Britten-Norman BN-2 Islander

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Britten-Norman BN-2 Islander
Un Britten-Norman Islander fotografato all'aeroporto di Krems
Un Britten-Norman Islander fotografato all'aeroporto di Krems
Descrizione
Tipo aereo da trasporto
Equipaggio 1 o 2
Costruttore Regno Unito Britten-Norman
Data primo volo 13 giugno 1965
Esemplari 1 200 circa
Altre varianti Britten-Norman Trislander
Britten-Norman Defender
Dimensioni e pesi
Lunghezza 10,86 m (35 ft 8 in)
Apertura alare 14,94 m (49 ft 0 in)
Altezza 4,18 m (13 ft 9 in)
Superficie alare 30,2 (325 ft²)
Carico alare 9,78 kg/m² (20 lb/ft²)
Peso a vuoto 1 667 kg (3 675 lb)
Peso carico fino a 2 994 kg (6 600 lb)
Peso max al decollo 2 994 kg (6 600 lb)
Passeggeri fino a 9
Propulsione
Motore 2 Lycoming O-540-E4C
Potenza 260 hp (195 kW)
Prestazioni
Velocità max 273 km/h (170 mph)
Velocità di stallo 64 km/h (40 mph)
Velocità di crociera 257 km/h (160 mph)
Velocità di salita 295 m/min (970 ft/min)
Autonomia 1 400 km (874 mi)
Tangenza 4 024 m (13 200 ft)
Note i dato sono relativi alla versione BN-2A Islander

dati estratti da The Observer's Book of Aircraft[1]

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Il BN-2B Islander utilizzato da Air Hamburg, 2009.

Il Britten-Norman BN-2 Islander è un bimotore a pistoni multiruolo ad ala alta da trasporto leggero progettato e prodotto originariamente dall'azienda britannica Britten-Norman Limited negli anni sessanta.

Nelle sue numerose versioni, disponibile come aereo di linea dalla capacità di 10 passeggeri, come aereo postale e cargo, l'Islander ha riscosso un grande successo in campo internazionale ottenendo, come asserisce il sito ufficiale della Britten-Norman, lo status di velivolo commerciale tra i più venduti in Europa occidentale[2] e venendo impiegato in oltre 750 esemplari da operatori in tutto il mondo. Inoltre, benché concepito come velivolo civile, venne utilizzato come trasporto leggero da oltre 30 aeronautiche militari mondiali e nelle forze di polizia britanniche ed in seguito prodotto in alcune versioni studiate espressamente per ruoli in ambito militare.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

L'Islander viene concepito nei primi anni sessanta dai fondatori dell'azienda che portava il loro nome, John Britten e Desmond Norman. Il mercato suggeriva la possibilità di introdurre un velivolo che potesse essere proposto nella fascia di utilizzo riservata al trasporto regionale ed i due soci e progettisti videro un'opportunità per compiere un salto di qualità dell'azienda. Fondata nel 1953, fino ad allora aveva operato nel campo della conversione e manutenzione di aerei agricoli e nella produzione di hovercraft per conto della British Hovercraft Corporation[3]. Il disegni del progetto vennero impostati nel 1963 e dopo due anni il prototipo era pronto per i primi collaudi. L'esemplare, al quale venne assegnata la denominazione BN-2 ed immatricolato G-ATCT[4], venne portato in volo per la prima volta il 13 giugno 1965,[5][4] dalla pista aziendale a Bembridge, sull'Isola di Wight (Inghilterra), a cui seguirono una serie di test atti a raffinare un progetto che si rivelò già in grado di soddisfare le specifiche che si erano proposti. Dopo pochi giorni dal volo inaugurale, il 17 giugno il BN-2 G-ATCT venne esposto ufficialmente al pubblico al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget. Il secondo velivolo venne realizzato l'anno successivo; immatricolato G-ATWU era il modello di preserie e venne portato in volo il 28 agosto 1966. Entrambi erano motorizzati con due Rolls-Royce/Continental IO-360-B, motori a 4 cilindri contrapposti raffreddati ad aria da 210 hp (157 kW), configurazione con la quale, il 10 agosto, il velivolo ottenne la certificazione dalla Federal Aviation Administration; il nome "Islander" venne apposto a completare la denominazione aziendale il successivo 15 agosto[4]. La motorizzazione venne sostituita nella versione di serie, uscita dagli stabilimenti e portata in volo il 24 aprile 1967, dal più potente Lycoming O-540-E4C capaci di erogare 260 hp (195 kW) ciascuno. Questa era denominata BN-2A e differiva dai prototipi per alcune migliorie riguardanti principalmente dettagli aerodinamici e l'avionica.

