Brigata paracadutisti "Folgore"

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Brigata paracadutisti "Folgore"
Stemma della Brigata
Stemma della Brigata
Descrizione generale
Attiva 1º gennaio 1963 - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg NATO
Servizio CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo paracadutisti
Dimensione brigata
Guarnigione/QG Livorno, Pisa, Pistoia, Siena, Grosseto, Bracciano e Legnago
Soprannome "La Folgore"
Patrono San Michele Arcangelo e Santa Gemma Galgani
Motto Come Folgore dal cielo... Come Nembo di tempesta
Marcia Come folgore dal cielo
Battaglie/guerre El Alamein
Anniversari 23 ottobre 1942 (El Alamein)
Decorazioni vedi qui
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante attuale Generale di brigata Lorenzo D'Addario
Comandanti degni di nota Alberto Li Gobbi Giuseppe Palumbo Franco Angioni
Bruno Loi Marco Bertolini
Simboli
Basco amaranto, tipico dei paracadutisti Basco amaranto.jpg
Fregio e mostreggiature Par fremost.jpg
Brevetto per paracadutista militare Me par mil.jpg

[senza fonte]

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La Brigata paracadutisti "Folgore" è l'unica grande unità avioportata dell'Esercito Italiano, posta alle dipendenze del Comando delle Forze Operative Terrestri (Verona).

Istituita il 1º gennaio 1963 a Pisa, per trasformazione del preesistente Centro Militare di Paracadutismo, la Brigata ha il suo quartier generale a Livorno ed è dislocata con la maggior parte dei suoi reparti in Toscana (Siena, Pisa, Grosseto, Pistoia) con l'8º Reggimento guastatori paracadutisti a Legnago (VR) e il 185º Reggimento artiglieria paracadutisti a Bracciano (Roma).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

La storia delle unità di fanteria paracadutista in Italia ha origine nel 1938, con la costituzione del Battaglione paracadutisti libici "Fanti dell'Aria"; lo Stato maggiore del Regio Esercito italiano capì in anticipo l'importanza che tale specialità avrebbe potuto ricoprire in caso di conflitto, tanto che programmò di formare ed addestrare ben tre divisioni aviolanciabili: la divisione paracadutisti "Folgore", la "Nembo" e la divisione "Ciclone". La Folgore nacque prima con il nome di "Cacciatori d'Africa", nome che scaturì l'indignazione dei paracadutisti, che se ne presero sempre beffa. Successivamente fu proposto dal re Vittorio Emanuele III il nome odierno, "Folgore", nome che fu accolto con felicità dai paracadutisti. Le vicende del secondo conflitto mondiale portarono poi alla costituzione di unità paracadutiste sia tra le forze armate della Repubblica Sociale Italiana, sia nel nuovo Regio Esercito, cobelligerante con gli Alleati, tanto da rendersi protagonisti dell'ultimo lancio di guerra con l'operazione Herring.

Alla fine del conflitto la sola unità paracadutisti a rimanere in vita fu il Reggimento paracadutisti "Nembo", già inquadrato nel Gruppo di Combattimento "Folgore" che, dopo anni di guerra come unità di fanteria convenzionale, non disponeva più di effettive capacità di aviolancio. Anche le qualifiche di brevetto non erano più conseguibili, in quanto le condizioni di pace precludevano alle forze armate italiane di disporre di unità di paracadutisti (il Reggimento venne infatti convertito di lì a poco in una unità di fanteria convenzionale).

Il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Tuttavia già nel 1946 venne formato a Roma il Centro di esperienze per il paracadutismo militare, rinominato l'anno successivo Centro militare di paracadutismo, che, con mezzi di recupero e nonostante numerose difficoltà, riuscì a riprendere una limitata attività addestrativa di paracadutismo militare.

