Buddhismo Vajrayana
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| Nāgārjuna |
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| Shingon |
Indice |
[modifica] Concetto
Una delle varianti del Buddhismo tibetano, tant'è che i due termini vengono comunemente presi per sinonimi.
[modifica] Storia
Il Buddhismo Vajrayāna, o Veicolo del Vajra è la forma di Buddhismo sviluppatasi a partire da quello che e' stato definito il "quarto giro della ruota del Dharma da parte del Buddha Śakyamuni alla classe di discepoli aventi i requisiti necessari. In accordo alla tradizione, l'assemblea di coloro che imparavano i Tantra dal Buddha era composta in gran parte da esseri non umani come i Deva, le divinita' sia mondane che Bodhisattva. Che tra gli ascoltatori di cio' che insegnava il Buddha ci fossero anche molti esseri non umani e' detto chiaramente, per esempio, nel Prajnaparamita Hridayasutra dove, dopo le parole del Buddha, viene descritta la reazione di gioia di dei, umani e semidei. Nel parere degli studiosi contemporanei il Buddhismo Vajrayana si formo' sul tronco del Buddhismo Mahayana, anche se testi tantrici possono tranquillamente essere ascritti ad alcuni secoli precedenti quelli identificati dagli studiosi [1].
In accordo ai Testi Tantrici originali e ai loro Commentari la trasmissione dei Tantra ha avuto origine dal Buddha stesso il quale insegno', tra gli altri, il Kalacakratantra al Re di Shambala. Numerose sono le testimonianze, nei Testi tradizionali e nella Tradizione Orale, di trasmissioni delle quattro classi di Tantra da parte del Buddha Śakyamuni ai suoi discepoli. A tutti gli effetti i Tantra, Testi corrispondenti a quello che è stato definito il quarto giro della Ruota,sono necessariamente riconducibili tutti al Buddhismo. Quindi a parere di alcuni è da prediligere la denominazione che fa riferimento al Vajra anche se cio' e' opinabile siccome i termini Mantrayana, Ghuyamantrayana, Vajrayana, Tantrayana, etc. hanno lo stesso significato e devono essere considerati sinonimi. Tradizionalmente si spiega, comunque, che nei tre giri della Ruota del Dharma non sia stato presentato il Veicolo del Tantra mentre esso venne trasmesso in altre specifiche occasioni a discepoli dalla grande disposizione e capacita' mentale.
Dalla fase di compilazione della classe di scritti dello Yogatantra (VIII secolo) si passò alla classe degli Anuttarayogatantra (X secolo circa), o Tantra dello Yoga superiore.
Il Buddhismo Vajrayana fiorì principalmente in India, dove però si estinse insieme alle altre scuole buddhiste attorno al XIII secolo, ma si diffuse a Giava come testimoniano i cicli sculturei di Borobudur, in Cina, in Giappone nella scuola Shingon, in Asia Centrale e solo in seguito in Tibet. In accordo a diversi Maestri si parla di due, tre o quattro classi di Tantra e questa ultima suddivisione e' stata portata avanti dal Maestro Nagarjuna il quale era un praticante nonche' detentore del Ghuyasamajatantra, (un Tantra madre? Verificare). Le quattro classi di Tantra sono il Kriyatantra, il Caryatantra, lo Yogatantra e l'Anuttarayogatantra o Yogatantra insorpassabile. Nel sistema Nyingmapa lo le prime tre classi di Tantra vengono definite "esterne" e comprendono solo lo "Stadio di Generazione", Utpattikrama in sancrito e Kye Rim in tibetano mentre l'Anuttarayogatantra e' uno dei tre Tantra interni e in esso vi sono entrambi gli Stadi di Generazione (come Divinita') e Completamento con la pratica di controllo e assorbimento dei Venti, dei Canali e delle Gocce, Prana, nadi e Bindu, in tib. rTsa, Lung e Thigle. Nel sistema Ningmapa del Buddhismo Tibetano vi sono due ulteriori classi di Tantra, l'Anuyoga e l'Atiyoga; l'Anuyoga corrisponde unicamente allo Stadio di Completamento mentre l'Atiyoga corrisponde al risultato stesso della pratica: il risultato, il Dharmakaya non-nato, e' il principale oggetto di meditazione per il praticante ed e' esattamente la Natura di Buddha, la Tathagatagarbha. Dimorando senza elaborazioni mentali dualistiche nello stato naturale della mante, Thamal Gyi Shepa in tib., non vi e' la necessita' di purificare (le oscurazioni) ne' di accumulare (le positivita'); il risultato e' il sentiero stesso siccome viene presa come sentiero la stessa Tathagatagarbha; accumulazioni e purificazione