Buie

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Buie
città
(HR) Buje
(IT) Buie
Buie – Stemma
Buie – Veduta
Localizzazione
Stato Croazia Croazia
Regione Grb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
Sindaco Edi Andreašić
Territorio
Coordinate 45°24′N 13°39′E / 45.4°N 13.65°E45.4; 13.65 (Buie)Coordinate: 45°24′N 13°39′E / 45.4°N 13.65°E45.4; 13.65 (Buie)
Altitudine 222 m s.l.m.
Superficie 103,28 km²
Abitanti 5 127 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità 49,64 ab./km²
Comuni confinanti Umago, Verteneglio, Grisignana, Pirano, Capodistria (SLO)
Altre informazioni
Lingue croato / italiano
Cod. postale 52460
Prefisso +385 (0)52
Fuso orario UTC+1
Targa PU
Nome abitanti buiesi
Patrono San Servolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Buie
Sito istituzionale

Buie (in croato Buje, in veneto Buje, in tedesco Buje, desueto Wege) è una città di 5.127 abitanti della Croazia situata nella parte settentrionale dell'Istria, tra i fiumi Quieto (Mirna) e Dragogna (Dragonja). Ai piedi del colle, sull'estremità del quale si estende il centro storico, passava la via Flavia dell'Antica Roma. La via che collega il colle con la zona settentrionale si chiama via Flavia, in ricordo dell'antica via romana. Per la sua posizione strategica, nel passato veniva definita la "Sentinella dell'Istria". È nota per la produzione di olio extravergine di oliva e vino.

Geografia e urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Dalla città prende il nome il territorio circostante, denominato Buiese, compreso tra i fiumi Quieto e Dragogna. Il Buiese è ripartito in tre città e tre comuni: le città di Buie, Umago e Cittanova, e i comuni di Verteneglio, Grisignana e Portole. Il territorio comunale ha una superficie pari a 110 km². Il punto più alto è di 222 m s.l.m. e segue le linee di rilievo naturali tipiche del suolo istriano.

Ex stazione ferroviaria della "Parenzana"

I rioni cittadini sono:

  • Centro storico - ricopre la cima della collina ed è la parte più antica della città
  • Città nuova - nella parte nuova della città trovano sede il palazzo municipale, il tribunale, la stazione di polizia, l'Università Popolare Aperta, alcuni uffici dell'amministrazione regionale e la Comunità degli italiani.
  • Colle delle scuole - ospita tutti gli istituti scolastici della città: la scuola elementare e media croata "Mate Balota", la scuola elementare e media con lingua d'insegnamento italiana "Edmondo De Amicis", la scuola superiore "Vladimir Gortan", la Scuola Superiore Croata Statale e la Scuola Media Superiore Italiana "Leonardo da Vinci"
  • Stazione - situata vicino alla vecchia stazione ferroviaria della Parenzana risalente al periodo Austroungarico, è diventata la zona commerciale della città anche grazie alla strada statale che l'attraversa, e che porta ai confini con la Slovenia e l'Italia.
  • Rudine - costruito durante il periodo jugoslavo, è composto da edifici residenziali a schiera
  • San Sebastiano - quartiere tra i più recenti, di tipo residenziale, è situato nella parte più occidentale
  • Brolo - quartiere residenziale sito tra il centro storico e San Sebastiano
  • Monte Baster - zona più orientrale della città, di tipo residenziale, è situata sulla collina soprastante il cimitero cittadino
  • Stanzia rossa - rione composto da due edifici abitativi circondati da alcuni capannoni industriali.

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico è la parte più antica della città. Al centro vi è piazza San Servolo, ospita il Duomo di San Servolo con il suo campanile staccato dalla chiesa. Alla destra del duomo si trova l'edificio che fino a pochi anni fa ospitava la scuola elementare e media con lingua d'insegnamento italiana, mentre alla sinistra un edificio con una finestra in stile veneziano e le pareti dipinte di un motivo a quadretti, tipico delle case veneziane. La particolarità della piazza è che contiene ben tre leoni di san marco scolpiti in pietra. Uno sul campanile, uno sull'edificio dell'ex scuola e uno su di un pilo portabandiera posto in mezzo alla piazza. Tutti e tre i leoni hanno il libro chiuso, simbolo di non opposizione al dominio veneziano. La piazza divide inoltre, il centro storico in due rioni: a sinistra la parte chiamata "Villa" e a destra "Cornio".

