Buie

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Buie
città
(HR) Buje
(IT) Buie
Buie – Stemma Buie – Bandiera
Vista su Buie
Vista su Buie
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Grb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
Sindaco Edi Andreašić (candidato indipendente - lista civica) dal giugno 2013
Territorio
Coordinate 45°24′N 13°39′E / 45.4°N 13.65°E45.4; 13.65 (Buie)Coordinate: 45°24′N 13°39′E / 45.4°N 13.65°E45.4; 13.65 (Buie)
Altitudine 222 m s.l.m.
Superficie 103,28 km²
Abitanti 5 127 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 49,64 ab./km²
Comuni confinanti Umago, Verteneglio, Grisignana, Pirano, Capodistria (SLO)
Altre informazioni
Lingue croato / italiano
Cod. postale 52460
Prefisso +385 (0)52
Fuso orario UTC+1
Targa PU
Nome abitanti buiesi
Patrono San Servolo
Soprannome Sentinella dell'Istria
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Buie
Localizzazione della città di Buie nella Regione Istriana
Localizzazione della città di Buie nella Regione Istriana
Sito istituzionale

Buie (in croato Buje, in veneto Buje, in tedesco Buje, già Wege) è una città di 5.127 abitanti della Croazia situata nella parte settentrionale dell'Istria, tra i fiumi Quieto e Dragogna. Ai piedi del colle, sull'estremità del quale si estende il centro storico, passava la via Flavia dell'Antica Roma[1]. Per la sua posizione strategica, nel passato veniva definita la "Sentinella dell'Istria".

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Dalla città prende il nome il territorio circostante, denominato Buiese, compreso tra i fiumi Quieto e Dragogna. Il Buiese è ripartito in tre città e tre comuni: le città di Buie, Umago e Cittanova, e i comuni di Verteneglio, Grisignana e Portole. Il territorio comunale ha una superficie pari a 110 km². Il punto più alto è di 222 m s.l.m..

Buje1.jpg

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è di tipo subcontinentale, caratterizzato da estati calde e soleggiate ma abbastanza ventilate ed inverni complessivamente miti. I venti caratteristici sono la bora, lo scirocco e il maestrale. La bora soffia da nordest verso sudovest recando un tempo asciutto e sereno; lo scirocco è un vento caldo che tradizionalmente porta pioggia, mentre il leggero maestrale soffia d'estate dal mare verso la terraferma.

Buie[2] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,9 8,3 11,5 15,4 20,1 23,7 26,5 26,1 22,5 17,9 12,2 8,7 8,0 15,7 25,4 17,5 16,7
T. min. mediaC) 2,6 3,0 5,3 8,4 12,7 16,3 18,9 18,7 15,7 11,8 7,0 4,1 3,2 8,8 18,0 11,5 10,4
Precipitazioni (mm) 78 72 74 91 83 90 70 93 111 101 121 91 241 248 253 333 1 075

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Istria#Storia.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Il primo insediamento urbano, in cima al colle, consisteva in un castelliere preistorico abitato dal popolo degli Histri che lo chiamarono Bulya. In epoca protostorica, il castelliere fu occupato dai Càtali: una delle tribu celtiche che si stabilizzarono in una buona parte dell'Istria in quell'epoca. Con l'arrivo dei romani, divenne Castrum romano col nome di Bullea.

Nella Repubblica di Venezia e nell'Impero austro-ungarico[modifica | modifica sorgente]

Venezia controllò Buie dal 1358 fino alla sua caduta nel 1797. In quell'epoca la città fu fortificata: per la sua posizione strategica, fu soprannominata la "Sentinella dell'Istria". In seguito al trattato di Campoformio (1797), passò all'Impero austrico. Nel 1803 Buie fu occupata dai francesi, che la inserirono nel distretto di Trieste. Nel 1805, per decisione di Napoleone, Buie passò sotto il Regno Italico. Dopo la sconfitta di Napoleone nel 1813 e la caduta del Regno Italico ritornò sotto il dominio dell’Impero austriaco.

