C'era una volta il West

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C'era una volta il West
C'era una volta il West.png
Una scena del film
Lingua originale italiano, inglese
Paese di produzione Italia, USA
Anno 1968
Durata 165 min (versione cinematografica)

175 min (director's cut)

Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere avventura, western
Regia Sergio Leone
Soggetto Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Sergio Leone
Sceneggiatura Sergio Donati, Sergio Leone
Produttore Bino Cicogna
Produttore esecutivo Fulvio Morsella
Casa di produzione Paramount Pictures, Rafran Cinematografica, Finanzia San Marco
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Effetti speciali Eros Bacciucchi
Musiche Ennio Morricone
Tema musicale "C'era una volta il West"
Scenografia Carlo Simi
Costumi Carlo Simi
Trucco Alberto De Rossi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

David di Donatello 1969: "miglior produttore"

C'era una volta il West è un film del 1968 diretto da Sergio Leone. È uno spaghetti western epico prodotto dalla Paramount Pictures e interpretato da Claudia Cardinale, Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson. La sceneggiatura venne scritta da Leone e Sergio Donati, da un soggetto ideato da Leone, Bernardo Bertolucci e Dario Argento. Il film venne fotografato da Tonino Delli Colli e musicato da Ennio Morricone. È il primo episodio della trilogia del tempo di Leone, che proseguirà con Giù la testa (1971) e C'era una volta in America (1984).

La versione originale del regista era lunga 165 minuti quando il film uscì il 21 dicembre 1968. Questa versione venne proiettata nelle sale cinematografiche europee, e fu un successo al botteghino. Per l'uscita negli Stati Uniti il 28 maggio 1969, C'era una volta il West venne tagliato dalla Paramount fino a una durata di 145 minuti, ricevendo un'accoglienza critica per lo più negativa e fallendo finanziariamente. Il film è ora generalmente riconosciuto come un capolavoro e uno dei migliori film mai realizzati.

Nel 2009 il film venne incluso nel National Film Registry dalla Biblioteca del Congresso per essere "culturalmente, storicamente o esteticamente" significativo.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Jill McBain

Sweetwater, un pezzo di terra vicino a Flagstone (un'immaginaria città del West), contiene l'unica fonte d'acqua della regione, ed è al centro di un conflitto. Il terreno è stato acquistato da Brett McBain, il quale prevedeva che la ferrovia avrebbe dovuto passare attraverso quella zona per fornire acqua alle locomotive a vapore. Quando il magnate delle ferrovie Morton ne viene a conoscenza, egli manda il suo sicario Frank a intimidire semplicemente McBain per andarsene dalla terra, ma Frank invece uccide McBain e i suoi tre figli, lasciando delle prove per incriminare il bandito Cheyenne. Sembra che la terra abbia alcun proprietario; tuttavia, un'ex prostituta arriva da New Orleans, rivelando di essere Jill McBain, la nuova moglie di Brett e proprietaria del terreno.

Nel frattempo, un misterioso pistolero che suona un'armonica a bocca, in seguito soprannominato "Armonica" da Cheyenne, è alla ricerca di Frank. Dopo aver eliminato tre uomini che Frank aveva inviato ad ucciderlo, arriva in una locanda sulla strada per Sweetwater, dove informa Cheyenne che i tre pistoleri sembravano spacciarsi come suoi uomini.

A Sweetwater vengono consegnati dei materiali per costruire una stazione ferroviaria e una piccola città. Armonica spiega che Jill perderà Sweetwater a meno che la stazione non venga terminata prima che la squadra di costruzione della ferrovia raggiunga quel punto, così Cheyenne mette i suoi uomini a lavorare per costruirla.

Frank si ribella a Morton, che voleva fare un accordo con Jill. Morton è paralizzato e incapace di reagire. Dopo averla violentata, Frank costringe Jill a vendere la proprietà all'asta. Egli cerca di comprare la fattoria a buon mercato intimidendo gli altri offerenti, ma Armonica arriva con Cheyenne e fa un'offerta molto più elevata basato sulla ricompensa per la consegna di Cheyenne alle autorità. Armonica respinge l'offerta di Frank di comprargli la fattoria a un dollaro in più di quanto pagato all'asta.

Gli uomini di Frank lo tradiscono e gli tendono un agguato, essendo stati pagati da Morton per rivoltarsi contro di lui, ma - con grande indignazione di Jill - Armonica aiuta Frank a ucciderli, al solo scopo di tenere quel privilegio per sé stesso.

Morton e gli altri uomini di Frank vengono uccisi in uno scontro con la banda di Cheyenne. Frank poi va a Sweetwater per affrontare Armonica. In due occasioni Frank aveva chiesto ad Armonica chi è, ma entrambe le volte Armonica aveva misteriosamente citato i nomi di uomini che Frank aveva ucciso. Questa volta, Armonica dice che rivelerà chi è "solo sul punto di morire". I due uomini si preparano per un duello, e a questo punto il motivo di vendetta di Armonica viene rivelato in un flashback.

Quando Armonica era un ragazzo, un giovane Frank, già bandito crudele, lo aveva costretto a tenere in piedi sulle spalle il fratello adulto mentre quest'ultimo aveva un cappio intorno al collo. Mentre il ragazzo lottava per sostenere il peso di suo fratello, Frank gli aveva messo un'armonica in bocca e gli aveva detto di suonare. Il fratello maggiore aveva poi spinto via Armonica ed era quindi rimasto impiccato alla campana del villaggio.