Vista la versatilità dell'aereo ne sono state create anche della varianti ad uso bellico, quali:

  • il Defender che volò per la prima volta il 20 maggio 1970, dotato di armi per l'attacco al suolo;
  • il Maritime Defender destinato alla ricerca ed al salvataggio (SAR), al pattugliamento costiero e al controllo della pesca.

Nel 1978 è stata sviluppata una versione ulteriormente migliorata, l'Islander BN-2B II. I miglioramenti inclusero un incremento di capacità di carico, e modifiche all'apparato propulsivo al fine di ridurre le emissioni acustiche del motore. Altre modifiche opzionali consistevano in una versione allungata per un'aumentata capienza del bagaglio. Con queste modifiche successive il velivolo è stato indicato come BN-2T.

Un tentativo di realizzare un Islander con una capienza maggiorata ha portato alla nascita del BN-2A Mk III Trislander. Questo velivolo ha una fusoliera allungata, un carrello di atterraggio modificato e un terzo motore (alloggiato in coda). Il prototipo è stato realizzato modificando il prototipo originale del BN-2 ed ha volato l'11 settembre 1970.

L'Islander, oltre che dalla Britten-Norman, è stato prodotto su concessione da altre aziende quali l'URMA, azienda rumena che costruisce il velivolo dal 1969, in stabilimenti a Gosselies (Belgio) dal 1973 e nelle Filippine.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

L'Islander è un aereo ad ala alta con caratteristiche STOL, in quanto può decollare e atterrare agevolmente in meno di 400 m.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Britten-Norman Islander II della compagnia aerea Ryukyu Air Commuter.

I dati sono estratti da Airlife's General Aviation.[6]

BN-2
prototipo, portato in volo per la prima volta nel 1966 equipaggiato con due motori a cilindri contrapposti Lycoming O-540-E4B5 da 260 hp ciascuno.
BN-2A
versione di produzione in serie, sostanzialmente simile al prototipo se non per una serie di modifiche minori ed un superiore peso massimo al decollo.
BN-2A-2
evoluzione del BN-2A caratterizzato dall'adozione di flap modificati ed una coppia di motori ad iniezione Lycoming IO-540-K1B5 da 300 hp.
BN-2A-3
versione del BN-2A-2 caratterizzato dall'adozione di un'ala dalla maggiore apertura ed equipaggiato con serbatoi supplementari subalari.
BN-2A-6
evoluzione del BN-2A caratterizzato dall'adozione di modifiche all'ala tecnologicamente avanzate ed equipaggiato con due motori a cilindri contrapposti Lycoming O-540-E4C5 da 260 hp ciascuno.
BN-2A-7
versione del BN-2A-6 caratterizzato dall'adozione di un'ala dalla maggiore apertura e dall'incremento della capacità dei serbatoi del combustibile.
BN-2A-8
versione del BN-2A-6 caratterizzato dall'adozione di droop flap.
BN-2A-9
versione del BN-2A-7 caratterizzato dall'adozione di droop flap.
BN-2A-10
versione del BN-2A-8 caratterizzato da un incremento del peso massimo al decollo e dall'adozione di un coppia di motori Lycoming TIO-540-H1A (turbocompressi e con iniezione) da 270 hp ciascuno.
BN-2A-20
versione del BN-2A-2 con peso massimo al decollo incrementato ed una serie di modifiche minori.
BN-2A-21
versione del BN-2A-3 con peso massimo al decollo incrementato.
BN-2A-23
versione del BN-2A-21 caratterizzato dall'adozione di un naso allungato.
BN-2A-24
versione del BN-2A-26 con il naso allungato.
BN-2A-25
versione del BN-2A-27 con il naso allungato.
BN-2A-26
versione del BN-2A-8 con peso massimo al decollo incrementato.
BN-2A-27
versione del BN-2A-9 con peso massimo al decollo incrementato.
BN-2A-30
versione aereo anfibio a scarponi del BN-2A-20, equipaggiato con una coppia di galleggianti, attaccati alle gambe di forza dell'originale carrello, che incorporano le ruote dello stesso.
BN-2A-41
variante, nota come Turbo Islander, caratterizzata dall'adozione del naso allungato, droop flap e dall'adozione di un coppia di motori turboelica Lycoming LTP-101, portata in volo per la prima volta nel 1977.
BN-2B Defender
variante da trasporto militare, nota come Defender, caratterizzata da una serie di modifiche per adeguarla alle nuove esigenze tra cui l'adozione di piloni subalari ed un coppia di motori Lycoming IO-540-K1B5 ad iniezione da 300 hp ciascuno.
BN-2B-20
evoluzione del BN-2A-20 caratterizzata da una serie di modifiche al fine di una migliore insonorizzazione, incremento del peso massimo al decollo ed altre modifiche minori.
BN-2B-21
versione del BN-2A-21 con le modifiche adottate dal Model B.
BN-2B-26
versione del BN-2A-26 con le modifiche adottate dal Model B.
BN-2B-27
versione del BN-2A-27 con le modifiche adottate dal Model B.
Un BN-2T al 2010 Farnborough Airshow.
BN-2T
variante, nota come Turbine Islander, basata sul BN-2A-26 dal quale si distingueva per l'adozione di un coppia di motori turboelica Allison 250-B17C da 320 shp.
Islander AL.Mk 1
variante militare multiruolo, realizzata su specifica del British Army per un bimotore destinato al collegamento ed alla ricognizione aerea, e costruita in sette esemplari. venne utilizzata in missioni di ricognizione e fotografia aerea nell'Irlanda del Nord durante l'Operazione Banner. Tutti gli esemplari facevano parte del No. 1 Flight, Army Air Corps basato alla RAF Aldergrove.[7]
Islander CC.Mk 2 e CC.Mk 2A
variante militare, realizzata su specifica del Royal Air Force per un bimotore destinato alla comunicazione e costruita in tre esemplari.[8][9][10]
Maritime-Defender
variante militare destinata alla marina militare nei ruoli di ricognizione aerea armata e pattugliamento marittimo.
BN-2A-III Trislander
variante trimotore, nota come Trislander, del BN-2A, caratterizzata dallo scompartimento passeggeri a 18 posti ed equipaggiato con tre motori a cilindri contrapposti Lycoming O-540-E4C5 da 260 hp ciascuno.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Civili[modifica | modifica sorgente]