Buie italiana[modifica | modifica sorgente]

Foto di Buie Italiana
Mappa d'Italia nel 1924

Buie fu un centro irredentista nell'Istria asburgica, e dopo la prima guerra mondiale la cittadinanza - in gran parte italiana - accolse di buon grado l'annessione della regione all'Italia. Buie venne inserita nella provincia di Pola, dove per alcuni anni (1923-1927) fu un mandamento all'interno del circondario di Parenzo, comprendente Cittanova, Grisignana, Umago, Verteneglio e tutte le loro frazioni[3]. Nella cittadina nel 1932 arrivò l'acqua, la corrente elettrica ed altri servizi primari grazie all'interessamento del governo centrale di Roma. Buie, come la maggior parte dell'Istria, divenne parte della diocesi di Parenzo e Pola[4].

Con l'avvento del fascismo alle minoranze slovene e croate fu vietato l'uso della propria lingua, sia a scuola che in qualsiasi altro luogo pubblico. Il 2 ottobre 1943, a seguito dell'armistizio di Cassibile, l'Istria fu occupata dalle forze militari tedesche sotto il comando del generale delle SS Paul Hausser che la incorporarono nella Zona di operazioni del Litorale adriatico.

Dopo la seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esodo giuliano dalmata.
La Linea Morgan, che divise la regione nel giugno 1945 in Zona A e Zona B in attesa delle decisioni del trattato di Parigi (1947) La Linea Morgan, che divise la regione nel giugno 1945 in Zona A e Zona B in attesa delle decisioni del trattato di Parigi (1947)
La Linea Morgan, che divise la regione nel giugno 1945 in Zona A e Zona B in attesa delle decisioni del trattato di Parigi (1947)

Dopo la seconda guerra mondiale la cittadina entrò a far parte della zona B del Territorio libero di Trieste. La zona B rimase soggetta fino al 1956 all'amministrazione militare jugoslava, con comandante della polizia Anton Ukmar[5]. In seguito al Memorandum di Londra (1956) l'amministrazione da militare divenne civile. Le autorità jugoslave misero in atto una serie di misure che causarono il completo disarticolamento delle precedenti strutture sociali ed economiche, al fine di instaurare un regime rivoluzionario che nei primi anni s'ispirò esplicitamente al modello sovietico. Il tutto fu inserito in un clima fortemente antiitaliano che aveva conosciuto il suo acme con i massacri delle foibe, avvenuti sia durante la guerra (1943) che alla fine della stessa (1945). Questa politica indusse gran parte degli italiani locali a scegliere la via dell'esodo abbandonando ogni proprio bene.[6][7]

Dopo l'esodo, le case rimaste disabitate furono ripopolate da croati e sloveni e - in minor numero - da popolazioni di altre nazionalità jugoslave come serbi, bosniaci e montenegrini.[6] La questione confinaria fra Italia e Jugoslavia si risolse definitivamente col Trattato di Osimo (1975): Buie entro anche de jure nella Repubblica Socialista di Croazia, all'interno della Jugoslavia di Tito.

Storia attuale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 - nell'ambito del processo che portò alla dissoluzione della Jugoslavia - la Croazia dichiarò la propria indipendenza: ebbero quindi inizio le guerre jugoslave, che però non coinvolsero direttamente Buie e l'Istria.[8] Immediatamente a ridosso della dichiarazione d'indipendenza sorse un'accesa disputa tra Croazia e Slovenia per il possesso di alcuni appezzamenti di terreno a sud del fiume Dragogna, oggi nel comune di Buie: fra le frazioni di Mulini e Scrile vi è la casa del politico ed attivista sloveno Joško Joras che considera tale terreno parte della Slovenia. Tali dispute, assieme all'ancora irrisolto problema della definizione del confine marittimo tra i due Stati nel golfo di Pirano e dell'accesso sloveno alle acque internazionali, hanno rallentato l'entrata nell'Unione europea della Croazia, finché i governi dei due Paesi non si sono accordati di rimettere la questione al giudizio di un arbitrato internazionale. Il 24 giugno 2011 è stata quindi accettata la candidatura della Croazia nell'Unione europea, che vi entrò a far parte il 1º luglio 2013.[9]

 Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Nel periodo romano l'insediamento veniva chiamato Bullea. Nel medioevo invece Castrum Uvege, Bugia, Bugle, Castrum Bulge. Durante il dominio veneziano il nome fu prima Buie e poi Buje. Buje fu il nome ufficiale anche nel periodo austriaco. Nel periodo italiano il nome ufficiale fu Buie o anche Buie d'Istria. Nella Jugoslavia socialista e nella Repubblica Croata il nome ufficiale è bilingue: Buje in croato, Buie in italiano.[10]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Leone di San Marco

Lo stemma di Buie è costituito da uno scudo gotico di color bianco con sopra una croce porpora o rossa.

