C'eravamo tanto amati (film)

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« Nocera è Inferiore perché ha dato i natali a individui ignoranti e reazionari come voi tre! »
(Nicola Palumbo in una scena del film)
C'eravamo tanto amati
C eravamo tanto amati satta flores bongiorno.png
Nicola (Stefano Satta Flores) a Lascia o raddoppia?
Titolo originale C'eravamo tanto amati
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1974
Durata 125 min
Colore B/N, colore
Audio sonoro
Rapporto 1,66:1
Genere commedia
Regia Ettore Scola
Soggetto Age & Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura Age & Scarpelli, Ettore Scola
Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli per Dean Film
Distribuzione (Italia) Delta (1974)
Fotografia Claudio Cirillo
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luciano Ricceri
Costumi Luciano Ricceri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Stefania Sandrelli, Gassman e Manfredi
Aldo Fabrizi in una scena del film

C'eravamo tanto amati è un film del 1974, diretto da Ettore Scola e interpretato da Stefania Sandrelli, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli e Aldo Fabrizi.

Tra i più memorabili esempi di commedia all'italiana, rende anche omaggio ad altri generi cinematografici, in virtù della trama che percorre circa 30 anni di storia italiana, e soprattutto attraverso una serie di intuizioni filmiche che pagano dazio a maestri del calibro di Roberto Rossellini e Alain Resnais, includendo anche numerosi omaggi alle altre arti.

La pellicola si aggiudicò il Gran Premio al Festival cinematografico internazionale di Mosca, un premio César per il miglior film straniero e tre nastri d'argento. Il film è stato successivamente inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, "100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978".[1][2][3][4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gianni, Antonio e Nicola sono tre partigiani divenuti amici durante i giorni della guerra di liberazione che, dopo la fine della Seconda guerra mondiale si dividono: Nicola ritorna a Nocera Inferiore dove svolge la professione di insegnante, Antonio a Roma dove riprende il lavoro di portantino in un ospedale, e Gianni a Pavia per terminare gli studi di giurisprudenza. Qualche tempo dopo, Gianni e Antonio si ritrovano casualmente in una trattoria di Roma. Gianni è ora un avvocato tirocinante, mentre Antonio si è fidanzato con Luciana, aspirante attrice della provincia udinese ("son di Trasaghis, vicino Peonis") conosciuta in corsia.

Gianni è ambizioso, ma con i piedi per terra. Tradisce il suo amico, portandogli via proprio Luciana, ma il suo arrivismo lo porta a cogliere l'occasione di lasciare Luciana per Elide, figlia semianalfabeta di Romolo Catenacci, ex capomastro rude, disonesto e senza scrupoli, nostalgico fascista divenuto ricco palazzinaro. Diventerà anche il suo avvocato, aggirando la legge al fine di proteggerne i loschi affari, ormai parte dei suoi stessi interessi. Elide, nonostante gli sforzi di diventare una persona colta ed elegante per compiacere il marito, trova la morte in un incidente stradale in odore di suicidio. Abbandonata da Gianni, avuto poi un breve flirt anche con Nicola, Luciana tenta quindi il suicidio, soccorsa in extremis da Antonio, che però respinge, rompendo i legami con i tre amici.

Antonio rimane quindi fedele alle sue idee politiche e per queste viene discriminato in ospedale dove combatte le sue battaglie che hanno perso di novità e si devono misurare con gli orizzonti molto più ristretti della vita quotidiana rispetto alle prospettive palingenetiche per le quali aveva rischiato la vita da partigiano. Nicola, insegnante del liceo classico Giambattista Vico, ha pretese intellettuali ed è attivo nel cineforum: proprio a causa dei film da lui proposti, tra i quali Ladri di biciclette è la goccia che fa traboccare il vaso, subisce l'ostracismo della classe dirigente locale, filo-democristiana, da sempre avversa ai film del neorealismo.

Escluso dall'insegnamento, lascia Nocera Inferiore, e abbandona moglie e figli, per cercare fama a Roma in campo culturale. Tenta anche la fortuna a Lascia o raddoppia?, perdendo in extremis il massimo della somma messa in palio, andando fuori tempo massimo per aver voluto rispondere in maniera involuta e contorta a una semplice domanda che conosceva, sempre su Ladri di biciclette, per poi tirare a campare firmando articoli di cinema con lo pseudonimo di "Vice", assumendo sempre più il ruolo caricaturale dell'intellettuale che da "voce critica e coscienza della nazione" diviene un inutile e misconosciuto orpello della società, un personaggio impegnato in sterili polemiche e battaglie fini a se stesse.

Quindi Antonio rincontra casualmente Gianni e propone una rimpatriata con Nicola. I tre amici si ritrovano a cena nella stessa trattoria di tanti anni prima (Dal re della mezza porzione) e tracciano il bilancio della propria vita. Il solo dei tre che non l'ha sprecata e non se ne deve vergognare, Antonio, riserva una sorpresa agrodolce agli amici di un tempo, accompagnandoli a un presidio notturno presso una scuola dove li fa incontrare con Luciana che, nel frattempo ritrovata e diventata sua moglie, sta in coda per iscrivere i loro due figli. Antonio e Nicola finiscono poi per litigare fino a venire alle mani.

Gianni, nel tentativo di assumersi la colpa morale di tutto, prima di andare via, stanco di fare da paciere, perde la propria patente: i due, con Luciana, la ritrovano e gliela riportano al suo indirizzo, sorprendendolo, a sua insaputa, mentre sta per tuffarsi nella piscina della sua lussuosa villa: scoprono così la vita agiata che Gianni non aveva avuto il coraggio di rivelare ai due amici.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente nel progetto degli sceneggiatori doveva esserci un solo protagonista, un professore di provincia entusiasta di Ladri di biciclette che abbandonava lavoro e famiglia per andare a Roma con l'obiettivo di conoscere Vittorio De Sica[5]. Il debito del film nei confronti del Neorealismo e in particolare di Vittorio de Sica è consistente. Oltre alla dedica finale al regista, sono presenti al suo indirizzo numerose citazioni e omaggi. Il film amato e recensito da Nicola nel suo cineforum è Ladri di biciclette; e proprio di De Sica Nicola è un appassionato ammiratore.

Inoltre, in una delle sequenze finali, si vede sempre Nicola partecipare a un incontro pubblico con Vittorio De Sica nel quale questi rivela il trucco (vero) che ha utilizzato durante le riprese di Ladri di biciclette per far piangere il piccolo protagonista durante la scena dell'arresto del padre, e che era stato l'oggetto della domanda contestata dallo stesso Nicola durante la sua partecipazione a Lascia o raddoppia?. Il personaggio di Luciana riprende quello di Adriana Astarelli, sempre interpretato da Stefania Sandrelli, nel film Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli. Entrambe sono ragazze di provincia in cerca di successo nell'ambiente cinematografico capitolino, ma che alla fine ripiegheranno in un lavoro da maschera all'interno di un cinema.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cento film e un'Italia da non dimenticare, movieplayer.it, 4 marzo 2008. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  2. ^ Ecco i cento film italiani da salvare, corriere.it, 28 febbraio 2008. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  3. ^ CineMagazine Online 100 film: Mereghetti, Brunetta, Peter von Bagh e lo storico De Luna, cinegiornalisti.com. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  4. ^ C'eravamo tanto amati, retedeglispettatori.it. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  5. ^ C'eravamo tanto amati, treccani.it. URL consultato il 6 dicembre 2014.

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