Célestin Freinet

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Célestin Freinet (Gars, 15 ottobre 1896Saint-Paul-de-Vence, 8 ottobre 1966) è stato un pedagogista ed educatore francese, fautore della pedagogia popolare.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Nato il 15 ottobre 1896, Freinet è il quinto di otto figli di una famiglia contadina.

Nel 1915 viene arruolato nell'esercito francese e nel 1916 ferito gravemente ad un polmone, esperienza che fa di lui un convinto socialista.

Dopo anni di convalescenza nel 1920 inizia a insegnare in una piccola scuola nel villaggio di Bar-sur-Loup. I suoi ricordi del periodo scolastico erano pessimi e influenzarono il suo metodo di insegnamento e il suo desiderio di riformare la scuola. Nel 1923 riprende gli studi e si laurea in lettere ma rifiuta una cattedra in una scuola superiore. Nel 1924 avvia le prime esperienze di corrispondenza scolastica e di stampa a scuola dei testi dei ragazzi; gradualmente comincia a formarsi un gruppo di insegnanti che fanno riferimento alle sue idee. Nel 1926 conosce Elise, che diventa sua moglie nel 1930.

Nel 1927 a Tours, si tiene il primo congresso L'imprimerie à l'école e poco dopo, nel 1928, nasce la C.E.L., Cooperativa per l'Insegnamento Laico.

Nel 1933 si trasferisce a Saint Paul dove il suo operato lo pone in contrasto con l'establishment del paese contrario alla sua visione di scuola laica.

Nel 1935, apre a Vence, con l'aiuto della moglie Elise ed il supporto delle organizzazioni operaie locali, l'École Freinet strutturata senza classi, con molti laboratori e soprattutto molto spazio all'aperto: una scuola privata gestita in maniera cooperativa, dove applica le idee ed i metodi di lavoro messi a punto fino ad allora.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Freinet viene internato nel campo di Saint-Maximin e la sua scuola viene chiusa. Nell'ottobre del 1941 viene liberato; a quel punto si dà alla macchia e partecipa alla resistenza, arrivando a dirigere il maquis della Vallouise.

Finita la guerra ritorna all'attività di educatore che continua con impegno ed entusiasmo fino alla morte che avvenne l'8 ottobre 1966.

Nei primi anni cinquanta intorno a lui si è formato un gruppo di insegnanti che, condividendo le sue idee ed i suoi metodi, collaboravano nelle attività della corrispondenza interscolastica e nello scambio di giornalini. Questo movimento presto supera i confini della Francia per diventare internazionale (nel 1957 nasce la FIMEM, Féderation Internationale des Mouvements de l'École Moderne) arrivando ad influenzare in maniera importante l'evoluzione del pensiero e della pratica didattica in Italia ed in Europa nella seconda metà del Novecento.

Il metodo naturale[modifica | modifica sorgente]

L'insieme della sua proposta didattica va sotto il nome di metodo naturale.

È la proposta di fare riferimento alla vita reale nell'impostare l'attività didattica, sia per quanto riguarda gli strumenti, che per quanto riguarda i metodi di lavoro. Freinet cercava di riprodurre i meccanismi con i quali i bambini imparano ad esempio ad andare in bicicletta (altro strumento che negli anni trenta e 40 conservava ancora un aspetto di "tecnologia avanzata", insieme ad un fascino indiscutibile sui ragazzi) procedendo sostanzialmente per tentativi ed errori.

La struttura cooperativa, necessaria per gestire l'École Freinet, viene utilizzata per rendere i ragazzi compartecipi dei problemi, anche finanziari, legati alla gestione della loro attività, permettendo loro di costruirsi un sistema di valori che comprendeva il rispetto del bene comune e la costruzione del senso di gruppo.

La cooperazione[modifica | modifica sorgente]

In questo contesto l'attività di apprendimento può diventare un modo di contribuire alla crescita sia personale che del gruppo, e la correzione diventa un'attività di supporto reciproco tra alunni e tra questi ed il docente. La cooperazione, sia quella tra pari che quella con il docente, è “intessuta” come strumento educativo fondamentale nella sua proposta fin dalla base.

Altro aspetto importante è l'idea di dare una dignità di "prodotto culturale autonomo" al lavoro degli alunni. Per raggiungere questo obiettivo proponeva l'utilizzo di tutte le più moderne tecnologie (all'epoca la stampa tipografica era una tecnologia estremamente avanzata per una scuola elementare). Egli cercava di soddisfare il desiderio di essere all'avanguardia, naturale in ogni ragazzo, ma anche di poter ottenere i risultati migliori sul piano formale: una pagina scritta da una stampante sarà sempre più "dignitosa" dello stesso testo scritto a mano.

Per riassumere: a differenza dei numerosi altri pedagogisti dell'attivismo comparsi tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, Freinet dà un inquadramento complessivo sia sul piano didattico, che su quello valoriale, alla proposta di introdurre l'attività pratica nell'educazione scolastica.

Tra le sue proposte metodologiche ricordiamo:

  • l'utilizzo della stampa in classe per produrre prima testi, poi giornalini di classe, a supporto dell'apprendimento della scrittura;
  • l'utilizzo della corrispondenza interscolastica per dare un'applicazione pratica all'attività dei ragazzi;
  • l'introduzione delle cooperative produttive per fornire un supporto concreto all'attività conoscitiva dei ragazzi, nei settori matematici e scientifici.

Bibliografia italiana[modifica | modifica sorgente]

  • (Elise) Nascita di una pedagogia popolare, (1949), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1973.
  • I detti di Matteo (Una moderna pedagogia del buon senso), (1959), tr. it., Firenze, la Nuova Italia, 1962.
  • La scuola moderna, (1946), tr. it., Torino, Loescher, 1963.
  • Le mie tecniche, (1967), Firenze, La Nuova Italia, 1969.
  • Il metodo naturale. L'apprendimento della lingua, (1968), tr. it., Firenze, La Nuova Italia, 1971.
  • Saggio di psicologia sensibile (applicata all'educazione), (1950-1968), tr. it., Firenze, Le Monnier, 1972.
  • La scuola del popolo, (1969), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1973.
  • L'apprendimento della lingua secondo il metodo naturale, (1970), Firenze, La Nuova Italia, 1974.
  • L'educazione del lavoro, (1967), Roma Editori Riuniti, 1977.
  • La scuola del fare. Principi (vol. I), e La scuola del fare. Metodi e tecniche (vol. II), tr. it., Milano, Emme Ed., 1977-78.
  • L'apprendimento della scrittura, (1971), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • L'apprendimento del disegno, (1969), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1980.

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