Il Duomo di San Servolo[modifica | modifica sorgente]

Il Duomo di San Servolo è una chiesa a navata unica. L'ultima ristrutturazione importante risale al XVIII secolo. Prima di tale intervento aveva tre navate. Sulle facciate esterne della chiesa sono incastonati gli elementi di una precedente chiesa romanica che a sua volta venne costruita sulle fondamenta di un tempio dell'epoca romana. Vi è murata sulla facciata laterale sinistra una pietra tombale del periodo medievale che reca, scolpiti in rilievo, i simboli del lavoro nei campi.

Duomo di San Servolo

La facciata frontale risulta incompleta. L'unica parte che è stata portata a compimento rispetto al progetto iniziale è il portale, il cui arco raffigura una conchiglia. Il portale è opera del capomastro buiese F. Urizio.

L’organo del duomo, che è stato costruito nel 1791 da Gaetano Callido, è stato uno dei primi organi dell’Istria a venir restaurato nel 1997 grazie ai mezzi stanziati dalla Regione Veneto nell'ambito dei programmi avviati con la Legge Beggiato. L'organo è dipinto e illustra strumenti e simboli musicali.

Gli altari sono sette. Quello principale è monumentale, in marmo, decorato con le statue del patrono San Servolo e di San Sebastiano. Sono opera dello scultore veneziano Giovanni Melchiori e sono del 1737. A destra rispetto all'altare maggiore, in una vetrinetta, un altorilievo raffigura la Strage degli innocenti. È un’opera del 1700, attribuita a un maestro scalpellino e pittore di scuola tirolese. Sopra il bassorilievo vi è un dipinto con la raffigurazione della morte del vescovo Negri. L'opera venne commissionata dal vescovo stesso, che resse la diocesi di Cittanova dal 1732 al 1742, è importante perché è l'unica opera a raffigurare una veduta di Buie di quel tempo.

San Servolo[modifica | modifica sorgente]

San Servolo è il patrono della città e si festeggia il 24 maggio.
San Servolo era un giovane cristiano dell’antica Tergeste, oggi Trieste. Secondo la leggenda, all’età di dodici anni si ritirò in una grotta dove rimase un anno e nove mesi pregando e digiunando. Al rientro a casa incontrò un enorme serpente, che si dileguò non appena egli si fece il segno della croce. Nel 284, a soli quattordici anni fu martirizzato. Alcune reliquie vennero portate a Buie. Sono conservate nell’altare maggiore.

Il campanile[modifica | modifica sorgente]

Il campanile è distaccato dal Duomo ed è altro 48 metri. Possiede uno dei tre leoni di San Marco e vari altri fregi. Anticamente era punto di vedetta che diede a Buie l’appellativo di “sentinella dell’Istria”. Dal momento che era un ottimo osservatorio per spiare le mosse dei vicini, nel 1414 su richiesta dei Piranesi la Repubblica di Venezia ne concesse la demolizione. In seguito alle proteste dei cittadini, fu ricostruito nel 1480 sulle rovine del precedente.

La chiesa della Madonna della Misericordia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della "Madonna della Misericordia" è situata in piazza della Libertà (ex Piazza Le Porte), che si trova all'esterno del perimetro sul quale sorgevano le mura di cinta. La leggenda narra che nel 1497 al buiese Paolo Razizza apparve in sogno la Madonna. In seguito al sogno vendette tutte le sue proprietà e andò a Venezia. Qui volle comperare una statua che assomigliasse a quella del sogno. Dopo aver visitato parecchie botteghe, ne scelse una. L'acquistò ma, ritornato a Buie di notte, trovò le porte delle mura chiuse e dovette pernottare in un orto. Al mattino, appena svegliatosi, volle alzare la statua ma non riuscì a farlo neanche con l’aiuto di molti amici. Questo fu interpretato come la volontà della Madonna di rimanere in quel posto. E dunque fu li che l’anno dopo, nel 1498, si decise di costruire la cappella diventata in breve meta di pellegrinaggi. La primaria chiesetta venne ampliata diverse volte fino a raggiungere nel 1587 le dimensioni attuali, come testimonia l’iscrizione sull’architrave della porta laterale sinistra della chiesa.