Armonica estrae la pistola per primo e spara a Frank. In punto di morte, Frank chiede nuovamente ad Armonica chi egli sia, e quest'ultimo mette l'armonica in bocca a Frank. Frank annuisce debolmente riconoscendolo, e muore. Armonica e Cheyenne dicono addio a Jill, che sta supervisionando la costruzione della stazione ferroviaria mentre la squadra della ferrovia raggiunge Sweetwater. Cheyenne crolla, rivelando che era stato colpito mortalmente durante lo scontro con la banda di Frank dal magnate Morton. Il treno di lavoro arriva e Jill porta l'acqua ai lavoratori ferroviari, mentre Armonica cavalca via con il corpo di Cheyenne.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver diretto Il buono, il brutto, il cattivo, Leone aveva intenzione di ritirarsi dal fare western, credendo di aver già detto tutto quello che voleva. Si era imbattuto nel romanzo Mano armata di Harry Grey, un libro autobiografico basato sull'esperienza dell'autore come criminale ebreo durante il proibizionismo, e progettava di adattarlo in un film (che sarebbe infine diventato, diciassette anni dopo, il suo ultimo film, C'era una volta in America). A Leone però venivano offerti solo western dagli studios di Hollywood. La United Artists (che aveva prodotto la trilogia del dollaro) gli offrì l'opportunità di fare un film con protagonisti Charlton Heston, Kirk Douglas e Rock Hudson, ma Leone rifiutò. Tuttavia, quando la Paramount Pictures offrì a Leone un budget generoso con accesso a Henry Fonda - il suo attore preferito, e uno con cui aveva voluto lavorare per quasi tutta la sua carriera - Leone accettò l'offerta.

Poco prima del Natale del 1966, il regista Bernardo Bertolucci, pensando che vedere film l'avrebbe consolato del fatto che i suoi primi due lungometraggi, La commare secca e Prima della rivoluzione, non avevano avuto successo al botteghino, assistette allo spettacolo delle tre di pomeriggio de Il buono, il brutto, il cattivo in un cinema di Roma.[2] Proprio lì incontrò Leone e il critico cinematografico del giornale Paese Sera, poi divenuto un acclamato autore di horror, Dario Argento, i quali erano nella cabina del proiezionista, per supervisionare la proiezione del film.[2] Leone lo riconobbe ed Argento fece le presentazioni.[2] Il giorno dopo, Leone telefonò a Bertolucci a casa, per chiedergli se gli fosse piaciuto il film:

« Risposi di sì, ma non gli bastava. Sergio voleva sapere perché. Così risposi con una frase che penso gli sia piaciuta molto, e dalla quale fu quasi sedotto. Dissi che mi piaceva il modo con cui filmava i culi dei cavalli. In generale, nei western sia italiani che tedeschi, i cavalli venivano ripresi frontalmente e di fianco - di profilo. Ma quando li filmi tu, gli dissi, mostri sempre i didietro; un coro di didietro. Sono pochi i registi che riprendono il retro, che è meno retorico e romantico. Uno è John Ford. L'altro sei tu. Questa cosa lo stese completamente! Tacque per qualche secondo e poi disse: "Bisogna che facciamo un film insieme una volta di queste". E cominciò a raccontarmi l'inizio di una storia.[2][3][4][5][6] »

Intanto, il regista romano rivelò ai dirigenti della Paramount che la sua prossima pellicola sarebbe stata più personale rispetto alla trilogia del dollaro, che non ci sarebbe stato il bisogno di assoldare i suoi «vecchi sceneggiatori» (Luciano Vincenzoni e Sergio Donati) per scrivere il copione e che sarebbe stata ridotta al minimo ogni traccia visibile della fabbrica di Cinecittà, per girare il nuovo film in una struttura che gli avrebbe consentito di preparare un suo progetto, chiamato C'era una volta in America.[2] Sebbene Charles Bluhdorn, direttore della Gulf and Western, la società proprietaria della Paramount, fosse un uomo d'affari espansivo e impaziente che non amava essere contraddetto, Leone seppe impressionarlo al punto da farsi lasciare mano libera.[2]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Il regista Sergio Leone durante le riprese di un altro suo film, C'era una volta in America

Leone ingaggiò, quindi, sia Argento che Bertolucci per scrivere la storia del suo nuovo film; intraprese così una serie di riunioni con i due giovani in casa sua, in Via Lisippo, nel quartiere Axa, che durò dal gennaio all'aprile del 1967.[2] Carla, moglie del regista, ricorda che «per Sergio questo era un passo molto insolito: Dario e Bernardo erano giovani, ed erano molto attratti da come Sergio parlava di cinema».[2][7] Con lo scopo di assicurarsi il controllo sul progetto, Leone mise Argento e Bertolucci sotto contratto con la sua nuova casa di produzione, la Rafran, il cui nome deriva dalle prime sillabe dei nomi delle figlie, Raffaella e Francesca.[2]

Leone ricordava così queste riunioni:

