Buddha d'oro

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Buddha d'oro
(พระพุทธมหาสุวรรณปฏิมากร)
Buddha d'oro(พระพุทธมหาสุวรรณปฏิมากร)
Autore anonimo siamese
Data tra il XIII ed il XV secolo
Materiale oro massiccio
Dimensioni 254 cm 
Ubicazione Wat Traimit, Bangkok
Particolare del Buddha d'oro

Il Buddha d'oro, il cui nome ufficiale in thai è Phra Phuttha Maha Suwan Patimakon, พระพุทธมหาสุวรรณปฏิมากร (grande statua del Buddha d'oro), è la più grande statua in oro massiccio al mondo,[1] ed uno dei tesori più preziosi della Thailandia e del buddhismo.

Si trova nel Wat Traimit, un piccolo complesso templare del Buddhismo Theravada situato nel distretto di Samphanthawong, nella zona di Yaowarat, la Chinatown di Bangkok, in Thailandia.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La statua è alta 3 metri, 2,54 senza il piedestallo, e pesa tra le 5 e le 5,5 tonnellate, rappresenta Buddha seduto a terra con le gambe incrociate nella posizione del Bhumisparsamudra, che assunse quando ottenne la Bodhi (l'Illuminazione). Le dita della mano destra sfiorano la terra, a cui rendono omaggio, e la sinistra è appoggiata sulle gambe davanti al pube con il palmo verso l'alto.

Lo stile della protuberanza a forma di fiamma posta sulla sommità del capo, chiamata Usnisa, che rappresenta lo splendore dell'energia spirituale, è tipico del periodo di Sukhothai, così come la forma data ai capelli, alle sopracciglia ed al naso. I lobi allungati, indicanti il precedente status di principe, le tre rughe sul collo, l'ampiezza delle spalle ed il petto gonfio nell'atto di inspirare, fanno parte della simbologia buddhista.

Oltre che per il valore economico e simbolico, la statua colpisce quotidianamente centinaia di visitatori per la serenità e l'energia che le fattezze del Buddha emanano, rendendola una delle più amate e venerate in Thailandia.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune ipotesi, l'opera fu eseguita durante il periodo di Sukhothai (1238-1438)[2] ed era situata in un wat di Ayutthaya fino alla seconda metà del XVIII secolo. Quando i birmani cinsero d'assedio la città, nel 1765, il valore della statua fu mascherato con un anonimo e spesso rivestimento in stucco dipinto con vernice dorata. Fu così che si salvò dal saccheggio quando fu rasa al suolo la città, avvenimento che pose fine al glorioso regno siamese nell'aprile del 1767. Il reale valore della statua rimase poi segreto per quasi due secoli.[1]

Durante il regno di Rama III (1824-1851) fu portata nel Wat Phrayakrai, nella zona di Yaowarat a Bangkok, dove ebbe la funzione di statua principale, pur mantenendo l'aspetto grossolano che gli conferiva il rivestimento.[2] Quando negli anni '30 il tempio fu abbattuto, fu spostata nell'allora nuovo Wat Traimit, un tempio di secondaria importanza costruito nella stessa area, che non aveva una sala abbastanza grande per contenerla. Fu quindi lasciata per 20 anni sotto una tettoia di lamiera nel cortile.

Wat Traimit

Nel 1955 fu costruito un nuovo edificio del wat, e la statua fu portata al suo interno. Durante il sollevamento uno dei cavi si ruppe ed il Buddha cadde nel fango, il fatto rappresentò un cattivo presagio per gli operai, che fuggirono lasciandola sul posto mentre infuriava un temporale che inondò l'intera città. Il mattino seguente l'abate controllò i danni e si accorse della vera statua notando il luccichio dell'oro lasciato scoperto da un pezzo di stucco che si era staccato.

Wat Traimit[modifica | modifica wikitesto]

Il Wat Traimit non ha particolari elementi architettonici,[2] ed è lontano dallo splendore di altri templi di Bangkok, come il Wat Phra Kaew ed il Wat Arun. È situato nell'omonima strada Thanon Traimit a pochi minuti di cammino dalla stazione ferroviaria centrale Hualamphong, nella parte orientale della Chinatown, i cui abitanti sono in gran parte di etnia cinese, da secoli radicata in città.

È uno dei pochi wat di Bangkok in cui sia concesso di avvicinarsi alla statua più preziosa; è aperto dalle 9 alle 17 e l'ingresso costa 20 baht.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Il Wat Tramit www.orientalarchitecture.com
  2. ^ a b c d Miller, Jeffrey, The Golden Buddha at Wat Traimit, The Buddhist Channel, 02-06-2005. URL consultato il 14-06-2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Aasen, Clarence. Architecture of Siam: A Cultural History and Interpretation, Oxford University Press, 1998. Oxford
  • (EN) Cummings, Joe. Thailand, Lonely Planet Publications, 1990. Singapore
  • (EN) Lassus, Pongkwan (Sukwattana). Architectural Heritage in Thailand, Amarin Printing and Publishing, 2004. Bangkok
  • (EN) Matics, K. I. Introduction to the Thai Temple, White Lotus Co., 1992. Bangkok
  • (EN) Ringis, Rita. Thai Temples and Temple Murals, Oxford University Press, 1990. Kuala Lumpur
  • (EN) Sthapitanonda, Nithi e Mertens, Brian. Architecture of Thailand: A Guide to Traditional and Contemporary Forms
  • (EN) Suksri, Naengnoi. Palaces of Bangkok: Royal Residences of the Chakri Dynasty, Thames and Hudson Ltd., 1996. Londra

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 13°44′17.06″N 100°30′50.12″E / 13.738072°N 100.513921°E13.738072; 100.513921