Buphagus

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Le bufaghe (gen. Buphagus), o uccelli-zecca, hanno un ciclo vitale notevole. Gran parte del loro tempo lo trascorrono in associazione con grossi mammiferi. Sono stati visti spesso posare sul dorso di animali da caccia africani, nutrendosi delle zecche, e delle mosche che succhiano il sangue dai tessuti dell'ospite. Rinoceronti, giraffe, ippopotami e antilopi sono i grossi mammiferi ospiti favoriti, ma le bufaghe sono spesso viste ripulire mammiferi più piccoli, come l'impala. L'associazione è mutua: le bufaghe si nutrono dei parassiti; i mammiferi ottengono che i loro parassiti siano eliminati e vengono altresì messi in guardia dai pericoli mediante i richiami di allarme degli uccelli. Le bufaghe dipendono a tal punto da questa relazione, che poco vi è della loro vita che non sia ad essa legata. Persino le loro unghie si sono adattate ad essa: sono curve e molto acuminate, per aggrapparsi alla pelle dell'ospite. Hanno la coda rigida, simile a quella del picchio, per riceverne appoggio su una superficie verticale, come i fianchi di un grosso animale.

Le due specie esistenti di bufaga hanno una diffusione limitata all'Africa ed hanno un aspetto assai simile. Sono parenti stretti degli storni e sono lunghe circa 23 cm, con becco corto e appiattito e coda piuttosto lunga. Il piumaggio è marrone quasi uniforme e le due bufaghe si distinguono meglio dal colore dei loro becchi. La bufaga dal becco rosso ha un becco completamente rosso, mentre quella dal becco giallo ha un becco giallo con la punta rossa. In volo, quest'ultima può essere distinta da un posteriore più pallido.

La bufaga dal becco giallo è diffusa dal Senegal ad ovest, all'Etiopia ad est e al Natal al sud. La bufaga dal becco rosso vive solo sul versante orientale del continente africano. Accade tuttavia che le aree di diffusione delle due specie si sovrappongano e che bufaghe di entrambe le specie si posino sullo stesso animale. È comunque estremamente insolito per due animali così strettamente affini vivere nella stessa area e avere, apparentemente, le stesse abitudini di alimentazione.

Indice

[modifica] Comportamento

Possono esservi una dozzina e più di bufaghe su di un solo animale, posate in fila sulla sua testa o lungo il suo dorso, o correndo qua e là sul suo corpo. I loro aguzzi unghioni permettono loro di avvinghiarsi fermamente al loro ospite durante le sue galoppate a tutta velocità o di arrampicarsi sotto il suo ventre o su e giù per le sue zampe, con l'agilità di un picchio sul tronco di un albero. Benché raramente l'ospite abbia qualcosa da obiettare nei riguardi delle bufaghe, può talvolta tentare di cacciarle via agitando la coda o rotolandosi al suolo, specialmente se lamenta piaghe aperte o ferite.

Un tempo, le bufaghe potevano essere trovare quasi ovunque vi fosse selvaggina o bestiame, ma la loro diffusione è diminuita considerevolmente, poiché la caccia ha falcidiato e selvaggina e bestiame allo stato libero, mentre le immersioni disinfestanti, cui è stato sottoposto il bestiame domestico, hanno avuto un risultato inatteso in ragione dei loro composti velenosi e dell'effetto indiretto di questi ultimi. Non si può dimenticare, infatti, che se il veleno usato per le immersioni ha il potere di uccidere le zecche, queste sono tuttavia una delle principali fonti di cibo per le bufaghe, le quali muoiono probabilmente per il fatto di mangiare zecche avvelenate. È così che le bufaghe sono completamente scomparse da certe aree. Alcuni agricoltori, sia africani che europei, non hanno rimpianto la scomparsa delle bufaghe, a causa del danno che arrecano alle pelli ampliando negli animali le ferite e aggravando le piaghe. Si sostiene anche, senza però alcuna prova, che le bufaghe diffondano epidemie come la peste bovina. Di fatto, vi è più probabilità che esse siano utili, poiché mangiano le mosche ematofaghe, o succhiatrici di sangue, le quali come è noto, diffondono le malattie. Alcune tribù allevatrici di bestiame, come i Fulani nel Gambia e i Masai nel Kenia, essendosi rese conto di ciò, favoriscono le bufaghe.