« Così ci incontrammo, tutti e tre, e cominciammo a sognare insieme. Ben presto Dario Argento cominciò a sentirsi sopraffatto. Ma Bernardo e io andavamo sempre più avanti, sempre facendo riferimento al cinema americano che ammiravamo. Diventò una specie di partita a tennis fra lui e me. Argento rimase spettatore, a osservare gli scambi fra noi due. Diede buoni consigli e fu, soprattutto, una buona compagnia. Dovrei dire che nella prima fase del lavoro non scrissi proprio niente. Erano solo chiacchierate nel corso delle quali io avevo il ruolo dell'avvocato del diavolo. Non volevo trasporre la discussione in una prima stesura per paura di essere troppo soddisfatto del risultato. Preferivo avere la libertà di discutere ogni cosa prima di impegnarmi.[2][8] »

Spesso queste chiacchierate si focalizzavano sui molti significati attribuibili alla frase "C'era una volta il West".[2] Per Leone, essa sottintendeva l'unione fra la narrazione popolare ("C'era una volta...") e la loro attendibilità storica ("...il West"), ponendo, contemporaneamente, l'epoca d'oro del western in una sorta di ambientazione favolistica.[2] L'argomento principale, l'arrivo del progresso sotto forma del treno, è, infatti, una delle sette trame base di questo genere elencate dallo scrittore Frank Gruber e molti registi, tra cui John Ford e Cecil B. DeMille, ne avevano usufruito in passato.[2]

Leone, invece, lo sfruttò per esprimere il proprio punto di vista sul west:"L'idea di base era ricorrere ad alcune delle convenzioni, dei trucchi e delle ambientazioni dei western americani, e a una serie di riferimenti a singoli western - e usare il tutto per raccontare la mia versione della storia della nascita di una nazione".[2][9] Bertolucci, a questo proposito, affermò:"In quei giorni c'era il culto per l'uso delle citazioni, e io mi dicevo:«Non sarebbe stupendo se un regista del talento di Leone facesse citazioni senza saperlo, in tutta innocenza - citazioni che, invece di essere volute, si limitano a capitare?»".[2][5][10] In realtà, secondo il regista del film, Bertolucci, non avendo lavorato alla sceneggiatura, non poté prendere decisioni riguardo al menzionare altri film, pur avendo apportato «qualcosa di personale collaborando alla storia».[2][9]

Bernardo Bertolucci premiato al Giffoni Film Festival del 1989.

Durante le riunioni, si dava molta importanza al fattore ludico: Bertolucci ricorda che «a volte Leone dava l'impressione che preparare un film fosse come quando uno è bambino e gioca ai cowboy».[2] Argento affermò in seguito che questa caratteristica del regista era molto contagiosa:"Mi comprai una pistola, una Colt...una vera. Avevo bisogno di sentirne il peso. Così, a casa da solo, giocavo con la pistola, facendomela roteare e roteare nelle mani. Comprai anche un cappello da cow-boy e lo indossavo davanti a uno specchio. Facevo di tutto per cercare di entrare nello spirito della cosa".[2]

Secondo lo stesso Argento, il lavoro si fece gradualmente più rigoroso:

« Bernardo e io elaborammo un sistema per dividerci i compiti: ognuno di noi sceglieva di scrivere le cose che "sentiva" di più, e poi amalgamavamo il tutto. Sergio ci stava a sentire e a volte diceva qualcosa per correggerci, e siccome era un maestro in questo tipo di gioco, noi credevamo profondamente a tutto ciò che diceva...Leone mi affascinava un sacco, quando ad esempio descriveva in anticipo esattamente i movimenti di macchina che bisognava fare per una scena: per me era come se fosse stato Dante che declamava i suoi versi.[2][6][11][12] »
Dario Argento nel 2007.

Quando poi la storia cominciò a prendere forma, Leone si era già recato diverse volte negli Stati Uniti, dove aveva svolto dei sopralluoghi con una jeep a noleggio nei deserti del Colorado, del Nuovo Messico e in Arizona.[2] In quest'ultimo stato, in particolare, aveva effettuato una visita guidata presso la Monument Valley, al confine con lo Utah, accompagnato dal direttore della fotografia Tonino Delli Colli, il quale ricorda:«[vedevo] Sergio tutto eccitato che mi diceva quasi tutte le inquadrature dei film di John Ford: "Ha girato da quest'angolazione. Ha messo la macchina qui". Ce l'aveva tutto nella testa».[2][13] Proprio da un piccolo villaggio di quella zona deriva il nome del luogo del ranch dei McBain, "Sweetwater". Bertolucci ricorda:

« Stavo guardando una mappa di quella zona degli Stati Uniti per cercare un nome da dare al posto, e ne trovai uno che mi piaceva molto che era "Sweetwater".[2][5] »

Il frutto di quattro mesi di riunioni fu un trattamento, che Bertolucci ricorda «enorme...[di] circa trecento pagine», consistente perlopiù in descrizioni, suggerimenti di immagini visive e indicazioni di messa in scena.[2] A questo punto, Bertolucci decise di separarsi dal gruppo, poiché aveva appena accettato di dirigere un film interpretato dai membri della compagnia teatrale sperimentale del Living Theatre, che sarebbe stato poi chiamato Agonia ed incluso nel film collettivo Amore e rabbia del 1969.[2] Argento, quindi, decise di dedicarsi alla scrittura di diverse sceneggiature di spaghetti western, tra cui quella di Un esercito di 5 uomini, di cui diresse una sequenza, e alla preparazione del suo primo film da regista, L'uccello dalle piume di cristallo, un thriller che sarebbe poi uscito nelle sale nel 1970.[2]

