Brubaker

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Brubaker
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Titolo originale: Brubaker
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1980
Durata: 132'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: azione, drammatico
Regia: Stuart Rosenberg
Soggetto: Joe Hyams, Thomas O. Murton
Sceneggiatura: W.D. Richter, Arthur A. Ross
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Bruno Nuytten
Montaggio: Robert Brown
Effetti speciali: Al Wright Jr.
Musiche: Lalo Schifrin
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: John Franco Jr.
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
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Sequel: {{{nomesequel}}}
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Brubaker è un film del 1980 diretto da Stuart Rosenberg e interpretato da Robert Redford.

È una delle opere simbolo del cinema dell'impegno sociale, appartenente a quella irripetibile stagione degli anni '70 in cui tutto era politico ed ogni azione intrisa di speranza in un radicale cambiamento. Redford è formidabile, certamente nei suoi anni migliori ed all'apice della sua lunga stagione di combattivo radical. È dell'anno precedente, infatti, quel Il cavaliere elettrico, che è realmente anch'esso, come ebbe a dire Irene Bignardi a proposito di Tutti gli uomini del Presidente, "uno dei film simbolo dei migliori anni delle nostre vite".

[modifica] Trama

Henry Brubaker è un criminologo riformista ed ex capitano dell'esercito, al quale viene affidato il compito di dirigere il penitenziario di Wakefield, uno dei peggiori degli Stati Uniti d'America. Per rendersi conto delle reali condizioni di vita dei detenuti, si introduce nel carcere, fingendosi, per alcuni giorni, detenuto egli stesso. Una volta svelata la sua identità, inizia un'azione di radicale cambiamento della vita all'interno della prigione, cercando di eliminarne le ingiustizie e scontrandosi con i corrotti membri del consiglio di gestione del penitenziario. Nel suo operare il direttore viene sostenuto da Lillian (Jane Alexander), la donna che lo ha voluto alla guida di Wakefield, ma non fino in fondo. Memorabile e paradigmatica è, a tal proposito, la frase di Redford-Brubaker in risposta all'accusa, da lei rivoltagli, di andarsene sempre sconsolato, quando vede che non è in grado di modificare lo stato delle cose: "Perché è di omicidi che si sta parlando là dentro. Se li metti a tacere, come fai a spiegare a quegli uomini il motivo per cui sono rinchiusi? Per me esiste un peso e una misura!".

Un'altra figura fondamentale del film è quella di Dickie (Yaphet Kotto), detenuto appartenente agli affidabili (prigionieri "speciali" incaricati di controllare gli altri), che all'inizio è scettico nei confronti del nuovo direttore, ma lentamente si rende conto del grande valore del suo operato, fino a rendergli completo tributo, al momento in cui egli (da poco licenziato) si appresta a partire, con queste parole: "Hey Brubaker! Bisogna che le dica una cosa: aveva ragione!". La frase scatena un applauso ritmato, rivolto all'ormai ex direttore partente, che via via coinvolge tutti i detenuti e che rappresenta la vera vittoria di Brubaker; egli, infatti, non è riuscito a portare a termine la sua azione di riforma, ma ha inciso profondamente nelle coscienze di quegli uomini. E sarà proprio uno di loro, lo stesso Dickie, a portare avanti le idee apprese dal criminologo riformista, trasformandole in azione concreta ed organizzando una rivolta all'interno di Wakefield, riuscendo ad ottenere condizioni di vita migliori per i detenuti.

[modifica] Produzione

Il film è tratto da una storia realmente accaduta a Thomas Murton, che ne fece un libro. All'inizio delle riprese il regista era Bob Rafelson, ma, si pensa per divergenze con la produzione e, forse, anche con lo stesso Redford (Rafelson voleva realizzare un film totalmente politico), fu ben presto sostituito da Stuart Rosenberg, uno dei migliori registi di pellicole carcerarie (diresse Paul Newman nel 1967 in Nick mano fredda, altro capolavoro di genere).

[modifica] Collegamenti esterni

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