La chiesa e il cimitero di San Martino[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Martino è di tipo cimiteriale. Venne costruita nel 1598 ed è di piccole dimensioni. Viene celebrata una sola messa all'anno: il giorno di San Martino. Al suo interno, dal 2010 vengono saltuariamente organizzate mostre d'arte. È situata dentro al cimitero monumentale dedicato al medesimo santo, sulla cui porta viene riportato l'anno 1770.

La torre di San Martino[modifica | modifica sorgente]

La torre di San Martino è una fortificazione pentagonale che costituiva parte delle mura di cinta del castelliere. Era usata come vedetta per il controllo della presenza di nemici nella valle circostante. Rimane la parte del muro di cinta meglio conservata.

Il museo etnografico[modifica | modifica sorgente]

Il museo etnografico è sito nell'odierna piazza Libertà (ex piazza "Le Porte"), e rappresenta nel suo complesso una tipica casa istriana. All'entrata principale vi è una zona diurna con il focolare ("fogoler") e tutti gli attrezzi necessari sia per alimentare il fuoco, sia per cucinare. Nel piano superiore è situato il letto, con una zona per tessere con la presenza di un telaio autentico. Nel secondo piano, invece, vi è un vano che attualmente è utilizzato per l'allestimento di mostre d'arte. La cantina contiene, in una stanza, una riproduzione fedele di un frantoio ("torcio") per le olive, nonché uno per l'uva, mentre nell'altra stanza il focolare da fabbro, con il mantice e tutti gli oggetti per la lavorazione del ferro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo insediamento urbano, in cima al colle, consisteva in un castelliere preistorico abitato dal popolo degli Histri che lo chiamarono Bulya. In epoca protostorica, il castelliere fu occupato dai Càtali: una delle tribu celtiche che si stabilizzarono in una buona parte dell'Istria in quell'epoca. Con l'arrivo dei romani, divenne Castrum romano col nome di Bullea. Nel medioevo la chiamavano Castrum Uvege, Bugia, Bugle, Castrum Bulge. Quel periodo lasciò diverse testimonianze visibili: la lapide con i busti in nicchia dei fratelli Valeri e quella di Ceppuleio, murate sul lato sinistro del Duomo di San Servolo.

Venezia controllò Buie dal 1358 fino alla sua caduta nel 1797. Fu fortificata dalla Repubblica di Venezia. Per la sua posizione strategica, fu soprannominata la "Sentinella dell'Istria". In seguito al Trattato di Campoformio, passò all'Impero austriaco dal 1797 al 1803. Nel 1803 Buie fu occupata dai Francesi, e quindi posta sotto il governo di Trieste. Nel 1805, per decisione di Napoleone, Buie passò sotto il Regno Italico. Dopo la sconfitta di Napoleone nel 1813 e la caduta del Regno Italico ritornò sotto il dominio dell’Impero Austriaco. Buie fu un centro irredentista nell'Istria asburgica e dopo la prima guerra mondiale la cittadinanza accolse di buon grado l'inserimento della regione nel Regno d'Italia.
Dopo la seconda guerra mondiale la cittadina entra a far parte del Territorio libero di Trieste, ma la zona B di cui è capoluogo, in realtà rimane sotto occupazione militare jugoslava. L'amministrazione Comunista Jugoslava era ostile alla nazionalità italiana e ne conseguì l'Esodo istriano. Negli anni cinquanta gli italiani, ormai resisi conto che la città sarebbe rimasta definitivamente in mano jugoslava ed anche a seguito di pressioni, intimidazioni e discriminazioni, abbandonarono in massa la località.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
53,76% madrelingua croata
39,66% madrelingua italiana
3,65% madrelingua slovena
0,97% madrelingua albanese
Dati del censimento del 2001 riguardo ai residenti di madrelingua italiana diviso per città/comuni

In tutti i censimenti effettuati sin dal XIX secolo e fino agli anni cinquanta, la popolazione si dichiarava in assoluta maggioranza di lingua italiana.