Nel corso del 1948, con il progressivo allentarsi delle restrizioni imposte dalle condizioni di pace, il Centro si trasferì a Viterbo ed attivò una Compagnia sperimentale paracadutisti, seguita da una seconda, che nel 1952 diedero vita al Battaglione paracadutisti. Gli anni successivi videro una progressiva espansione del Centro, con l'attivazione di un Reparto carabinieri paracadutisti, di un Reparto sabotatori paracadutisti e di altre unità di supporto, e nel 1957 il Battaglione paracadutisti diede vita al 1º Gruppo tattico paracadutisti.

I paracadutisti militari italiani risultarono a quel punto così organizzati:

  • Centro militare di paracadutismo, su:
    • Comando e Compagnia comando
    • Reparto addestramento reclute
    • Ufficio servizi
    • Compagnia aviorifornitori
  • Compagnia carabinieri paracadutisti
  • Compagnia sabotatori paracadutisti
  • 1º Gruppo tattico paracadutisti
  • 1ª Batteria artiglieria paracadutisti

In occasione di questa riorganizzazione, ai paracadutisti fu concesso l'uso del basco grigioverde (in memoria del basco della 184ª Divisione paracadutisti "Nembo") in sostituzione del basco cachi all'epoca in uso nell'Esercito Italiano.

Il 1º Gennaio 1963, a seguito di una ulteriore espansione dei reparti, venne ufficialmente attivata la "Brigata paracadutisti", così organizzata:

  • Comando e compagnia comando
  • Compagnia carabinieri paracadutisti (poi Battaglione)
  • Battaglione sabotatori paracadutisti
  • 1º Reggimento paracadutisti (su 2 battaglioni)
  • Gruppo artiglieria da campagna paracadutisti (su 2 batterie)
  • Sezione elicotteri (dal 1966)
  • Centro addestramento paracadutismo (dal 1964 Scuola militare di paracadutismo), su:
    • Comando e Compagnia comando
    • Battaglione addestramento reclute
    • Ufficio servizi
    • Compagnia aviorifornitori
Una paracadutista della "Folgore", equipaggiata con un Beretta SCP 70/90, in servizio d'ordine durante i XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006.

Il 10 giugno 1967 alla Brigata venne concesso il nome di "Folgore", e pochi giorni dopo il colore del basco diveniva amaranto, per analogia a quello in origine dei paracadutisti britannici e successivamente adottato dalla maggior parte dei reparti militari paracadutisti in tutto il mondo. Secondo altre fonti[1][2], tuttavia, l'adozione del basco amaranto è stato dettato anche dalla volontà di riconciliazione con la città di Livorno, dopo i fatti violenti del 1960, che coinvolsero paracadutisti e livornesi.

Nel 1975, con l'abolizione del livello reggimentale nell'ambito della generale ristrutturazione e razionalizzazione dell'Esercito Italiano, la Brigata paracadutisti "Folgore" venne così riorganizzata:

  • Comando e Compagnia comando
  • 1º Battaglione carabinieri paracadutisti, su:
    • Compagnia comando e servizi
    • Compagnia carabinieri paracadutisti
    • Compagnia allievi carabinieri paracadutisti
  • 2º Battaglione paracadutisti "Tarquinia", su:
    • Compagnia comando e servizi "Aquile"
    • 4ª Compagnia paracadutisti "Falchi"
    • 5ª Compagnia paracadutisti "Pipistrelli"
    • 6ª Compagnia paracadutisti "Grifi"
    • 10ª Compagnia mortai pesanti paracadutisti
  • 5º Battaglione paracadutisti "El Alamein", su:
    • Compagnia comando e servizi "Sorci Verdi"
    • 11ª Compagnia paracadutisti
    • 13ª Compagnia paracadutisti
    • 14ª Compagnia paracadutisti
    • 15ª Compagnia mortai pesanti paracadutisti
  • 9º Battaglione d'Assalto "Col Moschin" (ex Battaglione sabotatori), su:
    • Compagnia comando e servizi
    • Compagnia d'assalto paracadutisti
    • Compagnia allievi d'assalto paracadutisti
  • 185º Gruppo artiglieria paracadutisti "Viterbo", su:
    • Batteria comando e servizi
    • 1ª Batteria artiglieria paracadutisti
    • 2ª Batteria artiglieria paracadutisti
    • 3ª Batteria artiglieria paracadutisti
  • 26º Gruppo squadroni aviazione leggera esercito (ALE) "Giove", su:
    • Squadrone comando e servizi
    • 426º Squadrone elicotteri
    • 526º Squadrone elicotteri
    • Squadrone mantenimento
  • Battaglione logistico "Folgore", su:
    • Compagnia comando e servizi
    • Compagnia rifornimenti
    • Compagnia mantenimento
    • Compagnia trasporti
  • Compagnia esploratori paracadutisti "Folgore"
  • Compagnia controcarri paracadutisti "Folgore"
  • Compagnia genio pionieri paracadutisti "Folgore"
  • Scuola militare di paracadutismo, su:
    • Comando e Compagnia comando
    • Reparto servizi
    • Reparto aviorifornimento e materiali
    • 3º Battaglione paracadutisti "Poggio Rusco" (ex Battaglione addestramento reclute), su:
      • Compagnia comando e servizi
      • 7ª Compagnia paracadutisti "Pantere"
      • 8ª Compagnia paracadutisti "Gazzelle"
      • 9ª Compagnia paracadutisti "Tigre"
      • 10ª Compagnia paracadutisti "Veleno", in seguito 16ª "Grifi"

