Buddhismo nel mondo

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Percentuale di aderenti culturali/nominali delle varie forme correlate di buddhismo (secondo le stime più alte).[1][2][3][4][5][6][7]

Il Buddhismo nel mondo è concentrato maggiormente nel continente asiatico, in special modo nel sudest asiatico, anche se nel corso del XX secolo - soprattutto - si è sempre più fatto conoscere anche nelle nazioni occidentali a maggioranza cristiana (vedi Buddhismo in Occidente). Ha una certa ripresa in certe regioni dell'India, anche a seguito della massiccia immigrazione della comunità tibetana in esilio assieme al XIV Dalai Lama dopo l'invasione cinese del Tibet nel 1959.

Le stime riguardanti la popolazione di fede buddhista possono variare anche significativamente a seconda della 'Via' specifica a cui si aderisce: le stime più accettate vanno dai 350 ai 550 milioni di praticanti[8][9][10][11][12][13][14][15][16]. Questi numeri rendono il buddhismo di fatto la quarta religione per numero di credenti dopo il Cristianesimo, l'Islam e l'Induismo; vi son infine altre stime secondo cui, sommando tutti i simpatizzanti oltre agli aderenti alle varie dottrine particolari derivanti tutte dagli originali insegnamenti del Buddha che porterebbero il numero complessivo dei buddisti ad oltre un miliardo di esseri umani sparsi in tutto il pianeta[17][18][19][20][21].

Metodologia[modifica | modifica sorgente]

La stima di buddhisti nel mondo risulta abbastanza complicata e difficoltosa in molti paesi a causa di problemi di definizione, oltre che di reali problemi pratici di enumerazione. Tanto per cominciare le credenze religiose, le pratiche dottrinali e identità di tipo spirituale dell'Asia orientale (regione questa comprendente la maggior parte dei buddhisti di tutto il pianeta) spesso si trovano naturalmente a fondere il buddhismo originario con altre tradizioni native di certi paesi, tra cui il Confucianesimo nella Repubblica popolare cinese, il Taoismo d'origine cinese, lo Shintoismo trovato in Giappone ed infine anche lo Sciamanesimo coreano[22][23][24][25][26][27][28].

Alcuni tra i seguaci della pratica dottrinale buddhista non appartengono poi a vere e proprie congregazioni strutturali organizzate, non osservando il preciso rituale di aderenza al triplice "prendere Rifugio"-Triratna (nel Buddha, nel Dharma ed infine anche nel Sangha o comunità monastica); tutto ciò rende alquanto difficile stimare il numero degli effettivi praticanti. Un ulteriore sfida è dovuta all'ostilità dovuta a molti governi nazionali, specialmente quelli comunisti cinesi e della Corea del Nord, ma anche in parte del Vietnam; questo sia alla religione in generale che al buddhismo in particolare.

La politica ufficiale dei governi in questi paesi può condurre ad incoraggiare i praticanti buddhisti a nascondere la loro autentica fede, pertanto conseguentemente anche alla mancata denuncia d'adesione a tal credenza-dottrina e ad un abbassamento del totale numerico ufficiale: in conclusione il numero dei praticanti religiosi in questi paesi può esser drasticamente sottovalutato[29][30][31].

Le tre forme di buddhismo numericamente più importanti sono:

Il Vajrayana, conosciuto anche come quella specifica forma di buddhismo che segue i sacri testi dei Tantra di origine induista-Shivaita, può a volte venir spesso confuso in toto col buddhismo tibetano e pertanto è una definizione alquanto imprecisa. Infine il Buddhismo Shingon (la branca tantrica nipponica) ed alte forme minoritarie di buddhismo praticano il "Veicolo di Diamante".

Vi sono almeno 7 nazioni, ossia Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Laos, Birmania, Bhutan e Mongolia, i quali hanno una maggioranza di praticanti buddhisti decisamente inequivocabile; a seconda di come vengono stimati gli aderenti in Cina occidentale ed in altre zone, tale numero potrebbe espandersi includendo anche atri paesi (in primis il Tibet). Il Buddhismo è la religione i stato in Cambogia e Bhutan, mentre riceve una menzione d rilievo nelle costituzioni di Thailandia e Sri Lanka.