Buie, nonostante l'esodo, è tra le città istriane con la maggior percentuale di italiani residenti. Essi sono circa 2.000, pari al 37,5% della popolazione[1]. Fino a pochi anni fa, quando Grisignana faceva ancora parte del comune di Buie, l'italiano risultava il primo gruppo etnico-linguistico della cittadina, con il 51%. [2]

È presente dal 13 maggio 2005, presso la Comunità degli Italiani di Buie, un Vice Consolato Onorario che permette ai cittadini italiani residenti nel buiese o ai turisti del Belpaese di effettuare la maggior parte delle pratiche consolari prima competenti al Consolato Generale d'Italia di Fiume (a quest'ultimo però rimane l'esclusività di rilasciare i certificati di cittadinanza e di residenza all’estero). [3]


Tabella riepilogativa del numero di abitanti censiti divisi per anno[4]
1857 1869 1880 1890 1900 1910 1921 1931 1948 1953 1961 1971 1981 1991 2001
2256 2389 2492 2765 2885 2933 3201 3054 2293 1951 1955 1967 2824 3200 5340

Località[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Buie è diviso in diversi insediamenti:

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio comunale vi sono numerosi istituti scolastici. Nonostante il basso numero di abitanti, vi sono tre istituti scolastici superiori che servono un più ampio comprensorio esteso ai territori comunali di Umago, Cittanova, Verteneglio, Grisignana, Portole, e in parte anche di Parenzo Tra gli istituti vi è la Scuola Media Superiore Italiana "Leonardo Da Vinci".

Sport[modifica | modifica sorgente]

Esiste un solo club calcistico facente parte della Federazione Calcistica Croata: il "Nogometni Klub Buje - Club Calcistico Buie".

Dispute confinarie tra Slovenia e Croazia[modifica | modifica sorgente]

Lungo il tratto finale del fiume Dragogna, dopo la dissoluzione della Jugoslavia, vi è ancora un'accesa disputa tra Croazia e Slovenia per alcuni appezzamenti di terreno a sud di tale fiume. Nella frazione di Scrile (Škrile) vi è la casa del politico ed attivista sloveno Joško Joras che considera tale terreno parte della Slovenia. Tali dispute, assieme all'ancora irrisolto problema della definizione del confine marittimo tra i due Stati nel golfo di Pirano e dell'eventuale e disputato accesso sloveno alle acque internazionali, hanno per un tratto rallentato l'entrata nell'Unione europea della Croazia, finché i governi dei due Paesi non si sono accordati di rimettere la questione al giudizio di un arbitrato internazionale. Il 24 giugno 2011 è stata ufficializzata l'entrata della Croazia nell'Unione Europea, avvenuta il 1 luglio 2013.

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gli italiani di Buie omaggiano Venezia nel 2012
  2. ^ http://www.dzs.hr/Eng/censuses/Census2001/Popis/E01_02_02/E01_02_02.html
  3. ^ http://www.consfiume.esteri.it/Consolato_Fiume/Menu/Il_Consolato/La_rete_consolare/
  4. ^ - Republika Hrvatska - Državni zavod za statistiku: Naselja i stanovništvo Republike Hrvatske 1857.-2001.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Alberi, Istria - Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trieste, edizione italiana ISBN 88-8190-158-7
  • Fabio Amodeo, Tutto Istria, Lint Editoriale, Trieste
  • Istria, Cherso, Lussino, guida storico artistica, Bruno Fachin Editore, Trieste
  • Gaetano Longo, Terra d'Istria, Lint Editoriale, Trieste
  • Claudio Ugussi, Lorella Limoncin Toth, Lucia Moratto Ugussi, Buie e il suo territorio. Itinerari storici, culturali, ambientali, Buie 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]