Ufficio Internazionale delle Esposizioni

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Bureau International des Expositions
Bureau International des Expositions
Logo dell'organizzazione
Abbreviazione BIE
Tipo Intergovernativa
Fondazione 1928
Scopo culturale, politico
Sede Bandiera della Francia Parigi
Presidente Bandiera della Romania Ferdinand Nagy
Sito web

L'Ufficio Internazionale delle Esposizioni (Bureau of International Expositions o Bureau International des Expositions, abbreviato in BIE) è l'organizzazione intergovernativa che gestisce le Esposizioni Universali e Internazionali (Expo). Venne creata nel 1928 tramite la Convenzione di Parigi, che divenne effettiva a partire dal 1931.

Inizialmente il BIE aveva solo compiti amministrativi legati all'organizzazione delle esposizioni internazionali. Col tempo però il suo ruolo è evoluto in quello di ente sì a supporto amministrativo, ma anche che offre esperienze professionali nelle materie soggetto delle Expo e che partecipa attivamente alla promozione delle stesse. Inoltre è importante il suo ruolo come organizzazione propositrice di dialogo e cooperazione internazionale. Regola quindi la frequenza delle esposizioni, la loro regolamentazione con rispetto delle leggi internazionali e ne garantisce la qualità.

Al momento i membri del BIE sono 157 Stati, ognuno rappresentato da uno o più delegati (al massimo tre). Qualsiasi Paese può diventare membro dell'organizzazione a patto di sottoscrivere la Convenzione del 1928 e i successivi protocolli.

Indice

[modifica] Struttura

L'Ufficio Internazionale delle Esposizioni opera attraverso le seguenti strutture:

  • Segreteria: capeggiata da un Segretario generale, gestisce tutte le attività del BIE. Attualmente ricopre questa carica lo spagnolo Vicente González Loscertales.
  • Commissioni: esistono quattro commissioni attraverso cui gli stati membri partecipano ai lavori dell'organizzazione tramite i propri delegati. A capo di ogni commissione vi sono un presidente che è anche vicepresidente del BIE, e un vicepresidente.
    • Commissione amministrazione e finanze: approva e definisce le strategie e le azioni riguardo alle finanze e all'amministrazione
    • Comitato esecutivo: esamina i nuovi progetti e regola i diversi aspetti delle Expo
    • Commissione regolamentazione: è responsabile dello studio delle regolamentazioni tecniche delle Expo e delle regole interne
    • Commissione informazione e comunicazione: gestisce le attività promozionali e gli aspetti istituzionali e culturali
  • Comitato consultivo: i vicepresidenti delle commissioni formano un comitato che esamina le attività del BIE in preparazione alle Assemblee Generali che si svolgono in primavera e autunno.

L'Assemblea Generale a cui partecipano i delegati degli stati membri e altri osservatori, si raduna due volte all'anno. Il dibattito è moderato dal Presidente del BIE e consiste nell'esaminazione di proposte per nuovi progetti e dei report presentati dalle commissioni.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Membri delle commissioni del BIE.

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Il logo ufficiale del BIE è stato creato dallo studente giapponese Masanori Matushima e consiste in un cerchio, che simboleggia l'amicizia, all'interno del quale ci sono delle onde blu che si spostano verso l'orizzonte, simboleggiando il movimento dell'umanità verso il futuro.

Il progetto è stato scelto dagli stati membri nel 1969 ed usato per la prima volta durante la Expo 1970 di Osaka.

[modifica] Esposizioni

(EN)
«  An exhibition is a display which, whatever its title, has as its principal purpose the education of the public: it may exhibit the means at man’s disposal for meeting the needs of civilization, or demonstrate the progress achieved in one or more branches of human endeavour, or show prospects for the future. »
(IT)
« Un'esposizione è una mostra che, qualsiasi ne sia il titolo, ha come scopo principale l'educazione del pubblico; può presentare i mezzi a disposizione dell'uomo per soddisfare le esigenze della civilizzazione, oppure dimostrare i progressi conseguiti in uno o più rami delle imprese umane, o mostrare le prospettive per il futuro  »
( Convenzione di Parigi, 1928, Articolo 1 )

Come si legge dalla pagina web ufficiale dell'organizzazione, il BIE è un organismo il cui fine è la regolamentazione e il monitoraggio di qualità di esposizioni internazionali organizzate dai propri membri.