Argento ricorderà con queste parole l'aiuto che diede alla sua carriera la collaborazione con Leone:

« Io invece ho avuto la fortuna di stare vicino a Leone. Non credo che volesse farmi da maestro, non è uno che si circonda di allievi, ma la sua sapienza travalicava...Quando ho esordito con L'uccello dalle piume di cristallo ho seguito la lezione di Sergio e ho preso molti debuttanti, tra cui Vittorio Storaro, che era al suo primo film a colori (...) Per la musica invece ho chiamato Morricone. (...) ecco un'altra cosa che ho imparato da Sergio.[2][11] »

Senza più un collaboratore con cui scrivere la sceneggiatura del film, Leone decise di richiamare Sergio Donati. Quest'ultimo, tuttavia, era molto amareggiato: dopo aver lavorato per molti mesi al copione de Il buono, il brutto, il cattivo, Donati non fu accreditato nel film, ma Leone gli promise che avrebbe scritto la sua successiva pellicola.[2]

Lo sceneggiatore ricorda così i mesi successivi a questa promessa:

« Rifiutai tutte le offerte. E aspettai - gennaio, febbraio, marzo - accanto al telefono...Poi sentii che stava lavorando con Argento e Bertolucci. Senza nemmeno una parola. Alla fine di aprile, driin driin! Sergio mi disse: "I due intellettuali hanno mollato il lavoro. Come possiamo andare avanti e fare un film?". Sembrava deluso di loro. Io mi offesi molto.[2][14] »

Fin da Il buono, il brutto, il cattivo, che originariamente durava tre ore, i film di Leone erano solitamente tagliati (spesso drammaticamente) per la distribuzione americana. Leone era molto consapevole della lunghezza di C'era una volta il West durante le riprese, così commissionò a Donati, di aiutarlo a perfezionare la sceneggiatura per frenare la lunghezza della pellicola verso la fine della produzione. Molti dei dialoghi più memorabili del film provengono da Donati, o dal direttore dei dialoghi in inglese del film, l'attore americano espatriato Mickey Knox.[15]

Stile e ritmo[modifica | modifica sorgente]

Per C'era una volta il West, Leone cambiò approccio rispetto ai suoi precedenti western. Considerando che la trilogia del dollaro era eccentrica e di ritmo veloce, una parodia celebratoria ma ironica delle icone del selvaggio west, questo film è molto più lento nel ritmo e cupo nei temi. Lo stile distintivo di Leone, che è molto diverso ma molto influenzato da quello di Sugata Sanshiro di Akira Kurosawa, è ancora presente, ma venne modificato per l'inizio della seconda trilogia di Leone, la cosiddetta trilogia del tempo. I personaggi di questo film stanno cominciando a cambiare notevolmente rispetto ai loro predecessori della trilogia del dollaro. Essi non sono così definiti e, cosa insolita per i personaggi di Leone fino a questo punto, cominciano a cambiare (o almeno a provarci) nel corso della storia. Questo segna l'inizio della seconda fase dello stile di Leone, che sarà ulteriormente sviluppata in Giù la testa e C'era una volta in America.

Il film presenta scene lunghe e lente in cui c'è poco dialogo e accade poco, rotte dalla violenza breve ed improvvisa. Leone era molto più interessato ai riti che precedono la violenza piuttosto che alla violenza stessa. Il tono del film è coerente con il deserto semi-arido in cui la storia si sviluppa, e lo impregna con una sensazione di realismo che contrasta con gli scontri a fuoco dalla coreografia elaborata.

Casting e riprese[modifica | modifica sorgente]

Fonda non accettò la prima offerta di Leone di interpretare Frank, così Leone volò a New York per convincerlo, dicendogli: "Immagina questo: la telecamera mostra un bandito dalla vita in giù che tira fuori la sua pistola e spara a un bambino che corre. La telecamera si alza verso la faccia del bandito e... è Henry Fonda". Dopo l'incontro con Leone, Fonda chiamò il suo amico Eli Wallach, che gli consigliò di fare il film, poiché avrebbe avuto l'esperienza della sua vita.

Quando accettò il ruolo, Fonda arrivò sul set con lenti a contatto marroni e barba. Fonda sentiva che avere gli occhi scuri e la barba si sarebbe fuso bene con il male del suo personaggio e avrebbe aiutato il pubblico ad accettare questo "nuovo" Fonda come il cattivo, ma Leone gli disse subito di togliere lenti e barba. Leone riteneva che gli occhi azzurri di Fonda riflettessero meglio la gelida natura del killer. Era una delle prime volte in un film western dove il cattivo sarebbe stato interpretato dall'attore principale.

Leone inizialmente offrì il ruolo di Armonica a Clint Eastwood; quando egli rifiutò, Leone assunse Charles Bronson, che aveva rifiutato la parte dell'uomo senza nome in Per un pugno di dollari. Anche James Coburn fu avvicinato per Armonica, ma chiese troppi soldi.

A Robert Ryan venne offerto il ruolo dello sceriffo interpretato da Keenan Wynn. Ryan inizialmente accettò, ma si tirò fuori dopo che gli venne dato un ruolo più importante ne Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah.

