Brigida Banti

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Ritratto della cantante lirica italiana
Brigida Giorgi Banti
(J. Hopkins - 1797)

Brigida Giorgi, meglio conosciuta con il cognome maritale e nome d'arte di Brigida Banti (Crema, 1757Bologna, 18 febbraio 1806), è stata un soprano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi oscuri[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini sono alquanto incerte e gli stessi dati di nascita tutt'altro che accertati: secondo alcuni, invece che a Crema, Brigida Giorgi sarebbe nata a Monticelli d’Ongina, località in provincia di Piacenza, non lontana però da Cremona, nel 1756[1] od anche nel 1758. Figlia del mandolinista di strada, Carlo Giorgi, cominciò anch’ella ad esibirsi prestissimo come cantante di strada, al seguito del padre, secondo alcuni, insieme al barbiere violoncellista Domenico Dragonetti, secondo altri. Certo è che nel 1777/1778, nel suo peregrinare per l’Europa meridionale, elle giunse a Parigi dove avvenne l’incontro che mutò la sua vita. Anche sulla natura di tale incontro le fonti divergono: secondo gli uni sarebbe stata notata niente meno che da Antonio Sacchini, dallo stesso rapidamente addestrata e quindi ingaggiata all’Opéra Comique; secondo altri a notarla sarebbe stato invece il Direttore nominato dell’Académie Royale de Musique, Anne-Pierre-Jacques Devismes, che, sempre previo addestramento da parte di Sacchini, l’avrebbe fatta scritturare per l’Opéra. Le notizie sul suo soggiorno parigino sono comunque incertissime[2], così come quelle relative al suo successivo trasferimento a Londra: di certo c’è soltanto che qui incontrò il ballerino e coreografo Zaccaria Banti che sposò ad Amsterdam nel 1779 e di cui adottò il cognome anche come nome d’arte.

La grande carriera europea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere passata per Vienna nel 1780, la Banti decise di rientrare in Italia scritturata, per la stagione di carnevale 1782/1783, dal Teatro San Benedetto di Venezia, dove riscosse un notevole successo nelle prime del Piramo e Tisbe di Francesco Bianchi (che sarebbe diventato il suo compositore preferito) e dell' Attalo, re di Bitinia di Giuseppe Sarti, nonché in una ripresa dell'Orfeo ed Euridice di Bertoni che destò l’entusiasmo di un ascoltatore d’eccezione come il tenore irlandese Michael Kelly. Cantò successivamente a Torino, Milano, di nuovo a Venezia, ed anche, nel 1786/87, a Varsavia, ove si esibì in opere di Giordani, Persichini e Tarchi.[3] Nello stesso 1787 approdò infine al Teatro San Carlo di Napoli, creando il ruolo di Sofonisba nella prima rappresentazione dello Scipione Africano del suo prediletto Bianchi, ed eseguendo anche opere di Paisiello, Anfossi e Guglielmi. La Banti rientrò quindi, nel 1789, al San Benedetto di Venezia, dove fu la prima protagonista della Zenobia in Palmira di Anfossi, che divenne uno dei suoi cavalli di battaglia, assieme al ruolo di Semiramide , creato per la prima rappresentazione de La vendetta di Nino di Bianchi alla fine dell’anno successivo. Nel giugno del 1792 partecipò all’inaugurazione del nuovo Gran Teatro La Fenice a Venezia, a fianco di Gaspare Pacchierotti (il quale non mancò di influenzarla notevolmente nelle sue attitudini artistiche), nella prima rappresentazione de I giuochi d’Agrigento di Paisiello. Dopo una breve stagione a Madrid nel 1793, dal 1794 al 1802 ella fu scritturata, come soprano principale al King’s Theatre di Londra, dove debuttò con il ruolo di Semiramide nell’opera citata di Bianchi e dove incontrò Lorenzo Da Ponte che, nelle sue Memorie, le attribuì, con notevole malevolenza, caratteristiche umane piuttosto sgradevoli[4], oltre che una relazione con William Taylor, direttore del teatro. Ritornata in Italia nell’autunno del 1802 a seguito del rientro in patria di Elizabeth Billington, continuò per qualche anno ad esibirsi sia alla Scala che alla Fenice, ma la sua voce stava deteriorandosi e fu quindi costretta a ritirarsi, peraltro poco prima di morire, nel 1806. Tanto splendida e così potente era stata quella stessa voce che, alla sua morte, il suo corpo fu sottoposto ad un'autopsia che rivelò due polmoni di straordinaria ampiezza[5]