Oltre allo stemma comunale un simbolo tradizionale del comune è stato il gonfalone di San Marco, donato dal comune di Venezia e issato sulla piazza principale il 15 agosto del 1933. Fino al 1945 il leone di San Marco è stato uno dei simboli ufficiali della cittadina[11]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Madonna della Misericordia

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico è la parte più antica della città. Al centro vi è piazza San Servolo, ospita il duomo di San Servolo con il suo campanile staccato dalla chiesa. Alla destra del duomo si trova l'edificio che fino a pochi anni fa ospitava la scuola elementare e media con lingua d'insegnamento italiana, mentre alla sinistra un edificio con una finestra in stile veneziano e le pareti dipinte di un motivo a quadretti, tipico delle case veneziane. La particolarità della piazza è che contiene tre leoni di San marco scolpiti in pietra. Uno sul campanile, uno sull'edificio dell'ex scuola e uno su di un pilo portabandiera posto in mezzo alla piazza. La piazza divide il centro storico in due rioni: a sinistra la parte chiamata Villa e a destra Cornio.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il duomo di San Servolo[modifica | modifica sorgente]

Il duomo di San Servolo è una chiesa a navata unica. L'ultima ristrutturazione importante risale al XVIII secolo. Prima di tale intervento aveva tre navate. Sulle facciate esterne della chiesa sono incastonati gli elementi di una precedente chiesa romanica che a sua volta venne costruita sulle fondamenta di un tempio dell'epoca romana.[12] Vi è murata sulla facciata laterale sinistra una pietra tombale del periodo medievale che reca, scolpiti in rilievo, i simboli del lavoro nei campi.

Duomo di San Servolo

La facciata frontale risulta incompleta. L'unica parte che è stata portata a compimento rispetto al progetto iniziale è il portale, il cui arco raffigura una conchiglia. Il portale è opera del capomastro buiese F. Urizio.

L’organo del duomo, che è stato costruito nel 1791 da Gaetano Callido, è stato uno dei primi organi dell’Istria a venir restaurato nel 1997 grazie ai mezzi stanziati dalla Regione Veneto nell'ambito dei programmi avviati con la legge Beggiato. L'organo è dipinto e illustra strumenti e simboli musicali.

Gli altari sono sette. Quello principale è monumentale, in marmo, decorato con le statue del patrono san Servolo e di san Sebastiano. Sono opera dello scultore veneziano Giovanni Melchiori e sono del 1737. A destra rispetto all'altare maggiore, in una vetrinetta, un altorilievo raffigura la strage degli innocenti. È un’opera del 1700, attribuita a un maestro scalpellino e pittore di scuola tirolese. Sopra il bassorilievo vi è un dipinto con la raffigurazione della morte del vescovo Negri. L'opera venne commissionata dal vescovo stesso, che resse la diocesi di Cittanova dal 1732 al 1742, è importante perché è l'unica opera a raffigurare una veduta di Buie di quel tempo.

Campanile di San Servolo
San Servolo[modifica | modifica sorgente]

San Servolo è il patrono della città e si festeggia il 24 maggio.
San Servolo era un giovane cristiano dell’antica Tergeste, oggi Trieste. Secondo la leggenda, all’età di dodici anni si ritirò in una grotta dove rimase un anno e nove mesi pregando e digiunando. Al rientro a casa incontrò un enorme serpente, che si dileguò non appena egli si fece il segno della croce. Nel 284, a soli quattordici anni fu martirizzato. Alcune reliquie vennero portate a Buie. Sono conservate nell’altare maggiore.

Il campanile[modifica | modifica sorgente]

Il campanile è distaccato dal duomo ed è altro 48 metri. Possiede uno dei tre leoni di San Marco e vari altri fregi. Anticamente era punto di vedetta che diede a Buie l’appellativo di "sentinella dell'Istria". Dal momento che era un ottimo osservatorio per spiare le mosse dei vicini, nel 1414 su richiesta dei piranesi la Repubblica di Venezia ne concesse la demolizione. In seguito alle proteste dei cittadini, fu ricostruito nel 1480 sulle rovine del precedente.