A Enrico Maria Salerno e Robert Hossein venne offerto il ruolo di Morton prima che Gabriele Ferzetti venisse assunto; Hossein aveva accettato, ma dovette abbandonare per un impegno teatrale. Ferzetti, che lo considera uno dei suoi migliori ruoli, si riferì al suo casting come "fato, destino".

L'arco in mattoni del flashback di Armonica fu costruito nei pressi di un piccolo aeroporto quindici miglia a nord della Monument Valley e a due miglia dalla U.S. Route 163 (che collega la Goulding's Trading Post e Mexican Hat). La famosa sequenza d'apertura con i tre killer che incontrano il treno fu l'ultima sequenza filmata in Spagna. Le riprese vennero programmate per quattro giorni, e furono girate lungo la linea ferroviaria nei pressi della Estación de Calahorra, al di fuori di Guadix.[16] L'attore Al Mulock, che interpreta Knuckles nella sequenza d'apertura, si suicidò a Guadix poco prima che le riprese di questa sequenza finissero, gettandosi dalla finestra della sua stanza d'albergo col costume di scena. Anche Frank Wolff, l'attore che interpreta Brett McBain, si suicidò in un residence di Roma nel 1971.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La musica è stata scritta dal compositore Ennio Morricone, collaboratore regolare di Leone, sotto la direzione del regista prima dell'inizio delle riprese. Come ne Il buono, il brutto, il cattivo, la musica ossessionante contribuisce alla grandezza del film e, come quella del suddetto film, è considerata una delle più grandi composizioni di Morricone.

Il film presenta leitmotiv che si riferiscono a ciascuno dei personaggi principali (ognuno con il proprio tema musicale), nonché allo spirito del West americano.[17] Particolarmente interessante è la voce senza parole della cantante italiana Edda Dell'Orso durante il tema musicale di Jill. Era desiderio di Leone avere la musica a disposizione e suonata durante le riprese. Leone fece comporre a Morricone la colonna sonora prima dell'inizio delle riprese, e riprodusse la musica in sottofondo per gli attori sul set.[17]

Fatta eccezione per circa un minuto del motivo "Come una sentenza", prima che Armonica uccida i tre banditi, nessuna colonna sonora viene suonata fino alla fine della seconda scena, quando Henry Fonda fa il suo primo ingresso. Questo può non sembrare particolarmente strano, anche se la musica di Morricone è solitamente considerata come una parte vitale dei film western di Sergio Leone. Durante l'inizio del film, Leone e Morricone fanno invece utilizzo di un numero di suoni naturali, per esempio una ruota che gira nel vento, il suono di un treno, locuste, fucili da caccia, ali di piccioni ecc., oltre all'armonica suonata dal personaggio di Bronson, dal momento che il suono dell'armonica è "dentro il film" piuttosto che una vera colonna sonora.

Album[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film venne pubblicata nel 1972, e includeva originariamente 10 tracce. Nel mondo vennero vendute circa 10 milioni di copie dell'album.[18][19] Anche le recensioni furono positive; AllMusic ha dato all'album 4 stelle su 5.[20] Una versione rimasterizzata ed estesa a 27 tracce fu pubblicata in Italia nel novembre 2005.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. "C'era una volta il West" - 3:43
  2. "L'uomo" - 1:02
  3. "Il grande massacro" - 2:39
  4. "Arrivo alla stazione" - 0:55
  5. "L'orchestraccia" - 2:24
  6. "L'America di Jill" - 2:47
  7. "Armonica" - 2:26
  8. "La posada n. 1" - 1:39
  9. "Un letto troppo grande" - 1:31
  10. "Jill" - 1:47
  11. "Frank" - 1:51
  12. "Cheyenne" - 1:16
  13. "La posada n. 2" - 1:32
  14. "La posada n. 3" - 1:18
  15. "Epilogo" - 1:14
  16. "Sul tetto del treno" - 1:19
  17. "L'uomo dell'armonica" - 3:29
  18. "In una stanza con poca luce" - 5:07
  19. "L'attentato" - 4:40
  20. "Ritorno al treno" - 0:56
  21. "Morton" - 1:36
  22. "Come una sentenza" - 3:07
  23. "Duello finale" - 3:35
  24. "L'ultimo rantolo" - 1:44
  25. "Nascita di una città" - 4:24
  26. "Addio a Cheyenne" - 2:37
  27. "Finale" - 4:08

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Le date di uscita internazionali sono state:

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Benché meno popolare negli Stati Uniti rispetto alla precedente trilogia del dollaro, C'era una volta il West guadagnò un fervente seguito di culto in tutto il mondo, in particolare tra cineasti e registi. Negli anni '70 venne rivalutato da giovani registi e critici, molti dei quali lo definirono un capolavoro. Registi come Quentin Tarantino, Martin Scorsese, George Lucas, John Carpenter e John Boorman hanno parlato dell'influenza che il film ha avuto su di loro. È ormai considerato uno dei migliori film mai realizzati e alcuni critici lo considerano il miglior western di sempre e la più bella realizzazione di Sergio Leone come regista. Il sito web di aggregazione di recensioni Rotten Tomatoes raccolse retrospettivamente le recensioni di 53 critici, il 98% dei quali diede al film una recensione positiva.[21] C'era una volta il West può essere trovato in numerosi sondaggi cinematografici e liste "best of":