Negli anni successivi le compagnie Esploratori e Controcarro vennero sciolte ed il loro personale ripartito direttamente tra i battaglioni operativi, mentre la Compagnia genio pionieri venne trasformata in Compagnia genio guastatori, ma la struttura generale della Brigata restò immutata fino al 1991 quando venne costituito ed inserito nella brigata il 183º Battaglione paracadutisti "Nembo". A partire dallo stesso anno iniziò una nuova riorganizzazione dell'Esercito Italiano, con la progressiva reintroduzione del livello reggimentale. I battaglioni continuarono ad esistere, ma inseriti come elemento operativo all'interno di un Reggimento, come segue:

Il 3º Battaglione paracadutisti "Poggio Rusco" non assunse la struttura reggimentale e venne sciolto nel 1998. L'anno successivo la Scuola militare di paracadutismo divenne il Centro addestramento paracadutismo.

Tempi recenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 il 185º Reggimento artiglieria modificò radicalmente le proprie funzioni, divenendo il 185º Reggimento artiglieria terrestre paracadutisti acquisizione obiettivi (dal 2004 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore" - RAO). Nel 2001 gli elicotteristi del 26º Gruppo squadroni "Giove" lasciarono la Brigata e venne sciolta la Compagnia genio guastatori potenziando la componente del genio prima a livello battaglione (8º Battaglione guastatori paracadutisti "Folgore" - 1º giugno 2001) e poi reggimento (8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore" - 13 ottobre 2004).

Nel 2002 il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" esce dai ranghi della Brigata a seguito della separazione dell'Arma dei Carabinieri dall'Esercito Italiano.

Infine nel 2013, nell'ambito della successiva riorganizzazione della Forza Armata, la Brigata transita alla dirette dipendenze di COMFOTER e vede mutare nuovamente la sua composizione. Entrano nella grande unità il 3º Reggimento "Savoia Cavalleria", il  6º Reggimento logistico "Folgore" e il neo ricostituito 185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti. Lasciano invece la Folgore il 9º Reggimento paracadutisti d'assalto "Col Moschin" e il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore".

La Brigata "Folgore" oggi[modifica | modifica sorgente]