Le Expo, come si legge dallo stesso sito del BIE, sono un luogo unico dove si pratica educazione attraverso sperimentazione, cooperazione attraverso partecipazione e sviluppo attraverso innovazione. Sono un messaggiodi interesse universale; una esperienza educativa e ricreativa, laboratori di sperimentazione che mostrano le novità e lo straordinario. Gli obiettivi che il BIE vuole raggiungere attraverso le Esposizioni sono:

  • Rinforzare le relazioni internazionali
  • Condividere cultura ed educazione
  • Incoraggiare lo sviluppo
  • Lavorare per l'ambiente
  • Rinnovare la città
  • Sperimentare col futuro

Ovviamente una Expo può raggiungere l'obiettivo del rafforzamento delle relazioni internazionali perché numerosi Paesi vi partecipano. Sono invitate ad illustrare il tema generale dell'Esibizione nei loro padiglioni e ognuno nella propria maniera, rappresentando il proprio Paese. Sono dunque un modo per esprimere e pubblicizzare la propria cultura e un veicolo di scambio culturale. Inoltre accettare regole comuni, contribuire allo sviluppo del tema, effettuare proposte e aprire un dialogo con quelle altrui, diventa un esempio di democrazia che funziona e che si può catalogare come democrazia globale. E ancora le Expo sono un luogo eccezionale di incontro fra i cittadini del Paese organizzatore e quelli di tutto il resto del mondo, in un ambiente particolare per lo scambio e l'incontro delle esperienze, competenze e conoscenze di ognuno. Le Esposizioni sono inoltre un momento unico per sperimentare il multilateralismo, che risulta essere l'unico modo di incoraggiare le Nazioni alla pace e alla cooperazione.

Possono partecipare alle esposizioni organizzate dal BIE anche i Paesi non membri e aziende che espongono normalmente in padiglioni dedicati appositamente alle iniziative private. Sono inoltre invitate a partecipare alle Expo numerose associazioni internazionali. Ad esempio sono state spesso presenti la Unione Europea, le Nazioni Unite e la Croce Rossa Internazionale.

[modifica] Classificazione delle Expo

L'ultimo protocollo riguardante la classificazione delle Expo è stato firmato nel 1988; entrato in vigore a partire dal 1996 prevede la seguente classificazione:

  1. International Registered Exhibition (Expo registrata, o mondiale, comunemente detta "Universale")
    • Frequenza: ogni 5 anni
    • Durata massima: 6 mesi
    • Costruzione dei padiglioni da parte dei partecipanti
    • Dimensioni dell'area non definitite
    • Tema generale
  2. International Recognised Exhibition (Expo riconosciuta, comunemente detta "Internazionale")
    • Frequenza: si tengono nell'intervallo fra due Expo registrate
    • Durata massima: 3 mesi
    • Costruzione dei padiglioni da parte degli organizzatori
    • Superficie massima del sito: 25 ha
    • Tema specifico

In generale valgono anche le seguenti regole:

  • l'intervallo fra due Expo organizzate dallo stesso Paese deve essere di almeno 15 anni
  • dopo la presentazione della prima candidatura gli altri Paesi membri hanno 6 mesi di tempo per presentare candidature alternative

Il BIE può inoltre garantire il riconoscimento a:

  • Esposizioni ortoculturali di categoria A1 approvate dall'Associazione Internazionale dei Produttori Ortoculturali (AIPH - International Association of Horticultural Producers), sempre che ci sia un intervallo di almeno due anni tra esposizioni organizzate da due Paesi differenti, e di almeno dieci anni tra eventi organizzati nello stesso Paese;
  • Esposizioni di arti decorative e architettura moderna della Triennale di Milano, sulla base di precedenze storiche,sempre che mantengano le caratteristiche originali.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Classificazione delle Expo, Expo , Esposizione universale e Esposizione internazionale.

[modifica] Processo di candidatura

Paesi e Città che hanno ospitato una Expo dal 1958

Il governo di uno stato che vuole organizzare una International Registered Exhibition deve informare il BIE e rispettare alcuni criteri (che variano nella durata se si tratta di una International Recognised Exhibition).

Deve sussistere un intervallo di tempo di almeno quindici anni tra la data della chiusura dell'ultima Expo organizzata dal Paese richiedente, e la data di apertura della Expo per cui si fa richiesta. La richiesta presso il BIE deve presentare il tema dell'Esposizione, le date proposte e la durata. L'Ufficio Internazionale delle Esposizioni informa tutti i governi dei suoi stati membri della pervenuta richiesta; entro sei mesi da questa data tali governi sono liberi di presentare una candidatura alternativa (le Expo Ortoculturali e la Triennale di Milano non sono incluse in queste regole). La richiesta di candidatura deve essere presentata nelle seguenti tempistiche:

  • massimo nove anni prima e minimo sei anni prima dell'anno in cui è pianificata una Expo Registrata;
  • massimo sei anni prima e minimo cinque anni prima dell'anno in cui è pianificata una Expo Riconosciuta.