La chiesa della Madonna della Misericordia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Madonna della Misericordia è situata in piazza della Libertà (ex piazza Le Porte), che si trova all'esterno del perimetro sul quale sorgevano le mura di cinta. La leggenda narra che nel 1497 al buiese Paolo Razizza apparve in sogno la Madonna. In seguito al sogno vendette tutte le sue proprietà e andò a Venezia. Qui volle comperare una statua che assomigliasse a quella del sogno. Dopo aver visitato parecchie botteghe, ne scelse una. L'acquistò ma, ritornato a Buie di notte, trovò le porte delle mura chiuse e dovette pernottare in un orto. Al mattino, appena svegliatosi, volle alzare la statua ma non riuscì a farlo neanche con l’aiuto di molti amici. Questo fu interpretato come la volontà della Madonna di rimanere in quel posto. E dunque fu li che l’anno dopo, nel 1498, si decise di costruire la cappella diventata in breve meta di pellegrinaggi. La primaria chiesetta venne ampliata diverse volte fino a raggiungere nel 1587 le dimensioni attuali, come testimonia l’iscrizione sull’architrave della porta laterale sinistra della chiesa.

La chiesa e il cimitero di San Martino[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Martino

La chiesa di San Martino è di tipo cimiteriale. Venne costruita nel 1598 ed è di piccole dimensioni. Viene celebrata una sola messa all'anno: il giorno di San Martino. Al suo interno, dal 2010 vengono saltuariamente organizzate mostre d'arte. È situata dentro al cimitero monumentale dedicato al medesimo santo, sulla cui porta viene riportato l'anno 1770.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

La torre Veneta[modifica | modifica sorgente]

La torre Veneta (anche nota come torre di San Martino) è una fortificazione pentagonale che costituiva parte delle mura di cinta del castelliere. Era usata come vedetta per il controllo della presenza di nemici nella valle circostante. Rimane la parte del muro di cinta meglio conservata.[13]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Buie[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Comune di Buie[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Lingue[modifica | modifica sorgente]

In tutti i censimenti effettuati dal XIX secolo e fino agli anni cinquanta, la popolazione si dichiarava in assoluta maggioranza di lingua italiana.

Diffusione degli italofoni nei comuni catastali istriani secondo il censimento del (Austria, 1910) - A Buie (città) gli italiani erano il 96,56%, mentre nel comune di Buie erano il 90,79% Diffusione degli italofoni nei comuni catastali istriani secondo il censimento del (Austria, 1910) - A Buie (città) gli italiani erano il 96,56%, mentre nel comune di Buie erano il 90,79%
Diffusione degli italofoni nei comuni catastali istriani secondo il censimento del (Austria, 1910) - A Buie (città) gli italiani erano il 96,56%, mentre nel comune di Buie erano il 90,79%
Distribuzione per comuni degli italiani madrelingua nella Regione Istriana (Croazia, 2001)

Buie, nonostante l'esodo, è tra le città istriane con la maggior percentuale di residenti che si dichiarano di nazionalità italiana. Secondo il censimento del 2011 essi sono 1.261, pari al 24,33% della popolazione[14]. Fino a pochi anni fa, quando Grisignana faceva ancora parte del comune di Buie, l'italiano risultava il primo gruppo etnico-linguistico della cittadina, con il 51%.[15]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2011
1,35% madrelingua bosniaca
58,39% madrelingua croata
33,25% madrelingua italiana
3,78% madrelingua slovena
1,18% madrelingua albanese

Dialetti[modifica | modifica sorgente]

Di derivazione romanza:

Di derivazione slava:

Etnie[modifica | modifica sorgente]

La Jugoslavia fu una delle nazioni più diversificate del mondo, dal punto di vista etnico, con 10 distinte etnie nazionali[16] che vivevano all'interno dei suoi confini. Quindi le etnie si mescolarono tra loro e molte tradizioni, usi e costumi si sono fusi tra loro ed in parte andarono persi.

Nei censimenti croati è possibile dichiarare non solo la propria madrelingua, ma anche l'appartenenza etnica. Queste sono le autodichiarazioni di appartenenza etnica rilevate nel censimento del 2011_[17]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Religioni nella città di Buie
Cristianesimo cattolico
  
76%
Atei
  
9%
Musulmani
  
3%
Ortodossi
  
3%
Non credenti
  
5%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Palazzo veneziano a Buie, già scuola italiana

Sul territorio comunale vi sono numerosi istituti scolastici. Nonostante il basso numero di abitanti, vi sono tre istituti scolastici superiori che servono un più ampio comprensorio esteso ai territori comunali di Umago, Cittanova, Verteneglio, Grisignana, Portole e in parte anche di Parenzo. Tra gli istituti vi è la scuola media superiore italiana "Leonardo Da Vinci".