Suo figlio Giuseppe ne avrebbe pubblicato una breve biografia sessant’anni dopo, nel 1869. Il monumento funebre dedicato alla cantante, realizzato nel 1813, si trova alla Certosa di Bologna; esso fu commissionato dal vedovo Zaccaria Banti ai pittori Luigi Gibelli e Filippo Pedrini, dopo che un precedente monumento commemorativo fu forzatamente distrutto a seguito dell'ampliamento del cimitero poco tempo prima.

Caratteristiche artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Un vero e proprio fenomenale talento naturale: questa potrebbe essere la definizione sintetica della Banti. Priva di ogni educazione musicale (non sapeva nemmeno leggere la musica e rifiutò sempre di imparare), aveva un orecchio prodigioso ed era in grado di imparare a memoria le parti soltanto facendosele eseguire un paio di volte. I suoi contemporanei, dal citato Kelly, alla pittrice Élisabeth Vigée-Le Brun, al grande conoscitore del canto, Lord Mount Edgcumbe[6], concordano nell’esaltarne le qualità. Mount Edgcumbe ad esempio scriveva, nelle sue “Musical Reminiscences”, di una voce estesissima, ricca e priva di smagliature in tutta la sua ampiezza, una “vera voce di petto dal principio alla fine[7]. Ella possedeva, in effetti, una voce estremamente potente, dal timbro squisito e notevolmente flessibile, in grado quindi di affrontare senza tema la coloratura più spericolata. Il suo stile di canto, secondo una notazione quanto mai acuta della Vigée-Le Brun, era simile a quello del castrato Pacchiarotti (con il quale, del resto, la Banti ebbe modo di esibirsi innumerevoli volte) ed eccelleva cioè nell’intensità espressiva[8].

Nonostante la sua ignoranza di base e i suoi modi non certo da gran signora,[9] la Banti, grazie al dono del suo talento naturale, seppe diventare una cantatrice estremamente raffinata e seppe rifuggire dall’esteriorità e dalla superficialità, e, insomma, dal decadimento del gusto vocale che caratterizzò la seconda metà del ‘700, ed affiancarsi a pieno titolo a quei cantanti, contemporanei e immediatamente successivi, i quali, ripristinando gli stilemi del canto d’antan, aprirono la strada agli sviluppi imminenti del belcanto rossiniano.

Ruoli creati[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco seguente non è esaustivo, ma può essere considerato significativo della carriera della Banti.[10]

