Boyhood

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Boyhood
Bоyhood (film).png
Ellar Coltrane in una scena del film
Titolo originale Boyhood
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2014
Durata 166 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Richard Linklater
Sceneggiatura Richard Linklater
Produttore Richard Linklater, Cathleen Sutherland, Vincent Palmo Jr. (co-produttore), Sandra Adair (co-produttore)
Produttore esecutivo Jonathan Sehring, John Sloss
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Lee Daniel, Shane Kelly
Montaggio Sandra Adair
Scenografia Rodney Becker
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Boyhood è un film del 2014 scritto e diretto da Richard Linklater.

La lavorazione del film è durata 12 anni, dal 2002 al 2013, per raccontare la crescita di Mason (interpretato da Ellar Coltrane) e il rapporto con i genitori divorziati (interpretati da Ethan Hawke e Patricia Arquette).

Il film ha partecipato in concorso alla 64ª edizione del Festival di Berlino,[1] dove Linklater ha vinto l'Orso d'argento per il miglior regista.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film segue la vita del giovane Mason, dai sei anni, quando frequenta la scuola elementare, fino ai diciotto anni, quando entra al college, raccontando il rapporto con i genitori divorziati, i traslochi, le nuove scuole, i matrimoni falliti della madre, il rapporto conflittuale con la sorella Samantha, la nuova relazione del padre, seguendo anche l'evoluzione degli oggetti d’uso quotidiano, tecnologici e non, e i cambiamenti culturali, sociali e politici degli anni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2002 il regista e sceneggiatore Richard Linklater annuncia che nell'estate inizierà a girare un film, con il titolo provvisorio The Twelve Year Project. Ogni anno, per dodici anni, Linklater ha radunato la stessa troupe e lo stesso cast per girare alcune scene, al fine di seguire la crescita dei personaggi a pari passo con quella degli attori.[3] Le riprese sono iniziate nell'estate 2002 fino a ottobre 2013.[4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima il 19 gennaio 2014 al Sundance Film Festival,[5] a febbraio è stato presentato in concorso al Festival di Berlino.

La pellicola è stata distribuita nelle sale statunitensi da IFC Films a partire dall'11 luglio 2014, mentre nelle sale italiane è uscito il 23 ottobre 2014, distribuito da Universal Pictures.[6]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Accolto con grandi applausi già dalla sua presentazione alla Berlinale, dove si è aggiudicato il premio per la miglior regia, il film ha raggiunto il massimo rating possibile su Rotten Tomatoes[7] e al momento della fugace uscita in sala italiana il quasi unanime consenso della critica:

« Questo esperimento narrativo [...] non vuole cristallizzare intorno a dei protagonisti un sentimento immutabile nel tempo ma celebrare il cambiamento. Il suo racconto passa attraverso momenti in linea di massima ordinari o eventi poco importanti, quel che conta è il passare del tempo, cambiare realmente (non usando del trucco o un altro attore più adulto), per realizzare il sogno del cinema portato all'estremo: mostrare la vita umana mentre si svolge senza rinunciare alla forza comunicativa di un corpo vero che invecchia.[8] »

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi ha vinto a Berlino, ilpost.it, 17 febbraio 2014. URL consultato il 22 agosto 2014.
  2. ^ Berlino 2014: 'Black Coal, Thin Ice' vince il Festival, movieplayer.it, 15 febbraio 2014. URL consultato il 22 agosto 2014.
  3. ^ [Berlino 2014] Boyhood, la recensione, badtaste.it, 13 febbraio 2014. URL consultato il 22 agosto 2014.
  4. ^ Boyhood - la recensione del fim di Richard Linklater girato nel corso di 12 anni, comingsoon.it, 13 febbraio 2014. URL consultato il 22 agosto 2014.
  5. ^ Che cos’è “Boyhood”, ilpost.it, 1º agosto 2014. URL consultato il 22 agosto 2014.
  6. ^ Boyhood, cinema.universalpictures.it. URL consultato il 22 agosto 2014.
  7. ^ Boyhood, Rottentomatoes.com.
  8. ^ Gabriele Niola, Recensione Boyhood ****, MyMovies.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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