Università[modifica | modifica sorgente]

L'Università Popolare Aperta di Buie fu fondata col nome di "università popolare" nel 1951, durante il regime comunista jugoslavo, allo scopo di fornire un percorso di studi per gli adulti del buiese: dall'alfabetizzazione primaria - necessaria soprattutto per il contado recentemente inurbatosi a seguito dell'esodo - fino ai livelli massimi d'istruzione.

Oggi essa oltre allo studio offre ai suoi studenti varie attività, tra cui il teatro semiprofessionistico e le attività cinematografiche, affiancandosi alle varie associazioni e ai gruppi che operano sul territorio[18].

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

È presente una biblioteca comunale situata all'interno dell'Università Popolare Aperta di Buie. La struttura possiede più di 20.000 libri[19].

Un'altra biblioteca è gestita dalla Comunità degli Italiani di Buie. Questa si trova al primo piano del palazzo della comunità in piazza Tito 13.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il museo etnografico è sito nell'odierna piazza Libertà (ex piazza Le Porte), e rappresenta nel suo complesso una tipica casa istriana. All'entrata principale vi è una zona diurna con il focolare (fogoler) e tutti gli attrezzi necessari sia per alimentare il fuoco, sia per cucinare. Nel piano superiore è situato il letto, con una zona per tessere con la presenza di un telaio autentico. Nel secondo piano, invece, vi è un vano che attualmente è utilizzato per l'allestimento di mostre d'arte. La cantina contiene, in una stanza, una riproduzione fedele di un frantoio (torcio) per le olive, nonché uno per l'uva, mentre nell'altra stanza il focolare da fabbro, con il mantice e tutti gli oggetti per la lavorazione del ferro.

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

A Buie si trovano tutti i giornali croati e Il Piccolo, venduto in abbinata con La Voce del popolo.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Esiste un club calcistico facente parte della Federazione Calcistica Croata: il Nogometni Klub Buje-Club Calcistico Buie. Dal colore della maglia del club (verde) deriva l'inno della squadra: La maglia verde (cantato in dialetto veneto).[20]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Ex stazione della ferrovia Parenzana

I rioni cittadini sono:

  • Centro storico: ricopre la cima della collina ed è la parte più antica della città
  • Città nuova: nella parte nuova della città trovano sede il palazzo municipale, il tribunale, la stazione di polizia, l'Università Popolare Aperta, alcuni uffici dell'amministrazione regionale e la Comunità degli italiani.
  • Colle delle scuole: ospita tutti gli istituti scolastici della città: la scuola elementare e media croata "Mate Balota", la scuola elementare e media con lingua d'insegnamento italiana "Edmondo De Amicis", la scuola superiore "Vladimir Gortan", la scuola superiore croata statale e la scuola media superiore italiana "Leonardo da Vinci"
  • Stazione: situata vicino alla vecchia stazione ferroviaria della Parenzana risalente al periodo austroungarico, è diventata la zona commerciale della città anche grazie alla strada statale che l'attraversa, e che porta ai confini con la Slovenia e l'Italia.
  • Rudine: costruito durante il periodo jugoslavo, è composto da edifici residenziali a schiera
  • San Sebastiano: quartiere tra i più recenti, di tipo residenziale, è situato nella parte più occidentale
  • Brolo: quartiere residenziale sito tra il centro storico e San Sebastiano
  • Monte Baster: zona più orientrale della città, di tipo residenziale, è situata sulla collina soprastante il cimitero cittadino
  • Stanzia rossa: rione composto da due edifici abitativi circondati da alcuni capannoni industriali.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Vista su Momiano, frazione di Buie

Il comune di Buie è diviso in diversi insediamenti:

Per popolazione
Pos. Paese Abitanti
1 Stemmabuie.svg Buie 2.624
2 Castelvenere.JPG Castelvenere 653
3 Stemmamomiano.png Momiano 283
4 Coa Illustration Tincture basic Argent.svgPlovania 248
5 Crassiza Stemma.png Crassiza 173

Paesini minori[modifica | modifica sorgente]

  • Busin
  • Scrile
  • Scudelin
  • Molino Grande

Economia[modifica | modifica sorgente]

