Bufalo Bill

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio storico statunitense, vedi Buffalo Bill.
Bufalo Bill
Artista Francesco De Gregori
Tipo album Studio
Pubblicazione maggio 1976
Durata 36 min : 12 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Pop
Etichetta RCA Italiana TPL 1-1192
Registrazione Studi dell'RCA di Roma
Francesco De Gregori - cronologia
Album successivo
(1978)

Bufalo Bill è un album del 1976 di Francesco De Gregori.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Francesco De Gregori con Ivan Graziani e il bassista Mario Scotti negli studi RCA durante le registrazioni di "Bufalo Bill"

La copertina del disco è un ritratto di Gil Elvgren dal titolo Aiming to Please, preso da una rivista statunitense del 1948; De Gregori avrebbe voluto in origine la stampa a puntasecca American Riding Act (1922) di Otto Dix[1] dalla quale aveva preso ispirazione per la title track, ma dovette rinunciarvi per questioni di diritto d'autore.[2]

Pur non essendo un concept-album, De Gregori ha dichiarato che il filo conduttore del disco è l'America[3], ed i riferimenti sono presenti in particolare nella title track, in Ninetto e la colonia e in Disastro aereo sul canale di Sicilia.

...e un contratto con il circo "Pace e bene" a girare l'Europa...

L'album è stato registrato e mixato da Ubaldo Consoli negli studi RCA di Roma. Arrangiamenti e produzione sono dello stesso De Gregori.

L'album entrò nelle classifiche di vendita quando ancora non ne era uscito l'LP precedente Rimmel. Vi rimase per 33 settimane, arrivando fino al primo posto in una sola settimana (dal 20 al 27 giugno 1976)[4].

Le canzoni[modifica | modifica wikitesto]

Bufalo Bill[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bufalo Bill (brano musicale).

Giovane esploratore Tobia[modifica | modifica wikitesto]

Composta, per la musica, da De Gregori insieme a Lucio Dalla, è l'unica canzone dell'album non interamente dell'artista romano, e la seconda scritta a quattro mani dai due dopo Pablo, incisa da De Gregori l'anno precedente.

Il testo, come ha spiegato lo stesso De Gregori[5], nel raccontare la vicenda di un giovane boy scout, si riferisce all'inconcludenza di chi crede che facendo la buona azione quotidiana (nella canzone, "tira l'allarme e salva la ferrovia") l'impegno sia finito lì.

L'uccisione di Babbo Natale[modifica | modifica wikitesto]

Canzone eseguita dal solo De Gregori alla chitarra acustica, racconta in forma di favola la storia di due giovani degli anni '70 (Dolly del mare profondo e il figlio del figlio dei fiori) che uccidono Babbo Natale; si tratta di una metafora della distruzione dei miti e dei valori del passato da parte dei ragazzi del decennio successivo al Sessantotto[6].

Nel 2001 Fiorella Mannoia ne ha realizzato una cover, cantata insieme allo stesso De Gregori nell'album Fragile.

Disastro aereo sul canale di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Su una musica introdotta dal coro delle Baba Yaga, il testo racconta la caduta di un aereo guidato da un soldato americano nel canale di Sicilia, con riferimenti alla vicenda di Mauro De Mauro ("la tomba di un giornalista ancora difficile da ritrovare")[6].

Ninetto e la colonia[modifica | modifica wikitesto]

Il testo nasce dalla lettura di Rulli di tamburo per Rancas di Manuel Scorza[7],

« Racconta la triste storia di un bambino che si trova in un cinema al momento in cui entrano dei marines, che mettono tutti al muro e li fucilano, anche Ninetto. Dopo i marines arrivano i signori della Chiquita che raccolgono le banane che prima erano di Ninetto e dei suoi amici[8] »

Nel testo figura anche la citazione di un brano inedito (sconosciuto dunque al grande pubblico) del cantautore, dal titolo 5 milioni di risate:

« Questa del Circo di Brema è una cosa che scrissi circa tre anni fa, una canzone che si chiamava 5 milioni di risate, che cominciava dicendo: "Il magico 4 per 4 del circo di Brema / aspettava sconsolatamente qualcuno / che gli riportasse la valigia dicendo a tutti quanti / non è che fosse una bella valigia / ma c'erano 5 milioni di risate"[9] »

Una cover del pezzo, ancora ad opera di Fiorella Mannoia, è stata registrata dal vivo e pubblicata nell'album Certe piccole voci (1999).

Atlantide[modifica | modifica wikitesto]

Canzone che descrive alcune immagini evocative, su una musica lenta il cui arrangiamento risente dell'influsso di Three angels di Bob Dylan (da questi incisa nell'album New Morning del 1970). De Gregori ha raccontato di averla scritta alle cinque di mattina, aspettando di partire in aereo con Michele Mondella per uno spettacolo da fare a Catania[10].

