Brigida Maria Postorino

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Brigida Maria Postorino

Suor Brigida Maria Postorino (Catona, 19 novembre 1865Frascati, 30 marzo 1960) è stata una religiosa, serva di Dio italiana, fondatrice dell'istituto religioso delle Figlie di Maria Immacolata.

L'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata è un ordine di suore in seno alla Chiesa che opera con il carisma immacolatino in tutta Italia e anche con diverse "Case" negli Stati Uniti, in Argentina e con diverse missioni in Africa. Nato dalla mente di Brigida Postorino questo Istituto nel 1977 durante il Capitolo generale diede inizio al Movimento A.M.I. (Amici di Maria Immacolata) fatto di laici che collaborano con l'Istituto e che era già in vita nei pensieri di Madre Brigida Postorino.

Indice

[modifica] Biografia

Brigida Maria Postorino nacque a Catona il 19 novembre 1865 da Giuseppe Postorino e Francesca Marra. Fu introdotta sin da piccola ad un'educazione religiosa, il padre le raccontava ogni sera, su richiesta della piccola Brigida, la "storia di Gesù" che la interessava molto.

La sua vita però fu sempre all'insegna dell'operosità, sin dalla giovinezza. Infatti nel suo paese contribuì molto alla Pia Unione delle Figlie di Maria, di cui ne fu presidente, insieme ad alcune sue coetanee sotto la guida anche del canonico Domenico Scopelliti che sarebbe diventato poi vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Le Figlie di Maria gestivano, tra l'altro, una cappella della chiesa "San Dionigi" di Catona dedicata, tra l'altro, proprio all'Immacolata.

[modifica] Fondazione dell'Istituto

« Bisogna dare a Cristo il cuore e il braccio e mancherebbe allo scopo dell'Istituto chi volesse dare l'uno senza l'altro. L'orazione con la vita interiore sia il cuore; le occupazioni esteriori, gli uffici di carità e di misericordia da esercitarsi quotidianamente con la gioventù, siano il braccio. Perciò il motto dell'Istituto sarà TUTTO IN DIO »
(Brigida Maria Postorino, Costituzioni dell'Istituto)

La forte chiamata alla consacrazione a Dio si presentò "come un sussurro" nella notte di Natale del 1897 (all'età di 33 anni) durante la processione di Gesù bambino. Non parlando con nessuno dei suoi sentimenti la notte stessa ebbe una visione di Maria Immacolata che le confermò quanto nel suo animo aveva già sentito e lo fece con le parole "se tu non verrai altre non verranno". Raccontato l'accaduto al suo confessore mons. Domenico Scopelliti, questo gli consigliò umiltà e preghiera per capire davvero cosa il Signore le chiedesse e un mese dopo l'arcivescovo di Reggio Calabria, il cardinale Gennaro Portanova, la mandò a chiamare e gli confermò le richieste della Madonna.

Così la cosa venne approfondita e infine, il 6 novembre 1898, lei e otto sue compagne che volevano consacrarsi a Dio, lasciarono le loro case e con il permesso dell'autorità ecclesiastica si unirono in una "famiglia religiosa", l'Istituto delle Figlie di Maria Immacolata e il 6 gennaio 1989 suor Brigida Postorino pronunciò i suoi primi voti e le altre sorelle presero l'abito religioso come novizie. Poi si doveva eleggere una superiora e la scelta cadde, naturalmente, su suor Brigida[1].