avvengono aumaticamente con il focalizzaarsi sulla Natura di Buddha ed e' possibile "saltare" (ing.: skip) Sentieri e Bhumi e ottenere il risultato definitivo ed irreversibile in un breve periodo di tempo. Il Mahayoga, primo dei tantra Interni in accordo al Lignaggio che deriva dal Maestro Prahevajra (Tib.: Garab Dorje) che per primo diffuse gli Insegnamenti del Maha Ati Yoga (Tib.: Dzok Chen) si suddivide in Tantra Padre, Tantra Madre e Tantra Non-duale. Nel Tantra Padre viene posta piu' attenzione alle Pratiche relative al Metodo e alle Pratiche di Nadi Prana e Bindu mentre nei Tantra Madre si da piu' attenzione alla Chiara Luce e nei Tantra non-duali enytrambi questi aspetti vengono praticati simultaneamente. Yidam dei Tantra Padre e' per esempio (devo riguardare), dei Tantra Madre Heruka Chakrasamvara e dei Tantra non-duali Kalachakra e Hevajra. Utpattikrama, lo Stadio di Generazione e Sampannakrama, lo Stadio di Completamento sono il cuore stesso del Mantrayana ma vi sono pratiche che prescindono dai due Stadi come la Mahamudra essenziale e il Maha Ati Yoga che, sebbene possano fare temporaneo uso dei due stadi in definitiva dono indipendenti e non sono Veicoli graduali come i Tantra esterni e il Mahayoga che e' l'equivalente dell'Anuttarayogatantra. L'Anuyoga e' caratterizzato da una visualizzazione istantanea del Mandala e delle Divinita' e dai praticanti dell'Anuttarayogatantra e' spesso equiparato allo Stadio di Completamento, scr. Sampannakrama. L'Atiyoga e' caratterizzato dall'Autoliberazione nel Dharmadhatu, il riconoscimento immediato del Dharmakaya e consiste nel dimorare nella propria Natura di Buddha, Sugatagarbha e, in questo modo il risultato della Buddhita' e' realizzato nella maniera piu' rapida come nel caso della meditazione di Mahamudra che discende dal Buddha Vajradhara e dai Mahasiddha dell'India come Saraha, Maitripa, Kukkuripa, Tilopa, Naropa, Virupa,...
In accordo ad alcuni il Vajrayana è la forma di Buddhismo diffusa in Tibet tanto che spesso per Buddhismo Vajrayana ci si riferisce al Buddhismo Tibetano, sebbene non si tratti dell'unica forma di Buddhismo praticata in Tibet e che in passato si sia diffusa anche in altri paesi dell'Asia. La forma di Buddhismo presente in Tibet racchiude puramente lo Śravakayana, il Bodhisattvayana e il Tantrayana ma essi vengono insegnati separatamente a seconda delle necessita' individuali di ogni praticante quindi definire il Buddhismo Tibetano come essere unicamente Vajrayana e' errato sebbene degli elementi del Vajrayana siano presenti un po' in tutte le pratiche Buddhiste praticate in Tibet e in zone Himalayane limitrofe. Al di fuori dell'area culturale del Tibet (cioè nel Sikkim, Ladakh, Bhutan, Qinghai, Mongolia, Calmucchia, Buriazia e aree del Nepal, dello Yunnan, del Gansu, del Sichuan), il buddhismo Vajrayana si è sviluppato in Giappone (scuola Shingon) e sta avendo un notevole sviluppo nei paesi occidentali attraverso la diffusione delle Quattro Tradizioni Principali, Kagyu, Nyingma, Sakya e Gelug del Buddhismo tibetano.
[modifica] Nomenclatura e etimologia
Sanscrito: Mantrayana, Vajrayana,
Tibetano: rdo rje theg pa
Giappone: mikkyō
Coreano: milgyo
Mongolo: очирт хөлгөн, тарнийн ёс, vcirtu kölgen, tarni yin yosu
Vietnamese: mật tông
Inglese: Diamond Path, Indestructible Path, Mantra Method,
Il termine "vajra" significa approssimativamente "diamante" co le caratteristiche d indistruttibilita' e purezza. In tibetano e' rDo rJe letteralmente "signora pietra" o "signora delle pietre" cioe' diamante.
Un vajra è anche un oggetto rituale che è come un piccolo spettro. In genere ha la forma di una mazza in bronzo che viene spesso utilizzato in rituali tantrici in combinazione con la campana o ghanta; simbolicamente il vajra può rappresentare il metodo e la campana la saggezza. Nelle Mantrayana il phurba e la campana tibetana vengono utilizzato con lo stesso simbolismo.
[modifica] Note
- ^ «I commenti singalesi al Canone pali, la cui composizione terminò nel II secolo d.C. menzionano testi segreti trasmessi da maestro a discepolo, che potrebbero aver incluso testi tantrici» In: Richard H. Robinson e Williard L. Johnson. La religione buddhista. Roma, Ubaldini, 1998, pagg. 156.
[modifica] Voci correlate
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