Bruno Schettino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bruno Schettino
arcivescovo della Chiesa cattolica
Bruno Schettino.jpg
Stemma Arcivescovo Bruno Schettino.svg
Sub tuum praesidium
Incarichi ricoperti Vescovo di Teggiano-Policastro
Arcivescovo di Capua
Presidente della Commissione episcopale per le migrazioni
Nato 5 gennaio 1941 a Marigliano
Ordinato sacerdote 28 giugno 1964
Consacrato vescovo 4 aprile 1987 dal cardinale Giuseppe Caprio
Elevato arcivescovo 29 aprile 1997
Deceduto 21 settembre 2012 a Capua
 

Bruno Schettino (Marigliano, 5 gennaio 1941Capua, 21 settembre 2012) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Indice

Biografia [modifica]

Fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1964.

Laureato in filosofia, fu nominato vescovo di Teggiano-Policastro l'11 febbraio 1987. Ricevette l'ordinazione episcopale il 4 aprile 1987 dal cardinale Giuseppe Caprio, coconsacranti gli arcivescovi Guerino Grimaldi e Giuseppe Costanzo.

Il 29 aprile 1997 fu promosso arcivescovo di Capua.

Fu presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e membro della Conferenza episcopale campana.

Fu gran priore dell'Ordine Militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia.[1]

Fu autore di numerose meditazioni sulla Via Crucis, le cui stampe venivano divulgate ogni anno in tutte le comunità parrocchiali dell'arcidiocesi di Capua per l'esercizio della pia pratica.

Durante il suo ministero episcopale a Capua ebbe cura dell'edilizia sacra, dedicando diverse chiese parrocchiali di nuova fattura e diversi altari per il sacrificio eucaristico. Fondò un museo diocesano di arte contemporanea in una delle chiese longobarde di Capua. Istituì inoltre le giornate vocazionali presso il seminario di Capua ogni prima domenica del mese. Fondò inoltre il consultorio familiare dell'arcidiocesi di Capua sito in Santa Maria Capua Vetere per tutte le necessità di quelle famiglie che non avevano alcun punto di sostegno per la loro vita e nominò primo direttore don Pietro Lagnese, parroco di Vitulazio, direttore della pastorale familiare dell'arcidiocesi che fu poi nominato vescovo di Ischia. Ebbe particolare cura del fenomeno migratorio molto presente sul litorale domitio, in cui la chiesa diocesana era molto impegnata con la presenza del Centro Fernandes, un centro di prima accoglienza per immigrati: molto spesso si recava per stare vicino agli immigrati, aiutarli materialmente e trascorrere del tempo con loro anche di festa; il 5 gennaio, giorno del suo compleanno, gradiva trascorrere questo giorno con gli immigrati del Fernandes i quali gli facevano una gran festa e avevano modo di pranzare con lui. Nella solennità del patrono San Roberto Bellarmino, con una solenne concelebrazione nella cattedrale di Capua, dettava le linee pastorali da attualizzarsi nelle diverse espressioni della vita dell'arcidiocesi. Come ex alunno del pontificio seminario di Posillipo, dopo qualche anno dal suo ingresso nell'arcidiocesi, scelse di inviare i suoi seminaristi in quell'istituto che lo aveva visto seminarista, affidando così i giovani candidati al sacerdozio alle cure dei padri gesuiti.

Fu stroncato da un infarto durante la notte del 21 settembre 2012 all'età di 71 anni lasciando in tutti coloro che lo avevano conosciuto non poco dolore. Da subito la cattedrale che faceva da camera ardente fino al 23 settembre si affollò di fedeli e amici per l'ultimo saluto all'arcivescovo di Capua. I suoi funerali furono intreccio di comunità: quella di Nola che lo aveva visto professore e sacerdote; quella di Teggiano che lo ebbe come primo vescovo (I nomina) ed infine la comunità capuana. Mai si era vista la Cattedrale di Capua così piena, fino al quadriportico esterno nel quale fu necessario allestire un maxi schermo.[2] Il rito funebre si tenne il 23 settembre nella cattedrale di Capua, presieduto dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli. Fu sepolto nel cimitero di Capua, in una cappella ottocentesca di proprietà dell'arcidiocesi di Capua.[3] La fondazione Migrantes della CEI ha deciso di istituire una borsa di studio in sua memoria che verrà assegnata ad uno studente di origine africana che risiede in Italia.[4] Da tutti è ricordato come il vescovo dei poveri, degli immigrati, ai quali durante il suo ministero episcopale ha riservato una particolare attenzione.

Genealogia episcopale [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Onorificenze [modifica]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia

Note [modifica]

  1. ^ L'ARCIVESCOVO DI CAPUA, S.E. Mons. SCHETTINO NUOVO GRAN PRIORE
  2. ^ Muore per infarto nella notte Bruno Schettino, l'arcivescovo di Capua
  3. ^ "A' MARONN T'ACCUMPAGN"
  4. ^ Una borsa di studio in memoria di monsignor Schettino

Fonti [modifica]

Predecessore Vescovo di Teggiano-Policastro Successore BishopCoA PioM.svg
Umberto Altomare 11 febbraio 1987 - 29 aprile 1997 Francesco Pio Tamburrino
Predecessore Arcivescovo di Capua Successore Archbishop CoA PioM.svg
Luigi Diligenza 29 aprile 1997 - 21 settembre 2012 Salvatore Visco

Controllo di autorità VIAF: 25808347