Nel nord dell'India ed in Nepal, ove storicamente è nato e vissuto il fondatore del buddhismo, l'ex principe Siddharta Gautama e territori ove s'è inizialmente sviluppata la nuova religione, questa s'è trovata poi fortemente diminuita nel numero dei propri aderenti a partire dal I° millennio (ciò causato anche e soprattutto dalla conquista militare islamica di tutta l'Asia centrale, dell'India del Nord, con l'Impero Moghul, fino alla Malaysia e all'Indonesia.

Ceppo etnico Buddhismo associato alle varie tradizioni religiose locali
Cinese[33] Buddhismo Mahayana con Confucianesimo, Taoismo e Religione popolare cinese[34][35][36]
Giapponese[33] "Buddhismo Mahayana" con Shintoismo[37][38][39]
Coreano[33] "Buddhismo Mahayana" con "Confucianesimo" e Sciamanesimo coreano[40][41][42][43]
Vietnamita[33] "Buddhismo Mahayana" con "Confuciansimo" e "Taoismo",[44][45] e Dao Mau[46]
Mongolo Buddhismo Vajrayana con Tengrismo e sciamanismo mongolo[47]
Nepalese "Buddhismo Vajrayana" con Hinduismo[48]
Ebrei buddhisti Buddhismo con Ebraismo

Buddhismo in Asia[modifica | modifica sorgente]