Organizzazione attuale.
  • Compagnia comando e supporto logistico "Orsi"
  • 1º Battaglione fanteria paracadutisti "Grizzano", su:
    • 18ª Compagnia fucilieri paracadutisti "Leoni"
    • 19ª Compagnia fucilieri paracadutisti "Linci"
    • 20ª Compagnia fucilieri paracadutisti "Puma"
    • 12ª Compagnia supporto alla manovra paracadutisti "Leopardi"
  • 5º Battaglione fanteria paracadutisti "El Alamein", su:
    • 11ª Compagnia supporto alla manovra paracadutisti "Peste"
    • 13ª Compagnia fucilieri paracadutisti "Condor"
    • 14ª Compagnia fucilieri paracadutisti "Pantere Indomite"
    • 15ª Compagnia fucilieri paracadutisti "Diavoli Neri"
Il 187° in sfilata
  • CoA mil ITA rgt genio 08.png 8º Reggimento guastatori paracadutisti "Folgore" di Legnago (VR), su:
    • Compagnia comando e supporto logistico "Leoni"
    • 8º Battaglione guastatori paracadutisti "Folgore", su:
      • 21ª Compagnia guastatori paracadutisti "Giaguari"
      • 22ª Compagnia guastatori paracadutisti "Angeli Neri"
      • 23ª Compagnia guastatori paracadutisti "Cinghiali"
      • 24ª Compagnia guastatori paracadutisti "Tigri"
  • CoA mil ITA btg logistico folgore.png 6º Reggimento logistico "Folgore" di Pisa
    • Compagnia Comando e Servizi
    • Battaglione mantenimento
    • Battaglione rifornimenti
  • CoA mil ITA centro paracadutismo.png Centro addestramento paracadutismo di Pisa, su:
    • Ufficio addestramento e lanci
    • Ufficio studi ed esperienze
    • Centro sanitario aviotruppe
    • Centro sportivo esercito - sezione paracadutismo
    • Compagnia comando e servizi
    • Compagnia trasporti
    • Battaglione avioriformimenti
    • Reparto corsi

Reparto comando e supporti tattici "Folgore"[modifica | modifica sorgente]

Costituito in Livorno il 1º ottobre 1963 quale Quartier generale della ricostituita Brigata paracadutisti "Folgore", assume la denominazione di Reparto comando e trasmissioni il 1º ottobre 1975. La Compagnia trasmissioni che ne fa parte dal settembre 1977 ha ereditato le tradizioni della 185ª Compagnia genio collegamenti della Divisione "Folgore". Dal 1º gennaio 1994 ingloba a sé la Compagnia genio guastatori paracadutisti "Folgore", assumendo così la denominazione attuale di Reparto comando e supporti tattici e mantenendo tale denominazione anche dopo lo scioglimento della suddetta compagnia a seguito dell'inquadramento nella brigata dell'8º Reggimento genio guastatori paracadutisti. Il Reparto, inquadrato nella Brigata paracadutisti "Folgore" è un'unità di supporto fondamentale destinata al sostegno logistico ed alla sicurezza del Comando Brigata, alla gestione del sistema di trasmissioni dell'intera brigata, a soddisfare le esigenze di mobilità delle varie unità che compongono la Grande Unità elementare. Ha partecipato a tutte le operazioni "fuori area" nelle quali è stato presente il Comando Brigata paracadutisti "Folgore".

183º Reggimento paracadutisti "Nembo"[modifica | modifica sorgente]

183º Reggimento in sfilata il 2 giugno 2006 a Roma

La 184ª Divisione paracadutisti "Nembo" venne costituita nel 1943 come seconda Divisione paracadutisti con l'impiego di nuovi reparti e del 185º Reggimento, già della Divisione "Folgore". La "Nembo" fu inviata alla vigilia dell'8 settembre 1943 in Sardegna dove sarà decimata dalla malaria. Reimpiegata, salvo elementi del III e XII Battaglione che aderirono alla RSI, nella guerra di liberazione italiana trova la sua maggiore gloria nelle battaglia di Filottrano, Case Grizzano e nell'operazione Herring (queste ultime nel Gruppo di Combattimento Folgore, da essa costituito dopo la riconfigurazione della Divisione ).

Alla fine della seconda guerra mondiale diverrà il 183° "Nembo" è sarà utilizzato, come Reggimento prima e Battaglione poi, nella fanteria meccanizzata, passando per le sedi di Belluno, Villa Vicentina, Cervignano del Friuli e Gradisca d'Isonzo. In quest'ultima sede rimarrà fino al 1991, anno in cui si è ricostituito il 183º Battaglione paracadutisti "Nembo", inquadrato questa volta nella Brigata paracadutisti "Folgore". La "Folgore" stessa era stata ricostituita negli anni sessanta con istruttori provenienti proprio dal "Nembo", inquadrato all'epoca nella Divisione meccanizzata "Folgore" di Treviso.