Ruolo titolo dell’opera carattere dell’opera Autore Teatro data prima esecuzione
Emirena Attalo Re di Bitinia dramma per musica (opera seria) Giuseppe Sarti Teatro (Gallo) San Benedetto di Venezia 26 dicembre 1782
Tisbe Piramo e Tisbe dramma per musica Francesco Bianchi Teatro (Gallo) San Benedetto di Venezia 3 gennaio 1783
Ippodamia Briseide dramma per musica (opera seria) Francesco Bianchi Nuovo Teatro Regio di Torino 27 dicembre 1783
Emira Amaionne dramma per musica Bernardino Ottani Nuovo Teatro Regio di Torino 24 gennaio 1784
Arianna Bacco e Arianna festa teatrale (cantata) Angelo Tarchi Nuovo Teatro Regio di Torino 20 maggio 1784
Adelina Il disertore francese dramma per musica (opera seria) Francesco Bianchi Teatro (Gallo) San Benedetto di Venezia 26 dicembre 1784
Cleofide Alessandro nell'Indie dramma per musica (opera seria) Francesco Bianchi Teatro (Gallo) San Benedetto di Venezia 28 gennaio 1785
Aricia Fedra dramma per musica Giovanni Paisiello Real Teatro San Carlo di Napoli 1 gennaio 1788
Debora Debora e Sisara azione sacra per musica (oratorio, 1° versione) Pietro Alessandro Guglielmi Real Teatro San Carlo di Napoli 13 febbraio 1788
Armida Il Rinaldo dramma per musica Pëtr Alekseevič Skokov Real Teatro San Carlo di Napoli 4 novembre 1788
Marzia Catone in Utica dramma per musica Giovanni Paisiello Real Teatro San Carlo di Napoli 1 gennaio 1789
Erismena Montezuma pasticcio (dramma per musica) Giacomo Insanguine,
Josef Myslivecek,
Gian Francesco de Majo,
Baldassarre Galuppi,
Nicola Antonio Zingarelli
Teatro (Venier) San Benedetto di Venezia 14 novembre 1789
Zenobia Zenobia di Palmira dramma per musica (opera seria, 1° versione) Pasquale Anfossi Teatro (Venier) San Benedetto di Venezia 26 dicembre 1789
Euterpe L'armonia cantata a 2 voci Pasquale Anfossi Teatro (Venier) San Benedetto di Venezia 11 gennaio 1790
Zenobia Zenobia in Palmira dramma per musica Giovanni Paisiello Real Teatro San Carlo di Napoli 30 maggio 1790
Semiramide La vendetta di Nino dramma per musica (opera seria, 1° versione) Francesco Bianchi Real Teatro San Carlo di Napoli 12 novembre 1790
Cora Pizzarro nelle Indie opera seria Marcello Bernardini "Marcello da Capua” Real Teatro San Carlo di Napoli 23 gennaio 1791
Emilia Lucio Papirio dramma per musica (opera seria) Gaetano Marinelli Real Teatro San Carlo di Napoli 30 maggio 1791
Briseide Briseide opera Ferdinando Robuschi Real Teatro San Carlo di Napoli 13 agosto 1791
Antigona Antigona opera seria Peter von Winter Real Teatro San Carlo di Napoli 4 novembre 1791
Achinoa Gionata oratorio (azione sacra scenica) Niccolò Piccinni Real Teatro San Carlo 4 marzo 1792
Aspasia I giuochi di Agrigento dramma per musica (1° versione) Giovanni Paisiello Teatro alla Fenice di Venezia (inaugurazione) 16 maggio 1792
Astasia Tarara o sia La virtù premiata dramma per musica (opera seria) Francesco Bianchi Teatro alla Fenice di Venezia 26 dicembre 1792
Ines Ines de Castro dramma per musica Giuseppe Giordani "Giordaniello” Teatro alla Fenice di Venezia 28 gennaio 1793
Evelina Evelina (or the Triumph of the English over the Romans)[11] dramma per musica Antonio Sacchini King's Theatre, Londra 10 gennaio 1797
Zenobia Zenobia dramma per musica (opera seria) Lord Richard Mount-Edgcumbe King's Theatre in the Haymarket di Londra 22 maggio 1800
Ines Ines de Castro dramma serio per musica Vittorio Trento Imperial Regio Teatro degli Avvalorati di Livorno 9 novembre 1803
Clearco
(in travesti)
I riti d'Efeso dramma eroico per musica Giuseppe Farinelli Teatro alla Fenice di Venezia 26 dicembre 1803
Arsace
(in travesti)
Arsace e Semira dramma eroico (opera seria) Francesco Gnecco Teatro alla Fenice di Venezia 31 dicembre 1803