In base ai dati della Camera di commercio di Pola, più della metà dei posti di lavoro durante il 2006 a Buie è legata all'industria, segue il commercio e l'edilizia.[21]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Buie per il territorio e per il clima è ideale per la coltivazione di olive e viti, infatti il borgo è noto per la produzione di olio extravergine di oliva e vino. A Buie ci sono 1300 ettari di vigneti, 1000 ettari di uliveti e frutteti, 160 ettari di ortaggi e 730 ettari di colture erbacee.[22]

Industria[modifica | modifica sorgente]

Ci sono industrie che operano nel campo dell'elettronica, dei prodotti chimici, delle telecomunicazioni e della lavorazione del legno. Zone imprenditoriali minori si trovano a Plovania e Caldania.[21]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il sindaco, eletto a giugno 2013 con il 56,69% dei voti, è Edi Andreašić. Questi è al secondo mandato consecutivo: nel 2009 è stato candidato dalla Dieta Democratica Istriana, in seguito è uscito dal partito ed ha fondato una propria lista indipendente.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

  • Italia Italia - È presente dal 13 maggio 2005, presso la Comunità degli italiani di Buie, un vice consolato onorario che permette ai cittadini italiani residenti nel Buiese o ai turisti del Belpaese di effettuare la maggior parte delle pratiche consolari prima competenti al Consolato generale d'Italia di Fiume (a quest'ultimo però rimane l'esclusività di rilasciare i certificati di cittadinanza e di residenza all’estero).[23][24]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Buie[modifica | modifica sorgente]

  • Ernesto Vidal, calciatore, medaglia d'oro con l'Uruguay ai campionati mondiali del 1950

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Alberi, Istria - Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trieste, edizione italiana ISBN 88-8190-158-7
  • Fabio Amodeo, Tutto Istria, Lint Editoriale, Trieste
  • Istria, Cherso, Lussino, guida storico artistica, Bruno Fachin Editore, Trieste
  • Gaetano Longo, Terra d'Istria, Lint Editoriale, Trieste
  • Claudio Ugussi, Lorella Limoncin Toth, Lucia Moratto Ugussi, Buie e il suo territorio. Itinerari storici, culturali, ambientali, Buie 2000.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tuttora una via cittadina prende il nome di via Flavia, a ricordo dell'antica via romana.
  2. ^ http://it.climate-data.org/location/768321/
  3. ^ Regio decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 1
  4. ^ R. Matijašić, Diocesi di Parenzo e di Pola. URL consultato il 29 agosto 2014.
  5. ^ freeterritorytrieste, UNITED NATIONS - Resolution N. 16 - 10th January 1947.
  6. ^ a b Anna Maria Mori, Nata in Istria, Rizzoli, 2006.
  7. ^ CII, Italiani di Buie.
  8. ^ Storia della Croazia in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 15 settembre 2014.
  9. ^ Adriano Remiddi, Slovenia-Croazia il confine sarà netto, La Repubblica. URL consultato il 30 giugno 2014.
  10. ^ Istria from Smrikve.
  11. ^ Manlio Bastiani, Il leone su Buie.
  12. ^ Sulla parete sinistra vi è incastonata la stele dei fratelli Valeri e la lapide di Cepuleio
  13. ^ Denis Visintin, Buie la Torre veneta torna a splendere, La voce del Popolo.
  14. ^ Croatian Census 2011. Population by Ethnicity
  15. ^ http://www.dzs.hr/Eng/censuses/Census2001/Popis/E01_02_02/E01_02_02.html
  16. ^ Serbi, Croati, Macedoni, Sloveni, Bognacchi, Albanesi, Montenegrini, Romeni, Ungheresi e Italiani
  17. ^ Croatian Bureau of Statistics. Per i dati del censimento 2011: Released data - Census 2011 - Tables - Population by ethnicity - County of Istria - Buje-Buie.
  18. ^ Città di Buie, L'Università.
  19. ^ Città di Buie, La biblioteca civica- info.
  20. ^  bohzdribac. La maglia Verde. YouTube, 07 ottobre 2007. URL consultato in data 15 settembre 2014.
  21. ^ a b Comune di Buie, Economia buiese.
  22. ^ Comune di Buie, L'agricoltura.
  23. ^ http://www.consfiume.esteri.it/Consolato_Fiume/Menu/Il_Consolato/La_rete_consolare/
  24. ^ Consolato italiano a Fiume, I consolati italiani in Croazia.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]