  • TIME nominò C'era una volta il West come uno dei 100 migliori film del XX secolo.[22]
  • Nell'elenco "1000 Greatest Films" di They Shoot Pictures, Don't They, C'era una volta il West è posizionato al numero 62.[23]
  • La rivista Total Film mise C'era una volta il West nella sua edizione speciale dei "100 Greatest Movies".[24]
  • Nel 2008 C'era una volta il West si classificò al 15º posto nella lista dei 500 migliori film della storia secondo l'Empire, il western più in alto della lista.[25]

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

DVD[modifica | modifica sorgente]

Prima edizione CVC[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione DVD uscì il 20 giugno 2000 ad opera della CVC. Il DVD presentava la director's cut con l'audio italiano rielaborato in Dolby Digital 5.1. Il video tuttavia venne rimasterizzato in 1.85:1, tagliando i lati dell'immagine. Come extra erano presenti le filmografie di Leone e degli attori principali.[26]

Edizione speciale[modifica | modifica sorgente]

La seconda edizione DVD uscì il 13 aprile 2002, sempre ad opera della CVC. Promosso come edizione speciale, il DVD presentava la director's cut rimasterizzata nel formato originale in 2.35:1, con l'audio italiano in mono e in Dolby Digital 5.1. Come extra, oltre alle filmografie di regista e attori, erano presenti delle interviste a Sergio Leone e Claudia Cardinale. Questo fu l'ultimo DVD a presentare la director's cut italiana.[27]

Edizione MHE[modifica | modifica sorgente]

La terza edizione DVD uscì il 21 novembre 2007, ad opera di Mondo Home Entertainment. Il DVD includeva per la prima volta la versione cinematografica, nell'edizione restaurata presentata a Roma il mese precedente. Il DVD era disponibile, oltre che nella versione normale, anche in una Special Edition digibook che includeva il libro La storia di un'opera. Il film era presentato con l'audio italiano in mono (inclusa una traccia in PCM lineare) e sottotitoli per non udenti nella stessa lingua. Non era incluso alcun contenuto speciale.[28]

Edizione Rai Cinema[modifica | modifica sorgente]

La quarta edizione DVD è uscita il 5 dicembre 2013, ad opera di Rai Cinema. Anche questo DVD include la versione restaurata del 2007, con audio italiano in mono e Dolby Digital 5.1, e non sono presenti extra. Il DVD è inserito in un custom case di cartone.[29]

Blu-ray Disc[modifica | modifica sorgente]

Prima edizione[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione BD è uscita il 5 dicembre 2013, ad opera di Rai Cinema. Il BD include la versione restaurata del 2007, con l'audio italiano in mono e quello inglese in DTS-HD 5.1. L'unico extra incluso è il trailer americano. Il BD è inserito in un custom case di cartone.[30]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Citazioni di altre opere[modifica | modifica sorgente]

Intento di Leone era di prendere le usuali convenzioni dei western americani di John Ford, Howard Hawks e altri, e rielaborarle in modo ironico, sostanzialmente invertendo il loro significato previsto nelle fonti originali per creare una connotazione più cupa.[31] L'esempio più evidente di questo è il casting del veterano eroe del cinema Henry Fonda come il malvagio di Frank, ma ci sono anche molte altre inversioni più sottili lungo tutto il film. Secondo il critico e storico del cinema Christopher Frayling, il film cita ben 30 western classici americani.

Le citazioni più importanti sono:

  • Mezzogiorno di fuoco. La sequenza d'apertura è simile a quella di Mezzogiorno di fuoco, dove tre fuorilegge (Lee Van Cleef, Sheb Wooley e Robert J. Wilke) aspettano in una stazione l'arrivo del loro capo (anch'egli di nome Frank, interpretato da Ian MacDonald) con il treno di mezzogiorno. In apertura di C'era una volta il West, tre fuorilegge (Jack Elam, che era apparso in una piccola parte in Mezzogiorno di fuoco, Woody Strode e Al Mulock) aspettano in una stazione. Tuttavia, il periodo di attesa è raffigurato in una sequenza lunga dieci minuti, il treno arriva diverse ore dopo mezzogiorno, e il suo passeggero è l'eroe del film (Charles Bronson) anziché il cattivo.[2]
  • Quel treno per Yuma. Questo western cult di Delmer Daves può aver avuto una notevole influenza sul film. Il riferimento più evidente è un breve scambio tra lo sceriffo e Cheyenne, in cui discutono l'invio di quest'ultimo alla prigione di Yuma. Inoltre, come in C'era una volta il West, l'antagonista è interpretato da un attore (Glenn Ford) che normalmente interpretava l'eroe. Il film presenta anche musica diegetica (Ford a un certo punto fischia il tema del film, proprio come Armonica suona in C'era una volta il West). E la scena in cui il personaggio di Van Heflin accompagna Ford alla stazione ferroviaria evitando un agguato dalla sua banda potrebbe aver ispirato l'agguato di Frank dai suoi uomini nel film di Leone.
  • I comanceros. Il cognome McBain e il nome di Sweetwater vengono da questo film.
  • Johnny Guitar. Il personaggio di Jill McBain è presumibilmente basato su quello di Vienna, e Armonica può essere influenzato dal protagonista del film. Parte del soggetto (coloni contro la ferrovia) può essere riciclata da questo film.[2]
  • Il cavallo d'acciaio. C'era una volta il West può contenere diverse sottili citazioni a questo film, tra cui l'inquadratura dal basso del treno nella scena di apertura, e quella del treno che si ferma nella stazione di Sweetwater alla fine del film.[2]
  • Il cavaliere della valle solitaria. La scena della strage in C'era una volta il West vede il giovane Timmy McBain andare a caccia con il padre, proprio come Joey va a caccia con il padre ne Il cavaliere della valle solitaria. Il funerale dei McBain è preso in prestito quasi shot-for-shot da Il cavaliere della valle solitaria.[2]
  • Vera Cruz. In entrambi i film il personaggio di Bronson suona un'armonica ed è conosciuto solo con il suo soprannome.
  • Sentieri selvaggi. Leone ammise che durante il massacro della famiglia McBain, i cespugli fruscianti, l'arresto del frinire delle cicale e i fagiani svolazzanti che suggeriscono che una minaccia si avvicina alla fattoria, erano tutti presi da Sentieri selvaggi. Anche il finale del film - in cui i nomadi occidentali Armonica e Cheyenne sono costretti ad andarsene piuttosto che unirsi alla società moderna - fa eco al famoso finale del film di Ford.[2]