Bisogna ricordare però che l'Istituto fondato da Brigida Postorino riveste nel periodo della sua fondazione un importante ruolo di “ammodernamento” del clero soprattutto in quel meridione dove opera quando muove i suoi primi passi. Infatti agli albori del novecento buona parte del clero locale non vedeva troppo bene la forte operosità di queste suore che oltre a curare le anime cercavano di lenire le piaghe che in quel periodo affliggevano il sud, in particolare l'analfabetizzazione e la povertà, ma che accoglievano anche orfani ed emarginati. Questo spiega anche il sostegno che molti vescovi dell'epoca davano all'Istituto, primo tra tutti il cardinale Gennaro Portanova, spinti dalla volontà di cambiare l'apostolato tradizionale in uno più fervente e operoso nella società e più vicino al popolo, proprio quello esercitato delle “immacolatine” di Madre Brigida. A testimone di questo sono anche le richieste che molti vescovi fecero a Madre Brigida di costruire nuove case nelle loro diocesi tanto che nei primi dieci anni di vita, dal 1898 al 1908, l'Istituto arrivò a contare dieci "case".

[modifica] Il terremoto del 1908

La storia dell'Istituto, e quindi quella di suor Brigida, venne sconvolta dal terremoto di Reggio Calabria e Messina il 28 dicembre 1908. Oltre a distruggere le dieci case presenti il terremoto stroncò la vita di 24 tra suore e novizie e la madre della fondatrice. Inoltre in quell'anno di sventura erano già morti il padre della fondatrice e il cardinal Gennaro Portanova, protettore e sostenitore della congregazione.

Fortunatamente sulla via di suor Brigida oltre al terremoto si trovò anche la benevolenza del Papa Pio X che il 27 gennaio 1909 la ricevette in udienza e gli offrì i suoi aiuti promettendole che l'Istituto sarebbe stato riconosciuto[2]. Promessa che avrebbe mantenuto il suo successore, Papa Benedetto XV, che suor Brigida incontrò nel 1913 e che nel 1921 avrebbe dato all'Istituto il riconoscimento pontificio.

Le case poi, dopo tanti stenti, furono ricostruite, anzi crebbero più numerose e anche a Roma un Istituto vide la luce nel 1925 in occasione dell'Anno Santo indetto da Pio XI (che incontrò nel 1923) per accogliere i pellegrini venuti per il giubileo. In questi anni suor Brigida incontra anche un'altra Serva di Dio, Suor Maria Francesca Giannetto, che nel 1925 arrivò a Roma proprio per dare aiuto nella casa aperta ai pellegrini.

Dopo un po' di tempo suor Brigida, oramai diventata per tutti madre Brigida, dovette anche dare forma a una serie di norme che regolassero l'Istituto e quindi, insieme alla sua collaboratrice, col Vangelo alle mani, diede forma alla prima Regola, le Costituzioni dell'Istituto che furono poi approvate dall'arcivescovo di Reggio Calabria e che sarebbero poi state confermate da Papa Pio XII nel 1957. Come risalta dalle Costituzioni, ma anche dai diari e da chi l'ha conosciuta, tutto il carisma dell'Istituto, che è quello di madre Brigida, verte sul "Tutto in Dio" che era il programma di vita che aveva scelto da sempre per se.

[modifica] La morte

Però la salute di Brigida non fu sempre delle migliori. Dovette subire anche un intervento chirurgico nel 1934 che, per sua volontà, affrontò senza anestesia, come disse lei stessa: "per provare un po\' i dolori di Gesù". L'intervento, dapprima senza speranza, ebbe buon esito. Ma le forze non erano più quelle di una volta e nel 1936 cedette il governo dell'Istituto. Anche il Papa Pio XI, con un suo scritto, cercò di convincerla a rimanere Madre Generale. Fu eletta un'altra superiora generale ma in quel momento l'Istituto andò in crisi e nel capitolo del 1942 fu rieletta madre Brigida Postorino. L'anno dopo però lascio l'incarico definitivamente e si ritirò nella casa di Frascati dove continuò però a vivere le vicende del suo Istituto, tra gioie e dolori, come le missioni che nacquero in quegli anni in Africa, Brasile e Argentina.

Ventiquattro anni dopo arrivò però la morte, il 30 marzo 1960 (mercoledì), alle ore 17:30, nella casa di Frascati dove si spense serenamente confortata dalla benedizione di Giovanni XXIII.