Alla fine dei sei mesi il BIE si riserva il diritto di effettuare visite di controllo alle città candidate per accettare alcune caratteristiche delle proposte quali:

  • tema
  • durata e date
  • localizzazione
  • area del sito prescelto
  • numero dei visitatori stimati
  • stima di bilancio
  • appoggio governativo e/o delle autorità locali e/o degli enti coinvolti

Attraverso i report di queste visite l'Assemblea Generale avrà elementi per poter votare, segretamente, la candidata ritenuta più idonea, che diverrà la città organizzatrice della Expo.

In Africa e in America Latina non sono mai state organizzate Expo (ad eccezione dell'esposizione specializzata tenutasi a Port au Prince nel 1949). L'ultima candidatura proveniente da uno di questi due continenti è stata di Tangeri bandiera Marocco per la Expo 2012 poi assegnata a Yeosu bandiera Corea del Sud.

[modifica] Esposizioni orticole

Oltre alle citate tipologie di esposizione, la BIE riconosce anche le Esposizioni orticole raccomandate dall'Associazione Internazionale dei Produttori Orticoli (AIPH), quali le Floriadi olandesi o le Esposizioni internazionali di giardinaggio (Internationale Gartenbauausstellung - IGA) tedesche.

Dopo l'approvazione da parte dell'AIPH e a seguito della richiesta di riconoscimento da parte del governo intenzionato ad ospitare la manifestazione, l'Assemblea Generale del BIE approva il regolamento dell'Esposizione Orticola Internazionale, sempre che non sia in contraddizione con le convenzioni del Bureau. Un'esposizione orticola riconosciuta dal BIE deve:

  • Avere una durata non inferiore ai tre mesi e non superiore ai sei;
  • Devono intercorrere un minimo di due anni tra due esposizioni orticole;
  • Devono intercorrere un minimo di dieci anni tra due esposizioni organizzate dallo stesso Paese;
  • Un'esposizione orticola deve essere organizzata nel periodo compreso tra due Esposizioni registrate.

[modifica] Triennale di Milano

Anche la Triennale di Milano, che riguarda le arti decorative, è stata una manifestazione ufficialmente riconosciuta dal BIE; rappresenta un'eccezione in quanto manifestazione costantemente ospitata dalla stessa città.

Le edizioni riconosciute dal BIE sono quelle che ebbero luogo nei seguenti anni: 1933, 1936, 1940, 1947, 1951, 1954, 1957, 1960, 1964, 1968, 1988, 1991 e 1996.

[modifica] Stati membri

Paesi membri del BIE

Qualsiasi stato può diventare membero del BIE aderendo alla Convenzione del 1928 e a tutti i protocolli ed emendamenti successivi. Il processo di adesione è indicato espressamente nel testo (art. 35) e in particolare ricordiamo che:

Essere membro del BIE comporta una serie di vantaggi quali il poter prendere parte alle discussioni relative all'organizzazione di un'esposizione e dare il proprio parere in merito. Gli stati membri partecipano dal principio alle discussioni con gli organizzatori delle Expo e hanno in privilegio di essere ascoltati nell'organizzazione degli eventi a cui intendono partecipare.

L'organizzazione conta attualmente 157 Paesi di tutti i continenti. Di seguito viene riportato l'elenco dei Paesi membri del BIE:

Numero Paese Data di accesso Note
1 bandiera Albania 1º luglio 2008[1]
2 bandiera Algeria 2 giugno 1997
3 bandiera Andorra 3 dicembre 2004
4 bandiera Antigua e Barbuda 15 maggio 1997
5 bandiera Arabia Saudita 5 novembre 2007[2]
6 bandiera Argentina 7 dicembre 1982
7 bandiera Armenia 25 marzo 2008[3]
8 bandiera Australia 22 novembre 1928 Sospesa tra il 18 agosto 1944 e il 27 settembre 1973
9 bandiera Austria 22 novembre 1928
10 bandiera Azerbaigian 19 marzo 2008[4]
11 bandiera Bahamas 21 maggio 1997
12 bandiera Bahrain 9 novembre 2007[5]
13 bandiera Bangladesh 6 giugno 1997
14 bandiera Barbados 26 maggio 1997
15 bandiera Bielorussia 30 marzo 1960
16 bandiera Belgio 22 novembre 1928
17 bandiera Belize 12 maggio 1997
18 bandiera Bosnia-Erzegovina 25 marzo 2008[3]
19 bandiera Brasile 22 novembre 1928 Sospesa tra il 24 luglio 1980 e il 17 maggio 1999
20 bandiera Bulgaria 31 marzo 1960
21 bandiera Burkina Faso 25 marzo 2008[3]
22 bandiera Burundi 21 marzo 2008[6]
23 bandiera Cambogia 9 aprile 1997
24 bandiera Canada 22 novembre 1928 Sospesa tra il 1º agosto 1944 e il 21 dicembre 1957
25 bandiera Cile 22 novembre 2007[7]
26 bandiera Cina 3 maggio 1993
27 bandiera Cipro 4 novembre 1999
28 bandiera Colombia 22 novembre 1928
29 bandiera Comore 12 ottobre 2007[8]
30 bandiera Corea del Nord 19 novembre 2007[9]
31 bandiera Corea del Sud 15 maggio 1987
32 bandiera Costa d'Avorio 16 novembre 2007[9]
33 bandiera Costa Rica 23 novembre 1982
34 bandiera Croazia 14 marzo 2003
35 bandiera Cuba 22 novembre 1982
36 bandiera Danimarca 22 novembre 1928
37 bandiera Dominica 5 giugno 1997
38 bandiera Ecuador 18 maggio 2007[10]
39 bandiera Egitto 22 novembre 2007[7]
40 bandiera Estonia 15 maggio 2009[11]
41 bandiera El Salvador 7 dicembre 1982 Sospesa tra il 5 ottobre 1987 e il 20 maggio 1997
42 bandiera Emirati Arabi Uniti 6 giugno 1997
43 bandiera Eritrea 12 marzo 2008[4]
44 bandiera Estonia 15 maggio 2009[12]
45 bandiera Figi 8 novembre 2007[13]
46 bandiera Filippine 12 agosto 1993
47 bandiera Finlandia 3 luglio 1937
48 bandiera Francia 22 novembre 1928
49 bandiera Gabon 17 settembre 2007[14]
50 bandiera Gambia 22 novembre 2007[7]
51 bandiera Georgia 18 marzo 2008[15]
52 bandiera Germania 22 novembre 1928
53 bandiera Ghana 14 novembre 2007[16]
54 bandiera Giappone 22 novembre 1928
55 bandiera Gibuti 11 ottobre 2007[17]
56 bandiera Giordania 10 dicembre 2004
57 bandiera Grecia 22 novembre 1928
58 bandiera Grenada 5 giugno 1928
59 bandiera Guatemala 18 ottobre 2007[18]
60 bandiera Guinea 5 novembre 2007[7]
61 bandiera Guinea-Bissau 15 novembre 2007[9]
62 bandiera Guinea Equatoriale 17 dicembre 2004
63 bandiera Guyana 26 maggio 1997
64 bandiera Haiti 22 novembre 1928
65 bandiera Honduras 9 novembre 2007[19]
66 bandiera Indonesia 5 giugno 1997
67 bandiera Iran 14 novembre 2002
68 bandiera Islanda 22 gennaio 1999
69 bandiera Isole Marshall 12 settembre 2007[20]
70 bandiera Isole Salomone 8 novembre 2007[21]
71 bandiera Israele 31 maggio 1952 Sospeso tra il 18 febbraio 1988 e il 10 giugno 1997
72 bandiera Italia 22 novembre 1928
73 bandiera Kazakistan 4 giugno 1997
74 bandiera Kenya 19 novembre 2007[9]
75 bandiera Kirghizistan 4 giugno 1997
76 bandiera Kiribati 18 settembre 2007[22]
77 bandiera Kuwait 22 agosto 2007[23]
78 bandiera Laos 9 maggio 1997
79 bandiera Libano 15 settembre 1947
80 bandiera Liberia 22 novembre 2007[7]
81 bandiera Libia 11 marzo 2008[4]