Citazioni e parodie[modifica | modifica sorgente]

  • In Ritorno al futuro - Parte III, nella scena in cui il protagonista Marty giunge per la prima volta a Hill Valley, il regista Robert Zemeckis utilizza lo stesso stile di ripresa dell'arrivo alla stazione di Claudia Cardinale in C'era una volta il West.
  • In Kill Bill vol. 1, l'atteggiamento di Hatori Hanzo, l'entusiasmo ed infine i dialoghi quando riceve Kiddow dietro al bancone ed intento a preparare il sushi, sono simili a quelli del barista che accoglie Jill Mc Bain appena arrivata da New Orleans; nel sequel Kill Bill vol. 2, all'inizio del capitolo 9, per inquadrare La Sposa/Black Mamba la cinepresa mette poi in atto la stessa tecnica di ripresa già vista in C'era una volta il West per riprendere Armonica stanco e assetato.
  • C'era una volta in Messico di Robert Rodríguez è un omaggio a C'era una volta il West (Il titolo è stato consigliato al regista dal suo amico e collega Quentin Tarantino, grande appassionato di spaghetti-western).
  • La scena iniziale di Café Express di Nanni Loy è un chiaro rifacimento della scena iniziale di C'era una volta il West.
  • In Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo, durante la scena in cui i principali personaggi del film si incontrano per darsi l'ultimatum, prima dello scontro finale, la colonna sonora e la tecnica di ripresa variano, citando l'atmosfera di C'era una volta il West.
  • Nel film L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, il motivo musicale che accompagna la comparsa del personaggio di Colt, è lo stesso scritto da Ennio Morricone per il personaggio di Frank in C'era una volta il West.

Versioni alternative[modifica | modifica sorgente]

La versione uscita nei cinema di tutto il mondo ha una durata di circa 165 minuti. Al Festival Internazionale del Film di Roma 2007 questa versione venne presentata con un nuovo restauro promosso da Martin Scorsese ed effettuato da Film Foundation e Fondazione Cinema per Roma in collaborazione con Sergio Leone Production e Paramount Pictures,[32] utilizzato per le successive edizioni home video. Esistono però alcune versioni alternative del film, reperibili in varie forme in alcuni Paesi.

Versione cinematografica americana[modifica | modifica sorgente]

Negli Stati Uniti la Paramount ridusse il film a una durata di circa 145 minuti per l'uscita cinematografica. Vennero completamente tagliate la scena alla locanda (in cui Cheyenne appare per la prima volta), quella in cui Morton e Frank discutono di Jill alle scogliere Navajo e la morte di Cheyenne, mentre la scena della morte di Morton venne ridotta notevolmente. Lionel Stander, che faceva la sua unica apparizione alla locanda, rimase comunque accreditato nei titoli di testa. Venne però aggiunta un'inquadratura, precedentemente tagliata da Leone, alla fine della sequenza d'apertura per mostrare il braccio ferito di Armonica (che avrebbe dovuto essere visto nella scena alla locanda). Questa versione fallì finanziariamente nel Nord America, incassando 5.321.508 dollari, il che ammontava a poco più del budget del film.[33][34] A partire dalla riedizione del 1984 venne quindi ripristinata la versione integrale da 165 minuti.

