Brucoli
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| Altitudine: | 4 m s.l.m. | |||||||
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| Nome abitanti: | brucolani | |||||||
| Pref. telefono: | 0931 | CAP: | 96010 | |||||
Brucoli è una frazione del comune di Augusta, in provincia di Siracusa.
[modifica] Storia
A 5 km da Augusta (SR), sorge l'abitato di Brucoli con un canale che lo affianca per gran parte della sua lunghezza. Sulle pareti, lungo il corso del canale, sono visibili numerose grotte, tipiche abitazioni dell'età neolitica. A ovest del canale si apre una vasta area, "La Gisira", un grande tavoliere calcareo digradante verso il mare, dove all'estremo nord si trovano le tracce di un villaggio neolitico. Sul pianoro, inoltre, in un'oasi di verde, sorge il Santuario della Madonna dell'Adonai, con l'annesso eremo, costruito su una grotta naturale, già di uso greco, sulla cui parete di fondo si può ammirare una figura di "Madonna con Gesù Bambino" che secondo la tradizione, pare sia stata dipinta nel IV secolo dal vescovo di Lipari Agatone, qui rifugiatosi per sfuggire alle persecuzioni dei cristiani.
Il torrente Porcària, l'antico Pantakyas, prima di giungere alla contrada "Baia di Arcile", in un'ansa dalle pareti alte presenta cavità di tombe dell'età del bronzo, lungo tutto il costone chiamato Vallone Maccaudo. Nei secoli passati pare che il fiume fosse navigabile per una lunga tratta nell'entroterra, e veniva usato per il trasporto delle merci dalla costa verso l'interno.
Stando a ciò che racconta Tucidide ne "La guerra del Peloponneso" (VI,4), qui giunsero i primi greci da Megara con a capo l'ecista Lamis, che sulla sponda del fiume Pantakyas fondò una cittadina, dandole il nome di Trotylon. Da questo primo approdo, si diressero a Lentini e, da lì scacciati dai Calcidesi, fondarono prima Tapsos e poi Megara Iblea.
Brucoli con il suo porto-canale fu aggregata nel 1400 alla Camera delle regine Aragonesi. Il governatore Giovanni Cabastida, per ordine della Regina Giovanna, nel 1467 fece costruire il castello a guardia dell'emporio e dei magazzini dove si caricavano le merci da esportare. Il Caricatore di Brucoli (così venivano chiamati i porti da cui partivano e a cui giungevano le merci) in età aragonese era molto importante per la sua attività e fu accorpato al regio demanio.
Per quantità di merci esportate, Brucoli, spesso superava anche il porto di Augusta ottenendo così spesso privileggi in servizi e premi in denaro. Le esportazioni riguardavano carichi di frumento, formaggio, tonno, zucchero e altri prodotti cerealicoli.
Oggi il porto-canale è navigabile per un centinaio di metri dalla foce da imbarcazioni di piccola stazza dato che il fondale, nel corso degli anni, è andato alzandosi sempre più. Con opportuni interventi potrebbe essere ripulito e dragato per renderlo più agevole alle imbarcazioni da diporto o da pesca.
[modifica] Tradizioni
L'ultima domenica di luglio si festeggia il patrono San Nicola. È consuetudine, ad anni alterni, festeggiare con una processione sul mare a cui partecipano centinaia di imbarcazioni. Al largo, dalla barca che porta il simulacro del Patrono viene gettata in mare una corona di alloro in memoria dei caduti del mare. Ogni 5 agosto, ormai da diversi secoli, dalla chiesa parrocchiale ha inizio un pellegrinaggio verso il Santuario della Madonna dell'Adonai, al termine del quale viene celebrata la messa. La domenica che segue il 19 marzo, in piazza san Nicola ha luogo la caratteristica "Asta di san Giuseppe", nella quale si vendono i doni che le famiglie portano al santo Patrono della provvidenza, tra cui la caratteristica pizza locale chiamata "cudduruni". Il venerdì santo suggestiva è la processione col Cristo morto che viene incontrato dalla Madonna Addolorata.
[modifica] Collegamenti esterni
- Il porto rifugio
- Brucoli Brucoli e Augusta
- Articolo di approfondimento


