Bosana

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Bosana
Olive cv. Bosana non mature
Olive cv. Bosana non mature
Sinonimi vedi voce
Regione Sardegna
Caratteri botanici e agronomici
Attitudine olio e mensa
Portamento espanso
Foglia ellittico-lanceolata
Caratteristiche dei frutti
Peso medio 2,5-3 grammi
Forma leggermente ovoidale
Simmetria simmetrico
Colore a maturazione nero
Resistenza
Alla mosca media
All'occhio di pavone bassa
Alla rogna alta

La Bosana è la cultivar di olivo più diffusa in Sardegna. L'etimologia del nome è incerta, ma potrebbe fare riferimento ad una presunta origine nel territorio di Bosa. Si ritiene comunque che la cultivar sia di origine spagnola.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

È particolarmente diffusa in tutte le aree a vocazione olivicola del centro e del nord della Sardegna (Sassari, Nurra, Marghine, Planargia) e in misura minore in quelle della Sardegna centro meridionale, in particolare in alcuni comprensori della Provincia del Medio Campidano.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

L'opinione più accreditata è che con la Bosana s'identifichino altre varietà a diffusione locale. Sinonimi citati nella letteratura: Palma, Aligaresa, Algherese, Tonda di Sassari, Sassarese, Olia de Ozzu, Olieddu, Sivigliana piccola, Bosinca. Si tratta per lo più di nomi che identificano altre varietà di diffusione circoscritta che sarebbero tipi locali della Bosana.

Caratteri varietali[modifica | modifica sorgente]

È una cultivar di media vigoria, a portamento espanso, con foglie ellittico-lanceolate, piane, ad apice aperto, di medio sviluppo. Le olive sono di pezzatura media (2,5-3 g), forma leggermente ovoidale, abbastanza simmetrica, con il diametro maggiore verso l'apice. L'apice della drupa arrotondato e privo di umbone. La superficie è cosparsa di numerose lenticelle di piccole dimensioni.

L'invaiatura procede iniziando dall'apice ed è abbastanza scalare. A maturità la colorazione è nera. È una cultivar medio-tardiva, nel Medio Campidano matura fra novembre e dicembre.

Trasformazione[modifica | modifica sorgente]

Olive cv. Bosana raccolte prima dell'invaiatura

Tradizionalmente considerata cultivar a duplice attitudine, in realtà è prevalentemente usata per l'estrazione dell'olio, in grado di dare buone rese. La qualità dell'olio è elevata se le olive sono raccolte precocemente, all'inizio dell'invaiatura.

Le drupe di maggiore pezzatura sono spesso destinate alla trasformazione come olive da mensa, sia verdi sia nere. È considerata un pregio la proprietà di non scolorire durante la lavorazione.

Aspetti agronomici[modifica | modifica sorgente]

È ritenuta una cultivar molto produttiva, adatta per l'impianto di oliveti intensivi anche con sesti abbastanza stretti e forme d'allevamento contenute (es. monocono). Ha una tendenza all'alternanza che si può limitare negli oliveti intensivi con le adeguate cure colturali (concimazione, irrigazione, potatura).

La cultivar ha una media autofertilità, pertanto si avvantaggia della presenza di impollinatori. Fra le cultivar impollinatrici si prestano la Nera di Gonnos (o Tonda di Cagliari), la Pizz'e carroga, la Nera di Oliena (o Nera di Villacidro o Paschixedda), la Cariasina.

Non presenta particolare sensibilità alle principali avversità, fatta eccezione per l'occhio di pavone, soprattutto nei comprensori più umidi della Sardegna centrosettentrionale. Alte anche la resistenza al caldo e alla tignola.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bandino Giovanni, Mulas Maurizio, Sedda Piergiorgio, Moro Carlo. Le varietà di olivo della Sardegna. Cagliari, Consorzio Interprovinciale per la Frutticoltura Cagliari-Oristano-Nuoro, 2001. ISBN 88-900601-1-5 (Edizione non in commercio)
  • Autori vari. Collana di olivicoltura sarda, Vol. I. L'impianto dell'oliveto. Cagliari, Consorzio Interprovinciale per la Frutticoltura Cagliari-Oristano-Nuoro (Edizione non in commercio)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]