[modifica] Alimentazione

Le bufaghe solo occasionalmente mangiano carogne, ma la loro dieta principale è a base di insetti beccati dal dorso dell'ospite o catturati mentre si avvicinano in volo all'ospite. Zecche e mosche costituiscono la gran parte degli insetti catturati, ma viene mangiato anche qualche pidocchio e qualche acaro. Pezzi di carne vengono staccati dalle piaghe e dalle ferite, che sono così anche mantenute pulite dai vermi. Le bufaghe asportano zecche e pezzi di pelle con una azione «a forbice» del becco appiattito, che è poggiato di lato sulla pelle. Le bufaghe bevono l'umore che si raccoglie attorno agli occhi dell'ospite, nonché il sangue. Pare che il sangue che le zecche hanno succhiato dall'ospite sia per le bufaghe più importante che i tessuti stessi. In una serie di «altruistici» esperimenti, Derek Goodwin constatò la predilezione delle bufaghe per il sangue, presentando ad una bufaga in cattività un dito tagliato, che l'animale beccò immediatamente.

[modifica] Riproduzione

L'ospite della bufaga le fornisce anche altro, oltre al cibo. Gli uccelli fanno regolarmente il loro bagno di sole sul caldo dorso dei grossi animali; quivi, inoltre, si accoppiano. La riproduzione ha luogo nella stagione piovosa. Il nido viene costruito in un buco di un albero o in una roccia, o, talvolta, nella grondaia di una casa o tra le stoppie. È fatto di erbe secche ed è rivestito con un cuscinetto di peli tirati via dal dorso dei mammiferi ospiti. La covata consiste in tre, e talvolta fino a cinque uova.

[modifica] La scelta dell'ospite

Recenti osservazioni indicano che le bufaghe non scelgono a caso il loro ospite, né si stabiliscono semplicemente sugli animali con più zecche. Vi sono buone prove che esse continuano a frequentare un determinato animale nella mandria, talvolta perfino quando è morto. In un determinato caso, un gruppo di bufaghe si stabiliva su di un particolare ippopotamo di una mandria ogni qualvolta l'animale veniva in superficie. Un altro gruppo di bufaghe continuò a posarsi sul corpo di un bufalo africano, per ben due giorni dopo la sua uccisione. Qualche specie di animali da caccia grossa è preferita come ospite, ma la preferenza varia da luogo a luogo. Le bufaghe sono state viste solo raramente sugli africani, e pare che ciò sia dovuto al fatto che gli elefanti non le tollerano. Invece, i rinoceronti sono loro ospiti assai comuni. Le bufaghe sono state sempre impopolari presso i cacciatori, poiché i loro richiami di allarme mettono sull'avviso i loro ospiti. Apparentemente, ciò non è dovuto solo al fatto che gli ospiti imparano ad associare il richiamo delle bufaghe con il pericolo. Vi sono stati casi di bufaghe che hanno tentato deliberatamente di mettere sull'avviso i loro ospiti. Esse volano attorno alle loro teste lanciando il loro richiamo. Capitò anzi una volta che un giovane rinoceronte, esausto, non reagì ai loro avvertimenti. Una bufaga si abbassò allora in volo sulla sua testa gridando ripetutamente finché, alla fine, il rinoceronte si mosse.

[modifica] Bibliografia

  • Cibois, A. & Cracraft, J. (2004). Assessing the passerine 'tapestry': phylogenetic relationships of the Muscicapoidea inferred from nuclear DNA sequences. Molecular Phylogenetics and Evolution 32(1): 264–273. DOI:10.1016/j.ympev.2003.12.002 (HTML)
  • Zuccon, Dario; Cibois, Anne; Pasquet, Eric & Ericson, Per G.P. (2006): Nuclear and mitochondrial sequence data reveal the major lineages of starlings, mynas and related taxa. Molecular Phylogenetics and Evolution 41(2): 333-344. DOI:10.1016/j.ympev.2006.05.007 (HTML abstract)
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