Bronson (film)

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Bronson
Bronson film.jpg
Tom Hardy in una scena tratta dal trailer.
Titolo originale Bronson
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 2008
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere drammatico, biografico, thriller, grottesco
Regia Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura Brock Norman Brock e Nicolas Winding Refn
Produttore Rupert Preston, Daniel Hansford, Jane Hooks (co-produttore)
Produttore esecutivo Allan Niblo, Suzanne Alizart, James Richardson, Kate Ogborn, Nick Love, Paul Martin, Rob Morgan, Thor Sigurjonsson, Simon Fawcett
Casa di produzione Vertigo Films, Aramid Entertainment Fund, Str8jacket Creations, EM Media, 4DH Films, Perfume Films
Distribuzione (Italia) One Movie
Fotografia Larry Smith
Montaggio Mat Newman
Musiche Lol Hammond (supervisore alle musiche)
Scenografia Adrian Smith
Costumi Sian Jenkins
Trucco Niamh Morrison
Interpreti e personaggi
Premi

Bronson è un film del 2008 diretto da Nicolas Winding Refn.

Il film ha per protagonista l'attore britannico Tom Hardy, che interpreta il feroce criminale Michael Gordon Peterson, meglio conosciuto come Charles Bronson. Bronson è noto soprattutto per aver trascorso gran parte della sua vita in carcere, passando oltre trent'anni in isolamento.

Bronson è un bio-pic fuori dagli schemi, raccontato senza una precisa cronologia,[1] alternando momenti di estrema violenza con scene umoristiche al limite del grottesco.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una buona famiglia borghese, il giovane Michael Gordon Peterson ha da sempre manifestato atteggiamenti aggressivi, che lo hanno portato più volte ad atti di violenza fisici, segno della sua ricerca di notorietà e affermazione personale. Nel 1974 gli si spalancano le porte del carcere, dopo una piccola rapina a un ufficio postale, lasciando soli la moglie e il figlio.

Entrato in carcere per scontare una condanna di sette anni, continua la smania di essere al centro dell'attenzione. Si macchia di una serie di violenze perpetrate ai secondini e ad altri detenuti, spadroneggiando all'interno del carcere, che egli definisce una camera d'albergo, e diventando l'idolo degli altri detenuti. Le autorità decidono quindi di trasferirlo in diversi penitenziari, nella speranza di calmare la sua violenza, ma ogni tentativo è vano. Viene mandato in un ospedale psichiatrico, dove gli vengono iniettate alte dosi di farmaci sedativi e qui cerca di strangolare un paziente che aveva ammesso di essere un pedofilo e quindi torna in carcere.

Dopo diversi anni torna in libertà sulla parola e va a vivere da suo zio a Luton, dove inizia ad appassionarsi alla boxe a mani nude, cambiando il proprio nome in Charles Bronson, in omaggio al famoso attore. La sua carriera di pugile finisce in fretta, dopo essersi innamorato di una donna, per la quale ruba un anello di fidanzamento; proprio per questo furto viene nuovamente arrestato. In carcere si rende nuovamente protagonista di atti di violenza nei confronti delle guardie, rimane inoltre coinvolto in una rivolta dove prende in ostaggio un bibliotecario, ingaggiando una lotta contro agenti antisommossa. Proprio per questi motivi la sua condanna viene estesa, passando oltre trent'anni della sua vita in isolamento, periodo in cui inizia a interessarsi di arte.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per prepararsi al meglio al ruolo, Tom Hardy ha incontrato il vero Charles Bronson in prigione, inoltre ha modificato notevolmente il suo corpo, ingrassando e aumentando la massa muscolare,[3] Le riprese del film si sono svolte principalmente nella contea di Nottinghamshire.[4][5]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 2008 il film è stato presentato in anteprima al London Film Festival, mentre nel gennaio 2009 ha partecipato al Sundance Film Festival. Bronson ha debuttato nelle sale cinematografiche britanniche il 13 marzo 2009 e in quelle statunitensi il 9 ottobre 2009, incassando a livello internazionale 2.260.712 dollari.[6] In Italia, dopo la presentazione al 27° Torino Film Festival, il film è stato distribuito dalla OneMovie il 10 giugno 2011, a seguito della vittoria di Refn al Festival di Cannes del premio come miglior regista per Drive.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione film, splattercontainer.com. URL consultato il 22 luglio 2010.
  2. ^ La famiglia è queer al Torino Film Festival, gay.it, 16 novembre 2009. URL consultato il 9 marzo 2014.
  3. ^ (EN) Actors Who've Gone Big, empireonline.com. URL consultato il 22 luglio 2010.
  4. ^ (EN) Film-makers invest millions in Notts, thisisnottingham.co.uk. URL consultato il 22 luglio 2010.
  5. ^ (EN) Locations, IMDb. URL consultato il 22 luglio 2010.
  6. ^ (EN) Bronson, Box Office Mojo. URL consultato il 22 luglio 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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