  • Buddhismo in Birmania: nel paese vi sono all'incirca 100mila monaci. La pratica maggiormente seguita è quella che segue il culto dei Nats o spiriti dei luoghi e della Natura.
  • Buddhismo in Cambogia: dal 1993 il buddhismo theravada è religione di stato e nel paese vi sono più di 30 mila monaci accertati.
  • Buddhismo coreano: nel paese è dominante l'ordine Jogye/Chogye. Coloro che desiderano intraprendere la via del monachesimo debbono prima completare la propria istruzione secondaria.
  • Buddhismo cinese: viene seguita nella stragrande maggioranza dei casi la Via de Buddhismo Mahayana, fortemente segnata dalla devozione alle figure dei Bodhisattva.
  • Buddhismo in India: il buddhismo, a seguito del grave declino occorsogli a partire dal X secolo e quasi completamente scomparso dalla sua terra d'origine, ha avuto fasi di rinascita variegate in molte delle sue forme, soprattutto quella della meditazione Vipassanā e grazie alla conversione di massa dei Dalit (gli ex intoccabili o sub-casta dei paria) avviata nel 1956 dal politico e filosofo Bhimrao Ramji Ambedkar
  • Buddhismo giapponese: durante il periodo Meiji, per volontà dell'omonimo imperatore Meiji (regnante tra il 1868 e il 1912) il buddhismo venne forzosamente separato dalle pratiche più naturalistiche dello Shintoismo, perdendo pertanto sempre più la propria influenza a favore di quest'ultimo. Al termine della seconda guerra mondiale la promulgazione di una costituzione di tipo liberale ha notevolmente favorito lo sviluppo di una notevole varietà di sette neo-buddhiste, spesso ispirate al Sutra del Loto e, tra le quali le più note sono la Soka Gakkai, la Risshō Kōsei Kai, la Reiyūkai e la Shinnyo-en di stampo tantrico.
    Questi movimenti laici, molto attivi sia per il numero dei partecipanti (oltre 10 milioni sono gli adepti della sola Soka Gakka) - sono parte di quello che viene chiamato "shinshūkyō (新宗教?) o shinkō shūkyō (新興宗教?)" - (vedi nuove religioni giapponesi) che per il notevole peso politico assunto vieppiù col passar degli anni all'interno della società nipponica.
L'epoca moderna ha poi conosciuto anche maestri Zen d'origine giapponese di notevole importanza, come Daiun Harada o Kodo Sawaki; alcuni dei loro seguaci, come Taisen Deshimaru hanno reato importanti Sangha in terra occidentale. Anche dopo il termine dell'era Meiji sono stati mantenuti un certo numero di cambiamenti, come ad esempio la possibilità di sposarsi per i monaci ed un certo allentamento delle severe regole monastiche. La stessa direzione dei templi è diventata un patrimonio che può essere tramandato di generazione in generazione, quindi da padre a figlio/a.
I templi giapponesi buddhisti continuano infine ad esser massicciamente frequentati durante speciali occasioni festive, molto spesso indipendentemente dalla stessa specifica corrente di appartenenza: a tutt'oggi le forme più rappresentative sono il tantrismo Shingon e quello Tendai, poi il già succitato Zen (nelle sue forme di Sōtō-shū, Rinzai-shū e Ōbaku-shū), l'Amidismo ed infine la scuola del Buddhismo Nichiren (il cui nome deriva dall'omonimo fondatore Nichiren (1222-1282).
  • Buddhismo in Laos: il governo ha imposto al Sangha il sostegno al regime esistente; qui il buddhismo coesiste con varie forme di animismo basate fondamentalmente sugli spiriti Phi-domestici e sull'esercizio calligrafico derivante dai Koan.
  • Buddhismo in Mongolia: qui i buddhisti sono prevalentemente Gelugpa, ossia appartenenti alla cosiddetta "scuola dei berretti gialli".
  • Buddhismo in Nepal: v'è un progressivo indebolimento della dottrina buddhista a fronte d'un altrettanto progressivo accrescimento di quella hinduista. A tutt'oggi vi si trovano poco più di 400 templi sparpagliati per tutto il paese, ma soprattutto tra l'etnia Newa laddove i monaci possono sposarsi se vogliono.
  • Buddhismo nello Sri Lanka: i monaci buddhisti all'incirca 20mila, svolgono un ruolo essenziale all'interno della società cingalese ed alcuni di loro preferiscono vivere come eremiti. A seguito delle elezioni del 1956 la comunità buddhista tende ad unirsi per combattere contro le influenze congiunte di cristiani e Tamil (popolo).
  • Buddhismo in Thailandia: in tutto il paese vi sono tra i 200 e i 300 mila monaci. Una buona fetta della popolazione maschile accede, per un certo periodo della propria vita, allo stato monacale durante la giovinezza, ritornando poi allo stato laicale al termine di quest'esperienza esistenziale.
  • Buddhismo tibetano: durante la cosiddetta grande rivoluzione culturale imposta da Mao Tse Tung, il 95% almeno della totalità dei monasteri buddhisti sono stati letteralmente distrutti in tutto il paese. Le Cinque scuole del buddismo tibetano che si distinguono sono: Bön, Nyingma, Kagyupa, Gelugpa ed infine la scuola Sakya.
Bandiera del Buddhismo

