Brosme brosme

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Brosme brosme
Cusk new.jpg
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Ordine Gadiformes
Famiglia Lotidae
Genere Brosme
Specie B. brosme
Nomenclatura binomiale
Brosme brosme
Ascanius, 1772
Areale

Brosme brosme dis.png

Brosme brosme (detta in italiano Brosmio o Brosme) è un pesce d'acqua salata, appartenente alla famiglia Lotidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie a distribuzione molto settentrionale è diffusa lungo le coste atlantiche del Canada settentrionale, nonché le coste della Groenlandia meridionale. In Europa Brosme brosme è presente nelle acque che circondano l'Islanda, nel Mar del Nord (Irlanda occidentale e Scozia, acque comprese tra la Danimarca e la Norvegia), proseguendo a nord fino al Mare Artico, fino alla Norvegia settentrionale.
Abita le acque vicino alla costa, tra i 18 e i 550 m di profondità (ma ci sono state catture anche a 1000 m), preferendo fondali rocciosi e con nascondigli. È stato talvolta trovato nei porti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ha un aspetto tutto sommato simile alla bottatrice, con corpo allungato e quasi angiuilliforme, barbiglio sul mento, pinna dorsale unica e molto lunga, pinna anale lunga, entrambe unite alla pinna caudale, che è piccola e rotonda, da una membrana.
Il colore è brunastro uniforme con bordi scuri sulle pinne dorsale ed anale.
Raggiunge il metro di lunghezza.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Avviene in primavera ed estate attorno ai 200 m di profondità. Una femmina depone in media 2.000.000 di uova.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Caccia all'aspetto, rintanata nel suo rifugio tra gli scogli. Le sue prede sono crostacei, molluschi e pesci bentonici come pesci piatti e gallinelle.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Si cattura con palamiti ed ha un discreto valore commerciale anche se le carni sono inferiori a quelle di altri gadiformi. Viene fraudolentemente spacciata per merluzzo[1].

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Louisy P., Trainito E. (a cura di) Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo. Milano, Il Castello, 2006. ISBN 88-8039-472-X
  • Lythgoe J. e G Il libro completo dei pesci dei mari europei, Mursia, 1971

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere della Sera
pesci Portale Pesci: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di pesci