Buonpensante

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Buonpensante (in inglese goodthinker) - o pensabenista[1] - è un termine in neolingua che definisce una persona naturalmente ortodossa secondo l'ideologia del Socing, nel romanzo di George Orwell 1984.

Il significato del termine viene spiegato - nella finzione del romanzo - nel capitolo I del saggio di Emmanuel Goldstein - Teoria e prassi del collettivismo oligarchico dal titolo L'ignoranza è forza[2].

Per l'ideologia del Socing non è sufficiente che una persona aderente al Partito abbia opinioni consentite, ma perfino i suoi istinti devono essere consentiti. Tuttavia, siccome l'elenco dei pensieri e degli istinti approvati o vietati dal Partito non è mai stato stilato - poiché altrimenti sarebbero palesi le contraddizioni e le aporie dell'ideologia Socing - il buonpensante è colui il quale sa perfettamente padroneggiare la propria mente adattandola di volta in volta alle diverse condizioni in maniera tale che egli sia in perfetta adesione a ciò che si chiede lui in un dato momento[3].

La disciplina mentale intrapresa fin dall'infanzia all'uso del bispensiero attraverso gli strumenti detti in neolingua stopreato[4] e di nerobianco[5]. Il primo consente al buonpensante di bloccare un pensiero o un istinto vietato prima ancora che esso possa affacciarsi alla mente cosciente. Col secondo strumento egli è in grado di negare l'evidenza o affermare l'esatto contrario di quanto affermato anche solo poco prima. Inoltre, molti pensieri proibiti diventano via via impossibili grazie alla progressiva cancellazione di significati e categorie attuata dalla sostituzione progressiva della neolingua all'archelingua[6].

Un vero buonpensante si presume non abbia alcun margine di pensiero o sentimento individuale al di fuori di quello concesso dal partito, né alcuna mancanza di entusiasmo fanatico. Se ha malcontento derivante dalla sua miserabile condizione di vita, deve sfogarlo in odio e parossismo durante le manifestazioni previste dal Partito, come i Due minuti d'odio[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così nella traduzione italiana del 1950
  2. ^ George Orwell, 1984, Oscar Mondadori, Milano, 1973, pp. 237 e 238
  3. ^ Ibidem, p. 237
  4. ^ Ibidem
  5. ^ Ibidem, p. 238
  6. ^ Ibidem, p. 237
  7. ^ Ibidem

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]