Ipercarmela[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto ha raccontato De Gregori, la canzone (la descrizione della vita di una coppia di emigranti del sud, lui operaio e lei casalinga) era già scritta per l'album Rimmel, ma non venne poi inclusa in quel disco[11].

Nell'inciso del brano, De Gregori usa una melodia di Passion Flower (che a sua volta cita Per Elisa di Beethoven)[12].

Nel 2012 il cantautore ha ripreso il brano nel disco dal vivo Vola vola vola, realizzato con Ambrogio Sparagna, duettando con la cantante napoletana Maria Nazionale.

Ultimo discorso registrato[modifica | modifica wikitesto]

Canzone il cui testo fa riferimento all'episodio accaduto nel 1976, quando durante un concerto al Palalido di Milano, De Gregori venne sottoposto ad una sorta di "processo pubblico", accusato di essere vittima dell'industria discografica, e non coerente con i suoi testi per la frequentazione di alberghi e ristoranti di lusso.

Luigi Tenco sul palco di Sanremo durante l'esecuzione di Ciao amore ciao

Festival[modifica | modifica wikitesto]

La canzone racconta la vicenda della morte di Luigi Tenco, con riferimenti alla figura del cantautore e al discutibile mondo dello show business circostante il Festival di Sanremo. Compare anche, entro il testo, il richiamo a una delle sue canzoni più note ("E lontano, lontano si può dire di tutto...").

« Tenco non è un personaggio vincente, non è una persona che ha agito bene, ed io non ho voluto fare una canzone per difenderlo, ho voluto parlare di Tenco perché è esistito. Oggi o non se ne parla mai o si fanno delle commemorazioni macabre[13] »

Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Il brano conclusivo del disco venne contestato da alcuni critici musicali, a cui De Gregori rispose così, raccontando la nascita di questa canzone:

« Mia madre, che è leggermente miope, quando cercava qualcosa e non riusciva a trovarla, quando la trovava diceva "Santa Lucia, santa Lucia, non l'avevo vista". La canzone è nata così, questa è una canzone per tutti quelli che non vedono. Non capisco perché debbo vergognarmi di aver usato questa mediazione cattolica...Se le critiche sono rivolte solo al fatto che si nomina una santa, non me ne vergogno... Poi si può dire che faccio delle canzoni commissionate dal Papa, nessuno è al di sopra di ogni sospetto[14] »

Nel 2010 Lucio Dalla ha detto di invidiare De Gregori per aver scritto questo brano reputando Santa Lucia la sua canzone preferita di De Gregori. In seguito alla morte del cantante bolognese, De Gregori renderà omaggio a Dalla nei propri concerti chiudendo l'esecuzione del brano con le note introduttive di Com'è profondo il mare.

Nel 2012 il cantautore ha ripreso il brano nel disco dal vivo Vola vola vola, realizzato con Ambrogio Sparagna, duettando con la cantante napoletana Maria Nazionale.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

LATO A

  1. Bufalo Bill (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 4'29
  2. Giovane esploratore Tobia (Testo di Francesco De Gregori; Musica di Lucio Dalla e Francesco De Gregori) - 3'25
  3. L'uccisione di Babbo Natale (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 2'50
  4. Disastro aereo sul canale di Sicilia (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 4'23
  5. Ninetto e la colonia (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 2'52

LATO B

  1. Atlantide (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 3'41
  2. Ipercarmela (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 3'07
  3. Ultimo discorso registrato (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 3'28
  4. Festival (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 4'34
  5. Santa Lucia (Testo e musica di Francesco De Gregori) - 3'21

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ rimmelclub.it - La pin-up di Elvgren e la stampa di Otto Dix
  2. ^ rimmelclub.it - Vincenzo Mollica. Da Alice a Scacchi e tarocchi
  3. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 69
  4. ^ I dati sulle posizioni in classifica sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, pag. 120, e dalle classifiche pubblicate nel 1976 dai settimanali Ciao 2001 e TV Sorrisi e Canzoni
  5. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 82
  6. ^ a b Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 77
  7. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 73
  8. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Ciaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 74
  9. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 75
  10. ^ Francesco De Gregori, Battere e levare, Giulio Einaudi Editore, 2004, pagg. 225-226
  11. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 71
  12. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 72
  13. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 85
  14. ^ Intervista a De Gregori di Michelangelo Romano e Paolo Giaccio, riportata in Francesco De Gregori: un mito, Riccardo Piferi (a cura di), edizioni Lato Side Roma, 1980, pag. 86

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michelangelo Romano, Paolo Giaccio, impianto grafico a cura di Luigi Granetto, Francesco De Gregori. Intervista, Anteditore, Verona, 1976, poi incluso in Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito, edizioni Lato Side, Roma, 1980
  • Alberto Stabile, Francesco De Gregori, Gammalibri Editore, Milano, 1987
  • Giorgio Lo Cascio, De Gregori, Franco Muzzio Editore, Padova, 1990
  • Enrico Deregibus, "Francesco De Gregori. Quello che non so, lo so cantare", Giunti editore, Firenze, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]