Nel 1993 il battaglione è promosso al rango di Reggimento, e dal 1991 in poi ha partecipato a tutte le missioni internazionali che hanno visto impiegati l'Italia ed i paracadutisti.

185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore"[modifica | modifica sorgente]

Il 185º Reggimento Paracadutisti R.A.O. "Folgore" è inquadrato nella Brigata paracadutisti "Folgore" dal 21 giugno 2013. Il reggimento infatti, in tale data, ha assunto Bandiera di Guerra e tradizioni del 1º reggimento paracadutisti (1941) unità capostipite sia della "Folgore" che della "Nembo", cedendo la Bandiera di Guerra e le tradizioni del 185° d'artiglieria sulla base del quale si è sviluppato dal 2000 in avanti. Attualmente è una delle unità che fa parte delle Forze per Operazioni Speciali dell'Esercito italiano, in quanto i suoi compiti principali sono divenuti la ricognizione, l'acquisizione obiettivi e la guida laser di ordigni "intelligenti" lanciati da aeromobili, attività da svolgere eventualmente in territorio ostile. Il Reggimento è quindi impiegato per operazioni speciali relative alla funzione operativa dell'intelligence militare e al controllo del fuoco finalizzato all'ingaggio di obiettivi ad alta priorità. L'unità rientra nel cosiddetto "bacino FOS" (Forze per Operazioni Speciali), più correttamente Combat Support dedicato alle OS (Operazioni Speciali).

Il personale operativo dell'unità è reclutato attraverso concorsi interni banditi dall'Esercito riservati solamente a VFP-4 (volontari in ferma prefissata di 4 anni), VSP (volontari in servizio permanente), sottufficiali ed ufficiali che vi partecipano, a domanda, previo verifica dei requisiti psicofisici richiesti, provenendo quindi da altre unità dell'Esercito con almeno già un anno di servizio. Non è previsto l'accesso diretto per i VFP-1 (volontari in ferma prefissata di un anno) nemmeno se rinnovata, eccetto che per compiti complementari logistici od amministrativi. Per poter conseguire l'abilitazione di "Acquisitore" è previsto un iter di addestramento molto impegnativo della durata di circa due anni che prevede obbligatoriamente il conseguimento del brevetto militare di paracadutismo.

Il Reggimento, di stanza a Livorno, è stato impegnato con successo in Afghanistan e in Iraq, dove il sergente maggiore Salvatore Marracino ed il maggiore Nicola Ciardelli del Reggimento hanno perso tragicamente la vita.

186º Reggimento paracadutisti "Folgore"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 186º reggimento paracadutisti "Folgore".

Incidenti e fatti d'arme[modifica | modifica sorgente]

Alcuni gravi incidenti o fatti d'arme hanno segnato la storia della brigata, in esercitazioni come in missioni operative o di pace. Tra questi:

  • Il 25 giugno 1967 la strage di Cima Vallona, dove una bomba piazzata da terroristi altoatesini uccise il capitano dei carabinieri del battaglione paracadutisti Tuscania Francesco Gentile e due incursori del battaglione Col Moschin, il Sottotenente Mario Di Lecce e il Sergente Olivo Dordi. Un altro incursore del Col Moschin, sergente Marcello Fagnani, rimase ferito gravemente[3].
  • Il 9 novembre 1971 la tragedia della Meloria, in cui un Lockheed C-130 della Royal Air Force parte di una formazione di dieci aerei da trasporto che carichi di truppe si recava a Villacidro in Sardegna si schiantò sul mare nella zona degli scogli della Meloria; l'aereo era contrassegnato col gesso sulla fiancata dal numero progressivo 4, ed era in volo a bassissima quota per motivi tattici; morirono 46 paracadutisti italiani e 6 membri dell'equipaggio inglese; inoltre un incursore del reggimento Col Moschin, il sergente maggiore Giannino Caria, moriva durante le ripetute immersioni tese al recupero dei corpi alle quali aveva volontariamente partecipato, e verrà insignito della medaglia d'oro alla memoria; il nome in codice col quale l'aereo era noto era "Gesso 4" per le modalità sopra descritte[4].

