Buphagus

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Buphagus
Flickr - Rainbirder - Yellow-billed Oxpeckers (Buphagus africanus).jpg
Buphagus africanus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Muscicapoidea
Famiglia Buphagidae
Lesson, 1828
Genere Buphagus
Brisson, 1760
Specie

Buphagus Brisson, 1760 è un genere di uccelli passeriformi comprendente due sole specie, noti come bufaghe o uccelli-zecca. È l'unico genere della famiglia Buphagidae.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Sono passeracei di media taglia, lunghi circa 20 cm.[2]
Il colore del piumaggio va dal marrone opaco delle parti superiori al beige di quelle inferiori; il colore del becco è giallo con la punta rossa in B. africanus, rosso in B. erythrorhynchus.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Bufaghe sul dorso di un bufalo.

Hanno la caratteristica di posarsi sul dorso di grandi mammiferi africani quali rinoceronti, bufali, giraffe, ippopotami e antilopi.

La natura della interazione tra mammiferi e bufaghe è controversa. Si è a lungo erroneamente ritenuto che si trattasse di un esempio di mutualismo, in cui i mammiferi ricavavano un beneficio dall'azione degli uccelli, ma recenti evidenze suggeriscono che si tratti di una interazione parassitica.[3] Le bufaghe infatti, pur nutrendosi di zecche, non modificano in maniera significativa la presenza di parassiti sui mammiferi.[3] Al contrario si è visto che con i loro becchi producono piccole ferite e ritardano la guarigione di quelle già presenti, allo scopo di nutrirsi del sangue.[4]

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Le bufaghe si nutrono prevalentemente di zecche e altri parassiti presenti sull'ospite quali pidocchi, larve di ditteri e sanguisughe[2], ma anche della cute, del muco, del sangue, del sudore dell'ospite stesso[3]. Ulteriore risorsa alimentare possono essere i ditteri ematofagi (Tabanidae e Simuliidae) attratti dai grossi mammiferi.[2]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La riproduzione ha luogo nella stagione delle piogge. Sia il corteggiamento che l'accoppiamento hanno luogo spesso sul dorso dell'ospite. Il nido viene solitamente ricavato in cavità naturali nel tronco di un albero, che vengono rivestite con erba e talora anche ciuffi di peli dei mammiferi ospiti. Depongono solitamente 2-3 uova per covata, raramente sino a 5. Il periodo di incubazione è di circa 13 giorni ed entrambi i sessi si occupano della cura del nido, talora con l'aiuto di giovani adulti della nidiata precedente (riproduzione cooperativa)[2]

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Questi uccelli sono stati originariamente classificati dall'ornitologo francese René Lesson come una sottofamiglia (Buphaginae) della famiglia Sturnidae.[2] In epoca relativamente recente ne è stata propostao lo spostamento in una famiglia a sé stante (Buphagidae), che assieme a Mimidae e Sturnidae costituisce uno dei rami basali della superfamiglia Muscicapoidea.[5][6]

Il genere comprende due sole specie:[1]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Entrambe le specie esistenti di bufaga vivono nelle savane africane. L'areale di B. africanus si estende, in maniera frammentaria, in gran parte dell'Africa subsahariana, mentre la presenza di B. erythrorhynchus è circoscritta all'Africa orientale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Buphagidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato l'8 maggio 2014.
  2. ^ a b c d e Craig A., Family Buphagidae (Oxpeckers) in del Hoyo J., Elliott A., Christie D. (a cura di), Handbook of the Birds of the World. Volume 14, Bush-shrikes to Old World Sparrows, Barcelona, Lynx Edicions, 2009, pp. 642–653, ISBN 978-84-96553-50-7.
  3. ^ a b c P Weeks, Red-billed oxpeckers: vampires or tickbirds? in Behavioral Ecology, vol. 11, nº 2, 2000, pp. 154–160, DOI:10.1093/beheco/11.2.154.
  4. ^ McElligott A.G., Maggini I., Hunziker L., and Konig B., Interactions Between Red-Billed Oxpeckers and Black Rhinos in Captivity in Zoo Biology, vol. 23, nº 4, 2004, pp. 347–354, DOI:10.1002/zoo.20013.
  5. ^ Cibois A. & Cracraft J., Assessing the passerine 'tapestry': phylogenetic relationships of the Muscicapoidea inferred from nuclear DNA sequences in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 32, nº 1, 2004, pp. 264–273, DOI: 10.1016/j.ympev.2003.12.002.
  6. ^ Zuccon D., Cibois A., Pasquet E. & Ericson P.G.P., Nuclear and mitochondrial sequence data reveal the major lineages of starlings, mynas and related taxa in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 41, nº 2, 2006, pp. 333-344, DOI: 10.1016/j.ympev.2006.05.007.

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