l'Islander, marche D-IFKU, della compagnia aerea tedesca FLN FRISIA-Luftverkehr in fase di decollo.
Il Britten-Norman BN-2T Islander, marche ES-PNW, di proprietà della compagnia aerea estone Avies.
Antille Olandesi Antille Olandesi
Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda
Barbados Barbados
  • Aero Services
  • Tropical Air Services
Australia Australia
Canada Canada
Colombia Colombia
Estonia Estonia
Figi Figi
Germania Germania
Giamaica Giamaica
Giappone Giappone
Islanda Islanda
Irlanda Irlanda
Israele Israele
Panamá Panamá
  • Aviones de Panama S.A.
  • Aero Taxi
  • PARSA
  • ANSA
  • TRANSPASA
  • AVIATUR
  • Air Panama (recently)
Malesia Malesia
Messico Messico
  • Aero Taxis de CV
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Regno Unito Regno Unito
Saint-Barthélemy Saint-Barthélemy
Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine
Samoa Americane Samoa Americane
Stati Uniti Stati Uniti
Vanuatu Vanuatu

Governativi[modifica | modifica sorgente]

Belgio Belgio
Samoa Americane Samoa Americane

Militari[modifica | modifica sorgente]

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

Incidenti[modifica | modifica sorgente]

Un velivolo Britten Norman BN-2A-27 Islander del 1968 è scomparso nel nulla il 4 gennaio 2013: era in volo sull'arcipelago di Los Roques in Venezuela. A bordo si trovavano 6 persone, delle quali 2 piloti e 4 passeggeri di nazionalità italiana. I passeggeri erano il dirigente d'azienda Vittorio Missoni, figlio dello stilista Ottavio Missoni, la compagna Maurizia Castiglioni, che viaggiavano con una coppia di amici, l'imprenditore Guido Foresti e Elda Scalvenzi.

Secondo Aviation Safety Network, dal primo volo del 1965 al 2012 l'aereo ha avuto 249 incidenti, con 590 vittime.

Un velivolo Britten Norman BN-2 e caduto in Romania in Gennaio 2014 uccidendo il pilota.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Green 1976, op. cit.
  2. ^ Britten-Norman
  3. ^ Simpson 1991, op. cit. p. 77.
  4. ^ a b c Britten-Norman
  5. ^ Green 1976, op. cit., p. 52.
  6. ^ Simpson 1991, pp. 78–79.
  7. ^ Ripley, Tim and Chappel, Mike (1993). Security forces in Northern Ireland (1969-92). Osprey, p. 30.ISBN 1855322781
  8. ^ Lake 2008, pp. 44–45.
  9. ^ "Islander BN2T CC Mk2." Royal Air Force. Ultimo accesso: 22 novembre 2008. Nota: benché ufficialmente descritto come aereo da collegamento e fotografia aerea, si ritiene fosse impiegato come ricognitore aereo.
  10. ^ Lake 2008, pp. 45—46.
  11. ^ Riccardo Braccini, Il Museo dell'Aviazione di Bucarest in jp4 mensile di Aerounautica e Spazio, nº 11, novembre 2010, pp. 82 a.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Riviste[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Lake, Jon. "Aircraft of the RAF - Part 8 Islander." Air International, Vol 75 Number 6, December 2008, pp. 44–46.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]