabina M4. La Colt dette licenza alla Elisco Tools per produrre la carabina M16A1 nelle Filippine, che la usarono ampiamente con il nome di Model 653P.

M4 Carbine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi M4 (fucile d'assalto).

Nei primi anni ottanta, in seguito a richiesta dell'United States Marine Corps, la Colt aggiornò il fucile M16A1, dando vita all'M16A2. Tra i cambiamenti maggiori vi erano: il rinforzo del castello inferiore, un deflettore di bossoli in uscita, un trombincino rompifiamma a "birdcage" ideado per funzionare anche come freno di bocca, ed una canna con un passo di rigatura più veloce, cioè un giro completo ogni 17,5 cm. Ques't ultimo accorgimento era dovuto al cambiamento dai vecchi proiettili M193 da 55 grani ai nuovi M855 da 62 grani. La canna era anche più spessa nell'area dopo il copricanna/impugnatura anteriore. Questi cambiamenti furono anche fatti alle carabine, che furono conseguentemente chiamate carabine M16A2. La carabina M16A2 Model 723 usava gli organi di mira metallici aperti dell'M16A1, ma era dotato di deflettore per bossoli in uscita. La canna era dotata della nuova rigatura più veloce, ma era più sottile delle canne delle vecchie carabine M16A1. Come per il modello 653, l'esercito statunitense ne acquistò piccole quantità per le forze speciali.[7]

Nel 1983, la Diemaco sviluppò una carabina simile alla Model 723, la C8 carbine, versione carabina del Fucile Colt Canada C7, per l'uso da parte delle Canadian Forces. I C8 originali furono prodotti dalla Colt con il nome di Model 725.

Nel 1984, Il governo statunitense chiese alla Colt di sviluppare una carabina con una massima intercambiabilità di pezzi con il fucile d'ordinanza M16A2. La Colt chiamò questa carabina XM4. Il progetto culminò con l'adozione ufficiale della carabina M4 nel 1994.

Gli Emirati Arabi Uniti voleva acquistare delle carabine M16A2 con la canna più spessa del fucile M16A2, ma comunque capaci di montare il lanciagranate M203, il problema era che l'M203 era stato progettato per essere montato sulla canna più fine dell'M16A1. Così fu creata una canna "step-cut" (con "taglio a scalino") apposita con un pezzo più sottile per permettere l'attacco del lanciagranate. Le carabine M16A2 con castello superiore A2 e la canna "step-cut" furono denominate Model 727. Queste sono spesso chiamate carabine "Abu Dhabi", riferendosi alla capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi. Pure l'esercito statunitense ne acquistò un certo quantitativo, prima dell'adozione dell'M4.

GUU-5/P[modifica | modifica sorgente]

GAU-5/A e GUU-5/P
Carabina GUU-5/P
Carabina GUU-5/P
Tipo Carabina
Cadenza di tiro 700-1000 colpi/min
Velocità alla volata 796 m/s

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La United States Air Force ha fatto dei cambiamento ad hoc ai suoi GAU-5/A e GAU-5A/A. Le canne ed i moderatori sono stati sostituiti con la canna più lunga da 36,25 cm con passo di rigatura di 1 giro ogni 30 cm, ma mantennero il nome originale. Con il cambio alla cartuccia M855, fu cambiata la canna per la nuova rigatira con passo 1 ogni 17,5 cm, oppure fu cambiato l'intero insieme canna/castello superiore. I contrassegni GAU-5/A o GAU-5A/A furono rimossi dalle armi, e furono rinominate GUU-5/P. Mantennero anche la capacità di fuoco automatico invece che lo sparo a raffica.

Il nuovo nome definiva più precisamente il ruolo dell'arma nell'U.S. Air Force Aerospace Equipment Type Designation System (AETDS) (sistema di nomencaltura per forze aeree). Le armi avevano inizialmente la nomenclatura delle armi aeronautiche, in quanto erano messe nella categoria GA (essendo GA la nomencaltura di un'arma da fuoco aerea, con U indicante unità, cioè un sistema completo, e non solo la parte di un kit), seguite dal suffisso /A che indicava che il sistema era per aerei. GUU è nella categoria "guns, miscellaneous personal equipment" (armi da fuoco, equipaggiamento individuale miscellaneo), ed il suffisso /P indicava l'equipaggiamento individuale.[8]

Colt Commando[modifica | modifica sorgente]