Director's cut italiana[modifica | modifica sorgente]

A metà degli anni '90, per la riedizione in VHS italiana, il film venne restaurato a una durata totale di 175 minuti secondo le indicazioni originarie dello stesso Leone. Il lavoro di restauro venne diretto da Claver Salizzato e realizzato da Tonino Delli Colli, Fausto Ancillai, Alessandro Baragli e Patrizia Ceresani con la collaborazione di Ennio Morricone e Nino Baragli, e finanziato da Sergio Leone Production, Telepiù, Centro sperimentale di cinematografia e Cineteca Nazionale. Le lavorazioni avvennero a Roma presso gli stabilimenti Technicolor e International Recording. I 10 minuti aggiuntivi sono composti in gran parte da ulteriori inquadrature per determinate scene, e sono presenti alcune differenze di montaggio rispetto alla versione cinematografica. Anche i titoli di testa e di coda sono più lunghi, e questi ultimi iniziano dopo il piano sequenza finale. Inoltre all'intero film venne applicato un filtro che ne ingiallisce la fotografia. Per una decina d'anni la director's cut fu l'unica versione reperibile in Italia, poiché essa fu presto adottata anche in TV e in DVD. Dopo il restauro della versione cinematografica nel 2007, quest'ultima venne utilizzata per l'uscita in home video anche in Italia, soppiantando la director's cut (che tuttavia continua ad essere trasmessa in TV).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Michael Jackson, the Muppets and Early Cinema Tapped for Preservation in 2009 Library of Congress National Film Registry, Library of Congress, 30 dicembre 2009. URL consultato il 22 gennaio 2014.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag Cristopher Frayling, Sergio Leone: Danzando con la morte, Milano, Il Castoro, 2002, pagine 262-317, ISBN 88-8033-207-4.
  3. ^ Enzo Ungari e Don Ranvaud, Bertolucci by Bertolucci, Londra, Plexus, 1988.
  4. ^ Intervista a Bertolucci in «Film Comment», luglio-agosto 1989, pagine 77-78
  5. ^ a b c Intervista di Christopher Frayling con Bernardo Bertolucci, Londra, 25 febbraio 1988
  6. ^ a b Intervista con Bernardo Bertolucci in «Positif», marzo 1973, p. 37
  7. ^ Intervista di Christopher Frayling con Carla Leone, 1º luglio 1994.
  8. ^ Nöel Simsolo, Conversations avec Sergio Leone, Parigi, Stock, 1987, pagine 135-137, ISBN 2-234-02049-2.
  9. ^ a b Intervista di Christopher Frayling a Sergio Leone, febbraio 1982
  10. ^ Christopher Frayling, Spaghetti Westerns, Londra, Routledge and Kegan Paul, 1981.
  11. ^ a b Oreste De Fornari, Tutti i film di Sergio Leone, Milano, Ubulibri, 1985, ISBN 88-7748-037-8.
  12. ^ Intervista con Dario Argento per Viva Leone!, novembre 1982.
  13. ^ Intervista di Christopher Frayling con Tonino Delli Colli, Montpellier, 24 ottobre 1998.
  14. ^ Intervista di Christopher Frayling con Sergio Donati, 23 maggio 1998
  15. ^ An Exclusive Interview With Mickey Knox, Fistful-of-leone.com, 9 aprile 1998. URL consultato il 15 aprile 2014.
  16. ^ Location Filming for Once Upon A Time in the West, Fistfuloflocations.com, 2004. URL consultato il 15 aprile 2014.
  17. ^ a b Dave Kehr, Once Upon a Time in the West in When movies mattered : reviews from a transformative decade, Chicago, University of Chicago Press, 2011, ISBN 978-0-226-42941-0.
  18. ^ Future Legend Records. URL consultato il 12 novembre 2012.
  19. ^ Reviews, Choking on Popcorn – Once Upon A Time In The West (1968), Chokingonpopcorn.com. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  20. ^ (EN) Stephen Cook, Once Upon a Time in the West [Original Soundtrack] - Ennio Morricone in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 3 agosto 2014.
  21. ^ Once Upon a Time in the West (C'era una volta il West) in Rotten Tomatoes, Flixster. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  22. ^ Time Magazine’s All-Time 100 Movies | The Moving Arts Film Journal, Themovingarts.com. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  23. ^ TSPDT - 1,000 Greatest Films (Full List), Theyshootpictures.com. URL consultato il 18 febbraio 2013.
  24. ^ 100 Greatest Movies of All Time, Drskantze.com. URL consultato il 18 febbraio 2013.
  25. ^ Empire's 500 Greatest Movies Of All Time, Empireonline.com, 5 dicembre 2006. URL consultato l'8 gennaio 2013.
  26. ^ C'era una volta il West DVD in dvdweb.it, Shock! Solutions S.r.l, 16 agosto 2002. URL consultato il 3 agosto 2014.
  27. ^ C'era una volta il west - Edizione Speciale DVD in dvdweb.it, Shock! Solutions S.r.l, 25 novembre 2004. URL consultato il 3 agosto 2014.
  28. ^ C'era una volta il west DVD in dvdweb.it, Shock! Solutions S.r.l, 13 marzo 2009. URL consultato il 3 agosto 2014.
  29. ^ C'era una volta il West DVD in dvdweb.it, Shock! Solutions S.r.l, 5 dicembre 2013. URL consultato il 3 agosto 2014.
  30. ^ C'era una volta il West (Blu-Ray) DVD in dvdweb.it, Shock! Solutions S.r.l, 5 dicembre 2013. URL consultato il 3 agosto 2014.
  31. ^ An Opera of Violence, documentario nel BD MGM del film
  32. ^ Festival Internazionale del Film di Roma - C'era una volta il West in romacinemafest.it, 2007. URL consultato il 3 agosto 2014.
  33. ^ Box Office Information for Once Upon a Time in the West. The Numbers. Retrieved September 12, 2013.
  34. ^ "Big Rental Films of 1969", Variety, 7 January 1970 p 15

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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