Botryllus schlosseri
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Tunicata |
| Classe | Ascidiacea |
| Ordine | Pleurogona |
| Sottordine | Stolidobranchia |
| Famiglia | Styelidae |
| Genere | Botryllus |
| Specie | B. schlosseri |
| Nomenclatura binomiale | |
| Botryllus schlosseri (Pallas, 1766) |
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| Sinonimi | |
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Botryllus violaceus Milne-Edwards, 1841 |
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Botryllus schlosseri (Pallas, 1766) è una ascidia coloniale della famiglia Styelidae.
Indice |
Descrizione [modifica]
Forma colonie incrostanti, di consistenza gelatinosa, lunghe sino a 5 cm e larghe circa 2 cm.
Gli zooidi, lunghi 2–3 mm, sono aggregati in ciuffi da 3 a 16 individui disposti in cerchio attorno a un'apertura cloacale comune, assumendo una tipica forma a fiore o a stella.
La colorazione è estremamente variabile: si va dal bianco al nero, passando per l'arancio, il rosso, il marrone, il verde e il viola.
Può essere confusa con il congenere Botryllus leachii, le cui colonie hanno però in genere forma più allungata e nastriforme.
Distribuzione e habitat [modifica]
È una specie invasiva che negli ultimi 100 anni ha esteso notevolmente il suo areale: è presente su entrambe le sponde dell'Atlantico, dal Maine alla Florida sul versante orientale e dalle isole Faroe sino al Portogallo sul versante occidentale, nonché nel mar Mediterraneo e nel mar Nero.
Cresce su fondali rocciosi, alghe e spesso anche su substrati artificiali (moli, banchine, cime).
Si sviluppa ottimalmente a basse profondità ma è possibile reperirla sino a 100 metri di profondità.
Riproduzione [modifica]
Si riproduce, sia per via sessuale che per gemmazione durante tutto l'anno, con un picco di attività riproduttiva nel periodo dall'autunno alla primavera.
Comportamenti sociali [modifica]
Si sviluppa partendo da larve planctoniche che si bloccano su scogli e si riproducono asessualmente, costituendo in tal modo una colonia omogenea, sia dal punto di vista genetico sia strutturalmente. Talvolta può succedere che due colonie cerchino di mescolarsi; nel caso le larve siano uguali da un punto di vista genetico allora la fusione risulta possibile, altrimenti la colonia ospitante produce sostanze tossiche atte a respingere l'intruso.[1]
Note [modifica]
- ^ David W. Pfenning e Paul W. Sherman. Riconoscere i parenti. Le Scienze 1995; 324: 75.
Bibliografia [modifica]
- Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004, Milano, Il Castello, 2004. ISBN 88-8039-395-2
- Mojetta A., Ghisotti A, Flora e Fauna del Mediterraneo, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-38574-X
- Andrew J. Martinez, Marine Life of the North Atlantic: Canada to New England, Aqua Quest Publications, 2003. ISBN 1-881652-32-7
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Botryllus schlosseri
Collegamenti esterni [modifica]
- ITIS Standard Report Page: Botryllus schlosseri in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato in data 16/06/2008.
- (EN) Catalogue of Life: Botryllus schlosseri. URL consultato in data 15/05/2011.
- (EN) Macrobenthos of the North Sea Botryllus schlosseri. URL consultato in data 14/09/2008.
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