Bruno Ballante

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Bruno Ballante
Ballante.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Regno d'Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Carriera
Squadre di club1
1926-1927 Alba Roma Alba Roma 10 (-19)
1927-1930 Roma Roma 69 (-94)
1930-1934 Fiorentina Fiorentina 91 (-?)
1934-1937 Pisa Pisa 83 (-?)
Carriera da allenatore
1956-1957 Tivoli Tivoli
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Bruno Ballante (Tivoli, 15 aprile 1906Roma, 25 dicembre 1977[1]) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo portiere.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la sua carriera da professionista nell'Alba Roma. Dopo la fusione della società, che diede vita all'Associazione Sportiva Roma, divenne il primo portiere della Roma nella storia. Con essa esordì il 9 ottobre 1927 in Roma-Hellas Verona (3-1)[2], nella quale subì un gol. Spesso gli viene preferito Rapetti, e per questo nel primo anno scende in campo solo 6 volte. Nel medesimo anno viene impiegato come portiere titolare nella Coppa CONI, dove si fa notare. Così l'anno successivo Garbutt decide di impiegarlo come portiere titolare anche in campionato.

Nei tre anni passati indossando la maglia giallorossa collezionò 70 presenze, che si aggiunsero alle 11 volte che scese in campo con la maglia dell'Alba. Nel 1930 viene ceduto alla Fiorentina che militava in Serie B, poiché la Roma aveva acquistato dal Verona Guido Masetti che difenderà la porta giallorossa fino al 1943. Diventa subito il primo portiere della squadra viola, e con essa conquista la promozione in Serie A, difendendo la porta fiorentina in 33 partite.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Allenò il Tivoli nel 1956-1957, in IV Serie[3].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Roma: 1928
Fiorentina: 1930-1931

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Profilo su almanaccogiallorosso.it.
  2. ^ Articolo su asromaultras.it.
  3. ^ Quarta Serie, i quadri del girone F, da Corriere dello Sport, 222 (XXXVII), 20 settembre 1956, p. 5

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]