Le missioni di guerra[modifica | modifica sorgente]

La Brigata è stata impiegata in numerose missioni di "peacekeeping" negli anni recenti.

  • Libano (1982), una delle prime missioni internazionali di pace.
  • Iraq, Kurdistan iracheno (1991), un gruppo tattico paracadutisti opera nel quadro della missione di soccorso umanitario "ITALFOR Airone".
  • Sicilia (1992), la brigata fornisce effettivi all'operazione "Vespri Siciliani" per il controllo del territorio e la difesa di obiettivi sensibili.
  • Somalia (28 dicembre 1992 - 3 settembre 1993), operazione "Restore Hope" (ITALFOR Ibis).
  • Bosnia ed Erzegovina (a partire dal 1996), missione IFOR poi SFOR.
  • Kosovo, missione KFOR.
  • Albania (1997), partecipazione alla forza di pace FMP.
  • Timor Est (1999)
  • Afghanistan (luglio 2003 - febbraio 2004), missione Enduring Freedom
  • Iraq (aprile - settembre 2005), operazione Antica Babilonia.
  • Sudan, missione Leone.
  • Libano (aprile 2007), operazione Leonte 2 sotto egida dell'ONU (risoluzione 1701), a seguito della guerra tra Israele ed Hezbollah dell'estate del 2006.|
  • Afghanistan (aprile - ottobre 2009), la Brigata paracadutisti schiera il Comando e le Task Forces del Regional Command West e il contingente italiano in Kabul. Nel corso della missione i paracadutisti sono impegnati in operazioni contro i guerriglieri Talebani rimanendo coinvolti in diversi conflitti a fuoco ed attentati con IED sepolte nel terreno o autobomba. Il 17 settembre 2009, un attentatore suicida, alla guida di un'auto imbottita con 150 kg di esplosivo, si è fatto esplodere contro un convoglio di ritorno dall'aeroporto di Kabul, causando la morte di 6 paracadutisti che si trovavano sui due blindati Lince coinvolti nell'esplosione.[6] I paracadutisti della Folgore sono stati i primi Italiani ad essere videoripresi in combattimento in Afghanistan (6 ottobre 2009), grazie al giornalista Rai Nico Piro. Immagini mai viste prima e discordanti con lʼetichetta di missione di pace data alla missione italiana in Afghanistan. Il video della battaglia di Parmakan è stato ripubblicato da diversi siti di informazione[7][8], quotidiani[9] e rilanciato dallʼagenzia di stampa ANSA e APCOM[10].
  • Afghanistan (aprile - ottobre 2011), Comando e Task Forces del Regional Command West.

Il caso Restore Hope: torture ed abusi in Somalia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 vennero pubblicate da parte del settimanale Panorama fotografie riguardanti le violenze subite da alcuni somali da parte di alcuni paracadutisti della "Folgore" (tra cui la foto di un civile con degli elettrodi posizionati sui genitali), riferite al 1993 e scattate nel campo di Johar, accompagnate dal resoconto di un caporalmaggiore che lanciava accuse sull'intera gestione della missione.

Al seguito di tale servizio venne aperta un'inchiesta presso la Procura di Livorno, e fu attivata una Commissione governativa che sentì varie testimonianze. La Commissione, pur smentendo alcune accuse da parte dei civili somali, appurò che vi furono degli episodi di violenza da parte dei militari, e riconobbe alcune responsabilità dei comandi militari della missione. Il presunto responsabile dell'atto, condannato in primo grado nel 2000, non è arrivato a un definizione definitiva della sua posizione a causa della sopraggiunta prescrizione.[11]