[modifica] Il processo di canonizzazione

Dopo la sua morte i commenti della gente erano tutti a favore della santità di madre Brigida, tanto che nel 25º anniversario della sua morte, il 30 marzo 1985, fu aperto ufficialmente a Frascati il processo di canonizzazione della Serva di Dio Brigida Maria Postorino, la cui prima fase fu portata a compimento due anni dopo, il 30 marzo 1987[3].

[modifica] Aneddoti di una vita vissuta in santità

Due piccoli episodi si narrano di Madre Brigida riguardanti in particolare la sua fanciullezza. Il primo è quello in cui la piccola Brigida, paradossalmente, ruba Gesù. Bisogna premettere che, a motivo della religiosità della famiglia, la fanciulla era fortemente attratta da Gesù tanto che già a quattro anni frequentava con i grandi il catechismo per la prima comunione e desiderava anche lei ricevere l'Eucarestia. Ma visto che il parroco, giustamente per la tenera età, non acconsentiva allora una mattina si alzò di buon ora, si coprì con uno scialletto come una signora anziana per non farsi riconoscere, e fuggì dalla finestra per andare in chiesa dove, confusasi tra le vecchie signore, ricevette la comunione senza farsi riconoscere se non da alcune donne di chiesa che avvisarono la Madre che, naturalmente, sgridò Brigida al suo ritorno. Questo episodio sta solo a significare l'ardore religioso che era nell'animo di quella piccola fanciulla rapita dall'amore per Gesù.

Un altro piccolo aneddoto è quello chiamato del giglio e del girasole. Infatti, essendo stata ammessa nel 1875 nell'associazione della Pia Unione delle Figlie di Maria, in quell'occasione di festa si era soliti sorteggiare dei nomi di fiori rappresentanti le più belle virtù. Brigida desiderava per lei il giglio, simbolo di purezza, ma le tocco il girasole, e ne fu dispiaciuta. Cambiò idea poi quando le dissero che il girasole rappresenta l'amore dell'anima fedele che ama il suo Signore con ardore e costanza e sempre a lui si volge, e ne fu anzi molto contenta.

[modifica] Note

  1. ^ Il 26 aprile 1901 arrivò il riconoscimento ufficiale dell'Istituto col Decreto di erezione canonica mandato dal card. Gennaro Portanova
  2. ^ Pio X dimostrò la sua stima per l'Istituto concedendogli inoltre il Decretum Laudis in data 30 luglio 1909
  3. ^ Dettagli sul processo in corso al sito presente nella sezione collegamenti esterni.

[modifica] Bibliografia

  • Suor M. Brigida Postorino traghettatrice di anime all'approdo mariano, Catania, Scuola salesiana del libro, 1964;
  • Numero unico commemorativo del centenario della nascita di Madre Maria Brigida Postorino fondatrice e prima superiora generale dell'Istituto Figlie di Maria Immacolata, 1865-1965, Roma, Istituto Figlie Maria Immacolata, 1966;
  • Dimesse figlie di Maria Immacolata, Costituzioni, a cura della Congregazione delle Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata, Padova, Tip. antoniana, 1972;
  • Pietro Borzomati, Brigida Postorino e le immacolatine nella chiesa di Reggio Calabria dal 1898 al 1908 spiritualità ed azione, Urbino, Istituto di storia dell'Università di Urbino, 1985;
  • Brigida Postorino e il suo istituto, Roma, Istituto delle figlie di Maria Immacolata, 1988;
  • Ermelinda Taverriti, Cenni biografici su Madre Brigida Maria Postorino, fondatrice delle Figlie di Maria Immacolata, Reggio Calabria, Jason, 1994;
  • Brigida Maria Postorino, Strasbourg, Editions du Signe, 1998;
  • Maria Francesca Porcella, La consacrazione secolare femminile, pensiero e prassi in Giuseppe Frassinetti, Roma, LAS, 1999;
  • Pietro Borzomati. Madre Brigida e le figlie di Maria Immacolata di Catona (1898-1998). Rubbettino, 1999. ISBN 88-7284-726-5

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