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa è la versione riportata da Carr; secondo l’enciclopedia curata da Caruselli ed il Dizionario di Rosenthal e Warrack, i dati corretti dovrebbero essere quelli ripresi nella presente voce, mentre Staccioli e Genesi anticipano addirittura al 1755 la data della sua nascita a Monticelli d'Ongina.
  2. ^ Secondo Staccioli e Carr, ella avrebbe addirittura debuttato all’Opéra già nel 1776 cantando negli entr'acte dell'Ifigenia in Aulide di Gluck; tale versione è anche confermata dal sito Amadeus Almanacco, accesso 2 febbraio 2009, il quale precisa anche il ruolo interpretato dalla Banti (Diana)
  3. ^ Staccioli.
  4. ^ Da Ponte, op. cit. , versione digitale: la Banti “era una femminaccia ignorante, sciocca e insolente, che, avvezza nella sua prima giovinezza a cantar pei caffè e per le strade, portò sul teatro, dove la sola voce la condusse, tutte le abitudini, le maniere e i costumi d'una sfacciata Corisca [personaggio negativo de Il pastor fido, n.d.r.]. Libera nel parlare, più libera nelle azioni, dedita alla crapola, alle dissolutezze ed alla bottiglia, appariva sempre quello che era in faccia di tutti, non conosceva misure, non aveva ritegni; e, quando alcuna delle sue passioni era stuzzicata dalle difficoltà o dalle opposizioni, diventava un aspide, una furia, un demone dell'inferno, che avrebbe bastato a sconvolgere tutto un impero, nonché un teatro".
  5. ^ Celletti, R. La grana ..., "San Carlo e Scala", pag. 66.
  6. ^ Mount Edgcumbe, anche compositore dilettante, scrisse per la Banti la sua unica opera Zenobia, andata in scena, per una sola rappresentazione, al King’s Theatre, nel 1800.
  7. ^ "Her voice was of most extensive compass, rich and even, and without a fault in its whole range – a true voce di petto throughout", Mount Edgcumbe, Musical Reminiscences of an Old Amateur Chiefly Respecting Italian Opera in England for Fifty Years from 1773 to 1823, Londra, 1824, citato dal Grove Dictionary, I, pag. 304 (accessibile on line su google.books The second edition, continued to the present time, Londra, Clarke, 1827).
  8. ^ Caruselli, S. (a cura di), op. cit., I, pag. 98.
  9. ^ Secondo Staccioli (op. cit.) l'atteggiamento aggressivo della Banti era limitato all'ambiente teatrale: al di fuori di esso, "era amabilissima, avendo assimilato i modi delle dame aristocratiche, le quali facevano a gara per averla ai loro ricevimenti".
  10. ^ Per ulteriori dettagli, cfr. Genesi, passim
  11. ^ Traduzione in italiano, a cura di Lorenzo Da Ponte, dell'opera postuma di Sacchini Arvire et Évélina (William Thomas Parke, Musical Memoirs: Comprising an Account of the General State of Music in England ..., Londra, Colburn & Bentley, 1830, I, p. 244 (copia in google.books).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Bruce Carr, Banti, Brigida Giorgi, in Stanley Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, Oxford University Press, 1992, I, pp. 303/304
  • Salvatore Caruselli (a cura di), Grande enciclopedia della musica lirica, Voll. 4, Longanesi &C. Periodici S.p.A., Roma
  • Rodolfo Celletti, La Grana della Voce. Opere, direttori e cantanti, Baldini&Castoldi, Milano, 2000
  • Rodolfo Celletti, Storia del belcanto, Discanto Edizioni, Fiesole, 1983
  • Lorenzo Da Ponte, Memorie, Bari, G. Laterza, 1918, oggi liberamente disponibile in forma digitale c/o Università degli studi di Roma La Sapienza Biblioteca Italiana; titolo originario: Memorie di Lorenzo da Ponte da Ceneda scritte da esso, New York, 1823-27, edizione ampliata 2/1829-30
  • Mario Giuseppe Genesi, Una primadonna tardosettecentesca: B. Giorgi-Banti (1755 - 1806), Monticelli D'Ongina, Ediz.Pro Loco, 1991.
  • Mario Giuseppe Genesi,"E non m'invola a sì rea fatalità" - Il repertorio di un'Accademica Filarmonica ad honorem: la soprano monticellese Maria Brigida Giorgi-Banti, «Archivio Storico Parmense», XLIII, 1991, pp.189-213
  • Mario Giuseppe Genesi, Nuove testimonianze sul soprano monticellese Giorgi-Banti:una canzone encomiastica di Madrid(1793),la cantata "La Vittoria" di G.Paisiello eseguita a Londra (1794),il sepolcro al Cimitero della Certosa di Bologna (1806),un cammeo postumo dello scrittore Lorenzo Martini(1830), «Archivio Storico Parmense», LVII, 2005, pp.361-405
  • Mario Giuseppe Genesi,La soprano monticellese Brigida G.Banti protagonista a Londra del galà in onore della vittoria dell'ammiraglio Howe a Lizard Point, «Strenna Piacentina», serie III, vol. XII, 1992, pp.156-165.
  • Harold Rosenthal e John Warrack, Dizionario dell'opera lirica, voll. 2, Firenze, Vallecchi editore, 1974 (Titolo originale: The concise Oxford Dictionary of Opera, Oxford University Press, 1964, 1966, 1972)
  • Roberto Staccioli, Giorgi (Banti Giorgi), Brigida, Dizionario Biografico degli Italiani, 2001, volume 55.

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