Tra i testimoni dell'accusa, il somalo Hashi Omar Hassan, che però il 12 gennaio 1998 venne arrestato per concorso nel duplice omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin; il somalo era arrivato in Italia su invito degli inquirenti sul caso delle presunte violenze da due giorni per testimoniare alla commissione di inchiesta, ma è stato identificato dall’autista di Ilaria Alpi come uno dei sette membri del commando[12].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«187ºReggimento Paracadutisti "Folgore"»
— Khost (Afghanistan), 15 giugno 2003 - 15 settembre 2003
Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«9ºReggimento Paracadutisti d'assalto"Folgore"»
— Alto Adige/Sudtirolo in operazioni anti terrorismo etnico di matrice tedesco-autonomista (1967-1971) Sardegna (1992) Libano (1982-1984) Irak e in Turchia (1991), Somalia (1992-1993)
Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«9ºReggimento Paracadutisti d'assalto "Folgore"»
— prima guerra mondiale
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«185ª Divisione paracadutisti "Folgore"»
— Depressione di El Qattara, 4 novembre 1942
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«185º Reggimento artiglieria paracadutisti "Folgore"»
— Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«186º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«187º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre 1942
Medaglia d'oro al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor dell'Esercito
«9º Reggimento paracadutisti d'assalto "Folgore"»
— Somalia, 27 dicembre 1992 - 7 settembre 1993
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«9º Reggimento paracadutisti d'assalto "Folgore"»
— Col Moschin, 15 giugno 1918; Col della Berretta, 20 ottobre 1918
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«9º Reggimento paracadutisti d'assalto "Folgore"»
— Colli al Volturno, Guardiagrele, Cingoli, Musone, Esino, 11 febbraio - 25 luglio 1944
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«9º Reggimento paracadutisti d'assalto "Folgore"»
— Guerra per la liberazione d'Italia, 20 marzo - 30 aprile 1945
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«183º reggimento paracadutisti "Nembo"»
— Tossignano, marzo-aprile 1945; Case Grizzano. 19 aprile 1945: zona di Poggio Rusco, 23 aprile 1945
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«183º reggimento paracadutisti "Nembo"»
— Somalia, 21 maggio 1993 - 7 settembre 1993
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«9º Reggimento paracadutisti d'assalto "Folgore"»
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«186º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Somalia, 27 dicembre 1992 - 8 giugno 1993
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«187º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Somalia, 27 dicembre 1992 - 8 giugno 1993
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«185º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Somalia, 29 aprile 1993 - 7 settembre 1993
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«187º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Sarajevo 3 luglio 1996 - 24 marzo 1997
Medaglia d'argento al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor dell'Esercito
«186º Reggimento paracadutisti "Folgore"»
— Dakovica, Belo Polje, Decane, Bica, Grabac (Kosovo) 17-18 marzo 2004
Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«183º reggimento paracadutisti "Nembo"»
— Vajont, ottobre 1963
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore"»
— Valli Santerno, Senio, Sillaro, marzo-aprile 1945 - C.Grizzano, 19 aprile 1945
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«183º reggimento paracadutisti "Nembo"»
— Filottrano, 9 luglio 1944
Medaglia di bronzo al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor dell'Esercito
«183º Reggimento paracadutisti "Nembo"»
— Friuli, 6 -15 maggio 1976
Medaglia di bronzo al valor dell'Esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor dell'Esercito
«8º Reggimento genio guastatori paracadutisti "Folgore"»
— Friuli, 6 - 15 maggio 1976
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«183º Reggimento paracadutisti "Nembo"»
— Filottrano, 8-9 luglio 1944

Riepilogo Medaglie Brigata Folgore[modifica | modifica sorgente]

CoA of the Folgore Brigade.svg Brigata paracadutisti "Folgore"
Numerico Medaglia
3 Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
4 Medaglia d'oro al Valore Militare
1 Medaglia d'oro al valore dell'esercito
4 Medaglia d'argento al valor militare
7 Medaglia d'argento al valor dell'esercito
1 Medaglia d'argento al valore civile
2 Medaglia di bronzo al valor militare
2 Medaglia di bronzo al valor dell'esercito
1 Croce di guerra al valore militare

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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