M4 Commando
Tipo Carabina
Descrizione
Peso 2,44 kg (vuoto)
Lunghezza 760 mm (calcio esteso) 680 mm (calcio ripiegato)
Lunghezza canna 290 mm
Velocità alla volata 796 m/s

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Anche se la Colt produce principalmente carabine con canne da 36,25 cm e fucili con canne da 50 cm, continua a produrre carabine con canna da 28,75 cm, che chiama Commando. Queste sono assemblate da qualunque parti sono disponibili, quindi le Model 733 possono avere molte diverse configurazioni. A seconda del modello, possono avere selettore di fuoco a tre posizioni (sicura, semiauto e raffica) o a quattro posizioni (sicura, semiauto, raffica o fuoco automatico). Il Model 933 ha una culatta "flattop" (con il lato superiore piatto), con un maniglione di trasporto rimuovibile e una Scina Picatinny MIL-STD-1913. Originalmente chiamate M16A2 Commando, sono oggi vendute con il nome di M4 Commando.[9]

Alcune forze speciali statunitensi, come quelle dell'esercito, usano la M4 Commando, anche se in quantità limitata. I Force Recon dei marines a volte usano gli M4 Commando in luogo delle pistole M9.[10]

La canna del commando, più corta delle carabine e fucili normali, ha come risultato una maggior vampa durante lo sparo e una velocità alla volata sensibilmente minore, il che ne diminuisce le potenzialità di ferimento.[11] Nel 2005 la Colt produsse una versione con capacità solamente semiautomatica, nominata Model 6933.

La Mk 18 Mod 0 con canna da 25,75 cm è stata presa dai Navy SEAL nel ruolo di carabina ultracompatta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://pullig.dyndns.org/retroblackrifle/ModGde/CrbGde/605.html
  2. ^ Dockery, 1997. pg. 133
  3. ^ Dockery, 1997. pg. 139
  4. ^ a b c d Ezell, 1988. p. 401
  5. ^ Dockery, 1997. pg. 143
  6. ^ Plaster, 2004. p. 216
  7. ^ Dockery, 1997. pg. 165
  8. ^ "Designations Of U.S. Aeronautical and Support Equipment" – www.designation-systems.net
  9. ^ "M4 Commando" – Colt Weapon Systems
  10. ^ "Strong Men Armed: The Marine Corps 1st Force Reconnaissance Company" – ForceRecon.com
  11. ^ The AR15.com Ammo-Oracle

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Christopher R. Bartocci, Black Rifle II: The M16 into the 21st Century, Cobourg, Canada, Collector Grade Publications, 2004. ISBN 0-88935-348-4.
  • Kevin Dockery, Special Warfare: Special Weapons, Chicago, Emperor's Press, 1997. ISBN 1-883476-00-3.
  • Ezell, Edward. Small Arms Today, 2nd Edition. Harrisburg, PA: Stackpole Books, 1988. ISBN 0-8117-2280-5.
  • Gervasi, Tom. Arsenal of Democracy III: America's War Machine, the Pursuit of Global Dominance. New York, NY: Grove Press, Inc, 1984. ISBN 0-394-54102-2.
  • Plaster, John. Secret Commandos: Behind Enemy Lines with the Elite Warriors of SOG Penguin Books, 2004. ISBN 0-451-21447-1
  • Dan Shea, SAR Identification Guide: Colt Flash Suppressors in Small Arms Review, vol. 1, n. 2, novembre 1997, pp. 34–36. ISSN 1094-995x.
  • Dan Shea, SAR Identification Guide: The Colt Models (Part 1 of 4 parts) in Small Arms Review, vol. 1, n. 5, febbraio 1998, pp. 66–71. ISSN 1094-995x.
  • Dan Shea, SAR Identification Guide: The Colt Models (Part III) in Small Arms Review, vol. 1, n. 7, aprile 1998, pp. 34–39. ISSN 1094-995x.
  • Dan Shea, SAR Identification Guide: The Colt Models (Part V) in Small Arms Review, vol. 1, n. 9, giugno 1998, pp. 54–60. ISSN 1094-995x.
  • R. Blake Stevens, Edward C. Ezell, The Black Rifle: M16 Retrospective, Modern U.S. Military Small Arms, Second Enhanced, Cobourg, Canada, Collector Grade Publications [1987], 2004. ISBN 0-88935-115-5.

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