82 bandiera Lituania 2 febbraio 2009[24]
83 bandiera Madagascar 4 giugno 1997
84 bandiera Maldive 9 novembre 2007[25]
85 bandiera Malesia 18 aprile 1995
86 bandiera Mali 13 novembre 2007[9]
87 bandiera Malta 15 marzo 2000
88 bandiera Marocco 22 novembre 1928
89 bandiera Mauritania 24 aprile 2002
90 bandiera Mauritius 26 giugno 2008
91 bandiera Messico 7 dicembre 1982 Sospeso tra il 17 giugno 1994 e il 7 aprile 1997
92 bandiera Monaco 29 aprile 1958
93 bandiera Mongolia 3 giugno 1997
94 bandiera Namibia 4 giugno 1997
95 bandiera Nauru 5 giugno 1997
96 Blank.pngbandieraBlank.png Nepal 19 novembre 2007[9]
97 bandiera Nicaragua 7 dicembre 1982
98 bandiera Niger 5 ottobre 2007[26]
99 bandiera Nigeria 12 gennaio 1963
100 bandiera Norvegia 24 dicembre 1936
101 bandiera Oman 4 febbraio 1997
102 bandiera Paesi Bassi 22 novembre 1928
103 bandiera Pakistan 4 giugno 2007[10]
104 bandiera Palau 3 giugno 1997
105 bandiera Panamá 16 novembre 2007[9]
106 bandiera Paraguay 14 novembre 2007[9]
107 bandiera Perù 22 novembre 1928
108 bandiera Polonia 22 dicembre 1928 Sospesa tra il 24 novembre 1950 e il 1º aprile 1960
109 bandiera Portogallo 22 novembre 1928
110 bandiera Qatar 9 aprile 1997
111 bandiera Regno Unito 22 novembre 1928 Sospesa tra il 16 giugno 1944 e il 2 settembre 1949
112 bandiera Repubblica Ceca 19 giugno 1995
113 bandiera Repubblica Centrafricana 26 marzo 2008[27]
114 bandiera Repubblica del Congo 28 settembre 2007[28]
115 bandiera Rep. Dem. del Congo 22 novembre 2007[7]
116 bandiera Repubblica Dominicana 22 novembre 2007[7]
117 bandiera Romania 22 novembre 1928
118 bandiera Russia 22 novembre 1928
119 bandiera Ruanda 20 marzo 2008[4]
120 bandiera Samoa 6 novembre 2007[29]
121 bandiera San Marino 5 ottobre 2004
122 bandiera Saint Kitts e Nevis 13 maggio 1997
123 bandiera Saint Vincent e Grenadine 25 aprile 1997
124 bandiera Santa Lucia 13 maggio 1997
125 bandiera Senegal 22 novembre 2004
126 bandiera Seychelles 5 giugno 1997
127 bandiera Serbia 8 gennaio 2010[30]
128 bandiera Sierra Leone 25 marzo 2008 [3]
129 bandiera Siria 16 luglio 2007[31]
130 bandiera Slovacchia 25 giugno 1993
131 bandiera Slovenia 2 novembre 2004
132 bandiera Spagna 22 novembre 1928 Sospesa tra il 17 marzo 1941 e il 3 dicembre 1971
133 bandiera Sri Lanka 13 novembre 2007[32]
134 bandiera Sudafrica 1º settembre 1993
135 bandiera Sudan 3 marzo 2008[33]
136 bandiera Suriname 16 maggio 1997
137 bandiera Svezia 22 novembre 1928
138 bandiera Svizzera 22 novembre 1928
139 bandiera Swaziland 4 novembre 2007[9]
140 bandiera Tagikistan 19 novembre 2007[9]
141 bandiera Tanzania 26 marzo 1963 Sospeso tra il 19 agosto 1977 e il 3 giugno 1997
142 bandiera Thailandia 24 marzo 1993
143 bandiera Timor Est 19 novembre 2007[7]
144 bandiera Togo 10 giugno 1997
145 bandiera Tonga 19 novembre 2007[9]
146 bandiera Trinidad e Tobago 6 giugno 1997
147 bandiera Tunisia 22 novembre 1928
148 bandiera Turchia 5 aprile 2004
149 bandiera Tuvalu 12 settembre 2007[34]
150 bandiera Ucraina 30 marzo 1960
151 bandiera Uganda 11 giugno 1997
152 bandiera Ungheria 22 novembre 1928
153 bandiera Uruguay 10 giugno 1983
154 bandiera Uzbekistan 2 giugno 1997
155 bandiera Vanuatu 16 novembre 2007[9]
156 bandiera Venezuela 23 novembre 1982
157 bandiera Vietnam 11 aprile 2003
158 bandiera Yemen 5 giugno 1997

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

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