Buddhismo in Occidente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Buddhismo in Occidente e Buddhismo in Europa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Buddha Rising, Buddhism in the West, map - National Geographic Magazine, Ngm.nationalgeographic.com. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  2. ^ http://oproject.files.wordpress.com/2007/09/mapofwar.jpg
  3. ^ History of Religion, Maps of War, 12 novembre 2006. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  4. ^ ThinkQuest
  5. ^ http://www.wadsworth.com/religion_d/special_features/popups/maps/matthews_world/images/w001.jpg
  6. ^ Wads Worth - Religions in Asia. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  7. ^ The Range of Religious Freedom. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  8. ^ The World Factbook, Washington, D.C., Central Intelligence Agency, 2013. URL consultato il 5 settembre 2013.
  9. ^ The Global Religious Landscape: Buddhists in Pew Research Center's Religion & Public Life Project, Washington, D.C., Pew Research Center, 18 dicembre 2012. URL consultato il 5 settembre 2013.
  10. ^ Todd M. Johnson e Brian J. Grim, The World's Religions in Figures: An Introduction to International Religious Demography, Hoboken, NJ, Wiley-Blackwell, 2013, pp. 12, 34–37. URL consultato il 2 settembre 2013.
  11. ^ Peter Harvey, An Introduction to Buddhism: Teachings, History and Practices, 2nd, Cambridge, UK, Cambridge University Press, 2013, p. 5, ISBN 978-0-521-67674-8. URL consultato il 2 settembre 2013.
  12. ^ Damien Keown, Buddhist Ethics: A Very Short Introduction, New York, NY, Oxford University Press, 2005, ISBN 978-0-19-567870-3. URL consultato il 2 settembre 2013.
  13. ^ Diane Morgan, Essential Buddhism: A Comprehensive Guide to Belief and Practice, Santa Barbara, CA, ABC-CLIO, 2010, p. x, ISBN 978-0-313-38452-3. URL consultato il 2 settembre 2013.
  14. ^ Lee Worth Bailey e Emily Taitz, Introduction to the World's Major Religions, vol. 3, Westport, CT, Greenwood Press, 2006, p. 119, ISBN 978-0-313-33634-8. URL consultato il 2 settembre 2013.
  15. ^ Jack Maguire, Essential Buddhism: A Complete Guide to Beliefs and Practices, New York, NY, Atria Books, 2001, p. 1, ISBN 978-0-671-04188-5. URL consultato il 2 settembre 2013.
  16. ^ Major Religions of the World Ranked by Number of Adherents in Adherents.com, 9 agosto 2007. URL consultato il 7 settembre 2013.
  17. ^ David N. Snyder, Buddhists Around the World in The Dhamma, Vipassana Foundation, 2009. URL consultato il 5 settembre 2013.
  18. ^ China seeking to expand influence over Buddha's birthplace, The Asahi Shimbun. URL consultato il 6 ottobre 2011.
  19. ^ Ally Ostrowski, Buddha Browsing: American Buddhism and the Internet in Contemporary Buddhism, vol. 7, nº 1, 2006, pp. 91–103, DOI:10.1080/14639940600878117. URL consultato il 2 settembre 2013.
  20. ^ Giang Nguyễn, Tây Tạng một cái nhìn toàn cục, BBC, 23 marzo 2008. URL consultato il 6 settembre 2013.
  21. ^ Maia Duerr, How Buddhism Came to the West in Public Broadcasting Service, 17 marzo 2010. URL consultato il 7 settembre 2013.
  22. ^ Chinese Cultural Studies: The Spirits of Chinese Religion, Academic.brooklyn.cuny.edu. URL consultato il 20 novembre 2011.
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  26. ^ Index-China Chinese Philosophies and religions, Index-china.com. URL consultato il 20 novembre 2011.
  27. ^ Buddhism in China, AskAsia. URL consultato il 20 novembre 2011.
  28. ^ Buddhism And Its Spread Along The Silk Road, Globaled.org. URL consultato il 20 novembre 2011.
  29. ^ The Range of Religious Freedom. URL consultato il 20 novembre 2011.
  30. ^ openDemocracy.net – 'The Atlas of Religion,' Joanne O'Brien & Martin Palmer: State Attitudes to Religion
  31. ^ Center for Religious Freedom – Survey Files, Crf.hudson.org. URL consultato il 20 novembre 2011.
  32. ^ Buddhists in the World - The Dhamma - thedhamma.com - Vipassana Foundation
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  34. ^ Travel China Guide – Han Chinese, Windows on Asia – Chinese Religions, Justchina.org - China Beliefs, Foreignercn.com - Buddhism in China
  35. ^ Asia Society - Chinese Belief Systems
  36. ^ Asia Society - Buddhism in China
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  39. ^ Asia Society - Shinto
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  43. ^ CIA The World Factbook – North Korea, Cia.gov. URL consultato il 3 novembre 2011.
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  46. ^ Asia Society - Religions in Vietnam
  47. ^ Asian History - Mongolia | Facts and History, Windows on Asia - Mongolia, Mongolia Tourism - Religion
  48. ^ Nepal Embassy in Japan, Globerove - Religion in Nepal, Mongolia Asian History - Nepal, Windows on Asia - Nepal