CANSA C.5

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CANSA C.5
18 Cansa C.5 schierati prima della consegna
18 Cansa C.5 schierati prima della consegna
Descrizione
Tipo aereo da addestramento
aereo da turismo
Equipaggio 1
Progettista Giacomo Mosso
Costruttore Italia Cansa
Data primo volo 24 luglio 1939
Data entrata in servizio 1939
Esemplari 62
Sviluppato dal Hanriot HD.1
Dimensioni e pesi
Lunghezza 6,22 m
Apertura alare 8,50 m
Altezza 2,52 m
Superficie alare 18,00
Peso a vuoto 453 kg
Peso carico 633 kg
Capacità combustibile 90 L
Propulsione
Motore un radiale Fiat A.50
Potenza 85 CV (62,5 kW)
Prestazioni
Velocità max 176 km/h
Velocità di stallo 78 km/h
Velocità di crociera 154 km/h[1]
Velocità di salita a 3 000 m in 20 min 5 s
Corsa di decollo 119 m
Atterraggio 118 m
Autonomia 640 km
Tangenza 4 650 m
Note dati relativi alla versione C.5A (monoposto)

i dati sono estratti da Dimensione cielo 11[2] integrati dove indicato

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Il CANSA C.5 era un monomotore da turismo ed addestramento biplano sviluppato dall'azienda aeronautica italiana Cansa (Costruzioni Aeronautiche Novaresi S.A.) nei tardi anni trenta.

Realizzato in versione monoposto e biposto e destinato alla formazione dei piloti civili venne utilizzato nelle scuole di volo civili della Reale Unione Nazionale Aeronautica (RUNA) e per quelli da caccia delle scuole di volo della Regia Aeronautica. In seguito, come conseguenza della firma dell'armistizio di Cassibile, vennero sequestrati dal personale della Wehrmacht ed assegnati ai reparti di addestramento della Luftwaffe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei tardi anni trenta l'Ufficio di stato maggiore espresse la volontà di modificare le normative che regolavano la formazione ed addestramento al volo, promuovendo l'utilizzo dei soli velivoli monoposto ed eliminando o riducendo drasticamente quelli biposto dotati di doppio comando. Nell'autunno 1938 il documento venne esaminato dall'Ispettorato delle Scuole e dalla DGCA e quest'ultima, per il brevissimo tempo a disposizione prima della chiamata degli allievi piloti con il bando del 1938-1939, contattò la CANSA di Cameri per lo studio di un velivolo adatto allo scopo.[3]

L'azienda rispose con una relazione ad opera dell'ingegnere Ugo Graneri che avanzava la proposta dell'uso di due distinti modelli, l'AVIA L.3 ed uno realizzato della CANSA, identificato con la designazione C.5 caratterizzato dalla costruzione mista, velatura biplana, carrello fisso e motorizzazione dotata di limitata potenza. L'ispettorato scuole si espresse nel raccomandare alle scuole di volo l'utilizzo di velivoli Fiat A.S.1 ed IMAM Ro.5 opportunamente modificati e depotenziati per dare l'opportunità agli allievi di prendere confidenza con la manovra di rullaggio e solo in seguito passare ai due modelli proposti come successivi livelli di preparazione.[3]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

bandiera Regno d'Italia

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania
bandiera Regno d'Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CANSA C.5 in Уголок неба.
  2. ^ Dimensione Cielo 11, p.25.
  3. ^ a b Dimensione Cielo 11, p.27.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Brotzu, Gherardo Cosolo (a cura di), Dimensione Cielo, Aerei Italiani nella 2ª Guerra Mondiale Vol.11, Scuola-Collegamento Vol.2, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, settembre 1977, pp. 25-30.
  • Taylor, Michael J. H. (1989). Jane's Encyclopedia of Aviation. London: Studio Editions. pp. 230.
  • World Aircraft Information Files. London: Bright Star Publishing. pp. File 891 Sheet 06.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]